Questa scheda rappresenta una sintesi del rapporto di Greenpeace "The
Climate Time Bomb", che raccoglie le principali catastrofi climatiche
avvenute in giro per il mondo a partire dal 1990, che viene periodicamente
aggiornato.
Nel 1990 viene diffuso il primo rapporto dell'IPCC (la Commissione Intergovernativa
sul Cambiamento Climatico), che autorevolmente stabiliva che il clima
globale sta cambiando e che il ruolo delle attività umane in questo fenomeno
è reale. Il rapporto aggiungeva che, a causa di ciò, sono prevedibili
aumenti della temperatura mai avvenuti nel corso della storia dell'uomo
anche se i primi segni del cambiamento climatico avrebbero potuto non
essere chiari per almeno una decade.
Greenpeace ha cominciato a catalogare, in un rapporto intitolato <<The
Climate Time Bomb>> (La bomba climatica a tempo), i maggiori disastri
climatici proprio a partire dal 1990, che aggiorna periodicamente. Dagli
indizi raccolti si può dire che i primi impatti del cambiamento climatico
- che vanno ben oltre l'aumento delle temperature - sono già evidenti.
1. L'aumento delle temperature
La temperatura media globale è cresciuta tra i 0,3 e i 0,6deg.C in 140
anni, da quando cioè si è iniziato a misurarla. A questo bisogna aggiungere
che:
* Gli otto anni più caldi sono avvenuti dopo il 1980.
* Gli anni '80 sono stati in assoluto la decade più calda da quando
si registrano le temperature.
* Il 1990 è stato l'anno più caldo, da quando sono iniziate le misure
delle temperature.
* Il 1991 è stato il terzo anno più caldo, nonostante l'effetto di raffreddamento
indotto dall'eruzione del vulcano Pinatubo
* Il 1993 è stato il sesto anno più caldo del secolo.
* In molte località dell'emisfero boreale il mese di luglio 1994 è il
più caldo mai registrato nella storia.
* Nel Mediterraneo centrale il 1994 è il più caldo degli ultimi 130
anni. In Italia è l'anno più caldo dal 1860.
2. Cresce la siccità, diminuiscono i raccolti
Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, un declino significativo dei
raccolti causato dalla siccità è previsto per l'Africa, l'America Latina
tropicale, e gran parte dell'India e del sud-est asiatico. Colpiti anche
gli USA, il Canada, il Medio Oriente e l'Europa Meridionale.
Molte delle siccità sono collegate all'insolito prolungarsi del fenomeno
della corrente di El Niño, un fenomeno climatico periodico, che in genere
dura dai 12 ai 18 mesi, e che produce condizioni climatiche miti nel Pacifico
orientale. Alcuni climatologi ritengono che il fenomeno di El Niño diverrà
più intenso e frequente con il riscaldamento globale del pianeta.
Nel 1990 le riserve mondiali di grano si riducono a soli 60 giorni,
dopo gli scarsi raccolti dovuti alla siccità in India e USA. In California
è il quinto anno di siccità consecutivo, il periodo più lungo del secolo;
secondo i sondaggi, la preoccupazione per l'acqua risulta seconda solo
alla criminalità. In Perù si registra la peggiore siccità del secolo.
Tra il 1990 e il 1991 un ottavo della cina è colpito dalla siccità,
che minaccia 5,3 milioni di ettari di risaie. Nel 1991, l'Inghilterra
meridionale registra la peggiore siccità del secolo.
Nel 1992 il quarto anno consecutivo di siccità costringono in maggio
Francia e Spagna a misure d'emergenza. A luglio la peggiore siccità mai
registrata in Danimarca causa una perdita dei raccolti di circa 1 miliardi
di dollari. Ad agosto la peggiore siccità in 150 anni colpisce l'Austria
con infestazioni di parassiti e gravi perdite; la Siberia è colpita dalla
peggiore siccità in 100 anni. A novembre in Grecia esponenti religiosi
invitano i credenti a pregare per l'acqua. In Sudafrica gli allevatori
colpiti dalla siccità combattono per accedere alle riserve di caccia,
mentre in Zambia la siccità prosciuga le dighe. In Perù 67000 alpaca,
principale fonte di guadagno nei villaggi montani, sono minacciati dalla
siccità.
