UNIONE
EUROPEA

Asse A
Sviluppo e promozione di politiche attive del mercato del lavoro per combattere e prevenire la disoccupazione, evitare ad uomini e donne che diventi di lunga durata, agevolare il reinserimento dei disoccupati di lunga durata nel mercato del lavoro e sostenere l'inserimento nella vita professionale dei giovani e di coloro, uomini e donne, che si reinseriscono nel mercato del lavoro
MISURA A.1. Organizzazione e implementazione dei nuovi servizi per l'impiego
MISURA A.2. Inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro di giovani e adulti nella logica dell'approccio preventivo
MISURA A.3. Inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro di uomini e donne fuori dal mercato del lavoro da più di sei o dodici mesi


MISURA A.1. Organizzazione e implementazione dei nuovi servizi per l'impiego.
Obiettivi - La riforma dei servizi per l'impiego con l'attribuzione dei compiti in materia alle Regioni, costituisce l'occasione per un ripensamento complessivo dell'azione regionale e uno strumento centrale per realizzare l'integrazione, non solo sulla carta, tra politiche formative e del lavoro, in linea con le strategie europee e nazionali che vedono nell'offerta integrata di servizi uno degli strumenti prioritari per raggiungere gli obiettivi identificati nei cosiddetti "quattro pilastri". Il Nap Italia 1999, in particolare, riconosce un ruolo fondamentale ai PES (servizi pubblici per l'impiego) proprio in relazione alle azioni a carattere "preventivo" rispetto alla disoccupazione. Ciò appare in coerenza con gli elementi emersi dai risultati della precedente programmazione riguardo alla scarsa capacità di penetrazione dell'azione regionale nei confronti delle fasce di popolazione più deboli sul mercato del lavoro e alla insufficienza di interventi concentrati in via esclusiva sull'azione formativa o anche non coordinati adeguatamente. Tale misura costituisce lo strumento prioritario per rafforzare, coordinare e rendere coerenti tra loro tutte le misure individuate all'interno dei diversi assi, in quanto contribuisce a risolvere le problematiche ancora non risolte in merito all'efficacia della rete informativa e di incontro domanda e offerta di lavoro; all'offerta di servizi di accoglienza, orientamento, counselling per i target di popolazione in possesso di strumenti insufficienti per un ingresso consapevole e "progettato" nel mondo del lavoro; all'integrazione e alla concertazione, in una logica di rete funzionale e al fine di proporre interventi integrati e aderenti alle specificità locali, tra i diversi soggetti che svolgono sul territorio specifiche funzioni. L'obiettivo è quello di sostenere il decollo dei servizi per l'impiego secondo le caratteristiche definite nella legge regionale 38/98, che recepisce il D.L. 469/97, e negli strumenti di programmazione regionale, al fine di arrivare entro il 2003 ad una messa a regime dei servizi per l'impiego, in conformità con quanto previsto nel NAP.
Descrizione - Con la legge regionale n. 38 del 1998 "Assetto delle funzioni in tema di collocamento, servizi per l'impiego e politiche attive del lavoro", la Regione Marche ha delineato la struttura e l'articolazione funzionale del costruendo sistema integrato dei servizi per l'impiego, imperniato, dal punto di vista amministrativo, programmatorio e gestionale sulle Amministrazioni Provinciali e, dal punto di vista strutturale, sui Centri per l'impiego. Peculiarità dell'assetto Regionale è quello della inclusione nella strutturazione a rete dei servizi, di Centri locali per la formazione, intesi quali articolazioni anche decentrate dei Centri per l'impiego, per un totale di 23 strutture. La legge istituisce anche l'Agenzia Regionale Marche Lavoro (ARMAL), dotata di autonomia amministrativa, gestionale, patrimoniale e contabile, con il compito di assistenza tecnica e monitoraggio e di supporto al sistema regionale di programmazione delle politiche del lavoro, svolgendo anche le funzioni di osservatorio del mercato del lavoro. Essa garantisce anche il collegamento con il SIL (sistema informativo lavoro). Al fine di rendere effettiva l'applicazione delle nuove competenze regionali e del disegno delineato con la L.R. 38/98, la Regione ha già avviato alcune iniziative, vale a dire:
· l'individuazione e la nomina del direttore dell'ARMAL, dei componenti della Commissione regionale per il lavoro e della Conferenza interistituzionale di coordinamento regionale;
· l'individuazione dei bacini di riferimento dei Centri per l'impiego, imperniati sui sistemi locali del lavoro;
· un progetto di sperimentazione dei servizi per l'impiego, già avviato nel 1998, in virtù di una convenzione col Ministero del lavoro, coinvolgendo le Amministrazioni provinciali e le SCICA presenti sul loro territorio, con l'obiettivo di attivare azioni integrate tra la formazione professionale e le funzioni svolte dalle SCICA stesse;
· l'individuazione di interlocutori a livello locale per implementare la strutturazione a rete e l'integrazione dei servizi;
· un progetto per l'individuazione degli standard minimi di riferimento dei Centri per l'impiego.
