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UNIONE
EUROPEA |
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Asse
A
Sviluppo e promozione di politiche attive del mercato del lavoro
per combattere e prevenire la disoccupazione, evitare ad uomini e donne
che diventi di lunga durata, agevolare il reinserimento dei disoccupati
di lunga durata nel mercato del lavoro e sostenere l'inserimento nella
vita professionale dei giovani e di coloro, uomini e donne, che si reinseriscono
nel mercato del lavoro
MISURA A.1. Organizzazione e implementazione dei
nuovi servizi per l'impiego
MISURA A.2. Inserimento e reinserimento nel mercato
del lavoro di giovani e adulti nella logica dell'approccio preventivo
MISURA A.3. Inserimento e reinserimento nel mercato
del lavoro di uomini e donne fuori dal mercato del lavoro da più di
sei o dodici mesi
MISURA A.1. Organizzazione e implementazione
dei nuovi servizi per l'impiego.
Obiettivi - La riforma dei servizi per l'impiego con l'attribuzione
dei compiti in materia alle Regioni, costituisce l'occasione per un
ripensamento complessivo dell'azione regionale e uno strumento centrale
per realizzare l'integrazione, non solo sulla carta, tra politiche formative
e del lavoro, in linea con le strategie europee e nazionali che vedono
nell'offerta integrata di servizi uno degli strumenti prioritari per
raggiungere gli obiettivi identificati nei cosiddetti "quattro pilastri".
Il Nap Italia 1999, in particolare, riconosce un ruolo fondamentale
ai PES (servizi pubblici per l'impiego) proprio in relazione alle azioni
a carattere "preventivo" rispetto alla disoccupazione. Ciò appare in
coerenza con gli elementi emersi dai risultati della precedente programmazione
riguardo alla scarsa capacità di penetrazione dell'azione regionale
nei confronti delle fasce di popolazione più deboli sul mercato del
lavoro e alla insufficienza di interventi concentrati in via esclusiva
sull'azione formativa o anche non coordinati adeguatamente. Tale misura
costituisce lo strumento prioritario per rafforzare, coordinare e rendere
coerenti tra loro tutte le misure individuate all'interno dei diversi
assi, in quanto contribuisce a risolvere le problematiche ancora non
risolte in merito all'efficacia della rete informativa e di incontro
domanda e offerta di lavoro; all'offerta di servizi di accoglienza,
orientamento, counselling per i target di popolazione in possesso di
strumenti insufficienti per un ingresso consapevole e "progettato" nel
mondo del lavoro; all'integrazione e alla concertazione, in una logica
di rete funzionale e al fine di proporre interventi integrati e aderenti
alle specificità locali, tra i diversi soggetti che svolgono sul territorio
specifiche funzioni. L'obiettivo è quello di sostenere il decollo dei
servizi per l'impiego secondo le caratteristiche definite nella legge
regionale 38/98, che recepisce il D.L. 469/97, e negli strumenti di
programmazione regionale, al fine di arrivare entro il 2003 ad una messa
a regime dei servizi per l'impiego, in conformità con quanto previsto
nel NAP.