Nel 1993 in Brasile, dopo 4 anni di siccità, i contadini affamati del
Nordeste saccheggiano i negozi per il cibo. La siccità che colpisce Zimbabwe,
Zambia, malawi, Angola, Mozambico, namibia, Botswana e Sudafrica è dichiarata
la peggiore a memoria d'uomo. In Australia la peggiore siccità del secolo
colpisce il Queensland del nord-est. In Italia, nonostante le alluvioni,
è piovuto oltre il 20% di meno della media; la diminuzione è stata del
30% a Roma, del 35% a Napoli, del 37% a Venezia, del 55% a Catania, del
56% a Bari e del 70% ad Ancona.
3. Aumentano gli incendi
A causa della siccità, dalla metà degli anni '80, un anomalo numero
di incendi gravi ha distrutto foreste e abitazioni in giro per il mondo.
Nel 1990, 600.000 ettari di foreste sono devastati dagli incendi in
Mongolia. Nel 1991, l'Indonesia è colpita dai peggiori incendi della sua
storia, mentre in California migliaia di ettari di foreste vicino Oakland
vanno in fumo. Nel 1992 in Siberia gli incendi hanno distrutto 800.000
ettari di foreste e paludi. A settembre una serie di incendi devasta lo
Zimbabwe. Secondo alcuni ricercatori canadesi l'aumento delle temperature
è la causa degli incendi nei Territori del Nord-Ovest. Nel 1993 gli incendi
in California causano danni per oltre 1 miliardo di dollari.
In Italia, secondo un rapporto del Wwf, nel 1992 il numero degli incendi
è risultato superiore del 26,5% alla media del periodo 1982-92. Oltre
metà dei roghi riguardano le zone alpine e, secondo il Corpo Forestale
dello Stato, sono dovuti anche al cambiamento delle condizioni climatiche
- calde e secche - sempre più favorevoli alla diffusione del fuoco. Nei
primi sei mesi del 1993, il numero degli incendi è cresciuto del 21% rispetto
all'anno precedente.
Australia, gennaio 1994: Sydney è accerchiata dagli incendi, dovuti
a un anomalo prolungamento di condizioni secche, calde e ventose che alimentano
più di 150 incendi nello Stato del Nuovo Galles del Sud in Australia.
4. Nevica di meno, i ghiacciai si ritirano, i poli si assottigliano
I ghiacciai vanno ritirandosi sulle montagne quasi ovunque nel mondo,
cosa che secondo alcuni è la più evidente prova dell'effetto serra. Nel
1990 le analisi delle bolle d'aria nel ghiaccio dimostrano che la temperatura
media, calcolata nel periodo 1937-1987, è stata la più alta negli ultimi
12.000 anni.
In Italia, tra il 1989 e il 1990, il ghiacciaio Scersen del Bernino
si è ritirato di 82 metri. Quello del Calderone sul Gran Sasso, l'unico
degli Appennini che negli anni '60 rappresentava un tipico panorama "alpino",
è pressoché scomparso.
La NASA mette in evidenza nel 1990 una generale instabilità della calotta
antartica occidentale. Ciò aggraverebbe l'innalzamento dei mari previsto
dall'IPCC. Nella fascia subartica, a dicembre, alcuni orsi polari rimangono
intrappolati nell'isola Wrangel a causa del prematuro scioglimento dei
ghiacci lungo i 2000 km di costa. In mancanza delle abituali prede, gli
orsi sono costretti a cacciare i trichechi, anch'essi nei guai a causa
del caldo.
Nel 1991 uno studio della NASA mostra come tra il 1978 e il 1987, l'estensione
dei ghiacci nell'Oceano Artico si sia ridotta di circa il 2%.
Nel 1992 uno studio di J.P Bryant e P.B. Reichardt, mostra che lo scioglimendo
dei ghiacci nell'Oceano Artico, libererando l'anidride carbonica e il
metano intrappolato nella tundra, aggravarebbe la situazione. Nel febbraio
1993 un altro studio dell'Università della California e dell'US Forest
Service, pubblicato su Nature, mostra che la tundra artica si è già trasformata
da "pozzo" in sorgente di anidride carbonica.
Uno studio condotto da J. Oerlemans dell'Università di Utrecht e pubblicato
su Science in aprile rivela che negli ultimi 100 anni i più importanti
48 ghiacciai del mondo si sono ritirati di 1,2 km in media.