Le azioni da sostenere con il FSE sono quelle finalizzate a:
· garantire un'ampia gamma di servizi personalizzati sulla base dei diversi target d'utenza, anche dotando il sistema dei servizi di risorse professionali adeguate (attraverso la formazione e la riqualificazione degli operatori e la creazione di nuove figure professionali);
· predisporre una offerta integrata delle diverse tipologie di servizio attivate;
· sostenere la creazione di sistemi informativi, consulenziali e di comunicazione funzionali all'incontro tra domanda e offerta di lavoro sul territorio regionale, con particolare attenzione alle condizioni logistiche, infrastrutturali, tecnologiche ed organizzative al fine di assicurare standard di prestazione minimi e omogenei sul territorio;
· sostenere la strutturazione a rete dei servizi e di questi con gli altri soggetti pubblici e privati operanti in materia;
· promuovere i servizi per l'impiego e migliorarne l'immagine presso l'utenza potenziale (cittadini ed imprese), tramite vere e proprie strategie di marketing;
· accompagnare lo sviluppo del sistema.
Le tipologie di azioni attivabili in quest'ambito sono, secondo le tre tipologie di attività ammissibili al cofinanziamento indicate dal regolamento FSE art. 3:

 
 
Aiuti alle persone Assistenza a strutture e sistemi Misure di accompagnamento
  - azioni per la costituzione del sistema: localizzazione e strutturazione dei punti di accesso e di accoglienza decentrati; analisi delle dotazioni disponibili (attrezzature e materiali, impianti e strumenti), loro adeguamento e aggiornamento (con particolare riguardo alle dotazioni tecnologiche ed informatiche); progettazione e sperimentazione di prototipi e modelli di struttura e standard di servizi; progettazione e individuazione di standard minimi di linee di servizio, quali informazione, orientamento, prima accoglienza, consulenza; progettazione e realizzazione di prodotti di supporto; sostegno alle Province per la progettazione delle funzioni, l'individuazione dei fabbisogni provinciali, la programmazione delle attività in base a tali fabbisogni; creazione e implementazione di funzioni di supporto alla erogazione dei servizi (documentazione, ricognizione e valutazione dei servizi resi, promozione e marketing sociale, ricognizione e manutenzione del sistema informativo); creazione di sistemi informativi, banche dati, anagrafi individuali e loro aggiornamenti, anche in relazione alla personalizzazione/espansione del SIL rispetto ad esigenze e competenze regionali in materia di Mdl; integrazione tra SIL e sistema informativo regionale; raccordo tra SIL ed altri sistemi informativi locali, regionali e provinciali (es. sistema informativo ARCPRO sui fabbisogni formativi e professionali delle imprese); raccordo tra centri per l'impiego ed Armal - attività di raccordo ed integrazione con altri soggetti ed intermediari attivi a livello locale - azioni per riqualificazione degli operatori e creazione di nuove figure professionali: analisi quantitativa dei fabbisogni di personale dei centri per l'impiego e delle loro articolazioni in Centri locali per la formazione; analisi di funzioni, figure e competenze professionali per i centri per l'impiego e la rete di servizi per il lavoro; bilancio di competenze e processi di aggiornamento/riqualificazione del personale; formazione di nuovi operatori per i servizi di front line e specialistici (sportello, documentazione, informazione, prima accoglienza, competenze informatiche, consulenza orientativa e counselling, bilancio di competenze, competenze relative al sostegno all'inserimento lavorativo e di supporto alla ricerca attiva di lavoro, ecc.); assunzione di nuovo personale a tempo determinato; formazione di responsabili provinciali e direttori dei centri per l'impiego; esperienze di stage, scambi e workshop con altre strutture per l'impiego, pubbliche e private e con organismi nazionali