La bomba climatica a tempo
Gli impatti ambientali del cambiamento climatico - scheda sintetica

Questa scheda rappresenta una sintesi del rapporto di Greenpeace "The Climate Time Bomb", che raccoglie le principali catastrofi climatiche avvenute in giro per il mondo a partire dal 1990, che viene periodicamente aggiornato.

Nel 1990 viene diffuso il primo rapporto dell'IPCC (la Commissione Intergovernativa sul Cambiamento Climatico), che autorevolmente stabiliva che il clima globale sta cambiando e che il ruolo delle attività umane in questo fenomeno è reale. Il rapporto aggiungeva che, a causa di ciò, sono prevedibili aumenti della temperatura mai avvenuti nel corso della storia dell'uomo anche se i primi segni del cambiamento climatico avrebbero potuto non essere chiari per almeno una decade.

Greenpeace ha cominciato a catalogare, in un rapporto intitolato <<The Climate Time Bomb>> (La bomba climatica a tempo), i maggiori disastri climatici proprio a partire dal 1990, che aggiorna periodicamente. Dagli indizi raccolti si può dire che i primi impatti del cambiamento climatico - che vanno ben oltre l'aumento delle temperature - sono già evidenti.

1. L'aumento delle temperature

La temperatura media globale è cresciuta tra i 0,3 e i 0,6deg.C in 140 anni, da quando cioè si è iniziato a misurarla. A questo bisogna aggiungere che:

* Gli otto anni più caldi sono avvenuti dopo il 1980.

* Gli anni '80 sono stati in assoluto la decade più calda da quando si registrano le temperature.

* Il 1990 è stato l'anno più caldo, da quando sono iniziate le misure delle temperature.

* Il 1991 è stato il terzo anno più caldo, nonostante l'effetto di raffreddamento indotto dall'eruzione del vulcano Pinatubo

* Il 1993 è stato il sesto anno più caldo del secolo.

* In molte località dell'emisfero boreale il mese di luglio 1994 è il più caldo mai registrato nella storia.

* Nel Mediterraneo centrale il 1994 è il più caldo degli ultimi 130 anni. In Italia è l'anno più caldo dal 1860.

2. Cresce la siccità, diminuiscono i raccolti

Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, un declino significativo dei raccolti causato dalla siccità è previsto per l'Africa, l'America Latina tropicale, e gran parte dell'India e del sud-est asiatico. Colpiti anche gli USA, il Canada, il Medio Oriente e l'Europa Meridionale.

Molte delle siccità sono collegate all'insolito prolungarsi del fenomeno della corrente di El Niño, un fenomeno climatico periodico, che in genere dura dai 12 ai 18 mesi, e che produce condizioni climatiche miti nel Pacifico orientale. Alcuni climatologi ritengono che il fenomeno di El Niño diverrà più intenso e frequente con il riscaldamento globale del pianeta.

Nel 1990 le riserve mondiali di grano si riducono a soli 60 giorni, dopo gli scarsi raccolti dovuti alla siccità in India e USA. In California è il quinto anno di siccità consecutivo, il periodo più lungo del secolo; secondo i sondaggi, la preoccupazione per l'acqua risulta seconda solo alla criminalità. In Perù si registra la peggiore siccità del secolo.

Tra il 1990 e il 1991 un ottavo della cina è colpito dalla siccità, che minaccia 5,3 milioni di ettari di risaie. Nel 1991, l'Inghilterra meridionale registra la peggiore siccità del secolo.

Nel 1992 il quarto anno consecutivo di siccità costringono in maggio Francia e Spagna a misure d'emergenza. A luglio la peggiore siccità mai registrata in Danimarca causa una perdita dei raccolti di circa 1 miliardi di dollari. Ad agosto la peggiore siccità in 150 anni colpisce l'Austria con infestazioni di parassiti e gravi perdite; la Siberia è colpita dalla peggiore siccità in 100 anni. A novembre in Grecia esponenti religiosi invitano i credenti a pregare per l'acqua. In Sudafrica gli allevatori colpiti dalla siccità combattono per accedere alle riserve di caccia, mentre in Zambia la siccità prosciuga le dighe. In Perù 67000 alpaca, principale fonte di guadagno nei villaggi montani, sono minacciati dalla siccità.