1994: L'aggiornamento dell'inventario dei ghiacciai fatto in tre anni
di ricerca dal Comitato Glaciologico Italiano mostra che i ghiacciai italiani
sono diminuiti in media del 5% in numero e dell'8,2% in superficie rispetto
al 1958. Il settore più colpito è quello delle Alpi Occidentali.
5. Si modificano gli oceani
Gli oceani sono importanti quanto l'atmosfera nel determinare il clima
del pianeta, in quanto assorbono sia il calore che l'anidride carbonica.
J.P. Bethoux e altri dell'Università di Parigi mostrano nell'ottobre
del 1990 che le acque profonde del Mediterraneo sono più calde di 0,12
deg.C rispetto al 1959 e concludono che questa tendenza potrebbe essere
collegata al riscaldamento globale.
Nel luglio del 1992 al largo delle coste della California, le temperature
nei primi 100 metri di profondità sono aumentate di 0,8 deg.C negli ultimi
42 anni. In settembre, secondo l'Agenzia per la Sicurezza Marittima giapponese,
"il fenomeno del riscaldamento globale è stato provato dall'aumento della
temperatura del mare>>; infatti, in una vasta area dell'Oceano Pacifico
occidentale, a sud del Giappone, la temperatura superficiale risulta aumentata
di 0,7 deg.C negli ultimi anni.
6. I coralli si scolorano
Il metabolismo e il colore dei coralli dipende da certe microalghe,
le zooxanthellae, che vivono nel corallo e senza le quali il corallo non
può crescere. Aumenti di 2-3deg.C anche per pochi giorni possono essere
letali per questi microorganismi, e dunque per i coralli che muoiono e
sbiancano.
Il sistema delle barriere coralline protegge le aree costiere, e in
alcuni casi intere isole, dalla forza distruttiva del mare e del vento,
e costituisce un paradiso per la vita acquatica. La morte dei coralli
espone queste aree a gravi conseguenze ambientali sociali ed economiche.
Si sono registrati vari episodi di moría dei coralli.
1990: esperti USA registrano uno scoloramento dei coralli nei Caraibi
mai notato prima, associato essenzialmente alle temperature del mare più
elevate del solito.
1991: uno scoloramento massiccio dei coralli, e un tasso di mortalità
del 50%, viene registrato nello Stretto di Hormuz, nel Golfo Arabico.
Uno scoloramento dell'85% dei coralli è riportato nelle barriere della
Polinesia francese. Le barriere coralline della Tailandia perdono colore
fino a 8 metri di profondità. La temperatura dell'acqua della regione
è stata di 2 deg.C maggiore del solito. Uno dei maggiori esperti della
barriera corallina, John Odgen, Direttore del Florida Institute of Oceanography,
asseriva che quasi tutte le barriere coralline del mondo mostravano uno
scoloramento dei coralli, lungo le coste di oltre 20 paesi, tra cui Australia,
Cina, Giappone, Panama, Tailandia, Malesia, Filippine, India, Indonesia,
Kenya, gli stati del Mar Rosso, Portorico, Giamaica e Bahamas.
1994: un grave episodio di scoloramento è stato registrato nella laguna
di Thaiti, presumibilmente legato alla temperatura dell'acqua più calda
del normale.
7. Si diffondono le malattie
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ci sono già 110 milioni
di casi di malaria, che causa fino a 2 milioni di morti ogni anno nel
mondo. L'aumento delle temperature sta creando le migliori condizioni
per la diffusione delle zanzare in nuove regioni, tra cui gli USA, l'Australia,
il Regno Unito, il Bangladesh, la Cina e l'Egitto.
1991: ufficiali sanitari australiani riportano in novembre una quadruplicazione
dei casi di malaria dal 1970, e ritengono che l'aumento delle temperature
estive abbia contribuito al fenomeno.
1992: le zanzare tigre asiatiche, che trasmettono l'encefalite equina,
una malattia mortale del cervello, in luglio sono state ritrovate in 24
stati degli USA. In un mondo più caldo, secondo i ricercatori, le zanzare
si diffonderebbero più velocemente .