ed internazionali; produzione e sperimentazione di moduli e strumenti didattici per l'acquisizione delle competenze degli operatori - ricognizione e valutazione della situazione dei centri per l'impiego al termine delle azioni di sostegno via via attivate e valutazione intermedia dei risultati raggiunti in termini di organizzazione funzionale, servizi disponibili, competenze del personale, dotazioni di strumenti informativi ed informatici, ecc. - azioni per facilitare il riconoscimento e la conoscenza dei servizi per l'impiego da parte della popolazione, compresa la progettazione e realizzazione del Logo dei centri per l'impiego e l'adozione di impostazioni grafiche comuni - azioni di informazione, sensibilizzazione e promozione delle attività dei servizi per l'impiego presso i cittadini, le imprese e i clienti intermedi (ass. datoriali, sindacati), target mirati, altri servizi e soggetti istituzionali (potenziamento ed evidenziazione delle informazioni su internet, manifesti, seminari e convegni, sportelli itineranti, visite nei luoghi di studio e di lavoro, ecc.)

L'attivazione delle diverse funzioni dei centri per l'impiego avverrà sulla base di valutazioni di fattibilità e in seguito alle necessarie azioni di adeguamento delle competenze delle risorse umane disponibili. Dal punto di vista temporale, dunque, saranno da subito avviate le azioni finalizzate alla valutazione delle risorse umane, strumentali, finanziarie, ecc. disponibili, alla delineazione dell'organizzazione funzionale, degli standard minimi e, in generale le diverse attività finalizzate alla costituzione del sistema. Le attività di formazione/aggiornamento del personale verranno realizzate ponendo l'attenzione sugli aspetti esperenziali, anche tramite affiancamento e consulenza da parte di esperti; potranno inoltre essere attivate attività di formazione congiunta con gli operatori di altri servizi e strutture territoriali. Si prevede di arrivare ad una messa a regime del sistema, in relazione agli standard minimi di servizi e prestazioni individuati dalla Regione e dalle Amministrazioni provinciali entro il 2003.
Per la realizzazione delle azioni previste nella misura si potrà fare ricorso allo strumento della Sovvenzione globale. Nessun aiuto di Stato ai sensi dell'art. 87.1 del Trattato verrà fornito nell'ambito di questa misura.
Le azioni della misura A.1. concorrono a supporto degli obiettivi di sviluppo delle aree Ob. 2 ponendo particolare attenzione a:
1) informazione e raccordo con i soggetti locali
2) formazione degli operatori in merito alle opportunità di sviluppo sul territorio e alle azioni ivi realizzate
3) garantire la presenza nelle aree Ob. 2 almeno di livelli minimi di servizi decentrati.
Il perseguimento, all'interno della misura, degli obiettivi trasversali del FSE sarà garantito:
· dal raccordo con gli attori dello sviluppo locale; in particolare, tramite la collaborazione con Comuni e Comunità montane per l'attivazione diffusa dei servizi di base, il rapporto con i soggetti intermedi, quali enti bilaterali, sindacati, ass. imprenditoriali o di categoria, ecc., al fine di assicurare la diffusione territoriale dei servizi, la concertazione delle strategie e valorizzare la struttura organizzativa a rete dei servizi all'impiego della Regione (sviluppo locale);
· dall'attenzione alle esigenze della componente femminile della popolazione e alla cultura delle pari opportunità, attraverso una formazione specifica degli operatori dei centri, la predisposizione di appositi data base informativi e statistici, la progettazione di moduli e prodotti rivolti alla popolazione femminile, la considerazione nella modulazione delle attività dei centri delle esigenze e caratteristiche del personale femminile (pari opportunità);
· dall'applicazione diffusa delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione quale asse portante dei nuovi servizi per l'impiego.