Descrizione - Con la legge regionale n. 38 del 1998 "Assetto
delle funzioni in tema di collocamento, servizi per l'impiego e politiche
attive del lavoro", la Regione Marche ha delineato la struttura e l'articolazione
funzionale del costruendo sistema integrato dei servizi per l'impiego,
imperniato, dal punto di vista amministrativo, programmatorio e gestionale
sulle Amministrazioni Provinciali e, dal punto di vista strutturale,
sui Centri per l'impiego. Peculiarità dell'assetto Regionale è quello
della inclusione nella strutturazione a rete dei servizi, di Centri
locali per la formazione, intesi quali articolazioni anche decentrate
dei Centri per l'impiego, per un totale di 23 strutture. La legge istituisce
anche l'Agenzia Regionale Marche Lavoro (ARMAL), dotata di autonomia
amministrativa, gestionale, patrimoniale e contabile, con il compito
di assistenza tecnica e monitoraggio e di supporto al sistema regionale
di programmazione delle politiche del lavoro, svolgendo anche le funzioni
di osservatorio del mercato del lavoro. Essa garantisce anche il collegamento
con il SIL (sistema informativo lavoro). Al fine di rendere effettiva
l'applicazione delle nuove competenze regionali e del disegno delineato
con la L.R. 38/98, la Regione ha già avviato alcune iniziative, vale
a dire: · l'individuazione e la nomina del direttore dell'ARMAL, dei
componenti della Commissione regionale per il lavoro e della Conferenza
interistituzionale di coordinamento regionale; · l'individuazione dei
bacini di riferimento dei Centri per l'impiego, imperniati sui sistemi
locali del lavoro; · un progetto di sperimentazione dei servizi per
l'impiego, già avviato nel 1998, in virtù di una convenzione col Ministero
del lavoro, coinvolgendo le Amministrazioni provinciali e le SCICA presenti
sul loro territorio, con l'obiettivo di attivare azioni integrate tra
la formazione professionale e le funzioni svolte dalle SCICA stesse;
· l'individuazione di interlocutori a livello locale per implementare
la strutturazione a rete e l'integrazione dei servizi; · un progetto
per l'individuazione degli standard minimi di riferimento dei Centri
per l'impiego. Le azioni da sostenere con il FSE sono quelle finalizzate
a: · garantire un'ampia gamma di servizi personalizzati sulla base dei
diversi target d'utenza, anche dotando il sistema dei servizi di risorse
professionali adeguate (attraverso la formazione e la riqualificazione
degli operatori e la creazione di nuove figure professionali); · predisporre
una offerta integrata delle diverse tipologie di servizio attivate;
· sostenere la creazione di sistemi informativi, consulenziali e di
comunicazione funzionali all'incontro tra domanda e offerta di lavoro
sul territorio regionale, con particolare attenzione alle condizioni
logistiche, infrastrutturali, tecnologiche ed organizzative al fine
di assicurare standard di prestazione minimi e omogenei sul territorio;
· sostenere la strutturazione a rete dei servizi e di questi con gli
altri soggetti pubblici e privati operanti in materia; · promuovere
i servizi per l'impiego e migliorarne l'immagine presso l'utenza potenziale
(cittadini ed imprese), tramite vere e proprie strategie di marketing;
· accompagnare lo sviluppo del sistema. Le tipologie di azioni attivabili
in quest'ambito sono, secondo le tre tipologie di attività ammissibili
al cofinanziamento indicate dal regolamento FSE art. 3:
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| Aiuti
alle persone |
Assistenza
a strutture e sistemi |
Misure
di accompagnamento |
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azioni per la costituzione del sistema: localizzazione e strutturazione
dei punti di accesso e di accoglienza decentrati; analisi delle
dotazioni disponibili (attrezzature e materiali, impianti e strumenti),
loro adeguamento e aggiornamento (con particolare riguardo alle
dotazioni tecnologiche ed informatiche); progettazione e sperimentazione
di prototipi e modelli di struttura e standard di servizi; progettazione
e individuazione di standard minimi di linee di servizio, quali
informazione, orientamento, prima accoglienza, consulenza; progettazione
e realizzazione di prodotti di supporto; sostegno alle Province
per la progettazione delle funzioni, l'individuazione dei fabbisogni
provinciali, la programmazione delle attività in base a tali fabbisogni;
creazione e implementazione di funzioni di supporto alla erogazione
dei servizi (documentazione, ricognizione e valutazione dei servizi
resi, promozione e marketing sociale, ricognizione e manutenzione
del sistema informativo); creazione di sistemi informativi, banche
dati, anagrafi individuali e loro aggiornamenti, anche in relazione
alla personalizzazione/espansione del SIL rispetto ad esigenze e
competenze regionali in materia di Mdl; integrazione tra SIL e sistema
informativo regionale; raccordo tra SIL ed altri sistemi informativi
locali, regionali e provinciali (es. sistema informativo ARCPRO
sui fabbisogni formativi e professionali delle imprese); raccordo
tra centri per l'impiego ed Armal - attività di raccordo ed integrazione
con altri soggetti ed intermediari attivi a livello locale - azioni
per riqualificazione degli operatori e creazione di nuove figure
professionali: analisi quantitativa dei fabbisogni di personale
dei centri per l'impiego e delle loro articolazioni in Centri locali
