AGRICOLTURA e AGRICOLTURA BIOLOGICA

Agricoltura e sviluppo rurale sostenibile

La posta in gioco

Tre sono gli obiettivi del Progetto "agricoltura e sviluppo rurale durevole" (ADRD): prima di tutto, assicurare una crescita della produzione agricola che permetta a tutti di nutrirsi sufficientemente; secondo, migliorare le condizioni di vita delle popolazioni tenendo conto delle loro aspirazioni sociali e culturali; terzo, proteggere e conservare le risorse naturali.

La crescita della produzione alimentare e la sicurezza alimentare sono alla base del concetto di "agricoltura e sviluppo rurale durevole". Il "Summit sull'alimentazione" tenuto a Roma nel novembre 1996 ha stigmatizzato la persistenza e anzi l'aumento di sacche di fame nel mondo, e ha considerato come obiettivo prioritario quello di ridurre della metà il numero delle vittime da malnutrizione (stimato a più di 800 milioni l'anno) da qui al 2015. Anche i paesi che hanno partecipato al Summit si sono impegnati ad applicare il programma Azione 21, in particolare le risoluzioni del 14· capitolo.

Il capitolo 14 propone l'articolazione del Progetto ADRD in 12 ambiti di attività:
­ attenzione alle politiche agricole, comprese le politiche commerciali;
­ partecipazione delle popolazioni e riconsiderazione delle risorse umane;
­ miglioramento della produzione agricola e dei sistemi di sfruttamento della terra;
­ informazione e educazione sulla pianificazione del territorio;
­ conservazione e ripristino delle terre;
­ accesso all'acqua per le coltivazioni e per lo sviluppo delle campagne;
­ conservazione e utilizzo delle risorse fitogenetiche e zoogenetiche;
­ protezione integrata delle colture;
­ diversificazione dell'energia rurale;
­ corretta valutazione degli effetti sulle piante e gli animali dell'irraggiamento ultravioletto.

Questi ambiti di attività sono strettamente legati tra loro e fanno a loro volta riferimento ad altri capitoli di'Azione 21 (in special modo il 10·, "Pianificazione e gestione integrata delle terre", il 15·, sulla conservazione della diversità biologica, e il 18·, sulla protezione delle risorse di acqua dolce).
È ovviamente impossibile ottenere gli obiettivi del 14· capitolo dall'oggi al domani; è necessario invece imboccare una politica dei piccoli passi, che permetta di realizzare progressi di volta in volta in ambiti diversi (sociale, economico, tecnico). Da mettere in evidenza anche la contraddizione esistente tra gli obiettivi della produzione e quelli della conservazione delle risorse naturali, con l'obiettivo di conciliare questi interessi divergenti che sono alla base di una agricoltura e di uno sviluppo rurale durevole.

I progressi compiuti dalla Conferenza di Rio ad oggi

Per arrivare a una agricoltura e a uno sviluppo rurale durevole, bisogna dunque procedere per tappe. In quest'ottica alcuni progressi, anche se non collegati tra loro, sono stati compiuti.
I paesi sviluppati, i paesi in via di sviluppo e i paesi in transizione sono sempre più coscienti della necessità di tenere conto dei problemi dell'ambiente nelle loro politiche agricole. In effetti, la necessità di rispondere alla domanda dei consumatori e di aprire nuovi sbocchi per i prodotti alimentari accorda agli scambi agricoli un ruolo importante in questo processo.
Progressi considerevoli anche se riguardano solo una piccolissima parte della produzione sono stati registrati grazie all'introduzione dei metodi di coltura biologica nel quadro di diversi programmi di "certificazione biologica" varati da ciascun paese.

Per quel che concerne la partecipazione delle popolazioni, è innegabile il vantaggio che si può trarre dall'interazione tra le istituzioni dei settori strutturati e non strutturati della società civile, per far partecipare tutti alle decisioni e all'elaborazione delle politiche; si è ormai coscienti della necessità di creare dei partenariati e delle reti per favorire il consenso.
Concretamente, i progressi ottenuti si sono tradotti in una ristrutturazione delle cooperative agricole per porre in atto riforme legislative che facilitino la creazione di associazioni, e in special modo organizzazioni di aiuto tra agricoltori e lavoratori delle campagne. Queste organizzazioni hanno un ruolo molto importante soprattutto come intermediarie tra i governi, le fonti di credito e gli agricoltori.

Nel campo della conservazione e del ripristino delle terre, progressi significativi sono stati ottenuti a livello locale per rispondere alle istanze e agli sforzi degli stessi utilizzatori; con il passare del tempo, i grandi progetti ispirati dai governi e imposti dalle autorità centrali sono stati via via abbandonati.
I programmi nazionali, come quelli compresi nel quadro del Programma internazionale della FAO per la conservazione e il ripristino delle terre, sono basati sull'elaborazione di politiche integrate di gestione e di utilizzo delle terre che spesso travalicano il semplice settore dell'agricoltura (per esempio, il trattamento dei residui). Piccoli stati insulari in via di sviluppo (come la Giamaica) hanno elaborato, con la collaborazione della FAO e del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (PNUE), programmi di politica nazionale per una corretta utilizzazione dei suoli.