Nel 1993 in Brasile, dopo 4 anni di siccità, i contadini affamati del Nordeste saccheggiano i negozi per il cibo. La siccità che colpisce Zimbabwe, Zambia, malawi, Angola, Mozambico, namibia, Botswana e Sudafrica è dichiarata la peggiore a memoria d'uomo. In Australia la peggiore siccità del secolo colpisce il Queensland del nord-est. In Italia, nonostante le alluvioni, è piovuto oltre il 20% di meno della media; la diminuzione è stata del 30% a Roma, del 35% a Napoli, del 37% a Venezia, del 55% a Catania, del 56% a Bari e del 70% ad Ancona.

3. Aumentano gli incendi

A causa della siccità, dalla metà degli anni '80, un anomalo numero di incendi gravi ha distrutto foreste e abitazioni in giro per il mondo.

Nel 1990, 600.000 ettari di foreste sono devastati dagli incendi in Mongolia. Nel 1991, l'Indonesia è colpita dai peggiori incendi della sua storia, mentre in California migliaia di ettari di foreste vicino Oakland vanno in fumo. Nel 1992 in Siberia gli incendi hanno distrutto 800.000 ettari di foreste e paludi. A settembre una serie di incendi devasta lo Zimbabwe. Secondo alcuni ricercatori canadesi l'aumento delle temperature è la causa degli incendi nei Territori del Nord-Ovest. Nel 1993 gli incendi in California causano danni per oltre 1 miliardo di dollari.

In Italia, secondo un rapporto del Wwf, nel 1992 il numero degli incendi è risultato superiore del 26,5% alla media del periodo 1982-92. Oltre metà dei roghi riguardano le zone alpine e, secondo il Corpo Forestale dello Stato, sono dovuti anche al cambiamento delle condizioni climatiche - calde e secche - sempre più favorevoli alla diffusione del fuoco. Nei primi sei mesi del 1993, il numero degli incendi è cresciuto del 21% rispetto all'anno precedente.

Australia, gennaio 1994: Sydney è accerchiata dagli incendi, dovuti a un anomalo prolungamento di condizioni secche, calde e ventose che alimentano più di 150 incendi nello Stato del Nuovo Galles del Sud in Australia.

4. Nevica di meno, i ghiacciai si ritirano, i poli si assottigliano

I ghiacciai vanno ritirandosi sulle montagne quasi ovunque nel mondo, cosa che secondo alcuni è la più evidente prova dell'effetto serra. Nel 1990 le analisi delle bolle d'aria nel ghiaccio dimostrano che la temperatura media, calcolata nel periodo 1937-1987, è stata la più alta negli ultimi 12.000 anni.

In Italia, tra il 1989 e il 1990, il ghiacciaio Scersen del Bernino si è ritirato di 82 metri. Quello del Calderone sul Gran Sasso, l'unico degli Appennini che negli anni '60 rappresentava un tipico panorama "alpino", è pressoché scomparso.

La NASA mette in evidenza nel 1990 una generale instabilità della calotta antartica occidentale. Ciò aggraverebbe l'innalzamento dei mari previsto dall'IPCC. Nella fascia subartica, a dicembre, alcuni orsi polari rimangono intrappolati nell'isola Wrangel a causa del prematuro scioglimento dei ghiacci lungo i 2000 km di costa. In mancanza delle abituali prede, gli orsi sono costretti a cacciare i trichechi, anch'essi nei guai a causa del caldo.

Nel 1991 uno studio della NASA mostra come tra il 1978 e il 1987, l'estensione dei ghiacci nell'Oceano Artico si sia ridotta di circa il 2%.

Nel 1992 uno studio di J.P Bryant e P.B. Reichardt, mostra che lo scioglimendo dei ghiacci nell'Oceano Artico, libererando l'anidride carbonica e il metano intrappolato nella tundra, aggravarebbe la situazione. Nel febbraio 1993 un altro studio dell'Università della California e dell'US Forest Service, pubblicato su Nature, mostra che la tundra artica si è già trasformata da "pozzo" in sorgente di anidride carbonica.