1992: in dicembre un rapporto del governo del Regno Unito, ipotizza
una possibile reintroduzione nel paese della malaria e di altre malattie
tropicali, compresa la peste bubbonica, come risultato del riscaldamento
globale. Dopo i più recenti caldi inverni, si è verificato un rapido incremento
delle popolazioni di ratti, portatori di malattie.
1994: secondo un articolo del New York Times, la peste polmonare che
ha colpito l'India a fine estate è collegabile alle anomalie climatiche,
collegabili all'effetto serra.
8. Aumentano le infestazioni di parassiti
Tarme, scarafaggi e ragni possono essere considerati tra i più innocui
insetti che abitano nelle case ma, in un mondo che si riscalda, possono
potenzialmente rovinare i raccolti, le foreste e la salute umana. I segni
della diffusione di questi insetti sono già visibili:
1991: un'invasione di moscerini attacca in novembre i raccolti di frutta
invernale e di verdura della California, causando la dichiarazione dello
stato di emergenza.
1992: in Inghilterra, la successione di più inverni più miti del solito,
causa la diffusione di ragni, pulci, pidocchi e altri insetti. Piogge
intense dopo una lunga siccità, attraverso l'Australia orientale in dicembre,
causano la peggiore invasione di cavallette e di sciami di larve tra i
greggi di pecore registrata negli ultimi anni.
1992-93: tre estati calde di seguito fomentano la peggiore infestazione
di parassiti della corteccia che si ricordi, devastando migliaia di ettari
delle foreste tedesche e austriache. Popolazioni voraci di tarme denudano
le foreste e i terreni coltivati nell'Inghilterra del sud, in Scozia e
nell'Europa centrale. In luglio in Ungheria, gli inverni miti e la siccità
vengono additati come causa della prima invasione di cavallette, mai registrata
in 60 anni.
9. Le tempeste si intensificano
Il riscaldamento globale causerà, secondo i climatologi, l'aumento dell'intensità
e della frequenza delle tempeste, sia alle medie latitudini che nelle
regioni tropicali. Vediamo i principali eventi registrati:
1990: in febbraio il ciclone Ofa colpisce gravemente le Samoa Occidentali;
a ottobre l'uragano Trudy è uno dei più forti mai avvenuti nel Pacifico
orientale.
1991: a settembre il tifone Mireille in Giappone è il più violento degli
ultimi 30 anni. In dicembre la tempesta del secolo, il ciclone Val, sconvolge
le Samoa occidentali, con quattro giorni di vento che soffia a 240 km
all'ora. Acqua e luce interrotte per più di 5 settimane.
1992: l'uragano Andrew devasta in agosto i Caraibi e la costa sud-orientale
degli USA, uccidendo 23 persone e lasciando 250.000 senza tetto. Il più
costoso disastro della storia degli USA ha causato 30 miliardi di dollari,
buona parte dei quali non coperti da assicurazione. Mentre gli USA si
riprendono dal ciclone Andrew, il ciclone Omari si abbatte su un altro
territorio statunitense, l'isola di Guam. Si tratta del più violento ciclone
degli ultimi 16 anni. A settembre il ciclone Iniki è il decimo evento
da oltre un miliardo di dollari di danni degli ultimi 5 anni, e il più
forte abbattutosi nelle Hawaii negli ultimi 50 anni, da quando si registrano
questi eventi. A dicembre il "Grande Nord-orientale del 1992" si abbatte
rovinosamente lungo 900 km della costa USA e allaga la metropolitana di
New York.
1993: in gennaio la pressione barometrica sulle isole Shetland nel Regno
Unito, giunge al minimo storico di 915 millibar. La tempesta che ne risulta
danneggia la petroliera Braer, causando una delle più gravi perdite di
petrolio a mare della storia. Sempre in gennaio, il ciclone Kina è il
secondo in quattro settimane a colpire le isole Fiji, ed il peggiore degli
ultimi 20 anni. In marzo la <<tempesta del secolo>> si abbatte
in Canada, negli USA e a Cuba. I danni coperti dalle assicurazioni ammontano
a 1,6 miliardi di dollari. A settembre il tifone Yancy, il tredicesimo
del 1993, è il più potente della storia del Giappone degli ultimi 50 anni.
Tempeste anormali di enorme distruttività hanno colpito anche le regioni
alle medie latitudini. A dicembre tempeste con forza di uragano colpiscono
la Gran Bretagna, causando la peggiore alluvione degli ultimi 40 anni.