In questo ambito appare fondamentale il potenziamento della Rete informativa regionale (RUPAR) che risponde ai requisiti AIPA ed è integrata con la rete unitaria della Pubblica Amministrazione (RUPA), attraverso la quale si intende, tra l'altro, semplificare le procedure burocratiche connesse alle funzioni attribuite ai Centri per l'impiego (società dell'informazione).
La Misura A.1. risulta per buona parte propedeutica alle politiche basate sull'approccio preventivo alla disoccupazione. Essa verrà dunque attuata immediatamente e sosterrà le politiche attive del lavoro regionali per tutto il periodo di programmazione.
Tipologie indicative di destinatari Armal, Centri per l'impiego e centri locali per la formazione (strutture e operatori); soggetti locali e servizi per l'impiego attivati sul territorio (strutture e operatori). Organismo attuatore: Regione Marche e Amministrazioni provinciali

 
 
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  MISURA A.2. Inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro di giovani e adulti nella logica dell'approccio preventivo
Obiettivi - La prevenzione e la lotta contro la disoccupazione individua in Italia due principali linee di intervento: la riduzione della disoccupazione giovanile che in ambito regionale assume i caratteri di una disoccupazione di giovani con titoli di studio medio alti, e della disoccupazione di lunga durata, che vede sacche di "soggetti deboli" che usciti fuori dal circuito lavorativo o che non essendo riusciti ad inserirsi velocemente nel mercato del lavoro, rischiano la definitiva espulsione dal mercato stesso. In linea con la Strategia europea dell'occupazione, appare necessario, dall'analisi delle peculiarità del mercato del lavoro regionale e dai risultati delle politiche finora attuate sul territorio, puntare in maniera particolarmente significativa nella direzione di migliorare l'occupabilità delle persone in cerca di lavoro, attraverso un'offerta diversificata ed integrata di azioni che riescano a prevenire l'entrata nella disoccupazione di lunga durata e contribuiscano ad aumentare i tassi di attività in particolare di quelle categorie più esposte all'effetto "scoraggiamento". Tale misura è dunque finalizzata ad incrementare e a sostenere il livello di occupabilità delle risorse umane regionali, incentivando nel contempo la propensione all'imprenditorialità quale fattore di riuscita individuale e di sviluppo regionale, agendo sulla componente giovanile soprattutto in ottica preventiva (i giovani rappresentano la componente maggioritaria della disoccupazione regionale) e riducendo i fattori di "cristallizzazione" della disoccupazione, attraverso un approccio integrato, che ponga a sistema le risorse a disposizione nell'ambito dell'Ob.3 e quelle stanziate a livello nazionale e regionale. La Misura sostiene gli obiettivi delle linee guida 1 e 2 (pilastro occupabilità) della Strategia europea per l'occupazione, secondo cui giovani ed adulti devono essere interessati da misure di politica attiva del lavoro entro un periodo massimo di sei e dodici mesi dall'ingresso nella disoccupazione.
Descrizione - Lo scenario nazionale e regionale è caratterizzato da un profondo processo di innovazione dei dispositivi di inserimento lavorativo e di transizione al lavoro, che ha individuato in accordo con le Parti sociali alcuni modelli di intervento. Ci si riferisce al Nuovo Apprendistato (L. 196/97), di cui è in atto una sperimentazione anche sul territorio regionale; ai tirocini formativi e di orientamento, rispetto ai quali la Regione Marche è intervenuta anche con propria legge (L.R. 31/97) di supporto ed anticipazione delle dinamiche nazionali; su altri versanti, (ad es. obbligo formativo) invece la strategia regionale è quella di avviare un processo di concertazione e sperimentazione che assicuri la delineazione di un modello di intervento unitario sul territorio nazionale e che tenga conto delle innovazioni di sistema "in progress" legate all'obiettivo dell'adeguamento e dell'innalzamento della qualità dei sistemi formativi (asse C - accreditamento, certificazione, crediti formativi).
