La
vendita diretta dei prodotti agricoli da parte degli imprenditori agricoli
a titolo principale è regolata dall’art. 4 del Decreto Legislativo
n. 228 del 18 maggio 2001. All’agricoltore è data la possibilità
di vendere direttamente al dettaglio, su tutto il territorio nazionale,
prodotti che provengono in misura prevalente dalla propria azienda, mentre
i prodotti non provenienti dalla propria azienda non possono comunque
determinare un reddito superiore agli 80 milioni l’anno.
Possono essere vendute sia materie prime che prodotti trasformati. Il
D.Lgs. 18 maggio 2001 n.228 recita infatti: “La presente disciplina
si applica anche nel caso di vendita dei prodotti derivati, ottenuti a
seguito di attività di manipolazione o trasformazione dei prodotti
agricoli e zootecnici, finalizzate al completo sfruttamento del ciclo
produttivo dell’impresa”.
Per effettuare la vendita è necessario iscriversi al Registro delle
Imprese della Camera di Commercio e rispettare le disposizioni in materia
di igiene e sanità.
L’attività di vendita deve essere preceduta da una comunicazione
al Sindaco almeno 30 giorni prima ai sensi dell’art.4 del Decreto
Legislativo 228/2001 precisando generalità del richiedente, codice
fiscale, ubicazione dell’azienda, partita Iva, numero iscrizione
Registro delle Imprese, tipo di prodotti e modalità con cui si
intende effettuare la vendita. Per vendita diretta si intende anche quella
effettuata via internet, ma questa può essere indifferentemente
realizzata nella sede dell’azienda, sul suolo pubblico o in locali
aperti al pubblico, in fiere e manifestazioni o in modo itinerante. La
comunicazione in questi casi va effettuata al Sindaco del Comune nel quale
si intende effettuare la vendita con l’eccezione della vendita itinerante,
per la quale basta la comunicazione al Sindaco del comune in cui risiede
l’azienda agricola. Nel caso di occupazione di aree pubbliche si
è soggetti all’art. 28 del Decreto Legislativo n.114 del
31 marzo 1998. L’attività di vendita diretta è preclusa
a tutti coloro che abbiano riportato condanne con sentenza passata in
giudicato per delitti in materia di igiene e sanità o di frode
nella preparazione degli alimenti nel quinquennio precedente l’avvio
dell’attività commerciale.
FISCALITA’
Se il produttore applica il regime speciale agricolo o non è soggetto
alla tenuta della contabilità fiscale, non c’è obbligo
di emissione dello scontrino fiscale, ma sarà sufficiente conservare
nei locali di vendita il registro dei corrispettivi dove riportare giornalmente
l’incasso.
Nel caso di vendita effettuata al di fuori dell’azienda agricola
va segnalata all’Ufficio Iva l’ubicazione del punto vendita.
La ricevuta fiscale va compilata da parte di tutti quei produttori che
optano per il regime normale di detrazione IVA ed in tutti quei casi in
cui l’acquirente non è un consumatore finale (ad esempio
un commerciante).
Ai fini IRPEF il reddito derivante dalla vendita dei prodotti propri rientra
nel reddito agrario
NORME IGIENICHE
Il Decreto Legislativo 155/97 disciplina le procedure igienico sanitarie
da applicare nell’azienda agricola per lo svolgimento delle attività
di lavorazione, confezionamento e vendita dei prodotti destinati all’alimentazione
umana.
Per una serie di prodotti tradizionali, valgono anche le norme di cui
al Decreto Legge 173/98 e suo Regolamento di attuazione – D.M. 8
settembre 1999 (1) a cui le Regioni hanno dato attuazione con propri provvedimenti
(per le Marche la Delibera della Giunta Regionale n.2985/98) con cui sono
state introdotte deroghe per la preparazione di numerosi alimenti.(2)
Per la manipolazione aziendale delle carni le norme di riferimento sono
costituite dalla Legge 30 aprile 1962, n.283.
Chi è preposto alla manipolazione e/o vendita dei prodotti alimentari
deve munirsi del Libretto di Idoneità Sanitaria previsto dalla
Legge n.283 del 30 aprile 1962.
Marco Moruzzi
(1)
Decreto Ministeriale 8 settembre 1999
Oggetto:
Regolamento recante norme per l'individuazione dei prodotti tradizionali
di cui all'articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1998,
n. 173.
