Cresce il biologico in Italia, i dati diffusi nei giorni scorsi dai
mass media evidenziano la tendenza nazionale di crescita della superficie
agricola coltivata biologicamente e l'aumento dei consumatori di prodotti
senza residui chimici.Il dato nazionale riguarda le superfici biologiche
che percepiscono i contributi comunitari. Nelle Marche a queste superfici
vanno aggiunte quelle riconosciute dalla Legge Regionale n.76/97 sull'agricoltura
biologica, per le quali si applicano comunque il regolamento comunitario
2092/91 che detta le norme di coltivazione biologica per tutti i paesi
della Comunità. Gli ettari di superficie coltivati biologicamente
nelle Marche sono passati da 4.500 del 1995 a 32.000 del 1999 sfiorando
il 6 %. Il dato è straordinario perché su 100 ettari di
terreno agricolo coltivato sei sono senza veleni chimici.Dal 1995 ad oggi
c'è stato un trend di crescita spettacolare che ha visto le Marche
in prima fila a livello nazionale anche rispetto ad altre regioni italiane
che hanno una maggiore superficie biologica ma questa è influenzata
fortemente dagli ettari destinati a pascolo e non a coltivazioni intensive.
Fin dall'esordio produttivo le produzioni biologiche delle Marche sono
state destinate principalmente all'esportazione verso il nord Europa.
Oggi invece si sta aprendo il mercato nazionale, come confermano i dati
sull'aumento dei punti vendita e l'incremento della presenza degli "angoli
del biologico" nei supermercati, passati dai 130 del '98 ai 624 nel
1999. Il mercato del biologico cresce anche attraverso nuove e moderne
forme di commercializzazione come quella del franchising per il quale
importanti marchi nazionali hanno espresso positive valutazioni anche
per il mercato marchigiano. A chi pensa ancora che l'agricoltura biologica
sia ideologica ed elitaria, le cifre dicono con chiarezza che la scelta
ecologica nata nelle Marche diversi anni fa, è ormai diventata
un'opzione economica valida e con serie prospettive per tutti gli imprenditori
tecnicamente qualificati e pronti a confrontarsi con il mercato. La spinta
dei Verdi in questa direzione non si esaurisce solo in questo settore
ma la nostra attenzione è rivolta alla corretta gestione di tutto
il territorio con riguardo particolare alla crescente perdita di fertilità
dei terreni a seguito della diminuzione della Sostanza Organica. La siccità
che sta colpendo anche la nostra regione ha un ulteriore impatto sui terreni
dove non ci si è preoccupati di conservare la fertilità
ma l'agricoltura di rapina ha rivolto più attenzione verso i contributi
economici ai seminativi che alla buona pratica agricola e alla qualità dei prodotti.
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