Norme per la tutela del'ambiente esterno e dell'ambiente abitativo dall'inquinamento acustico nella Regione Marche

Proposte
di Legge

Gruppo Verdi
Consiglio
Regionale
delle Marche

Signori Consiglieri,la legge 26 ottobre 1995, n. 447 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 1995) legge quadro sull'inquinamento acustico, all'articolo 4, comma 1, dispone che “le Regioni entro il termine di un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, definiscano con legge una articolata serie di elementi che costituiscono indirizzo per le attività di province e comuni, ai fini di una completa attuazione della legge stessa”. Detto termine è scaduto il 31 dicembre 1995.
La sollecita adozione di un testo di legge regionale sull'inquinamento acustico, vista la gravità del problema, è condizione essenziale per la pronta applicazione delle disposizioni contenute nella legge quadro.E' noto che l'inquinamento prodotto da rumore non sia meno dannoso di quello prodotto dai rifiuti, dall'elettrosmog, dagli scarichi abusivi nei corsi d'acqua etc.
Anzi, il suo carattere subdolamente invisibile e diffuso, lo rende più pericoloso sia per l'ambiente sia per la salute umana.
Che l'inquinamento acustico rechi patologie fisiche, come tachicardia, gastrite, nausea e anche disturbi psicologici, quali emicrania, inappetenza, insonnia è ormai universalmente accettato.
Per tali motivi si ritiene necessario ripresentare una proposta di legge regionale sull'inquinamento acustico il cui testo è da ritenersi migliorativo rispetto a quello della proposta di legge presentata nella precedente legislatura regionale non potendo la salute dei cittadini e l'ambiente attendere oltre.
La finalità della presente proposta di legge è quella di tutelare l'ambiente esterno e l'ambiente abitativo dall'inquinarnento e di migliorare la qualità della vita.
Norme per la tutela dell'ambiente esterno e dell'ambiente abitativo dall'inquinamento acustico nella Regione Marche
Articolo 1 (finalità)
1. La regione Marche, nel recepire i contenuti e le disposizioni della legge 26 ottobre 1995, n.447 “Legge quadro sull'inquinamento acustico”, secondo quanto disposto dall'articolo 4 della suddetta legge, detta norme per la tutela dell'ambiente esterno e dell'ambiente abitativo dall'inquinamento acustico e per migliorare la qualità della vita.
1. Entro due anni dall'entrata in vigore della presente legge i Comuni provvedono alla classificazione del proprio territorio, ai fini dell'applicazione dei valori limite di emissione e dei valori di attenzione di cui all'art. 2, comma 1, lettere e), f) e g) della legge 26 ottobre 1995 n. 447, e al fine di conseguire i valori di qualità di cui all'articolo 2, comma 1, lettera h) della medesima legge, tenendo conto delle preesistenti destinazioni d'uso, ed indicando altresì le aree da destinarsi a spettacolo, a carattere temporaneo, ovvero mobile, ovvero all'aperto.
2. Il territorio comunale è classificato in:
a) aree particolarmente protette: rientrano in questa classe le aree ospedaliere, scolastiche, aree destinate al riposo e allo svago, aree residenziali rurali, aree di particolare interesse urbanistico, parchi pubblici, aree di interesse ambientale, aree di interesse storico archeologico;
b) aree destinate ad uso prevalentemente residenziale: rientrano in questa classe le aree urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare locale, con bassa densità di popolazione. con limitata presenza di attività commerciali ed assenza di attività industriali ed artigianali;
c) aree di tipo misto: rientrano in questa classe le aree urbane interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento, con media densità di popolazione, con presenza di attività conunerciali ed uffici, con limitata presenza di attività artigianali ed assenza di attività industriali, le aree rurali interessate da attività che impiegano macchine operatrici;
d) aree ad intensa attività umana; rientrano in questa classe le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciale ed uffici, con presenza di attività artigianali, le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie, le aree portuali, le aree con limitata presenza di piccole industrie;
e) aree prevalentemente industriali; rientrano in questa classe le aree interessate da insediamenti industriali e con scarsità di insediamenti abitativi;
Articolo 3 (Criteri di classifica-7ione)
1. I Comuni devono delimitare i confini delle aree in modo che le immissioni sonore provenienti dalla zona in cui sia consentito un più elevato livello di rumore nrumore.
