LE MEDICINE NON CONVENZIONALI IN EUROPA

di Giancarlo Buccheri

Un'analisi della situazione delle medicine non convenzionali in Europa non è facile, vista la disparità delle situazioni nei vari paesi. Tale diversità va inscritta al pluralismo culturale e scientifico proprio della tradizione europea. Le brevi schede che seguono fanno particolare riferimento alla medicina omeopatica e antroposofica.
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AUSTRIA. La medicina omeopatica e la medicina antroposofica sono riconosciute dagli Ordini dei medici con specialità. Esistono ambulatori di medicina omeopatica presso alcuni ospedali pubblici. I medicinali omeopatici e antroposofici sono rimborsati dal Sistema sanitario pubblico nonché da svariate compagnie d'assicurazione private.
BELGIO. Da una statistica del 1988 risulta che il 40% della popolazione belga ha usato almeno una volta medicine non convenzionali. Omeopatia, chiropratica, osteopatia e agopuntura sono state riconosciute ufficialmente nel 1999. E' previsto in futuro il riconoscimento d'altre medicine non convenzionali. I medicinali omeopatici e antroposofici sono rimborsati, almeno in parte, sia dal Sistema Sanitario Pubblico sia da assicurazioni private.
DANIMARCA. In uno studio del 1994 risulta che il 33% della popolazione danese aveva usato medicina complementare durante l'anno passato. Solo la chiropratica è ufficialmente riconosciuta. I medicinali omeopatici e antroposofici sono riconosciuti come tali.
FINLANDIA. Circa il 50% della popolazione finlandese usa medicine non convenzionali. chiropratici, osteopati e naturopati sono ufficialmente riconosciuti come tali. Le prestazioni di medicina non convenzionale sono rimborsate dal Sistema sanitario pubblico purché fornite da medici, oppure - in certe specifiche condizioni - anche da chiropratici, osteopati e naturopati.
FRANCIA. Il 36% di tutti i medici francesi usa almeno una delle medicine complementari nella propria pratica professionale (dati del 1987). Il 49% della popolazione si rivolge a medicine complementari. I medicinali omeopatici sono rimborsati dal Sistema sanitario pubblico purché prescritti da medici.
GERMANIA. Il 75% di tutti i medici tedeschi usa almeno una delle medicine complementari nella propria pratica professionale (dati del 1995). Nel 1976 sono stati ufficialmente riconosciuti, ai fini della registrazione dei medicinali, tre "particolari indirizzi terapeutici": omeopatia, medicina antroposofica, fitoterapia. Il titolo di "medico omeopata" o di "medico di medicina naturale" è ufficialmente riconosciuto dagli Ordini dei medici. I medicinali omeopatici, antroposofici e fitoterapici sono rimborsati dalle Casse malattia. Gli ospedali e le cliniche di medicina antroposofica fanno parte integrante del servizio sanitario pubblico.
IRLANDA. Tutti i trattamenti praticati da medici abilitati sono coperti dal Sistema sanitario pubblico.
ITALIA. Nessuna medicina complementare è riconosciuta come tale dallo Stato. Esistono tuttavia ambulatori omeopatici presso numerose strutture pubbliche. I medicinali omeopatici e antroposofici sono regolamentati da apposite leggi. Alcune assicurazioni private rimborsano le prestazioni di medicine complementari.
LETTONIA. Agopuntura e medicina omeopatica sono equiparate a specialità allopatiche. Le prestazioni d'agopuntura e di medicina omeopatica sono rimborsate dal Sistema sanitario pubblico nonché da assicurazioni private.
