| La
storia del maledetto imbroglio comincia nel 2000, sotto il governo Amato.
Ci sono 200 miliardi da spendere a fine legislatura e qualcuno propone
di usarli contro la lingua blu, un morbo degli ovini appena sbarcato in
Italia. L'Istituto zooprofilattico di Teramo, centro di riferimento per
le malattie esotiche, insiste per una mega-campagna di vaccinazioni. Ma
molti sono contrari. L'unico farmaco disponibile Ë vecchio del '47
e viene dal Sudafrica. Contenendo virus vivi coltivati su linee cellulari,
puÚ importare malattie sconosciute e incontrollabili.
Romano Marabelli,
capo della veterinaria ministeriale e dell'Organizzazione mondiale che
studia le epidemie animali, Ë perplesso. Molti Paesi colpiti non
usano il farmaco. Stati Uniti, Australia, Grecia, Portogallo lasciano
che le bestie si immunizzino da sole.
Anche a Bruxelles non sono convinti. Non Ë un allarme grave come
Mucca pazza, dicono. Ma a Roma sono lanciatissimi, vogliono diventare
l'antemurale contro la malattia, convincono il comitato veterinario di
Bruxelles. CosÏ, la Ue consente all'Italia di partire con procedura
d'urgenza.
La blindatura - Il farmaco non Ë registrato in Europa, dove non ha
passato collaudi nÈ controlli di sicurezza. Non Ë andato al
vaglio di esperti esterni, non ha avuto l'ok dell'Agenzia medica europea
(Emea) e della commissione Ue. Non ha passato, cioË, la trafila cui
i produttori devono sempre sottoporre ogni nuovo farmaco. Mai come in
questo caso si dovrebbe chiamare in causa l'Istituto superiore della sanit‡.
Ma il governo ignora il ruolo di supervisione dell'Iss.
Ora c'Ë Berlusconi, e un nuovo ministro della sanit‡, Girolamo
Sirchia. Il quale affida a Teramo tutti i controlli e le indagini scientifiche.
E quando lo stesso istituto vince anche la gara per l'importazione dei
vaccini e della tecnologia di produzione, si crea una situazione abnorme.
Lo stesso soggetto importa il farmaco, lo elabora, lo verifica, lo distribuisce
e ne studia gli effetti.
Forte di poteri assoluti, Teramo blocca la movimentazione degli animali
vivi in mezzo Centro-Sud, dove la malattia si Ë manifestata, e ordina
di partire a tappeto. Gi‡ che c'Ë, fa vaccinare i bovini, portatori
sani del morbo, che nessuno al mondo aveva mai trattato prima. Sorgono
nuovi dubbi. Ma l'istituto preme. Tranquilli, dice, abbiamo fatto i nostri
test. La direzione dei servizi veterinari si fa convincere. Poi si sapr‡
che le prove erano state fatte appena su 21 bovini e 6 pecore.
Il triangolo - Il gioco Ë tutto dentro Alleanza Nazionale. C'Ë
il ministro Alemanno all'Agricoltura. C'Ë il sottosegretario Cesare
Cursi ai Servizi veterinari. E c'Ë Vincenzo Caporale, capo dell'Istituto
di Teramo, uno che da ambienti Pci Ë finito in quota An dopo un'epica
circumnavigazione per casa-Craxi e Forza Italia. Guida istituzioni importanti:
l'anagrafe bovina (peraltro fallita al Sud), il Centro epidemiologie,
il Comitato di controllo delle diossine.
E quando Alemanno, su invito dell'Ue, istituisce una commissione per quantificare
i prevedibili danni indiretti (mancata vendita di animali) dell'operazione,
e vi mette al vertice (per 150 mila euro l'anno) il suo capo-dipartimento
Giuseppe Ambrosio, costui disegna una griglia di rilevamento-danni cosÏ
stretta che gli effetti collaterali del vaccino sono destinati, in partenza,
ad apparire limitatissimi. Se animali morti ci saranno, insomma, sar‡
quasi sempre per altre cause. Ormai, l'operazione Ë criptata.
Gli errori - Nel gennaio 2002 si parte. Ma non Ë una campagna, Ë
un bombardamento. I veterinari pubblici non bastano, se ne reclutano altri
sul mercato per 20 mila euro a testa in sei mesi. Questi entrano nelle
stalle con disposizioni approssimative, senza istruzioni per rilevare
i danni e per la farmaco-vigilanza, talvolta senza foglietti illustrativi.
Qualcuno usa aghi non sterili, vaccina pecore gravide, malate o in attesa
di accoppiamento.