2. E' fatto divieto ai Comuni di classificare il territorio comunale prevedendo il contatto di aree quando i valori di cui all'articolo 2 common impediscano il rispetto dei limiti della zona a minore livello dì rumore, anche prevedendo fasce di ampiezza sufficiente al decadimento del a 1 della legge 26 ottobre 1995 n. 447 si discostino in misura superiore a 5 dBA di Livello Sonoro Equivalente, misurato secondo i criteri generali stabiliti con decreto del Ministro dell'Ambiente, emanato ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera c) della legge 26 ottobre 1 995 n. 447; qualora nell'individuazione delle aree nelle zone già urbanizzate non sia possibile rispettare tale vincolo a causa di preesistenti destinazioni d'uso, devono essere adottati i piani di risanamento di cui al successivo articolo 9.
3. Le prescrizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano anche nel caso di aree ricadenti all'interno del territorio di comuni limitrofi i quali procedono alla classificazione previa intesa tra loro. In caso di mancato accordo provvede la Provincia di appartenenza, in caso di Comuni appartenenti a diverse province, la classificazione viene disposta, previa intesa dalle Provincie.
4. Nell'indicazione delle aree da destinarsi a spettacoli o manifestazioni a carattere temporaneo, il Comune dovrà prevedere l'impatto acustico conseguente, sia per quanto riguarda l'attività principale, sia per quanto riguarda le attività collegate, tenendo conto, tra l'altro, della vicinanza di abitazioni o strutture di cui all'articolo 2, comma 2 lettera a), della capienza della struttura, dell'ampiezza dell'area, degli spettacoli o delle manifestazioni, dell'uso dell'area.
Articolo 4 (Competenze della Giunta regionale)
La Giunta regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge stabilisce con proprio atto:
a) i principi e i criteri direttivi per 'la classificazione acustica del territorio comunale;
b) la documentazione costituente lo studio di impatto acustico da presentare a corredo della domanda di autorizzazione per nuovi impianti ed infrastrutture o a loro ristrutturazioni adibite ad attività produttive, sportive e ricreative, e postazioni di servizi commerciali polifunzionali, o di domande di licenze o autorizzazione all'esercizio di attività produttive, di cui all'articolo 8;
c) ulteriori criteri per la redazione dei piani di risanamento acustico di cui all'articolo 9;
d) Gli elementi minimi di valutazione ai fini dell'approvazione dei piani di risanamento acustico volontario da parte delle imprese, di cui all'articolo 10;
e) i criteri e le condizioni in base ai quali i Comuni individuano, sulla base del PPAR e all'interno dello strumento urbanistico vigente, le aree del proprio territorio con rilevante interesse storico-archeologico, paesaggistico, ambientale e turistico;an>
f) i criteri e le condizioni in base ai quali i Comuni, in sede di classificazione del territorio comunale, indicano eventuali limiti inferiori a quelli previsti dall'articolo 3, comma 1, lett. a) della legge 26 ottobre 1995 n..447;
g) i criteri in base ai quali i Comuni determinano le priorità temporali per gli interventi di bonifica acustica del territorio;
h) le disposizioni per il coordinato impiego degli strumenti pubblici di intervento e di incentivazione della promozione, della ricerca, dello sviluppo tecnologico, nei settori della produzione e dell'utilizzo di materiali atti a contenere l'inquinamento acustico;
i) gli interventi atti a ridurre i livelli di inquinamento acustico degli ambienti soggetti a contributo di cui all'articolo 14, le modalità per ottenere i contributi e i relativi metodi di controllo;
2. L'atto di cui al comma 1 è sottoposto al preventivo parere della Commissione conciliare competente.
Articolo 5 (Poteri sostitutivi della Regione)
1. La classificazione di cui all'articolo 2, in caso di inerzia dei Comuni è effettuata, previa diffida al Comune inadempiente, dalla Regione che nomina un Commissario ad Acta. 2. Tutte le spese sono a carico della amministrazione inadempiente.