per la formazione; analisi di funzioni, figure e competenze professionali
per i centri per l'impiego e la rete di servizi per il lavoro; bilancio
di competenze e processi di aggiornamento/riqualificazione del personale;
formazione di nuovi operatori per i servizi di front line e specialistici
(sportello, documentazione, informazione, prima accoglienza, competenze
informatiche, consulenza orientativa e counselling, bilancio di
competenze, competenze relative al sostegno all'inserimento lavorativo
e di supporto alla ricerca attiva di lavoro, ecc.); assunzione di
nuovo personale a tempo determinato; formazione di responsabili
provinciali e direttori dei centri per l'impiego; esperienze di
stage, scambi e workshop con altre strutture per l'impiego, pubbliche
e private e con organismi nazionali ed internazionali; produzione
e sperimentazione di moduli e strumenti didattici per l'acquisizione
delle competenze degli operatori - ricognizione e valutazione della
situazione dei centri per l'impiego al termine delle azioni di sostegno
via via attivate e valutazione intermedia dei risultati raggiunti
in termini di organizzazione funzionale, servizi disponibili, competenze
del personale, dotazioni di strumenti informativi ed informatici,
ecc. |
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azioni per facilitare il riconoscimento e la conoscenza dei servizi
per l'impiego da parte della popolazione, compresa la progettazione
e realizzazione del Logo dei centri per l'impiego e l'adozione di
impostazioni grafiche comuni - azioni di informazione, sensibilizzazione
e promozione delle attività dei servizi per l'impiego presso i cittadini,
le imprese e i clienti intermedi (ass. datoriali, sindacati), target
mirati, altri servizi e soggetti istituzionali (potenziamento ed
evidenziazione delle informazioni su internet, manifesti, seminari
e convegni, sportelli itineranti, visite nei luoghi di studio e
di lavoro, ecc.) |
L'attivazione delle
diverse funzioni dei centri per l'impiego avverrà sulla base di valutazioni
di fattibilità e in seguito alle necessarie azioni di adeguamento delle
competenze delle risorse umane disponibili. Dal punto di vista temporale,
dunque, saranno da subito avviate le azioni finalizzate alla valutazione
delle risorse umane, strumentali, finanziarie, ecc. disponibili, alla
delineazione dell'organizzazione funzionale, degli standard minimi e,
in generale le diverse attività finalizzate alla costituzione del sistema.
Le attività di formazione/aggiornamento del personale verranno realizzate
ponendo l'attenzione sugli aspetti esperenziali, anche tramite affiancamento
e consulenza da parte di esperti; potranno inoltre essere attivate attività
di formazione congiunta con gli operatori di altri servizi e strutture
territoriali. Si prevede di arrivare ad una messa a regime del sistema,
in relazione agli standard minimi di servizi e prestazioni individuati
dalla Regione e dalle Amministrazioni provinciali entro il 2003.
Per la realizzazione delle azioni previste nella misura si potrà fare
ricorso allo strumento della Sovvenzione globale. Nessun aiuto di Stato
ai sensi dell'art. 87.1 del Trattato verrà fornito nell'ambito di questa
misura. Le azioni della misura A.1. concorrono a supporto degli obiettivi
di sviluppo delle aree Ob. 2 ponendo particolare attenzione a: 1) informazione
e raccordo con i soggetti locali 2) formazione degli operatori in merito
alle opportunità di sviluppo sul territorio e alle azioni ivi realizzate
3) garantire la presenza nelle aree Ob. 2 almeno di livelli minimi di
servizi decentrati. Il perseguimento, all'interno della misura, degli
obiettivi trasversali del FSE sarà garantito: · dal raccordo con gli
attori dello sviluppo locale; in particolare, tramite la collaborazione
con Comuni e Comunità montane per l'attivazione diffusa dei servizi
di base, il rapporto con i soggetti intermedi, quali enti bilaterali,
sindacati, ass. imprenditoriali o di categoria, ecc., al fine di assicurare
la diffusione territoriale dei servizi, la concertazione delle strategie
e valorizzare la struttura organizzativa a rete dei servizi all'impiego
della Regione (sviluppo locale); · dall'attenzione alle esigenze della
componente femminile della popolazione e alla cultura delle pari opportunità,
attraverso una formazione specifica degli operatori dei centri, la predisposizione
di appositi data base informativi e statistici, la progettazione di
moduli e prodotti rivolti alla popolazione femminile, la considerazione
nella modulazione delle attività dei centri delle esigenze e caratteristiche
del personale femminile (pari opportunità); · dall'applicazione diffusa
delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione quale asse
portante dei nuovi servizi per l'impiego. In questo ambito appare fondamentale
il potenziamento della Rete informativa regionale (RUPAR) che risponde
ai requisiti AIPA ed è integrata con la rete unitaria della Pubblica
Amministrazione (RUPA), attraverso la quale si intende, tra l'altro,
semplificare le procedure burocratiche connesse alle funzioni attribuite
ai Centri per l'impiego (società dell'informazione). La Misura A.1.
risulta per buona parte propedeutica alle politiche basate sull'approccio
preventivo alla disoccupazione. Essa verrà dunque attuata immediatamente
e sosterrà le politiche attive del lavoro regionali per tutto il periodo
di programmazione.