Registrato alla Corte dei Conti il 22/09/1999
Registro Politiche Agricole e Forestali n.° 264
IL MINISTRO
DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
Visto il decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143, recante il conferimento
alle regioni delle funzioni amministrative in materia di agricoltura e
pesca e riorganizzazione dell'Amministrazione centrale;
Visto l'articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1998, n.
173, recante disposizioni in materia di individuazione dei prodotti tradizionali
agroalimentari;
Visto il decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 155, recante attuazione
delle direttive CE n. 93/43 e n. 96/3, concernenti l'igiene dei prodotti
alimentari;
Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
D'intesa con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome;
Visto il parere del Consiglio di Stato n. 149/99, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 26 luglio 1999;
Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri a norma
dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, effettuata con nota
dell'11 agosto 1999, n. 7732;
A dotta
il seguente regolamento:
Art. 1.
Finalità ed ambito d'applicazione
-
Ai
fini del presente decreto sono considerati prodotti agroalimentari
tradizionali quelli le cui metodiche di lavorazione, conservazione
e stagionatura risultano consolidate nel tempo.
-
Per
l'individuazione dei prodotti agroalimentari tradizionali le regioni
e le province autonome di Trento e Bolzano accertano che le suddette
metodiche sono praticate sul proprio territorio in maniera omogenea
e secondo regole tradizionali e protratte nel tempo, comunque per
un periodo non inferiore ai venticinque anni.
Avvertenza:
Il testo
delle note qui pubblicate e' stato redatto dall'amministrazione competente
per materia, ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente
della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare
la lettura delle disposizioni di legge alle quali e' operato il rinvio.
Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
-
Il decreto
legislativo 4 giugno 1997, n. 143, recante il conferimento alle regioni
delle funzioni
amministrative in materia di agricoltura e pesca e riorganizzazione
dell'Amministrazione centrale, e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
del 5 giugno 1997, n. 129.
-
Il
testo dell'art. 8, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1998,
n. 173, e' il seguente:
"1. Per l'individuazione dei ''prodotti tradizionali'', le procedure
delle metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura il cui
uso risulta consolidato dal tempo, sono pubblicate con decreto del
Ministro per le politiche agricole, d'intesa con il Ministro dell'industria,
del commercio e dell'artigianato, e con la Conferenza permanente per
i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento
e di Bolzano. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
entro sei mesi dalla suddetta pubblicazione predispongono, con propri
atti, l'elenco dei ''prodotti tradizionali''".
-
Il
decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 155, recante "Attuazione
delle direttive 93/43/CEE e 96/3/CE concernenti l'igiene dei prodotti
alimentari", e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 giugno
1997, n. 136.
-
Il
testo dell'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1998, n. 400 (Disciplina
dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei Ministri), e' il seguente: "3. Con decreto ministeriale
possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del
Ministro o di autorità sottordinate al Ministro, quando la
legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di più Ministri, possono essere adottati
con decreti interministeriali, ferma restando la necessità
di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali
ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle
dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati
al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione".
Art. 2.
Elenchi regionali e provinciali dei prodotti agroalimentari tradizionali
-
Le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro sei mesi
dalla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale,
predispongono gli elenchi regionali o provinciali dei propri prodotti
agroalimentari tradizionali.
-
Negli
elenchi di cui al comma 1 devono essere indicate, per ogni prodotto,
le seguenti informazioni:
a. nome del prodotto;
b. caratteristiche del prodotto e metodiche di lavorazione, conservazione
e stagionatura consolidate nel tempo in base agli usi locali, uniformi
e costanti, anche raccolti presso le camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura competenti per territorio;
c. materiali e attrezzature specifiche utilizzati per la preparazione,
il condizionamento o l'imballaggio dei prodotti;
d. descrizione dei locali di lavorazione, conservazione e stagionatura.
-
Le
regioni e le province autonome inviano gli elenchi ed i successivi
aggiornamenti al Ministero per le politiche agricole che provvede
al loro inserimento nell'elenco nazionale di cui all'articolo 3.
Art. 3.
Elenco nazionale
dei prodotti agroalimentari tradizionali
-
E'
istituito presso il Ministero per le politiche agricole l'elenco nazionale
dei prodotti agroalimentari tradizionali.
-
L'elenco
e' formato dai prodotti definiti tradizionali dalle regioni e dalle
province autonome di Trento e di Bolzano ed inseritinei rispettivi
elenchi.