Articolo 6 (Relazione annuale al Consiglio regionale)
1. La Giunta regionale, entro il 30 aprile di ogni anno, riferisce al Consiglio regionale sullo stato di attuazione della presente legge.
Articolo 7 (Rilevanza della classificazione ai fini della pianificazione urbanistica)
1. Nella redazione di nuovi strumenti urbanistici, loro revisioni o varianti, le destinazioni d'uso delle aree o varianti, devono essere stabilite, a pena di nullità degli strumenti stessi, secondo quanto stabilito all'articolo 2, in modo da prevenire e contenere i disturbi alla popolazione residente.
Articolo 8 (Nuovi impianti ed infrastrutture)
1. In sede di domanda di concessione edilizia relativa a nuovi impianti ed infrastrutture o a loro ristrutturazioni adibite ad attività produttive, sportive e ricreative, e a postazioni di servizi commerciali polifunzionali, o di domande di licenze o autorizzazione all'esercizio di attività produttive, i titolari devono produrre uno studio di previsione di impatto acustico. 2. Per le opere di cui al comma 1, ricadenti nell'ambito di parchi o aree protette regionali, il Comune acquisisce il parere dell'ARPAM in merito allo studio di previsione di impatto acustico
3. Gli eventuali accorgimenti tecnici ritenuti necessari per prevenire, ridurre o contenere le emissioni sonore eccedenti i valori di qualità saranno inseriti quale atto d'obbligo nel provvedimento concessorio o autorizzativo del Sindaco.
Articolo 9 (Piani di Risanamento Acustici Comunali)
1. Nel caso di superamento dei valori di attenzione di cui all'articolo 2, comma 1, lettera g) della legge 26 ottobre 1995, n.447, nonché nell'ipotesi di cui all'articolo 3, comma 2 della presente legge i Comuni adottano Piani di Risanamento Acustico Comunali (PRAC), assicurando il coordinamento con il Piano Urbano del Traffico di cui al D.L.vo ' )0 aprile 1992, n. 285 e successive modificazioni e integrazioni, e con i piani previsti dalla legislazione vigente in materia ambientale.
2. I PRAC devono contenere:
a) la tipologia ed entità dei rumori presenti, ivi compresi quelli derivanti da sorgenti mobili;
b) le zone da risanare, il numero degli interventi da effettuare e la stima della popolazione interessata ad ogni intervento;
c) i soggetti tenuti all'intervento di risanamento individuati tra i titolari dell'attività dal cui esercizio si genera la sorgente sonora;
d) l'indicazione delle priorità, delle modalità e dei tempi di risanamento,
e) la stima degli oneri finanziari e dei mezzi necessari per farvi fronte;
f) le eventuali misure cautelari a carattere d'urgenza per la tutela dell'ambiente e della salute pubblica.
3. In caso di inerzia del Comune, o in presenza di gravi e particolari problemi rilevati dall'ARPAM, anche su richiesta di portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati all'adozione del piano di risanamento acustico si provvede ai sensi dell'articolo 4 e affidandone la redazione all'ARPAM addebitando le relative spese al Comune inadempiente.
4. Al fine di perseguire migliori valori di qualità urbana il PRAC può essere adottato anche da Comuni diversi da quelli di cui al comma 1.
5. Nei comuni con popolazione superiore ai 30.000       abitanti, o con la presenza sul proprio territorio di infrastrutture o altre sorgenti ad elevata immissione di inquinamento acustico, il Sindaco presenta al Consiglio Comunale una relazione triennale sullo stato acustico del Comune.  Il Consiglio Comunale approva la relazione e la trasmette alla Regione e alla Provincia per le azioni di competenza. 6. Per i Comuni che adottano il PRAC, la prima relazione è allegata al piano stesso.  Per gli altri Comuni la prima relazione deve essere adottata entro due anni dall'entrata in vigore della presente legge.
