AGRICOLTURA e AGRICOLTURA BIOLOGICA

La Dichiarazione di Vignola
I PROTAGONISTI

IUCN (International Union for the Conservation of Nature and Natural Resources)

"Per influenzare, incoraggiare e assistere le società di tutto il mondo a conservare l'integrità e la diversità della natura, ed assicurare che ogni uso delle risorse naturali sia equo e ecologicamente sostenibile", con questa etichetta l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura si propone come una delle più antiche organizzazioni internazionali ambientaliste.
È stata fondata a Fontainebleu, in Francia, il 5 ottobre del 1948. Oggi l'IUCN comprende 880 organizzazioni, governative e non governative, di 133 Paesi, ed è strutturata in modo molto complesso, con un Congresso mondiale della conservazione, i Comitati nazionali e regionali, il Consiglio, le Commissioni e il Segretariato mondiale, con sede in Svizzera.
I membri dell'IUCN rappresentano entità di ogni provenienza, che operano per la conservazione della natura, tramite tre obiettivi principali: proteggere le specie vegetali e animali minacciate di estinzione, creare parchi nazionali e aree protette, accertare lo stato di conservazione delle specie e degli ecosistemi.
Il lavoro viene svolto su più livelli di concertazione: IUCN consiglia e assiste i governi.
Le organizzazioni e le comunità locali che desiderano determinare le strategie di conservazione e la loro attivazione possono essere assistite e ricevere, purché esistano le risorse finanziarie, gli strumenti necessari per raggiungere i loro scopi.
L'IUCN è anche detentrice di una importante banca-dati e si propone come serbatoio di competenze che può essere utilizzato dai membri per promuovere la conservazione degli ecosistemi naturali.
IUCN sostiene fermamente che la conservazione in situ, cioè nei territori, non potrà essere raggiunta a meno che non si dia il potere alle comunità locali di amministrare le risorse naturali, se indispensabili per la loro sopravvivenza: "solo facendo dei locali, persone volonterose e partecipanti attivi nella conservazione saremo capaci di fare loro dei veri custodi di quelle stesse risorse."

IFOAM (International Federation of Organic Agriculture Movements)

È una federazione, il cui scopo principale è coordinare la rete mondiale di movimenti a favore dell'agricoltura biologica: unisce più di 750 organizzazioni in 105 paesi. Offre un punto di riferimento per lo scambio di informazioni: tramite conferenze a livello internazionale, continentale e regionale, o tramite reti di collegamento e varie pubblicazioni. La crescente importanza delle attività a livello internazionale dà ai movimenti biologici voce ed influenza che non può più essere ignorata dai responsabili delle politiche agricole.
Costituisce inoltre un organo di controllo della qualità dei prodotti biologici e si applica perché questa realtà sia conosciuta da un pubblico il più vasto possibile.
IFOAM è membro della IUCN da molti anni. È impegnata nell'integrazione dell'agricoltura biologica con la conservazione della natura. IFOAM cosciente del fatto che i movimenti per la conservazione della natura dedicavano troppo poca attenzione al ruolo dell'agricoltura nel contesto della conservazione e della protezione ambientale, e che non prendevano in considerazione il potenziale positivo dei metodi proposti dall'agricoltura biologica, decise di sottoporre una mozione dedicata alla promozione dell'agricoltura biologica nel corso del World Conservation Congress della IUCN a Montreal, Canada nell'ottobre 1996. Tale proposta sta raccogliendo, attualmente, alcune risposte positive.

AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica)

Nata nel 1982 con il nome di "Cos'è biologico", e denominata nel 1988 AIAB, è organizzazione federale che con oltre 11.000 aziende socie (1998) meglio rappresenta l'agricoltura biologica italiana. È una ONLUS (organizzazione non lucrativa di utilità sociale) ed ha come obiettivo primario la formazione e la divulgazione. Controlla aziende in tutto il territorio nazionale e qualifica le produzioni italiane, tramite Commissioni di Certificazione composte da rappresentanti delle Associazioni dei consumatori e da esperti tecnico-scientifici. Tra i soggetti del panorama biologico italiano è la più rappresentativa, strutturata in associazioni regionali.

L'AGRICOLTURA BIOLOGICA

L'agricoltura biologica include tutti i sistemi agricoli che promuovono una produzione di cibo e materie prime nel rispetto dell'ambiente, della società e dell'economia.

I punti-chiave dell'agricoltura biologica sono, in genere, così sintetizzati:

  • protezione delle colture tramite metodi di difesa naturali, cioè mantenimento della produzione senza prodotti chimici di sintesi;

  • mantenimento della diversità biologica;

  • uso ottimale delle risorse rinnovabili;

  • nessuna forma di inquinamento provocata da pesticidi e da concimi organici e inorganici.

Tutte le pratiche agricole devono essere finalizzate al mantenimento o all'aumento della fertilità del suolo e delle risorse naturali nel rispetto della complessità ambientale. L'agricoltura biologica riduce al minimo gli input, evita l'uso di concimi chimici di sintesi e pesticidi. L'uso indiscriminato di prodotti chimici per la concimazione o la difesa delle piante coltivate è ritenuta una delle cause principali di squilibrio ambientale e di inquinamento delle acque superficiali e sotterranee. L'adozione di tecniche agricole che includano l'abolizione di concimi e pesticidi di sintesi consente all'agricoltore di risparmiare sui costi e nel contempo di valorizzare la produzione della propria azienda, ottenendo prodotti di qualità che il consumatore mostra di apprezzare e anche di remunerare maggiormente.

La superficie dedicata alle colture biologiche registra ogni anno un forte incremento. Nel 1997 in Italia i dati indicavano 31.118 aziende su 560.000 ettari, con una crescita rispetto all'anno precedente di oltre il 40%, nel 1998 oltre 44.000 aziende (+41%) su circa 800.000 ettari (+43%).

Ufficio stampa Aiab tel.049/87.64.648 fax 049/652.664 e-mail: r.pinton@aiab.it

 


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