Ci sono proteste, ma opporsi Ë un problema. Chi rifiuta il vaccino
resta con la stalla sotto sequestro, impossibilitato a vendere bestie
vive fuori provincia. Tranquilli, promettono a Roma, durer‡ poco;
quando avremo vaccinato l'80 per cento degli animali, toglieremo la quarantena.
E per fare pi_ in fretta cominciano a produrre il vaccino in casa, senza
permesso. I laboratori di Teramo non sono autorizzati, ma che importa.
C'Ë l'emergenza.
Il fallimento - A fine campagna si scopre che qualcosa non va. Se ne accorge
la Sardegna, poi l'Abruzzo. Le pecore continuano a morire. Ma la vera
novit‡ Ë che si ammalano i bovini. Gli allevatori denunciano
morÏe, aborti, perdite di latte, caduta di fertilit‡, dimagramenti.
Le pi_ malconce sono proprio le bestie vaccinate.
Non resta che mantenere la quarantena. Per tutti, sani e malati. Il prezzo
della carne crolla, un animale vale ormai meno delle spese di macellazione.
"Chi ci paga?", chiedono gli allevatori. Nessuno, Ë la
risposta, i danni non dipendono dal vaccino. Alcune Asl rifiutano di raccogliere
le orecchie delle bestie morte, o di spedire gli organi malati a Teramo.
Per non demolire il teorema zoppo, nessuno quantifica il disastro, nonostante
l'Europa abbia i soldi pronti per coprirlo.
La paura - No, niente soldi per i poveri cristi. Sono altri a guadagnarci
sopra. I produttori del vaccino, Teramo, i veterinari, la commissione
ministeriale, i commercianti che comprano carne a zero lire, i grandi
produttori che pagano meno la polpetta. Ci guadagna anche la criminalit‡.
In zona blue tongue, un vitello anche sano Ë una perdita tale che
l'allevatore deve abbatterlo subito o venderlo per 20 euro alla camorra.
L'unica che puÚ sdoganarlo da vivo.
La situazione Ë esplosiva ma non succede ancora niente. Tanti hanno
paura. Sono quelli che temono le visite dei Nas, che nascondono piastrelle
fuori norma, fatturazioni mancate, condizioni igieniche imperfette, aborti
non registrati, bestie malate fatte sparire per evitare la distruzione
del branco. Quelli tacciono e piegano il capo.
Altri si arrangiano. Quando scoprono che le bestie non trattate stanno
meglio delle altre, convincono il veterinario a fare vaccinazioni fasulle.
CosÏ, tutti contenti. Gli animali restano sani, il veterinario incassa
la parcella, il ministero puÚ vantare inflessibilit‡. C'Ë
persino chi - come appureranno i giudici a Latina - user‡ l'ago
come arma politica. Votami, altrimenti ti vaccino sul serio.
La metamorfosi - Ma il peggio deve venire. Il morbo Ë un camaleonte,
passa gli sbarramenti, innesca una spirale perversa. Compare un nuovo
sierotipo, ma Teramo gli contrappone un farmaco ancora pi_ "pesante".
CosÏ, il virus sale verso Nord, devasta greggi, provoca sterilit‡,
depressioni immunitarie, febbri, perdita della lana, malformazioni, aborti,
carni gelatinose e immangiabili. Anche il latte diminuisce, ma pochi riescono
a farsi verificare i danni.
Le vacche smagriscono come quelle del Sahel, spesso non si fanno ingravidare,
alcune muoiono d'infarto. I focolai blue tongue diminuiscono, ma la circolazione
virale resta altissima, si allarga a zone montane, di solito immuni. Il
mercato chiede carne ma sono proprio le Asl del Nord a rifiutare come
infette le bestie vaccinate dalle zelanti consorelle del Centro-Sud. Mezzo
Paese Ë in quarantena. Ormai, l'ipotesi che sia proprio l'animale
vaccinato a diffondere malattie comincia a farsi strada.
La rivolta - Cresce il fronte del "no", Alemanno Ë contestato
anche dai suoi di An. Il ministro Sirchia Ë costretto a istituire
una commissione. Ma questa, in assenza di denunce formali, avalla l'operazione
senza visitare nemmeno una stalla. Pare un Vajont. Tutti conoscono la
frana che s'Ë messa in moto, ma nessuno dice "alt, vediamo che
succede". E quando lo zooprofilattico di Sassari propone di studiare
seriamente la diffusione della malattia, la Sanit‡ fa ancora muro.
Solo Teramo, ribadisce, Ë autorizzata a metterci mano. Le energie
scientifiche del Paese sono ignorate, il controllato continua a controllare
se stesso. E l'Italia insiste a vaccinare al buio. Ma ormai Ë guerra.