-
Il
Ministero per le politiche agricole cura la pubblicazione annuale
dell'elenco, promuovendone la conoscenza a livello nazionale ed estero,
nell'ambito delle funzioni ad esso attribuite ai sensi dell'articolo
2, comma 3, del decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143.
Nota all'art. 3:
-
Il testo
dell'art. 2, comma 3, del citato decreto legislativo 4 giugno 1997,
n. 143, e' il seguente:
"3. Spettano al Ministero i compiti di riconoscimento e di sostegno
delle unioni, delle associazioni nazionali e degli organismi nazionali
di certificazione; spettano, altresì, i compiti relativi: agli
accordi interprofessionali di dimensione nazionale; alla dichiarazione
di eccezionali avversità atmosferiche; alla prevenzione e repressione
delle frodi nella preparazione e nel commercio dei prodotti agroalimentari
e ad uso agrario; alla raccolta, elaborazione e diffusione di dati
e informazioni a livello nazionale, ai fini del sistema statistico
nazionale e del rispetto degli obblighi comunitari".
Art. 4.
Accesso
alle deroghe
-
Per
i prodotti tradizionali iscritti negli elenchi regionali o provinciali
per i quali risulti necessario accedere alle deroghe previste dall'articolo
8, comma 2, del decreto legislativo n. 173 del 1998, le regioni e
le province autonome inviano al Ministero per le politiche agricole,
per ciascun prodotto interessato, gli elementi relativi alle procedure
operative in grado di assicurare uno stato soddisfacente di igiene
e disinfezione dei materiali di contatto e dei locali nei quali si
svolgono le attività produttive, salvaguardando le caratteristiche
di tipicità, salubrità e sicurezza del prodotto, in
particolare per quanto attiene la necessità di preservare la
flora specifica.
-
Il
Ministero per le politiche agricole trasmette al Ministero della sanità
ed al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato la
documentazione regionale di cui al comma 1, per l'emissione del provvedimento
di deroga in conformità con le disposizioni comunitarie concernenti
l'igiene degli alimenti, ai sensi dell'articolo 8, comma 2, del decreto
legislativo n. 173 del 1998.
-
Copia
del provvedimento di deroga, di cui al comma 2, e' trasmesso dal Ministero
della sanità al Ministero per le politiche agricole, per la
comunicazione alla regione o provincia autonoma competente, nonché
per l'annotazione nell'elenco nazionale a margine del prodotto interessato.
Nota all'art. 4:
-
Il testo
dell'art. 8, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173,
e' il seguente:
"2. Con decreto del Ministro della sanità, di concerto
con il Ministro per le politiche agricole e con il Ministro dell'industria,
del commercio e dell'artigianato, sono definite le deroghe, relative
ai ''prodotti tradizionali'' di cui al comma 1, riguardanti l'igiene
degli alimenti, consentite dalla regolamentazione comunitaria".
Il presente
decreto, munito dal sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta
ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo
a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Roma, 8
settembre 1999
(2)
Elenco dei
prodotti tradizionale della Regione Marche per i quali valgono le deroghe
di al D.L. 173/1998
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Bevande analcoliche, distillati e
liquori
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liquore al cumino
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liquore all'anice
- mistrà
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prunus
di valle rea - lacrima di spino nero
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sapa
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vino cotto - vi' cotto - vi' cuot
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visner
- vino di visciole
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Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazioni
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barbaglia
- goletta
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budellino
di agnello o capretto crudo
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cappone rustico -
cappone nostrale
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carne del cavallo
del catria
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carne della razza
bovina marchigiana
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carne di pecora sopravvissana
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ciarimbolo
– ciaringolo - buzzicco –
ciambudeo
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ciauscolo
– ciabuscolo – ciavuscolo
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cicoli
– ciccioli – sgrisciuli
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coppa di testa – tortella
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fegatelli
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gallo ruspante
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lardo del montefeltro
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lonza – capocollo
– scalmarita
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lonzino
– capolombo
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mazzafegato
– salsiccia matta
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miaccio
– miaggio – migliaccio
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pancetta
arrotolata
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porchetta
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prosciutto
aromatizzato del montefeltro
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prosciutto delle
marche
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salame di fabriano
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salame di frattula
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salame di pecora
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salame di soprassato o soppressato
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salame lardellato
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salsiccia
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salsiccia di
fegato
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spalletta
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tacchino bronzato
rustico o nostrano galnacc – dindo
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Condimenti
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conserva di
pomodori
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pasta di tartufo
bianco
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salamora
di belvedere
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salsa di olive
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Formaggi
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cacio in forma di
limone
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caciotta
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caciotta vaccina
al caglio vegetale
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caprino
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caprino al lattice
di fico
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cascio
pecorino lievito - pecorino fresco "a latte crudo"
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casecc
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formaggio di fossa
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pecorino
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pecorino in botte
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raviggiolo
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slattato
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Grassi (burro, margarina, oli)
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olio extravergine
di oliva monovarietale coroncina
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olio extravergine
di oliva monovarietale mignola
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olio extravergine
di oliva monovarietale piantone di falerone
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olio extravergine
di oliva monovarietale raggia
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olio extravergine