Tipologie indicative di destinatari Armal, Centri per l'impiego e centri
locali per la formazione (strutture e operatori); soggetti locali e
servizi per l'impiego attivati sul territorio (strutture e operatori).
Organismo attuatore: Regione Marche e Amministrazioni provinciali
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MISURA
A.2. Inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro di giovani e adulti
nella logica dell'approccio preventivo
Obiettivi - La prevenzione e la lotta contro la disoccupazione
individua in Italia due principali linee di intervento: la riduzione della
disoccupazione giovanile che in ambito regionale assume i caratteri di
una disoccupazione di giovani con titoli di studio medio alti, e della
disoccupazione di lunga durata, che vede sacche di "soggetti deboli" che
usciti fuori dal circuito lavorativo o che non essendo riusciti ad inserirsi
velocemente nel mercato del lavoro, rischiano la definitiva espulsione
dal mercato stesso. In linea con la Strategia europea dell'occupazione,
appare necessario, dall'analisi delle peculiarità del mercato del lavoro
regionale e dai risultati delle politiche finora attuate sul territorio,
puntare in maniera particolarmente significativa nella direzione di migliorare
l'occupabilità delle persone in cerca di lavoro, attraverso un'offerta
diversificata ed integrata di azioni che riescano a prevenire l'entrata
nella disoccupazione di lunga durata e contribuiscano ad aumentare i tassi
di attività in particolare di quelle categorie più esposte all'effetto
"scoraggiamento". Tale misura è dunque finalizzata ad incrementare e a
sostenere il livello di occupabilità delle risorse umane regionali, incentivando
nel contempo la propensione all'imprenditorialità quale fattore di riuscita
individuale e di sviluppo regionale, agendo sulla componente giovanile
soprattutto in ottica preventiva (i giovani rappresentano la componente
maggioritaria della disoccupazione regionale) e riducendo i fattori di
"cristallizzazione" della disoccupazione, attraverso un approccio integrato,
che ponga a sistema le risorse a disposizione nell'ambito dell'Ob.3 e
quelle stanziate a livello nazionale e regionale. La Misura sostiene gli
obiettivi delle linee guida 1 e 2 (pilastro occupabilità) della Strategia
europea per l'occupazione, secondo cui giovani ed adulti devono essere
interessati da misure di politica attiva del lavoro entro un periodo massimo
di sei e dodici mesi dall'ingresso nella disoccupazione.
Descrizione - Lo scenario nazionale e regionale è caratterizzato
da un profondo processo di innovazione dei dispositivi di inserimento
lavorativo e di transizione al lavoro, che ha individuato in accordo con
le Parti sociali alcuni modelli di intervento. Ci si riferisce al Nuovo
Apprendistato (L. 196/97), di cui è in atto una sperimentazione anche
sul territorio regionale; ai tirocini formativi e di orientamento, rispetto
ai quali la Regione Marche è intervenuta anche con propria legge (L.R.
31/97) di supporto ed anticipazione delle dinamiche nazionali; su altri
versanti, (ad es. obbligo formativo) invece la strategia regionale è quella
di avviare un processo di concertazione e sperimentazione che assicuri
la delineazione di un modello di intervento unitario sul territorio nazionale
e che tenga conto delle innovazioni di sistema "in progress" legate all'obiettivo
dell'adeguamento e dell'innalzamento della qualità dei sistemi formativi
(asse C - accreditamento, certificazione, crediti formativi). Gli obiettivi
operativi che si intendono perseguire con questa misura sono: · garantire
l'obbligo/diritto alla formazione fino a 18 anni nei tre canali previsti
(scuola, formazione, apprendistato); · ridurre i tempi di attesa delle
persone che vogliono entrare o reinserirsi nel mercato del lavoro, intervenendo
sia sul lato della domanda che dell'offerta (in funzione della riduzione
del mismatch) con: tirocini e stage, alternanza scuola-lavoro, formazione
finalizzata, aiuti all'assunzione, sostegno alla mobilità geografica;
· aumentare l'efficacia delle politiche attive del lavoro attraverso approcci
individualizzati ed integrati, misure di accompagnamento, ecc. (es. orientamento,
informazione, bilancio di competenze, rilevazione fabbisogni). Le tipologie
di azioni attivabili in quest'ambito sono, secondo le tre tipologie di
attività ammissibili al cofinanziamento indicate dal regolamento FSE art.