Uno studio condotto da J. Oerlemans dell'Università di Utrecht e pubblicato su Science in aprile rivela che negli ultimi 100 anni i più importanti 48 ghiacciai del mondo si sono ritirati di 1,2 km in media.

1994: L'aggiornamento dell'inventario dei ghiacciai fatto in tre anni di ricerca dal Comitato Glaciologico Italiano mostra che i ghiacciai italiani sono diminuiti in media del 5% in numero e dell'8,2% in superficie rispetto al 1958. Il settore più colpito è quello delle Alpi Occidentali.

5. Si modificano gli oceani

Gli oceani sono importanti quanto l'atmosfera nel determinare il clima del pianeta, in quanto assorbono sia il calore che l'anidride carbonica.

J.P. Bethoux e altri dell'Università di Parigi mostrano nell'ottobre del 1990 che le acque profonde del Mediterraneo sono più calde di 0,12 deg.C rispetto al 1959 e concludono che questa tendenza potrebbe essere collegata al riscaldamento globale.

Nel luglio del 1992 al largo delle coste della California, le temperature nei primi 100 metri di profondità sono aumentate di 0,8 deg.C negli ultimi 42 anni. In settembre, secondo l'Agenzia per la Sicurezza Marittima giapponese, "il fenomeno del riscaldamento globale è stato provato dall'aumento della temperatura del mare>>; infatti, in una vasta area dell'Oceano Pacifico occidentale, a sud del Giappone, la temperatura superficiale risulta aumentata di 0,7 deg.C negli ultimi anni.

6. I coralli si scolorano

Il metabolismo e il colore dei coralli dipende da certe microalghe, le zooxanthellae, che vivono nel corallo e senza le quali il corallo non può crescere. Aumenti di 2-3deg.C anche per pochi giorni possono essere letali per questi microorganismi, e dunque per i coralli che muoiono e sbiancano.

Il sistema delle barriere coralline protegge le aree costiere, e in alcuni casi intere isole, dalla forza distruttiva del mare e del vento, e costituisce un paradiso per la vita acquatica. La morte dei coralli espone queste aree a gravi conseguenze ambientali sociali ed economiche. Si sono registrati vari episodi di moría dei coralli.

1990: esperti USA registrano uno scoloramento dei coralli nei Caraibi mai notato prima, associato essenzialmente alle temperature del mare più elevate del solito.

1991: uno scoloramento massiccio dei coralli, e un tasso di mortalità del 50%, viene registrato nello Stretto di Hormuz, nel Golfo Arabico. Uno scoloramento dell'85% dei coralli è riportato nelle barriere della Polinesia francese. Le barriere coralline della Tailandia perdono colore fino a 8 metri di profondità. La temperatura dell'acqua della regione è stata di 2 deg.C maggiore del solito. Uno dei maggiori esperti della barriera corallina, John Odgen, Direttore del Florida Institute of Oceanography, asseriva che quasi tutte le barriere coralline del mondo mostravano uno scoloramento dei coralli, lungo le coste di oltre 20 paesi, tra cui Australia, Cina, Giappone, Panama, Tailandia, Malesia, Filippine, India, Indonesia, Kenya, gli stati del Mar Rosso, Portorico, Giamaica e Bahamas.

1994: un grave episodio di scoloramento è stato registrato nella laguna di Thaiti, presumibilmente legato alla temperatura dell'acqua più calda del normale.

7. Si diffondono le malattie

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ci sono già 110 milioni di casi di malaria, che causa fino a 2 milioni di morti ogni anno nel mondo. L'aumento delle temperature sta creando le migliori condizioni per la diffusione delle zanzare in nuove regioni, tra cui gli USA, l'Australia, il Regno Unito, il Bangladesh, la Cina e l'Egitto.

1991: ufficiali sanitari australiani riportano in novembre una quadruplicazione dei casi di malaria dal 1970, e ritengono che l'aumento delle temperature estive abbia contribuito al fenomeno.

1992: le zanzare tigre asiatiche, che trasmettono l'encefalite equina, una malattia mortale del cervello, in luglio sono state ritrovate in 24 stati degli USA. In un mondo più caldo, secondo i ricercatori, le zanzare si diffonderebbero più velocemente .