Gli obiettivi operativi che si intendono perseguire con questa misura sono:
· garantire l'obbligo/diritto alla formazione fino a 18 anni nei tre canali previsti (scuola, formazione, apprendistato);
· ridurre i tempi di attesa delle persone che vogliono entrare o reinserirsi nel mercato del lavoro, intervenendo sia sul lato della domanda che dell'offerta (in funzione della riduzione del mismatch) con: tirocini e stage, alternanza scuola-lavoro, formazione finalizzata, aiuti all'assunzione, sostegno alla mobilità geografica;
· aumentare l'efficacia delle politiche attive del lavoro attraverso approcci individualizzati ed integrati, misure di accompagnamento, ecc. (es. orientamento, informazione, bilancio di competenze, rilevazione fabbisogni).
Le tipologie di azioni attivabili in quest'ambito sono, secondo le tre tipologie di attività ammissibili al cofinanziamento indicate dal regolamento FSE art. 3:
 
 
Aiuti alle persone Assistenza a strutture e sistemi Misure di accompagnamento
- implementazione, sperimentazione e messa a regime del canale dell'apprendistato, attraverso la progettazione e l'erogazione di moduli formativi secondo le indicazioni e gli standard stabiliti a livello nazionale - formazione nell'ambito dell'apprendistato ed in generale dei contratti a causa mista - percorsi di formazione iniziale rivolti al conseguimento di una qualifica di base, al fine di rendere concreto il dovere/diritto formativo a 18 anni (obbligo formativo), anche attraverso la sperimentazione di un modello formativo unitario tra le diverse Regioni - azioni di informazione, orientamento, bilancio di competenze e consulenza individuale per l'accesso al lavoro e alla formazione e sostegno alla ricerca attiva del lavoro - offerta di un ampio ventaglio di work esperiences, differenziate in base alle esigenze e caratteristiche individuali, sia attivando borse di lavoro, tirocini, piani di inserimento professionale, ecc - percorsi di alfabetizzazione e formazione nel campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, con dotazione di una postazione di lavoro funzionale all'attività professionale da intraprendere, come incentivo all'autoimprenditorialità - azioni di integrazione del curriculum scolastico di scuola secondaria superiore, dopo il compimento dell'obbligo scolastico - percorsi di specializzazione post obbligo formativo - progetti di lavori di pubblica utilità - aiuti all'occupazione e alla trasformazione dei contratti a causa mista in contratti a tempo indeterminato - formazione di supporto all'inserimento e al reinserimento lavorativo nell'ambito di percorsi integrati ed individualizzati - aiuti ed assistenza alla mobilità geografica per favorire l'inserimento nel lavoro e nei percorsi formativi - attività di rilevazione dei fabbisogni - formazione degli operatori per la progettazione e realizzazione di percorsi integrati ed individualizzati - supporto alla integrazione tra le diverse azioni - studi e valutazione delle modalità di integrazione tra le azioni - studi e valutazione sullo stato di avanzamento, caratteristiche modalità di attuazione, ecc. delle iniziative sperimentali e delle diverse filiere di attività - sostegno alle attività di tutoraggio ed integrazione degli strumenti di politica attiva del lavoro nazionali e regionali - informazione e pubblicizzazione delle azioni attivate nell'ambito della misura

I percorsi individualizzati ed integrati si avvarranno della gamma di azioni previste, combinate sulla base delle caratteristiche dell'utenza. In quest'ambito è determinante il ruolo dei centri per l'impiego, sia in quanto erogatori diretti dei servizi sia come strutture di coordinamento e raccordo con gli altri soggetti d'offerta presenti sul territorio.
Al fine di definire le politiche preventive, vengono di seguito riportate le tipologie dei destinatari ammissibili ed i criteri per la rilevazione della natura preventiva delle tipologie di destinatari ammissibili:
Tipologie di destinatari ammissibili:
· disoccupati in senso stretto (persone che hanno perso un precedente posto di lavoro) o persone alla ricerca di prima occupazione;
· le persone in CIG straordinaria e in mobilità che sono da considerare assimilabili ai disoccupati e quindi concorrono all'implementazione dell'approccio preventivo;
· persone inserite in contratto di apprendistato o altro contratto a causa mista;
· le persone in condizione professionale attuale inattiva (casalinga, studente, militare di leva, altro inattivo), nella misura in cui tali persone passano attraverso la condizione di disoccupazione attraverso l'iscrizione alle liste di disoccupazione come requisito per l'accesso a politiche attive del lavoro.