3: |
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| Aiuti
alle persone |
Assistenza
a strutture e sistemi |
Misure
di accompagnamento |
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implementazione, sperimentazione e messa a regime del canale dell'apprendistato,
attraverso la progettazione e l'erogazione di moduli formativi secondo
le indicazioni e gli standard stabiliti a livello nazionale - formazione
nell'ambito dell'apprendistato ed in generale dei contratti a causa
mista - percorsi di formazione iniziale rivolti al conseguimento
di una qualifica di base, al fine di rendere concreto il dovere/diritto
formativo a 18 anni (obbligo formativo), anche attraverso la sperimentazione
di un modello formativo unitario tra le diverse Regioni - azioni
di informazione, orientamento, bilancio di competenze e consulenza
individuale per l'accesso al lavoro e alla formazione e sostegno
alla ricerca attiva del lavoro - offerta di un ampio ventaglio di
work esperiences, differenziate in base alle esigenze e caratteristiche
individuali, sia attivando borse di lavoro, tirocini, piani di inserimento
professionale, ecc - percorsi di alfabetizzazione e formazione nel
campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione,
con dotazione di una postazione di lavoro funzionale all'attività
professionale da intraprendere, come incentivo all'autoimprenditorialità
- azioni di integrazione del curriculum scolastico di scuola secondaria
superiore, dopo il compimento dell'obbligo scolastico - percorsi
di specializzazione post obbligo formativo - progetti di lavori
di pubblica utilità - aiuti all'occupazione e alla trasformazione
dei contratti a causa mista in contratti a tempo indeterminato -
formazione di supporto all'inserimento e al reinserimento lavorativo
nell'ambito di percorsi integrati ed individualizzati - aiuti ed
assistenza alla mobilità geografica per favorire l'inserimento nel
lavoro e nei percorsi formativi |
-
attività di rilevazione dei fabbisogni - formazione degli operatori
per la progettazione e realizzazione di percorsi integrati ed individualizzati
- supporto alla integrazione tra le diverse azioni - studi e valutazione
delle modalità di integrazione tra le azioni - studi e valutazione
sullo stato di avanzamento, caratteristiche modalità di attuazione,
ecc. delle iniziative sperimentali e delle diverse filiere di attività
- sostegno alle attività di tutoraggio ed integrazione degli strumenti
di politica attiva del lavoro nazionali e regionali |
-
informazione e pubblicizzazione delle azioni attivate nell'ambito
della misura |
I percorsi individualizzati
ed integrati si avvarranno della gamma di azioni previste, combinate
sulla base delle caratteristiche dell'utenza. In quest'ambito è determinante
il ruolo dei centri per l'impiego, sia in quanto erogatori diretti dei
servizi sia come strutture di coordinamento e raccordo con gli altri
soggetti d'offerta presenti sul territorio. Al fine di definire le politiche
preventive, vengono di seguito riportate le tipologie dei destinatari
ammissibili ed i criteri per la rilevazione della natura preventiva
delle tipologie di destinatari ammissibili: Tipologie di destinatari
ammissibili: · disoccupati in senso stretto (persone che hanno perso
un precedente posto di lavoro) o persone alla ricerca di prima occupazione;
· le persone in CIG straordinaria e in mobilità che sono da considerare
assimilabili ai disoccupati e quindi concorrono all'implementazione
dell'approccio preventivo; · persone inserite in contratto di apprendistato
o altro contratto a causa mista; · le persone in condizione professionale
attuale inattiva (casalinga, studente, militare di leva, altro inattivo),
nella misura in cui tali persone passano attraverso la condizione di
disoccupazione attraverso l'iscrizione alle liste di disoccupazione
come requisito per l'accesso a politiche attive del lavoro. Altre condizioni
professionali sul mercato del lavoro devono essere escluse dalla possibile
applicazione dell'approccio preventivo, come segue: · le persone in
CIG ordinaria, in continuità con il periodo di programmazione 1994-1999
del FSE che li ha considerati eleggibili all'Ob. 4, dovranno essere
trattati come occupati e quindi non sono considerate ammissibili alle