10. Le alluvioni aumentano
In un mondo in preda al caos climatico dovremo abituarci a eventi in
apparenza contraddittori, che accadono allo stesso tempo. Gli scienziati
prevedono più siccità e periodi più brevi di piogge più intense.
1990: tra giugno e agosto piogge monsoniche da record in Burma, Bangladesh
e India causano gravi inondazioni e colpiscono oltre tre milioni di persone.
1991: la peggiore alluvione del secolo colpisce l'Iran del sud in febbraio.
A giugno centomila senzatetto a Bombay, dopo la peggiore alluvione monsonica
mai registrata nella storia, mentre un'anormale tempesta porta neve, pioggia
e vento con la forza di un uragano, nella regione desertica del Cile e
cambia alcune delle zone più secche della Terra in pianure alluvionali.
Sempre a giugno le peggiori alluvioni del secolo lasciano 10 milioni di
senzatetto lungo il fiume Yangtze, in Cina. Ad agosto, la peggiore alluvione
in 50 anni colpisce il Burma e in Austria, il livello del Danubio raggiunge
valori record. In settembre le alluvioni monsoniche del sud-est asiatico
sono le peggiori mai registrate. La Cambogia è colpita dalla peggiore
inondazione a memoria d'uomo. A dicembre la più lunga e sostenuta pioggia
degli ultimi 40 anni causa massicce inondazioni in Egitto e Israele.
1992: in luglio l'inondazione del secolo negli USA devasta nove stati,
lungo il Mississippi, mentre nella provincia cinese di Fujian, la peggiore
alluvione in 50 anni colpisce oltre 9 milioni di persone.
1993: ancora alluvioni nel Midwest USA in settembre. Il terreno è troppo
saturo per assorbire altra pioggia.Lo stesso mese alluvioni massicce nelle
Alpi svizzere, francesi e italiane causano valanghe di fango che sommergono
diversi paesi.
Tra settembre e ottobre alluvione record a Genova (in 4 giorni piove
oltre il doppio di un anno) e Firenze (livello record in 200 anni). In
Italia tra il 1975 e il 1993 si è registrato un aumento del 50% del numero
di alluvioni rispetto ai 25 anni precedenti.
In novembre altre inondazioni nelle Alpi svizzere, mentre il livello
del Lago Maggiore raggiunge il secondo valore del secolo. Lo stesso mese
di nuovo alluvioni nel Midwest statunitense. "Sono qui da 52 anni e questa
è la peggiore che ho mai visto", afferma Bill Holloway, il capo della
polizia.
A dicembre le peggiori alluvioni degli ultimi 60-100 anni colpiscono
il Nord-Europa. Una ventina di paesi in Germania, Francia e Belgio vengono
evacuati. In Olanda si dichiara lo stato di emergenza., mentre gran parte
della Nuova Zelanda meridionale e alluvionata.
1994: dopo una fine estate segnata da trombe d'aria e nubifragi, in
novembre la peggiore alluvione del secolo colpisce il Piemonte, provocando
64 morti e migliaia di miliardi di danni. L'alluvione segue oltre 4 giorni
di pioggia record. Secondo il CNR a causare l'evento metereologico è stata
una prolungata situazione di <<blocco>> atmosferico; queste
genere di eventi causa siccità in estate e alluvioni in inverno, è andato
crescendo: se negli anni '50 si verificava per 60 giorni/anno, negli anni
'90 si verifica per 140 giorni all'anno.
11. Aumentano le perdite delle compagnie assicurative
In un rapporto del 1992, lo speciale Gruppo di Lavoro sull'Effetto Serra
del gigante delle compagnie di riassicurazioni, la Swiss Re, concludeva
che la diminuzione delle precipitazioni e l'aumento della siccità in un
mondo che si va riscaldando, aumenterà il rischio di incendi nei boschi
e nelle foreste. Il rapporto è stato aggiornato nel 1994, confermando
le fosche previsioni.