1992: in dicembre un rapporto del governo del Regno Unito, ipotizza una possibile reintroduzione nel paese della malaria e di altre malattie tropicali, compresa la peste bubbonica, come risultato del riscaldamento globale. Dopo i più recenti caldi inverni, si è verificato un rapido incremento delle popolazioni di ratti, portatori di malattie.

1994: secondo un articolo del New York Times, la peste polmonare che ha colpito l'India a fine estate è collegabile alle anomalie climatiche, collegabili all'effetto serra.

8. Aumentano le infestazioni di parassiti

Tarme, scarafaggi e ragni possono essere considerati tra i più innocui insetti che abitano nelle case ma, in un mondo che si riscalda, possono potenzialmente rovinare i raccolti, le foreste e la salute umana. I segni della diffusione di questi insetti sono già visibili:

1991: un'invasione di moscerini attacca in novembre i raccolti di frutta invernale e di verdura della California, causando la dichiarazione dello stato di emergenza.

1992: in Inghilterra, la successione di più inverni più miti del solito, causa la diffusione di ragni, pulci, pidocchi e altri insetti. Piogge intense dopo una lunga siccità, attraverso l'Australia orientale in dicembre, causano la peggiore invasione di cavallette e di sciami di larve tra i greggi di pecore registrata negli ultimi anni.

1992-93: tre estati calde di seguito fomentano la peggiore infestazione di parassiti della corteccia che si ricordi, devastando migliaia di ettari delle foreste tedesche e austriache. Popolazioni voraci di tarme denudano le foreste e i terreni coltivati nell'Inghilterra del sud, in Scozia e nell'Europa centrale. In luglio in Ungheria, gli inverni miti e la siccità vengono additati come causa della prima invasione di cavallette, mai registrata in 60 anni.

9. Le tempeste si intensificano

Il riscaldamento globale causerà, secondo i climatologi, l'aumento dell'intensità e della frequenza delle tempeste, sia alle medie latitudini che nelle regioni tropicali. Vediamo i principali eventi registrati:

1990: in febbraio il ciclone Ofa colpisce gravemente le Samoa Occidentali; a ottobre l'uragano Trudy è uno dei più forti mai avvenuti nel Pacifico orientale.

1991: a settembre il tifone Mireille in Giappone è il più violento degli ultimi 30 anni. In dicembre la tempesta del secolo, il ciclone Val, sconvolge le Samoa occidentali, con quattro giorni di vento che soffia a 240 km all'ora. Acqua e luce interrotte per più di 5 settimane.

1992: l'uragano Andrew devasta in agosto i Caraibi e la costa sud-orientale degli USA, uccidendo 23 persone e lasciando 250.000 senza tetto. Il più costoso disastro della storia degli USA ha causato 30 miliardi di dollari, buona parte dei quali non coperti da assicurazione. Mentre gli USA si riprendono dal ciclone Andrew, il ciclone Omari si abbatte su un altro territorio statunitense, l'isola di Guam. Si tratta del più violento ciclone degli ultimi 16 anni. A settembre il ciclone Iniki è il decimo evento da oltre un miliardo di dollari di danni degli ultimi 5 anni, e il più forte abbattutosi nelle Hawaii negli ultimi 50 anni, da quando si registrano questi eventi. A dicembre il "Grande Nord-orientale del 1992" si abbatte rovinosamente lungo 900 km della costa USA e allaga la metropolitana di New York.

1993: in gennaio la pressione barometrica sulle isole Shetland nel Regno Unito, giunge al minimo storico di 915 millibar. La tempesta che ne risulta danneggia la petroliera Braer, causando una delle più gravi perdite di petrolio a mare della storia. Sempre in gennaio, il ciclone Kina è il secondo in quattro settimane a colpire le isole Fiji, ed il peggiore degli ultimi 20 anni. In marzo la <<tempesta del secolo>> si abbatte in Canada, negli USA e a Cuba. I danni coperti dalle assicurazioni ammontano a 1,6 miliardi di dollari. A settembre il tifone Yancy, il tredicesimo del 1993, è il più potente della storia del Giappone degli ultimi 50 anni. Tempeste anormali di enorme distruttività hanno colpito anche le regioni alle medie latitudini. A dicembre tempeste con forza di uragano colpiscono la Gran Bretagna, causando la peggiore alluvione degli ultimi 40 anni.