azioni dell'asse A e di conseguenza all'approccio preventivo; · le persone
in mobilità sono da considerare ammissibili all'asse A, ma solo alle
azioni previste nella misura "curativa", quando alle liste di mobilità
si accede dopo un periodo di disoccupazione o di CIG almeno pari a 12
mesi; · le persone impegnate in progetti LPU/LSU che vengono inserite
contemporaneamente in un progetto per il loro inserimento lavorativo
sono da considerare ammissibili all'asse A, ma solo alle azioni previste
nella misura "curativa", dato il sostanziale stato di disoccupazione
di lunga durata da cui sono caratterizzate. Criteri per la rilevazione
della natura preventiva o curativa delle azioni. La rilevazione del
carattere preventivo o curativo delle azioni alle persone richiede di
individuare: i) la data di inizio dello stato di disoccupazione e ii)
la data di offerta di una misura attiva del lavoro rispetto alla quale
definire la natura preventiva o curativa dell'azione che si intende
realizzare. in merito al primo punto, l'inizio dello stato di disoccupazione
può essere derivato dalla ricostruzione della situazione soggettiva
dei potenziali destinatari delle azioni. La data di inizio dello stato
di disoccupazione è da intendersi come segue: · nel caso dei disoccupati
in senso stretto (persone che hanno perso un precedente posto di lavoro),
delle persone in cerca di prima occupazione e delle persone in contratto
di apprendistato o altro contratto a causa mista, la data iniziale è
rappresentata dalla data più recente tra le seguenti: la conclusione
di un'attività lavorativa (incluse anche le forme di lavoro temporaneo
e atipico senza limiti minimi di tempo), che non necessariamente comporta
la cancellazione dalle attuali liste di collocamento; la conclusione
della frequenza ad una misura di politica attiva del lavoro; la conclusione
di un percorso scolastico (anche nel caso di abbandono); l'iscrizione
o re-iscrizione alle liste di collocamento; · nel caso delle persone
in CIG straordinaria, la data iniziale da assumere è in questo caso
rappresentata dalla data più recente tra le seguenti: l'iscrizione alla
CIG straordinaria; la conclusione della frequenza ad una misura di politica
attiva del lavoro; · nel caso delle persone inattive (casalinghe, studente,
militare di leva, altro inattivo), la data iniziale può essere rappresentata
dalla data di iscrizione alle liste di collocamento, da considerare
come requisito per l'accesso alle azioni finanziate dal FSE; · nel caso
di stranieri immigrati o di immigrazione di ritorno, le date iniziali
proposte nei casi di disoccupazione possono essere sostituite da quelle
che registrano l'inizio della presenza sul territorio nazionale, attraverso
il permesso di soggiorno o il cambio di residenza dal paese straniero
all'Italia. La rilevazione del periodo di disoccupazione dovrà essere
effettuata dai soggetti attuatori delle azioni al momento della selezione
dei candidati alle attività, attraverso una autocertificazione della
data di inizio dello stato di disoccupazione che questi ultimi dovranno
presentare o mediante presentazione di altro documento probatorio. in
merito al secondo punto riguardante la data di offerta di una misura
attiva alla quale definire il carattere preventivo o curativo di una
azione, essa è rappresentata dalla data di assegnazione, iscrizione,
ammissione, ecc. - da specificare in dettaglio in base alla tipologia
di attività - di una determinata persona ad una attività finanziata
del FSE. Nel caso particolare dell'apprendistato e di altre eventuali
forme di contratti a causa mista, la data alla quale riferire la natura
dell'approccio (preventivo o curativo) è rappresentata dal momento in
cui il singolo individuo è assegnato a tale contratto, prescindendo
dal momento in cui viene erogata la formazione esterna finanziata dal
FSE. Per quanto riguarda i contratti di apprendistato già in essere
al 31 dicembre 1999, questi si ritengono esclusi dalla possibilità di
co-finanziamento all'interno della misura A.2. Le definizioni che precedono
sono da considerare transitorie fino all'entrata in vigore delle anagrafi
individuali che faranno capo ai servizi per l'impiego. Esse verranno
applicate compatibilmente con la normativa nazionale. Gli effetti di