In luglio, alla Camera dei deputati, il direttore dell'istituto viene
aggredito da rivoltosi. Poco dopo, gli stessi organizzano un convegno
sul tema e invitano numerosi esperti. Questi accettano, ma molti poi disertano
all'ultimo minuto. "Li hanno convinti a tacere", ringhiano gli
allevatori.
Il bubbone - Ma il muro del silenzio si rompe. Quando la provincia dell'Aquila,
in assenza di focolai, viene obbligata alla vaccinazione col solito risultato
di morÏe e aborti, il Tar d‡ ragione ai danneggiati. La giunta
regionale campana chiede a Teramo di verificare la situazione in tempi
brevi. E quando in Sardegna viene isolato un nuovo sierotipo, lo zooprofilattico
Toscana-Lazio tra le conclusioni. La malattia si diffonde, al 90 per cento,
proprio col virus contenuto nel vaccino.
Ma a novembre la Sanit‡, anzichÈ prendere atto del fallimento,
mostra ancora i muscoli. Ordina milioni di dosi di un terzo vaccino, pi_
potente ancora. Poi, a un convegno internazionale dell'Oie, l'Organismo
mondiale che studia le epidemie, celebra il suo trionfo, dichiarando che
i danni registrati sono stati accettabili. Ma Ë una verit‡
di carta. Il disastro galoppa.
(27 novembre 2003)
Fonte:LA REPUBBLICA
STOP ALLE VACCINAZIONI
CHE PROVOCANO PIU’ DANNO DELLA MALATTIA. GLI ALLEVATORI SI RIVOLGONO
AL MINISTRO CHE SPONSORIZZA LE VACCINAZIONI.
Roma, 18 Dicembre
2003
Al Ministro della Salute - On. Girolamo Sirchia
Al Ministro delle politiche agricole e forestali - On. Gianni Alemanno
Al Direttore Generale della Sanit‡ Pubblica Veterinaria - dott.
Romano Marabelli
Al Commissario Straordinario per l'emergenza Blue Tongue - dott. G. Ambrosio
Ai Presidenti delle Commissioni parlamentari sull'Agricoltura di Camera
e Senato
I COMITATI DI ALLEVATORI
DELLE REGIONI LAZIO, ABRUZZO, SARDEGNA, MARCHE, UMBRIA, PUGLIA, CAMPANIA
E TOSCANA
Premesso che
- con Ordinanza del
11-5-2001 il Ministero della salute ha disposto l'avvio di una campagna
vaccinale obbligatoria per l'eradicazione della febbre catarrale degli
ovini, rivolta a fini preventivi nei confronti di tutti i ruminanti e
quindi anche di caprini, bovini e bufalini, utilizzando vaccini attenuati
dei sierotipi 2 e 9;
- a pi_ riprese le
associazioni rappresentative degli allevatori hanno segnalato danni al
patrimonio zootecnico sottoposto a vaccinazione, con particolare riferimento
a calo della produzione lattea, riduzione della fertilit‡, mortinatalit‡
e aborti tardivi in percentuali ben superiori a quelle statisticamente
accettabili, nonchÈ gravi danni economici derivanti dal perdurante
blocco della movimentazione;
- l'Istituto Zooprofilattico
sperimentale di Lazio e Toscana, in un rapporto del 25 ottobre scorso,
ha riferito al Ministero della salute le risultanze del monitoraggio sugli
effetti della vaccinazione in questione effettuato nell'area di propria
competenza mediante utilizzo di stalle-sentinella;
dal suddetto rapporto
si evince quanto segue:
- il 90% dei casi di circolazione virale riscontrati derivano da virus
vaccinale per sieroconversione;
- la circolazione di virus vaccinale Ë stata riscontrata anche in
Comuni indenni dalla malattia e non soggetti a vaccinazione;
- pur non essendo riscontrati casi clinici, la circolazione virale di
derivazione vaccinale costringe al mantenimento delle restrizioni alla
movimentazione;
- con Circolare del
14 ottobre scorso il Ministero della salute, direzione generale della
sanit‡ pubblica veterinaria, ha comunicato a tutte le Regioni che
il 1 Dicembre prossimo intende avviare una nuova campagna nazionale di
vaccinazione contro la blue tongue, con le stesse caratteristiche di quella
gi‡ conclusa, concernente i sierotipi 2,4,9 e 16;
- nel parere del
Comitato Veterinario UE del 27/6/2000 in merito al possibile uso del vaccino
attenuato si afferma testualmente che "ulteriori ricerche sono indispensabili
per valutare l'efficacia e l'innocuit‡ dell'utilizzo di tale vaccino
vivo attenuato nel bovino e nelle capre" e che "...da quanto
sopra si evidenzia il rischio che la vaccinazione in specie quali bovini
e capre possa risultare addirittura dannosa";