10. Le alluvioni aumentano

In un mondo in preda al caos climatico dovremo abituarci a eventi in apparenza contraddittori, che accadono allo stesso tempo. Gli scienziati prevedono più siccità e periodi più brevi di piogge più intense.

1990: tra giugno e agosto piogge monsoniche da record in Burma, Bangladesh e India causano gravi inondazioni e colpiscono oltre tre milioni di persone.

1991: la peggiore alluvione del secolo colpisce l'Iran del sud in febbraio. A giugno centomila senzatetto a Bombay, dopo la peggiore alluvione monsonica mai registrata nella storia, mentre un'anormale tempesta porta neve, pioggia e vento con la forza di un uragano, nella regione desertica del Cile e cambia alcune delle zone più secche della Terra in pianure alluvionali. Sempre a giugno le peggiori alluvioni del secolo lasciano 10 milioni di senzatetto lungo il fiume Yangtze, in Cina. Ad agosto, la peggiore alluvione in 50 anni colpisce il Burma e in Austria, il livello del Danubio raggiunge valori record. In settembre le alluvioni monsoniche del sud-est asiatico sono le peggiori mai registrate. La Cambogia è colpita dalla peggiore inondazione a memoria d'uomo. A dicembre la più lunga e sostenuta pioggia degli ultimi 40 anni causa massicce inondazioni in Egitto e Israele.

1992: in luglio l'inondazione del secolo negli USA devasta nove stati, lungo il Mississippi, mentre nella provincia cinese di Fujian, la peggiore alluvione in 50 anni colpisce oltre 9 milioni di persone.

1993: ancora alluvioni nel Midwest USA in settembre. Il terreno è troppo saturo per assorbire altra pioggia.Lo stesso mese alluvioni massicce nelle Alpi svizzere, francesi e italiane causano valanghe di fango che sommergono diversi paesi.

Tra settembre e ottobre alluvione record a Genova (in 4 giorni piove oltre il doppio di un anno) e Firenze (livello record in 200 anni). In Italia tra il 1975 e il 1993 si è registrato un aumento del 50% del numero di alluvioni rispetto ai 25 anni precedenti.

In novembre altre inondazioni nelle Alpi svizzere, mentre il livello del Lago Maggiore raggiunge il secondo valore del secolo. Lo stesso mese di nuovo alluvioni nel Midwest statunitense. "Sono qui da 52 anni e questa è la peggiore che ho mai visto", afferma Bill Holloway, il capo della polizia.

A dicembre le peggiori alluvioni degli ultimi 60-100 anni colpiscono il Nord-Europa. Una ventina di paesi in Germania, Francia e Belgio vengono evacuati. In Olanda si dichiara lo stato di emergenza., mentre gran parte della Nuova Zelanda meridionale e alluvionata.

1994: dopo una fine estate segnata da trombe d'aria e nubifragi, in novembre la peggiore alluvione del secolo colpisce il Piemonte, provocando 64 morti e migliaia di miliardi di danni. L'alluvione segue oltre 4 giorni di pioggia record. Secondo il CNR a causare l'evento metereologico è stata una prolungata situazione di <<blocco>> atmosferico; queste genere di eventi causa siccità in estate e alluvioni in inverno, è andato crescendo: se negli anni '50 si verificava per 60 giorni/anno, negli anni '90 si verifica per 140 giorni all'anno.

11. Aumentano le perdite delle compagnie assicurative

In un rapporto del 1992, lo speciale Gruppo di Lavoro sull'Effetto Serra del gigante delle compagnie di riassicurazioni, la Swiss Re, concludeva che la diminuzione delle precipitazioni e l'aumento della siccità in un mondo che si va riscaldando, aumenterà il rischio di incendi nei boschi e nelle foreste. Il rapporto è stato aggiornato nel 1994, confermando le fosche previsioni.