eventuali cambiamenti normativi sulle modalità attuative delle azioni
a carattere preventivo saranno valutati dal CdS del QCS, il quale fornirà
gli indirizzi omogenei in materia a cui le autorità di gestione dei
PO si conformeranno. Cambiamenti eventuali che deriveranno dalle mutazioni
normative comporteranno un adattamento automatico dei PO senza ricorrere
ad una procedura formale di modifica. Per la realizzazione delle azioni
previste nella misura si potrà fare ricorso allo strumento della Sovvenzione
Globale. L'aiuto di Stato fornito nell'ambito di questa misura è compatibile
con la regola del de minimis o sarà realizzato nell'ambito del regolamento
d'esenzione in blocco ai sensi del regolamento del Consiglio No. 994/98
del 07/05/1998 (G.U.C.E. L142 del 14.05.1998) o della normativa al momento
vigente. Le aree Ob. 2 rappresentano un terreno privilegiato di applicazione
della misura, soprattutto rispetto alla finalità di collegare strettamente
lo sviluppo dell'economia locale all'aumento dell'occupabilità e delle
dinamiche occupazionali. Il perseguimento all'interno della misura degli
obiettivi trasversali individuati dal FSE sarà garantito: dall'applicazione
delle azioni, nell'ambito di percorsi integrati ed individualizzati,
come sostegno ed accompagnamento di programmi di sviluppo locale (sviluppo
locale) dalla erogazione di moduli formativi di alfabetizzazione informatica,
sia nell'ambito dei percorsi brevi ed integrati, sia in quelli più strutturati;
dalle modalità di erogazione dei servizi (Formazione a distanza, supporti
multimediali, ecc.) (società dell'informazione) dalla predisposizione
di apposite forme di informazione e sensibilizzazione nel contesto aziendale;
dal favorire accordi con le parti sociali, in particolare nell'ambito
dei progetti di sviluppo locale, allo scopo di accrescere la partecipazione
della componente femminile della popolazione alle azioni previste dalla
misura in modo da garantire una presenza femminile che rifletta orientativamente
le proporzioni presenti tra i destinatari della misura (pari opportunità)
Le azioni previste nell'ambito della misura verranno realizzate nel
periodo 2000-2006. Tipologie indicative di destinatari Disoccupati giovani
e adulti, lavoratori in CIG straordinaria, persone inserite in contratto
di apprendistato o altro contratto a causa mista, inattivi.
Organismo attuatore: Regione Marche e Amministrazioni provinciali.
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Misura
A.3. Inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro di uomini e donne
fuori dal mercato del lavoro da più di sei o dodici mesi.
Obiettivi - Nella Regione Marche, il mercato del lavoro si caratterizza
per alti tassi di attività e livelli di disoccupazione inferiori alla
media delle altre Regioni del Centro Nord. Tuttavia la Regione non è esente
dal fenomeno della disoccupazione di lunga durata (calcolato in base ai
parametri delle guidelines 1 e 2 della Strategia europea per l'occupazione);
lo stock regionale di disoccupati di lunga durata è pari a 18.000 unità,
sui quali appare necessario intervenire in quanto vi è il rischio reale
di una loro marginalizzazione dal mercato del lavoro, a causa di una scarsa
manutenzione e aggiornamento degli skill professionali e soggettivi. La
misura intende dunque recuperare le condizioni di occupabilità dei disoccupati
di lunga durata e promuovere il loro reinserimento lavorativo anche attraverso
la creazione di nuove opportunità di lavoro. Rispetto alle criticità del
mercato del lavoro regionale e anche ai risultati ottenuti nel precedente
periodo di programmazione (che hanno individuato un zoccolo duro di disoccupazione
di lunga durata, di tipo intellettuale e caratterizzato dalla predominanza
di donne), le priorità della misura consistono nel supportare le "tradizionali"
attività formative di più lunga durata (che garantiscono una qualificazione
più adeguata alle esigenze del mondo del lavoro, ma non rimuovono gli
ostacoli più soggettivi ed individuali) con sostegni alla transizione
al lavoro, ai processi di inserimento e mobilità lavorativa (soprattutto
azioni di orientamento e work esperience), alle azioni di rimozione delle
cause di segregazione femminile (in stretto legame con le misure dell'asse
E).