"Il timore è oggi che l'alta frequenza delle catastrofi sarà una caratteristica
del panorama climatico" Tony Gray, City View, marzo 1993
Negli ultimi cinque anni ci sono stati 15 disastri climatici da oltre
un miliardo di dollari, numerose compagnie assicurative sono fallite,
e i Lloyd's di Londra - la più rispettabile tra le istituzioni britanniche
- è in crisi. Gli allarmi dei dirigenti delle compagnie assicurative,
di solito moderati, sono diventati sempre più terribili:
"Anche uno sguardo superficiale su alcuni dei principi delle riassicurazioni,
rivela la preoccupazione che dovrebbe esistere sullo scenario dell'effetto
serra." J.C. Doornkamp, UK Reinsurance Office Association, 1990.
"Il fatto è che negli ultimi anni i disastri naturali, la cui frequenza
è stata sempre considerata secolare, si sono ripetuti ogni anno in varie
parti del mondo. Sembra difficile credere che si tratti solo di coincidenze.
Sarebbe più corretto dire che, qualunque ne sia la ragione, i disastri
naturali stanno subendo cambiamenti qualitativi." Shiro Horichi, Vicepresidente
Esecutivo, Tokyo Marine and Fire, luglio 1993.
Gli assicuratori rispondono alla situazione alzando i premi o togliendo
del tutto la copertura assicurativa in certe aree. Dal 1990, numerose
delle più importanti compagnie di riassicurazione hanno chiuso i battenti,
a causa dei disastri naturali. Almeno altre due hanno smesso di assicurare
contro questo tipo di rischi.
Settembre 1991: il tifone Mireille in Giappone è il più violento degli
ultimi 30 anni. "Altri disastri come il Mireille... potrebbero mettere
a rischio l'esistenza del settore assicurativo", afferma un funzionario
della Marine and Fire Insurance del Giappone.
1991: il capo esecutivo del FAI Australia, afferma che i disastri naturali
sono stati la causa principale delle perdite di 191 milioni di dollari,
e avverte che alcune parti dell'Australia sono "ai limiti dell'inassicurabile".
1992: la General & Marine, compagnia leader delle Barbados, avverte
che ci può essere una crisi del settore nei Caraibi, se i dirigenti politici
riducono o cancellano la copertura finanziaria per far fronte alla crescita
drammatica dei costi.
1992: a seguito dei cicloni Ofa e Val, l'unica compagnia di assicurazioni
generali delle Samoa Occidentali, annuncia che non rinnoverà le coperture
assicurative alla loro scadenza.
1993: nove compagnie assicurative sono state chiuse in seguito all'uragano
Andrew e al ciclone Iniki. Le due tempeste hanno devastato il settore
assicurativo, con un costo di 16,5 miliardi di dollari per la copertura
dei danni.
1994: così dice Franklin Nutter, presidente della Reinsurance Association
of America: "Il settore assicurativo è in prima linea rispetto ai danni
del cambiamento climatico... che potrebbe mandarlo in bancarotta."
12. Il livello dei mari si innalza
La migliore stima dell'IPCC, per l'innalzamento del livello del mare,
è di una media mondiale di 3-10 mm all'anno. Poiché il 70% della popolazione
mondiale vive in aree costiere, il potenziale impatto di un massiccio
trasferimento delle persone e delle attività economiche è chiaro, anche
per un modesto innalzamento dei mari.
Regno Unito, 1990: un rapporto segreto del governo rivela che parti
del paese dovranno essere abbandonate, nel caso di un innalzamento del
livello del mare. Nel 1992, l'indicazione data al governo è di ritirare
le popolazioni dalla linea di costa, piuttosto che spendere milioni di
sterline per costruire dighe per fermare il mare, mentre nel 1993 il governo
britannico ammette che grandi zone agricole dell'Inghilterra orientale
dovranno essere abbandonate all'avanzata del mare.
Nel 1992 un rapporto dell'UNEP, il Programma Ambientale delle Nazioni
Unite, indica che migliaia di ettari di terreni agricoli in Tailandia
verranno minacciati, se si verificherà l'innalzamento del mare previsto
dall'IPCC.
Nel 1993: il mare finisce sulle strade e dentro le case a Beira, la
seconda città del Monzambico. Il centro cittadino, oggi a due km dalla
costa, mostra già segni di erosione. In Guyana si dichiara il disastro
nazionale, quando pesanti piogge e una marea insolitamente alta si combinano
nello sfondare il sistema di difesa dal mare, di 60 metri di sezione,
lasciando un villaggio e i terreni agricoli sotto 25 cm di acqua..
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