- la Decisione CE n.2001/75 del 18/1/2001 prevede, per quanto concerne
la febbre catarrale degli ovini, che "i vaccini acquistati all'estero
per casi di emergenza devono essere testati per ottenere informazioni
significative sulla loro utilizzazione in condizioni epidemiologiche diverse";
- non risultano disponibili
ad oggi adeguati protocolli di sperimentazione sui bovini sia per il vaccino
attenuato utilizzato nella campagna di vaccinazione di cui all'Ordinanza
del 11-5-2001 che per quello da utilizzarsi nella campagna decisa a partire
dal 1 dicembre 2003, nË tali prodotti risultano regolarmente registrati;
- la situazione della
zootecnia delle regioni centrali e meridionali colpite dalla malattia
e dalle conseguenze della vaccinazione Ë attualmente drammatica e
configura il rischio concreto della chiusura di centinaia di aziende e
dell'abbandono di produzioni tipiche e di qualit‡ di assoluto valore
per il Paese;
Chiedono
- di disporre l'immediata
sospensione di ogni nuova iniziativa concernente vaccinazioni con vaccino
attenuato per il contrasto della blue tongue, disponendo invece, d'intesa
con gli Istituti zooprofilattici e con le organizzazioni degli allevatori,
un approfondito monitoraggio sull'intero territorio interessato dalle
precedenti campagne vaccinali al fine di accertare l'effettiva situazione
nelle aziende zootecniche;
- di sottoporre al
pi_ presto alla Commissione europea una proposta di cambiamento delle
attuali direttive in materia di movimentazione degli animali, con particolare
riferimento alla rimozione di alcune restrizioni inutili, ad ulteriore
modifica di quanto gi‡ previsto dalla Decisione CE del 25/11/2003,
previa istituzione di uno specifico sistema di sorveglianza;
- di mettere a punto,
previa adeguata sperimentazione e d'intesa con le organizzazioni degli
allevatori, una nuova strategia per il contrasto della malattia che potr‡
essere fondata sulle seguenti azioni prioritarie:
a) autorizzare tutti
gli Istituti zooprofilattici ad effettuare i test anti blue tongue, anche
con l'ausilio di ring-test attivati e coordinati centralmente;
b) provvedere allo studio entomologico e ad avviare un programma di lotta
contro gli insetti vettori, anche tramite formazione degli operatori interessati,
destinando allo scopo apposite risorse finanziarie;
c) favorire la produzione di vaccini inattivati rendendoli disponibili
per il servizio veterinario delle AA.SS.LL. dopo specifiche indagini di
laboratorio;
d) vaccinare solo gli ovini, non appena disponibile, con il vaccino inattivato,
dopo prove in campo condotte da pi_ organismi competenti, in collaborazione
con gli allevatori ed i veterinari aziendali su piccola, media e grande
scala;
e) informare ed aggiornare i veterinari pubblici, quelli aziendali e gli
allevatori in merito alle problematiche relative alla gestione del piano
vaccinale, compresa la farmaco-vigilanza (rilevamento, verifica e valutazione
anche economica degli eventuali effetti collaterali);
f) realizzare procedure volte al rimborso immediato dei danni diretti
ed indiretti arrecati agli allevatori;
g) finanziare progetti locali rivolti a favorire la regionalizzazione
della filiera della carne bovina e la ripresa di un mercato oggi distrutto
a causa di errati provvedimenti sanitari, con lo sviluppo di moderni centri
di ingrasso e macellazione anche nelle regioni centrali e meridionali.
IL PRESENTE DOCUMENTO
SI E' AVVALSO DELLA COLLABORAZIONE, PER QUANTO ATTIENE ALLA NUOVA STRATEGIA
DI CONTRASTO DELLA MALATTIA, DEI SEGUENTI ESPERTI:
Prof. Luigi Bonizzi - Docente all'Universit‡ di Padova, Facolt‡
di Medicina Veterinaria - Dipartimento di Sanit‡ pubblica, patologia
comparata e igiene veterinaria - sezione di microbiologia e malattie infettive
Dott. Domenico Fenizia - Direttore Generale dell'Istituto Zooprofilattico
Sperimentale del Mezzogiorno
La
Repubblica del 28 Novembre 2003 "LINGUA BLU, STOP AL VACCINO"
Corriere Adriatico del 28 Novembre
2003 "LINGUA BLU", IL VACCINO FA PAURA
Corriere Adriatico del 28 SILENZI: "LE
MARCHE TRANQUILLE"
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