Altre condizioni professionali sul mercato del lavoro devono essere escluse dalla possibile applicazione dell'approccio preventivo, come segue:
· le persone in CIG ordinaria, in continuità con il periodo di programmazione 1994-1999 del FSE che li ha considerati eleggibili all'Ob. 4, dovranno essere trattati come occupati e quindi non sono considerate ammissibili alle azioni dell'asse A e di conseguenza all'approccio preventivo;
· le persone in mobilità sono da considerare ammissibili all'asse A, ma solo alle azioni previste nella misura "curativa", quando alle liste di mobilità si accede dopo un periodo di disoccupazione o di CIG almeno pari a 12 mesi;
· le persone impegnate in progetti LPU/LSU che vengono inserite contemporaneamente in un progetto per il loro inserimento lavorativo sono da considerare ammissibili all'asse A, ma solo alle azioni previste nella misura "curativa", dato il sostanziale stato di disoccupazione di lunga durata da cui sono caratterizzate.
Criteri per la rilevazione della natura preventiva o curativa delle azioni. La rilevazione del carattere preventivo o curativo delle azioni alle persone richiede di individuare: i) la data di inizio dello stato di disoccupazione e ii) la data di offerta di una misura attiva del lavoro rispetto alla quale definire la natura preventiva o curativa dell'azione che si intende realizzare. in merito al primo punto, l'inizio dello stato di disoccupazione può essere derivato dalla ricostruzione della situazione soggettiva dei potenziali destinatari delle azioni. La data di inizio dello stato di disoccupazione è da intendersi come segue:
· nel caso dei disoccupati in senso stretto (persone che hanno perso un precedente posto di lavoro), delle persone in cerca di prima occupazione e delle persone in contratto di apprendistato o altro contratto a causa mista, la data iniziale è rappresentata dalla data più recente tra le seguenti:
la conclusione di un'attività lavorativa (incluse anche le forme di lavoro temporaneo e atipico senza limiti minimi di tempo), che non necessariamente comporta la cancellazione dalle attuali liste di collocamento;
la conclusione della frequenza ad una misura di politica attiva del lavoro;
la conclusione di un percorso scolastico (anche nel caso di abbandono);
l'iscrizione o re-iscrizione alle liste di collocamento;
· nel caso delle persone in CIG straordinaria, la data iniziale da assumere è in questo caso rappresentata dalla data più recente tra le seguenti:
l'iscrizione alla CIG straordinaria;
la conclusione della frequenza ad una misura di politica attiva del lavoro;
· nel caso delle persone inattive (casalinghe, studente, militare di leva, altro inattivo), la data iniziale può essere rappresentata dalla data di iscrizione alle liste di collocamento, da considerare come requisito per l'accesso alle azioni finanziate dal FSE;
· nel caso di stranieri immigrati o di immigrazione di ritorno, le date iniziali proposte nei casi di disoccupazione possono essere sostituite da quelle che registrano l'inizio della presenza sul territorio nazionale, attraverso il permesso di soggiorno o il cambio di residenza dal paese straniero all'Italia. La rilevazione del periodo di disoccupazione dovrà essere effettuata dai soggetti attuatori delle azioni al momento della selezione dei candidati alle attività, attraverso una autocertificazione della data di inizio dello stato di disoccupazione che questi ultimi dovranno presentare o mediante presentazione di altro documento probatorio. in merito al secondo punto riguardante la data di offerta di una misura attiva alla quale definire il carattere preventivo o curativo di una azione, essa è rappresentata dalla data di assegnazione, iscrizione, ammissione, ecc. - da specificare in dettaglio in base alla tipologia di attività - di una determinata persona ad una attività finanziata del FSE. Nel caso particolare dell'apprendistato e di altre eventuali forme di contratti a causa mista, la data alla quale riferire la natura dell'approccio (preventivo o curativo) è rappresentata dal momento in cui il singolo individuo è assegnato a tale contratto, prescindendo dal momento in cui viene erogata la formazione esterna finanziata dal FSE. Per quanto riguarda i contratti di apprendistato già in essere al 31 dicembre 1999, questi si ritengono esclusi dalla possibilità di co-finanziamento all'interno della misura A.2.