LIECHTENSTEIN. Le prestazioni di medicine non convenzionali vengono rimborsate dalle Casse malattia purché effettuate da medici abilitati.
LUSSEMBURGO. Tutti i medici abilitati sono liberi di scegliere il trattamento di loro scelta. Le prestazioni di medicina complementare vengono rimborsate.
MALTA. I medici sono liberi di praticare medicine non convenzionali. Lo Stato provvede a trattamenti di agopuntura nell'ambito delle strutture pubbliche.
NORVEGIA. Circa il 30% della popolazione norvegese usa medicine non convenzionali, per lo più praticate da personale non medico.
PAESI BASSI. I 50% dei medici olandesi usa anche medicine non convenzionali (dati del 1992), L'80% della popolazione olandese è favorevole alla libertà di scelta terapeutica fra le medicine non convenzionali e il 60% è disposto a pagare maggiori premi assicurativi a tale scopo. Medici omeopatici e antroposofici sono riconosciuti come tali in base ad autocertificazione delle principali associazioni professionali del settore. I medicinali omeopatici e antroposofici sono rimborsati dal Sistema sanitario pubblico e dalle assicurazioni private.
PORTOGALLO. Nel 2000 sono state ufficialmente riconosciute le seguenti medicine non convenzionali: omeopatica, chiropratica, naturopatia, osteopatia, fitoterapia, medicina tradizionale cinese (compresa l'agopuntura), shatsu, medicina antroposofica..
REGNO UNITO. Nell'ambito del Servizio sanitario nazionale esistono ospedali omeopatici. Le prestazioni di medicina complementare sono a carico del Servizio sanitario nazionale se prescritte da medici che vi aderiscono. Alcune assicurazioni private rimborsano prestazioni di medicina complementare. I medicinali omeopatici e antroposofici sono riconosciuti come tali.
RUSSIA. L'uso dell'omeopatia è permesso in ogni clinica ed ospedale. L'omeopatia è riconosciuta come specialità medica.
SPAGNA. Tutti i medici abilitati sono autorizzati ad usare medicine complementari. I medicinali omeopatici sono riconosciuti e regolamentati come tali. Due ospedali pubblici hanno ambulatori di medicina omeopatica. Poche assicurazioni private rimborsano prestazioni di medicina complementare.
SVEZIA. Il 20% della popolazione svedese usa medicine non convenzionali. I medicinali omeopatici sono riconosciuti come tali.
SVIZZERA. Oltre il 60% della popolazione dotata di un'estensiva assicurazione contro le malattie, usa medicine complementari. Le prestazioni di medicina omeopatica, medicina tradizionale cinese, medicina antroposofica, neuralterapia e fitoterapia vengono rimborsate dal Sistema sanitario purché prescritte da medici che abbiano compiuto una formazione post-laurea riconosciuta dalla Federazione dei medici svizzeri. Gli ospedali e le cliniche di medicina antroposofica sono in parte integrati nel servizio sanitario pubblico. Attualmente le cinque medicine complementari citate sono state inserite in un apposito programma di valutazione (Pek) riguardo alla loro efficacia, sicurezza ed economicità.
UCRAINA. Ai medici ucraini è permesso usare medicine complementari. I medicinali omeopatici sono riconosciuti come tali.
UNGHERIA. Le seguenti medicine complementari sono state ufficialmente riconosciute nel 1997: medicina omeopatica, medicina tradizionale cinese e tibetana (inclusa l'agopuntura), odontoiatria biologica, ossigenoterapia, neuralterapia, medicina antroposofica, biorisonanza magnetica.