Descrizione - Con la presente misura si intendono raggiungere i
seguenti obiettivi: · garantire l'inserimento ed il reinserimento dei
disoccupati di lunga durata, intervenendo sia sul lato della domanda che
dell'offerta, attraverso: tirocini formativi e d'orientamento, stage,
formazione finalizzata all'inserimento lavorativo, riqualificazione e
riconversione professionale, aiuti all'assunzione, sostegno alla mobilità
geografica; · aumentare l'efficacia delle politiche adottate attraverso
approcci individualizzati ed integrati, misure di accompagnamento, azioni
di sviluppo e rafforzamento del sistema d'offerta (informazione, orientamento
e bilancio di competenze, rilevazione fabbisogni, formazione formatori,
informazione e pubblicità). Le tipologie di azioni attivabili in quest'ambito
sono, secondo le tre tipologie di attività ammissibili al cofinanziamento
indicate dal regolamento FSE art. 3: |
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| Aiuti
alle persone |
Assistenza
a strutture e sistemi |
Misure
di accompagnamento |
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azioni di informazione, orientamento, counselling, bilancio di competenze
- formazione nell'ambito dello apprendistato e in generale nei contratti
a causa mista - percorsi di specializzazione successivi all'obbligo
formativo - percorsi di specializzazione post laurea, in particolare
nei nuovi bacini di impiego - work esperience - formazione di supporto
al reinserimento lavorativo - aiuti all'occupazione - sostegno alla
mobilità geografica |
-
studi e valutazione delle modalità di integrazione tra azioni e
sistemi - formazione degli operatori per la progettazione e realizzazione
di percorsi integrati ed individualizzati - supporto all'integrazione
tra le azioni |
-
informazione e pubblicizzazione delle iniziative |
Nell'ambito della
misura, avranno carattere prioritario le azioni promosse in maniera
integrata, come percorsi, integrati e individualizzati, di progressivo
accompagnamento al lavoro. Per la realizzazione della misura è determinante
il ruolo dei centri per l'impiego, sia in quanto erogatori diretti dei
servizi sia come strutture di coordinamento e raccordo con gli altri
soggetti di offerta sul territorio. Per la realizzazione delle azioni
previste nella misura si potrà fare ricorso allo strumento della Sovvenzione
Globale. L'aiuto di Stato fornito nell'ambito di questa misura è compatibile
con la regola del de minimis o sarà realizzato nell'ambito del regolamento
d'esenzione in blocco ai sensi del regolamento del Consiglio No. 994/98
del 07/05/1998 (G.U.C.E. L142 del 14.05.1998) o della normativa al momento
vigente. Le aree Ob. 2 rappresentano un terreno privilegiato di applicazione
della misura, soprattutto rispetto alla finalità di collegare strettamente
lo sviluppo dell'economia locale all'aumento dell'occupabilità e delle
dinamiche occupazionali. Il perseguimento all'interno della misura degli
obiettivi trasversali individuati dal FSE sarà garantito: · dall'applicazione
delle azioni, nell'ambito di percorsi integrati ed individualizzati,
come sostegno ed accompagnamento di programmi di sviluppo locale, con
particolare riferimento alle forme di programmazione negoziata (sviluppo
locale) · dalla erogazione di moduli formativi di alfabetizzazione informatica,
sia nell'ambito dei percorsi brevi ed integrati, sia in quelli più strutturati;
dalle modalità di erogazione dei servizi (Formazione a distanza, supporti
multimediali, ecc.) (società dell'informazione) · dalla predisposizione
di apposite forme di informazione e sensibilizzazione nel contesto aziendale;
dal favorire accordi con le parti sociali, in particolare nell'ambito
dei progetti di sviluppo locale, allo scopo di accrescere la partecipazione
della componente femminile della popolazione alle azioni previste dalla
misura in modo da garantire una presenza femminile che rifletta orientativamente
le proporzioni presenti tra i destinatari della misura (pari opportunità).
Le azioni previste nella misura verranno realizzate nel periodo 2000-2006.
Tipologie indicative di destinatari Disoccupati di lunga durata, lavoratori
in mobilità, lavoratori inseriti in progetti di pubblica utilità, persone
inserite in contratto di apprendistato o altro contratto a causa mista.
Organismo attuatore: Regione Marche e Amministrazioni provinciali
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