Le definizioni che precedono sono da considerare transitorie fino all'entrata in vigore delle anagrafi individuali che faranno capo ai servizi per l'impiego. Esse verranno applicate compatibilmente con la normativa nazionale. Gli effetti di eventuali cambiamenti normativi sulle modalità attuative delle azioni a carattere preventivo saranno valutati dal CdS del QCS, il quale fornirà gli indirizzi omogenei in materia a cui le autorità di gestione dei PO si conformeranno. Cambiamenti eventuali che deriveranno dalle mutazioni normative comporteranno un adattamento automatico dei PO senza ricorrere ad una procedura formale di modifica. Per la realizzazione delle azioni previste nella misura si potrà fare ricorso allo strumento della Sovvenzione Globale. L'aiuto di Stato fornito nell'ambito di questa misura è compatibile con la regola del de minimis o sarà realizzato nell'ambito del regolamento d'esenzione in blocco ai sensi del regolamento del Consiglio No. 994/98 del 07/05/1998 (G.U.C.E. L142 del 14.05.1998) o della normativa al momento vigente. Le aree Ob. 2 rappresentano un terreno privilegiato di applicazione della misura, soprattutto rispetto alla finalità di collegare strettamente lo sviluppo dell'economia locale all'aumento dell'occupabilità e delle dinamiche occupazionali. Il perseguimento all'interno della misura degli obiettivi trasversali individuati dal FSE sarà garantito: dall'applicazione delle azioni, nell'ambito di percorsi integrati ed individualizzati, come sostegno ed accompagnamento di programmi di sviluppo locale (sviluppo locale) dalla erogazione di moduli formativi di alfabetizzazione informatica, sia nell'ambito dei percorsi brevi ed integrati, sia in quelli più strutturati; dalle modalità di erogazione dei servizi (Formazione a distanza, supporti multimediali, ecc.) (società dell'informazione) dalla predisposizione di apposite forme di informazione e sensibilizzazione nel contesto aziendale; dal favorire accordi con le parti sociali, in particolare nell'ambito dei progetti di sviluppo locale, allo scopo di accrescere la partecipazione della componente femminile della popolazione alle azioni previste dalla misura in modo da garantire una presenza femminile che rifletta orientativamente le proporzioni presenti tra i destinatari della misura (pari opportunità) Le azioni previste nell'ambito della misura verranno realizzate nel periodo 2000-2006.
Tipologie indicative di destinatari Disoccupati giovani e adulti, lavoratori in CIG straordinaria, persone inserite in contratto di apprendistato o altro contratto a causa mista, inattivi.
Organismo attuatore: Regione Marche e Amministrazioni provinciali.

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  Misura A.3. Inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro di uomini e donne fuori dal mercato del lavoro da più di sei o dodici mesi.
Obiettivi - Nella Regione Marche, il mercato del lavoro si caratterizza per alti tassi di attività e livelli di disoccupazione inferiori alla media delle altre Regioni del Centro Nord. Tuttavia la Regione non è esente dal fenomeno della disoccupazione di lunga durata (calcolato in base ai parametri delle guidelines 1 e 2 della Strategia europea per l'occupazione); lo stock regionale di disoccupati di lunga durata è pari a 18.000 unità, sui quali appare necessario intervenire in quanto vi è il rischio reale di una loro marginalizzazione dal mercato del lavoro, a causa di una scarsa manutenzione e aggiornamento degli skill professionali e soggettivi. La misura intende dunque recuperare le condizioni di occupabilità dei disoccupati di lunga durata e promuovere il loro reinserimento lavorativo anche attraverso la creazione di nuove opportunità di lavoro. Rispetto alle criticità del mercato del lavoro regionale e anche ai risultati ottenuti nel precedente periodo di programmazione (che hanno individuato un zoccolo duro di disoccupazione di lunga durata, di tipo intellettuale e caratterizzato dalla predominanza di donne), le priorità della misura consistono nel supportare le "tradizionali" attività formative di più lunga durata (che garantiscono una qualificazione più adeguata alle esigenze del mondo del lavoro, ma non rimuovono gli ostacoli più soggettivi ed individuali) con sostegni alla transizione al lavoro, ai processi di inserimento e mobilità lavorativa (soprattutto azioni di orientamento e work esperience), alle azioni di rimozione delle cause di segregazione femminile (in stretto legame con le misure dell'asse E).