7. Le prescrizioni del PRAC hanno efficacia vincolante per tutti i soggetti che esercitano attività generatrici di inquinamento acustico.
Articolo 10 (Risanamento volontario)
1. Al fine del graduale raggiungimento degli obiettivi di qualità fissati dalla legge 26 ottobre 1995, n. 447, le imprese interessate possono presentare al Comune Piano di Risanamento Acustico Volontario di seguito denominato PRAV di cui all'articolo 3 del DPCM 1 marzo 1991.
2. Il PRAV deve indicare le modalità di adeguamento e il tempo a tal fine necessario, che non può comunque essere superiore ad un periodo di trenta mesi dalla data della sua presentazione.
3. Entro centoventi giorni dal ricevimento del PRAV, il Comune comunica al soggetto proponente le proprie determinazioni, sentita l'ARPAM.
4. Qualora nel corso dell'esame del PRAV emerga la necessità di integrare la documentazione o di apportare modifiche al progetto, ne viene data comunicazione ai soggetti proponenti entro il termine di cui al comma 4. In questo caso il predetto termine viene sospeso e riprende a decorrere dalla data di presentazione della documentazione integrativa o del nuovo progetto.
5 Decorso il predetto termine il PRAV si intende approvato a tutti gli effetti e i soggetti proponenti sono tenuti a realizzarlo secondo i tempi indicati nello stesso.
6. Qualora il Comune abbia rilevato la necessità di apportare modifiche al PRAV, questo dovrà essere realizzato secondo le indicazioni prescrittile all'uopo impartite dal Comune.
7. Nel corso della realizzazione del PRAV i soggetti proponenti possono apportare modifiche al progetto originario, sulla base dell'evoluzione tecnologica.  In questo caso le modifiche sono approvate con le modalità di cui ai comuni precedenti.
Articolo 11 (Competenze della provincia)br> 1. Sono di competenza delle Province, che si avvolgono dell'ARPAM ai sensi dell'articolo 17 della legge regionale 2 settembre 1997 n. 60:
a) l'esecuzione di campagne di monitoraggio del rumore;
b) l'analisi dei dati raccolti e la valutazione degli effetti del rumore, individuando sia la tipologia delle sorgenti , sia l'entità dei rumori presenti nel territorio;
c) a creazione eone;
d) la tras l'aggiornamento di una banca dati rumore dell'intero territorio provinciale in modo compatibile con il sistema informatico in uso presso la Regimissione alla Regione ed ai Comuni interessati dei dati censiti;
e) la diffusione ai cittadini e la pubblicità dei dati relativi al rumore;
f) la realizzazione e gestione su tutto il territorio provinciale dei sistemi di monitoraggio dell'inquinamento acustico;
g) le funzioni di cui all'articolo 12, comuni 1 e 2 in ambiti territoriali ricadenti nel territorio di più comuni ricompresi nella circoscrizione provinciale. Nel caso in cui gli ambiti territoriali siano ricadenti nel territorio di più Province, queste esercitano le funzioni di controllo in modo coordinato;
h) l'accertamento dell'effettivo conseguimento
dei benefici ottenuti con gli interventi di cui all'articolo 14.
Articolo 12 (Servizio di Controllo)
1. La Provincia esercita, utilizzando le strutture dell'ARPAM, le funzioni di controllo e di vigilanza per l'attuazione della legge 26 ottobre 1995, n.447 nel proprio ambito territoriale.
2. Ordina, nell'ambito delle competenze ad esse assegnate con la presente legge, il ricorso temporaneo a speciali forme di contenimento e riduzione delle emissioni sonore inclusa l'inibitoria parziale o totale di determinate attività.