"Il timore è oggi che l'alta frequenza delle catastrofi sarà una caratteristica del panorama climatico" Tony Gray, City View, marzo 1993

Negli ultimi cinque anni ci sono stati 15 disastri climatici da oltre un miliardo di dollari, numerose compagnie assicurative sono fallite, e i Lloyd's di Londra - la più rispettabile tra le istituzioni britanniche - è in crisi. Gli allarmi dei dirigenti delle compagnie assicurative, di solito moderati, sono diventati sempre più terribili:

"Anche uno sguardo superficiale su alcuni dei principi delle riassicurazioni, rivela la preoccupazione che dovrebbe esistere sullo scenario dell'effetto serra." J.C. Doornkamp, UK Reinsurance Office Association, 1990.

"Il fatto è che negli ultimi anni i disastri naturali, la cui frequenza è stata sempre considerata secolare, si sono ripetuti ogni anno in varie parti del mondo. Sembra difficile credere che si tratti solo di coincidenze. Sarebbe più corretto dire che, qualunque ne sia la ragione, i disastri naturali stanno subendo cambiamenti qualitativi." Shiro Horichi, Vicepresidente Esecutivo, Tokyo Marine and Fire, luglio 1993.

Gli assicuratori rispondono alla situazione alzando i premi o togliendo del tutto la copertura assicurativa in certe aree. Dal 1990, numerose delle più importanti compagnie di riassicurazione hanno chiuso i battenti, a causa dei disastri naturali. Almeno altre due hanno smesso di assicurare contro questo tipo di rischi.

Settembre 1991: il tifone Mireille in Giappone è il più violento degli ultimi 30 anni. "Altri disastri come il Mireille... potrebbero mettere a rischio l'esistenza del settore assicurativo", afferma un funzionario della Marine and Fire Insurance del Giappone.

1991: il capo esecutivo del FAI Australia, afferma che i disastri naturali sono stati la causa principale delle perdite di 191 milioni di dollari, e avverte che alcune parti dell'Australia sono "ai limiti dell'inassicurabile".

1992: la General & Marine, compagnia leader delle Barbados, avverte che ci può essere una crisi del settore nei Caraibi, se i dirigenti politici riducono o cancellano la copertura finanziaria per far fronte alla crescita drammatica dei costi.

1992: a seguito dei cicloni Ofa e Val, l'unica compagnia di assicurazioni generali delle Samoa Occidentali, annuncia che non rinnoverà le coperture assicurative alla loro scadenza.

1993: nove compagnie assicurative sono state chiuse in seguito all'uragano Andrew e al ciclone Iniki. Le due tempeste hanno devastato il settore assicurativo, con un costo di 16,5 miliardi di dollari per la copertura dei danni.

1994: così dice Franklin Nutter, presidente della Reinsurance Association of America: "Il settore assicurativo è in prima linea rispetto ai danni del cambiamento climatico... che potrebbe mandarlo in bancarotta."

12. Il livello dei mari si innalza

La migliore stima dell'IPCC, per l'innalzamento del livello del mare, è di una media mondiale di 3-10 mm all'anno. Poiché il 70% della popolazione mondiale vive in aree costiere, il potenziale impatto di un massiccio trasferimento delle persone e delle attività economiche è chiaro, anche per un modesto innalzamento dei mari.

Regno Unito, 1990: un rapporto segreto del governo rivela che parti del paese dovranno essere abbandonate, nel caso di un innalzamento del livello del mare. Nel 1992, l'indicazione data al governo è di ritirare le popolazioni dalla linea di costa, piuttosto che spendere milioni di sterline per costruire dighe per fermare il mare, mentre nel 1993 il governo britannico ammette che grandi zone agricole dell'Inghilterra orientale dovranno essere abbandonate all'avanzata del mare.

Nel 1992 un rapporto dell'UNEP, il Programma Ambientale delle Nazioni Unite, indica che migliaia di ettari di terreni agricoli in Tailandia verranno minacciati, se si verificherà l'innalzamento del mare previsto dall'IPCC.

Nel 1993: il mare finisce sulle strade e dentro le case a Beira, la seconda città del Monzambico. Il centro cittadino, oggi a due km dalla costa, mostra già segni di erosione. In Guyana si dichiara il disastro nazionale, quando pesanti piogge e una marea insolitamente alta si combinano nello sfondare il sistema di difesa dal mare, di 60 metri di sezione, lasciando un villaggio e i terreni agricoli sotto 25 cm di acqua..


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