Descrizione - Con la presente misura si intendono raggiungere i seguenti obiettivi: · garantire l'inserimento ed il reinserimento dei disoccupati di lunga durata, intervenendo sia sul lato della domanda che dell'offerta, attraverso: tirocini formativi e d'orientamento, stage, formazione finalizzata all'inserimento lavorativo, riqualificazione e riconversione professionale, aiuti all'assunzione, sostegno alla mobilità geografica; · aumentare l'efficacia delle politiche adottate attraverso approcci individualizzati ed integrati, misure di accompagnamento, azioni di sviluppo e rafforzamento del sistema d'offerta (informazione, orientamento e bilancio di competenze, rilevazione fabbisogni, formazione formatori, informazione e pubblicità).
Le tipologie di azioni attivabili in quest'ambito sono, secondo le tre tipologie di attività ammissibili al cofinanziamento indicate dal regolamento FSE art. 3:
 
 
Aiuti alle persone Assistenza a strutture e sistemi Misure di accompagnamento
- azioni di informazione, orientamento, counselling, bilancio di competenze - formazione nell'ambito dello apprendistato e in generale nei contratti a causa mista - percorsi di specializzazione successivi all'obbligo formativo - percorsi di specializzazione post laurea, in particolare nei nuovi bacini di impiego - work esperience - formazione di supporto al reinserimento lavorativo - aiuti all'occupazione - sostegno alla mobilità geografica - studi e valutazione delle modalità di integrazione tra azioni e sistemi - formazione degli operatori per la progettazione e realizzazione di percorsi integrati ed individualizzati - supporto all'integrazione tra le azioni - informazione e pubblicizzazione delle iniziative

Nell'ambito della misura, avranno carattere prioritario le azioni promosse in maniera integrata, come percorsi, integrati e individualizzati, di progressivo accompagnamento al lavoro. Per la realizzazione della misura è determinante il ruolo dei centri per l'impiego, sia in quanto erogatori diretti dei servizi sia come strutture di coordinamento e raccordo con gli altri soggetti di offerta sul territorio. Per la realizzazione delle azioni previste nella misura si potrà fare ricorso allo strumento della Sovvenzione Globale. L'aiuto di Stato fornito nell'ambito di questa misura è compatibile con la regola del de minimis o sarà realizzato nell'ambito del regolamento d'esenzione in blocco ai sensi del regolamento del Consiglio No. 994/98 del 07/05/1998 (G.U.C.E. L142 del 14.05.1998) o della normativa al momento vigente. Le aree Ob. 2 rappresentano un terreno privilegiato di applicazione della misura, soprattutto rispetto alla finalità di collegare strettamente lo sviluppo dell'economia locale all'aumento dell'occupabilità e delle dinamiche occupazionali. Il perseguimento all'interno della misura degli obiettivi trasversali individuati dal FSE sarà garantito:
· dall'applicazione delle azioni, nell'ambito di percorsi integrati ed individualizzati, come sostegno ed accompagnamento di programmi di sviluppo locale, con particolare riferimento alle forme di programmazione negoziata (sviluppo locale)
· dalla erogazione di moduli formativi di alfabetizzazione informatica, sia nell'ambito dei percorsi brevi ed integrati, sia in quelli più strutturati; dalle modalità di erogazione dei servizi (Formazione a distanza, supporti multimediali, ecc.) (società dell'informazione)
· dalla predisposizione di apposite forme di informazione e sensibilizzazione nel contesto aziendale; dal favorire accordi con le parti sociali, in particolare nell'ambito dei progetti di sviluppo locale, allo scopo di accrescere la partecipazione della componente femminile della popolazione alle azioni previste dalla misura in modo da garantire una presenza femminile che rifletta orientativamente le proporzioni presenti tra i destinatari della misura (pari opportunità). Le azioni previste nella misura verranno realizzate nel periodo 2000-2006.
Tipologie indicative di destinatari Disoccupati di lunga durata, lavoratori in mobilità, lavoratori inseriti in progetti di pubblica utilità, persone inserite in contratto di apprendistato o altro contratto a causa mista.
Organismo attuatore: Regione Marche e Amministrazioni provinciali

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