di oliva monovarietale raggiola
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olio extravergine
di oliva monovarietale sargano
di fermo
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olio extravergine
di oliva monvarietale piantone di mogliano
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Paste fresche e prodotti di
panetteria, pasticceria, biscotteria e confetteria
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anicetti
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biscotti di mosto
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biscottini
sciroppati - biscutin'
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bostrengo
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calcione di treia
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calcioni di fave
fritti
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castagnole
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cavallucci
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chichiripieno
o chich́
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ciambella
frastagliata – ciammella strozzosa
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ciambelle
all’anice o anicini
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ciambellone
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cicerchiata
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crescia
– crescia brusca – spianata – cacciannanzi
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crescia
fogliata - crescia fojata - lu rocciu
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crescia
sotto la cenere – torta coi ovi
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cresciolina
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crostata al
torrone
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crostoli
del montefeltro
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fave dei morti
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fristingo
– fristingu – frestinghe
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frittelle di
polenta
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frustenga
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funghetto di offida
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lonza di fico – lonzino di fico – lonzetta di
fico – salame di fico
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maccheroncini di campofilone – capellini di campofilone
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maiorchino
– marocchino
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pan nociato
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pane a
lievitazione naturale
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pane di chiaserna
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pane di pasqua di borgopace
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pizza con le noci
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pizza di pasqua o crescia di pasqua
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pizza o crescia di pasqua al formaggio
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quadrelli pelusi
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rocciata
- erbata
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scroccafusi
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serpe
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sfrappe
- fiocchetti
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sughetti
- sughitti - sciugheti - sapetti
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tacconi
- tacon
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torrone di fichi –
panetto di fichi
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torta di
granoturco in graticola
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ungaracci
- ungarucci
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Preparazioni di pesci, molluschi e
crostacei e tecniche particolari di allevamento degli
stessi
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filetti di trota
affumicati
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Prodotti di origine
animale (miele, prodotti lattiero caseari di vario tipo escluso il burro)
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miele delle marche
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ricotta
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ricotta salata
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Prodotti vegetali allo stato
naturale o trasformati
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bacche di
biancospino in sciroppo
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carciofo monteluponese o scarciofeno
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carciofo violetto
precoce di jesi
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cavolfiore
“precoce di jesi”
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cavolfiore
“tardivo di fano”
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cicerchia
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cipolla di suasa
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composta di
castagne
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cotognata
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farina di
granturco quarantino nostrano del maceratese
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farro “triticum dicoccum”
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germogli di
pungitopo sott’olio
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germogli di tamaro sott’olio
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germogli di
vitalba sott’olio
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gobbo di trodica - cardo di macerata
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granita con pesche
di montelabbate - grattamarianna
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lamponi sciroppati
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marmellata di
bacche di rosa canina
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marmellata di
cotogne e radici di cicoria
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marmellata di
fichi della signora
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marmellata di more
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marmellata di
mosto e mele mostarda
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marmellata di
pomodori verdi
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marrone del montefeltro
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marrone di
acquasanta terme
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marrone di roccafluvione
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mela rosa -
pianella - rosetta - durella - appietta
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mela rozza
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misto di fine
stagione
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oliva ripiena
all'ascolana
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oliva tenera
ascolana del piceno
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olive nere
marinate - olive nere strinate
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orzo mondo tostato
macinato
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pera angelica
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roveja
- rubiglio - corbello
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taccole
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tartufo bianco (tuber magnatum pico)
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tartufo nero
estivo (tuber aestivum vitt.) o scorzone
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tartufo nero pregiato
(tuber melanosporum vitt.)
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visciolata
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visciole e amarene
di cantiano
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visciole essiccate
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visciole sciolte
al sole - visciuli a lu
sole
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