A fronte di questa variegata situazione, sono stati scarsi e non sempre soddisfacenti, i pronunciamenti delle istituzioni comunitarie; né la Commissione esecutiva di Bruxelles, né il Parlamento europeo, né il Consiglio d'Europa, sono stati finora in grado - con qualche lodevole eccezione - di dare degli indirizzi generali o di elaborare delle direttive comunitarie consone alle caratteristiche epistemologiche e metodologiche di tali medicine. Le Direttive 73/92 e 74/92, che concernono le procedure per la registrazione dei medicinali omeopatici e antroposofici, hanno stabilito delle regole assolutamente inadeguate. Si è pensato di ovviare a quest'insoddisfacente situazione nell'ambito di una più generale revisione di tutte le Direttive comunitarie e concernenti il settore farmaceutico. A tale scopo due anni fa è stata emanata la Direttiva 2001/83, che raggruppa in un solo testo tutte le precedenti direttive. La sua revisione ha superato l'autunno scorso un primo esame presso il Parlamento europeo. Mentre le modifiche proposte dalla Commissione di Bruxelles sono state poche e di scarso impatto , il parlamento, il 23 ottobre 2002, ha previsto delle sostanziali migliorie. Purtroppo tali migliorie non sono state prese in considerazione né dalla Commissione di Bruxelles, né dal Consiglio dei Ministri. Non rimane che sperare che, nel corso della seconda lettura, il Parlamento riconfermi i suoi coraggiosi emendamenti.
E' attualmente in discussione un'altra Direttiva Comunitaria concernente i medicinali per uso tradizionale, cioè, in pratica, tutti quei medicinali che sono usati in medicina complementare ma che non sono omeopatici. Anche in questo caso la prima proposta della Commissione di Bruxelles è stata alquanto deludente. Il Parlamento europeo ha apportato nel frattempo qualche miglioria, ma non pare che la Commissione le voglia accogliere.
Tutto un altro capitolo riguarda il riconoscimento delle medicine non convenzionali come tali. Per iniziativa dell'europarlamentare belga Paul Lannoye, del Gruppo dei Verdi, fu approvata dal Parlamento Europeo nel maggio del 1997 una risoluzione che - per la prima volta - dava dignità a tutta una serie di pratiche diagnostiche e terapeutiche ormai affermatesi nell'ambito culturale europeo. Nell'ordine in cui compaiono nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea si tratta di :chiropratica, omeopatia, medicina antroposofica, naturopatia, osteopatia e fitoterapia. Nell'ottica di una loro integrazione entro la medicina convenzionale, s'invitava allora la Commissione di Bruxelles a impegnarsi in un processo di riconoscimento di tali medicine complementari, realizzando studi ad hoc per ciascuna di loro e (dopo averne verificata l'innocuità, l'efficacia, il campo di applicazione e il carattere integrativo o alternativo e averne esaminato la posizione giuridica nei vari Stati membri) inserendo anche tali medicine nei programmi di ricerca finanziati con fondi comunitari. Scopi nobili ma rimasti, per ora, lettera morta. La Commissione non ne ha fatto nulla: anzi, i programmi di ricerca scientifica presentati nel frattempo sono stati regolarmente respinti. Anche l'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, nel 1999, riaffermando l'importanza delle medicine complementari, faceva proprio quanto suggerito dal Parlamento europeo, invitando gli Stati in essa rappresentati, a un esplicito riconoscimento, fondato su studi comparativi e su programmi di ricerca. Secondo il Consiglio d'Europa, la migliore garanzia per i pazienti che si rivolgono alle medicine complementari risiede in una corretta preparazione professionale degli operatori, preparazione che tenga conto dei limiti d'applicazione delle medicine stesse, che preveda, nel caso di operatori non medici, appositi codici deontologici e che sia soggetta a un controllo dall'esterno. A tale scopo si sollecitano gli Stati membri a fare tesoro delle esperienze già fatte in altri Stati a coordinare le proprie posizioni. Infine è espresso un incoraggiamento ad inserire corsi di medicina complementari all'interno delle facoltà mediche e dei corsi universitari.
Pur esulando dall'ambito strettamente europeo, va ancora citato quanto sostenuto in merito dall'Organizzazione mondiale della sanità. In una sua pubblicazione del 2001 sullo statuto legale delle medicine complementari - che ha avuto a fondamento, per quanto riguarda l'Europa, uno studio dell'Università di Neuchatel - l'O.m.s. elenca quattro criteri importanti per la valutazione delle medicine complementari: che i sistemi di cura proposti siano sicuri ed affidabili; che gli standard di qualità, sicurezza ed efficacia dei medicinali utilizzati siano stabiliti e mantenuti nel tempo; che coloro che praticano medicine complementari abbiano la necessaria qualifica professionale; che le asserzioni fatte riguardo alle varie pratiche terapeutiche e ai medicinali utilizzati siano valide. Nel 2002 la stessa Organizzazione mondale della sanità ha reso pubblica la sua strategia per i prossimi anni, in cui sollecita i governi nazionali a sostenere sempre di più le medicine complementari nelle rispettive politiche sanitarie e a far sì che si giunga ad una sempre maggiore integrazione di tali medicine nell'ambito dei sistemi sanitari nazionali.

Articolo tratto da:
- Ben/Essere, L'altra medicina - Editoriale Eco - Supplemento a "Il sole che ride" n. 21 del
28.11.2003 -

   


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