3. Il Comune valendosi dell'ARPAM ai sensi dell'articolo 17 della legge regionale 2 settembre 1997 n. 60, verifica il rispetto:
a) delle prescrizioni attinenti il contenimento dell'inquinamento acustico prodotto dal traffico veicolare e dalle sorgenti fisse;
b) della disciplina stabilita dall'articolo 8, comma 6, legge 26 ottobre 1995, n.447, relativamente al rumore prodotto dall'uso di macchine rumorose e da attività svolte all'aperto;
c) della disciplina e delle prescrizioni tecniche relative all'attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 6 legge 26 ottobre 1995, n. 447;
d) delle disposizioni di cui agli articoli 16 e 17.
4. Deve essere in ogni caso garantito il rispetto di quanto disposto all'articolo 2, comma 9 della legge 26 ottobre 1995 n. 447.
Articolo 13 (Convenzioni)
1. Per lo sviluppo di attività aventi le finalità di cui all'articolo 1, il Presidente della Giunta Regionale può provvedere a stipulare convenzioni, con validità triennale, con Enti di ricerca e Università, ove sono stabiliti gli obiettivi, i tempi di attuazione e le previsioni di spesa dei progetti relativi al programma medesimo, per un ammontare complessivo non superiore al 10 % degli stanziamenti previsti dalla presente legge.
Articolo 14
(Contributi in conto capitale a sostegno dell’utilizzo di materiali fonoassorbenti nell'edilizia)
1.Al fine di incentivare la realizzazione di interventi edilizi volti a ridurre i livelli di inquinamento acustico degli ambienti, anche adibiti ad uso industriale, artigianale, commerciale, turistico e sportivo, possono essere concessi contributi in conto capitale nella misura minima del 20% e nella misura massima del 40% della spesa di investimento ammissibile e documentata.
2. In caso di esito negativo dell'accertamento, la Provincia informa la Regione che provvede all'immediata revoca, totale o parziale, dei contributi concessi ed al recupero degli importi già erogati, maggiorati di un interesse pari al tasso ufficiale di sconto vigente alla data dell'ordinativo di pagamento, con le modalità di cui all'articolo 2 del testo unico delle disposizioni di legge relative alla procedura coattiva per la riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato e degli altri enti pubblici, dei proventi del Demanio pubblico e di pubblici servizi e delle tasse sugli affari, approvato con regio decreto 14 aprile 1910, n.6')9. Le somme recuperate e i fondi residui vengono destinati agli interventi inevasi.
Articolo 15 (Contributi,per il contenimento dei rumori prodotti da fonti fisse)
1. AI fine di conseguire gli obiettivi di cui all'articolo 1 nei settori industriale, artigianale e terziario, nonché per i mezzi e per le strutture di trasporti possono essere concessi contributi in conto capitale fino al 30% della spesa ammissibile preventivata, per realizzare o modificare impianti fissi, sistemi o componenti.
Articolo 16 (Progettazione, messa in opera ed esercizio di edifici, impianti e infrastrutture)
1. Nei nuovi impianti, lavori, opere, modifiche, installazioni di impianti o infrastrutture, la progettazione deve prevedere misure ed interventi atti a contenere l'emissione di rumore.  Nella ristrutturazione e nei casi di recupero del patrimonio edilizio esistente, nella progettazione di nuovi edifici pubblici e privati, al fine di ridurre l'esposizione umana al rumore, si tiene conto dei requisiti acustici passivi degli edifici, determinati ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera e) della legge 26 ottobre 1995 n.447.
2. I progetti di cui al precedente comma devono essere corredati da certificato acustico, rilasciato d ' a tecnico competente ai sensi dell'articolo 2, - comma 6 della legge 26 ottobre 1995 n.447.
3. Nei casi di compravendita o di locazione il certificato acustico deve essere portato a conoscenza dell'acquirente o del locatario dell'intero immobile o della singola unità immobiliare.
4. Il proprietario o il locatario possono richiedere al Comune ove è ubicato l'edificio la certificazione acustica dell'intero immobile o della singola unità immobiliare.  Il Comune dà seguito alla richiesta nominando un tecnico competente ai sensi dell'articolo 2, comma 6 della legge 26 ottobre 1995 n.447. Le spese relative di certificazione sono a carico del soggetto che ne fa richiesta.
5. L'attestato relativo alla certificazione acustica ha una validità temporale di dieci anni a partire dal momento del suo rilascio e comunque decade qualora intervengano modifiche, ristrutturazioni o variazioni di destinazione d'uso.
6. Qualora l'acquirente o il conduttore dell'immobile riscontri difformità dalle norme della presente legge, anche non emerse da eventuali precedenti verifiche, deve farne denuncia al comune entro sei mesi dalla constatazione, a pena di decadenza dal diritto di risarcimento del danno da parte del committente o del proprietario.
Articolo 17 (Controlli e verifiche)
1. II comune procede al controllo della osservanza delle norme recate dagli articoli 14, 15 e 16 della presente legge anche in corso d'opera ovvero entro un anno dalla data di fine lavori dichiarata dal committente.
2. La verifica può essere effettuata in qualunque momento anche su richiesta e a spese del committente, dall'acquirente dell'immobile o dal conduttore.
3. In caso di accertamento di difformità in corso d'opera, il Sindaco ordina la sospensione dei lavori.
4. In caso di accertamento di difformità su opere terminate il Sindaco ordina, a carico del proprietario, le modifiche necessarie per adeguare l'edificio alle caratteristiche previste dalla presente legge.
5. Nei casi previsti dai commi 3 e 4 il Sindaco informa la Regione per la irrogazione delle sanzioni di cui all'articolo 19. 6. Il Sindaco, con i provvedimenti mediante i quali ordina la sospensione dei lavori, ovvero le modifiche necessarie per l'adeguamento dell'edificio, deve fissare il termine per la regolarizzazione.  L'inosservanza del termine comporta l'irrogazione della sanzione amministrativa di cui all'articolo 19.
Articolo 18 (Pubblicità)
1. Al fine di far conoscere ed informare tutti gli interessati sulle disposizioni della presente legge, sulla commercializzazione, le caratteristiche di materiali per le abitazioni e domestici la Regione istituisce, d'intesa con gli operatori del settore, Enti e Associazioni, uno sportello aperto al pubblico.
Articolo 19 (Sanzioni)
1. La violazione delle disposizioni dettate in applicazione della presente legge dalla Regione, dalle Province e dai Comuni è punita con sanzione amministrativa da lire 3.000.000 a lire 20.000.000 ai sensi dell'articolo 10, comma 3) della legge 26/10/95 n. 447.
Articolo 20 (Disposizioni finanziarie)
1. Per la realizzazione degli interventi previsti dalla presente legge è autorizzata per l'anno 2001 la spesa di lire 1000 milioni; per gli anni successivi l'entità della spesa sarà stabilita con le leggi di approvazione dei rispettivi bilanci.
2. Alla copertura delle spese autorizzate dal comma 1 i provvede per l'anno 2001 mediante impiego delle somme iscritte ai fini del bilancio pluriennale 2000/2002 a carico del capitolo 5100101, proiezione per il detto anno di cui alla partita 1 dell'elenco 1; per gli anni successivi mediante impiego di quota parte del gettito derivante dai tributi propri della Regione.
3. Le sonane occorrenti per il pagamento delle spese di cui al comma 1 sono iscritte per l'anno 2001 a carico del capitolo che si istituisce nello stato di previsione della spesa del bilancio del medesimo anno con la seguente denominazione e i controindicato stanziamenti di competenza e di cassa "Contributi ai comuni in conto capitale per l'utilizzo di materiali fonoassorbenti nell'edilizia e per la realizzazione di iniziative volte al contenimento dei rumori prodotti da fonti fisse" lire 1000 milioni; per gli anni successivi a carico dei capitoli corrispondenti.

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