Progressi considerevoli sono stati compiuti anche nel campo delle risorse fitogenetiche e zoogenetiche. Numerosi paesi asiatici hanno lanciato programmi di protezione integrata per il riso e analoghi programmi sono stati applicati per altre colture in altri paesi.
Un meccanismo di protezione integrata è stato creato grazie agli sforzi comuni di FAO, PNUE, del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (PNUD) e della Banca Mondiale, per assicurare un legame tra i donatori, gli organismi che hanno lanciato l'iniziativa, i gruppi di agricoltura, le autorità nazionali e locali e le ONG. E gli sforzi impiegati per introdurre metodi di protezione integrata delle colture al comparire di nuove infestazioni sono il miglior indice di successo.

Un tale risultato positivo non è stato ottenuto nel campo dell'adozione su larga scala di sistemi di gestione integrata per la fertilizzazione del terreno e il nutrimento delle piante. Qualche programma è stato comunque realizzato, soprattutto in materia di inventario e di valutazione a livello nazionale di tutte le fonti di nutrimento organico e minerale delle piante. È anche stato possibile definire più precisamente i concetti e scambiarsi esperienze al proposito.

I progressi realizzati per la diversificazione dell'energia rurale dipendono essenzialmente da fattori economici. Il costo di alcune fonti rinnovabili di energia, come l'energia eolica, è nettamente diminuito, e i sistemi fotovoltaici che captano energia solare stanno diventando competitivi rispetto alle fonti di energia tradizionale. La privatizzazione e la deregulation delle compagne fornitrici di energia elettrica ha creato nuove possibilità di produrre elettricità in aiuto alle fonti d'energia rinnovabili non tradizionali.

Le indicazioni di cui disponiamo oggi fanno pensare che l'aumento della quantità di raggi ultravioletti causato dal buco dell'ozono non ha quasi avuto effetti sulla fotosintesi e sulla crescita vegetale, benché non si possa escludere la possibilità di mutazioni genetiche a lungo termine.
In compenso, si pensa che l'aumento della concentrazione di ozono nella troposfera a causa dell'inquinamento atmosferico avrà effetti negativi immediati sulla maggior parte delle specie vegetali.



Le linee guida e gli obiettivi strategici

Basare gli interventi per un'agricoltura e uno sviluppo rurale durevole sugli agricoltori, uomini e donne, ovvero su chi lavora la terra, possiede il bestiame, prende decisioni sull'utilizzo delle risorse, ovvero su chi in definitiva trae beneficio dall'aumento della produttività della terra e dalla protezione delle risorse naturali. Occorre per questo contare di più sulle organizzazioni di lavoratori agricoli, adottare processi partecipativi basati sugli agricoltori medesimi (per esempio, scuole di agricoltura pratica) e conservare gelosamente e studiare le conoscenze locali e le tecniche autoctone.

Promuovere l'"intensificazione durevole", ovvero utilizzare tecnologie che rispettino l'ambiente per aumentare la produzione agricola su terre fertili già coltivate. Questo metodo è di gran lunga preferibile alla messa a coltura forzata di terre povere e marginali, che possono al massimo trasformarsi in terreni agricoli poco produttivi.

Valutare l'incidenza dell'urbanizzazione. L'agricoltura intensiva urbana e periurbana permette di adottare sistemi durevoli di produzione artigianale, in grado di ridurre la povertà e migliorare la nutrizione delle popolazioni interessate; essa può contribuire inoltre, senza rimpiazzarla, all'interazione tra la campagna che produce e la città che consuma.

Favorire il riciclo e l'utilizzo di materiali organici nei sistemi agricoli a bassa redditività. In alcune zone sub-umide dell'Africa subsahariana i fertilizzanti dati ai terreni sono pochissimi: il raccolto è molto scarso, mentre il lavaggio degli elementi nutritivi contenuti nel terreno si accentua sempre di più. La fertilizzazione organica può anche essere arricchita da un apporto aggiuntivo di sostanze minerali.

Promuovere politiche agricole più coerenti. Il finanziamento è una questione importante e non c'è ancora un meccanismo di finanziamento adeguato e abbastanza flessibile per il Programma ADRD, ma non bisogna per questo sottostimare il ruolo di una politica agricola più coerente, che punti su un'agricoltura e uno sviluppo rurale durevole e su un migliore utilizzo delle conoscenze tecniche attuali.

Utilizzare al meglio le tecnologie d'informazione: l'ADRD vive grazie allo scambio di conoscenze. Star dietro alla rivoluzione delle tecnologie dell'informazione offre eccellenti possibilità in questo campo: il "Sistema mondiale di informazione sulla diversità degli animali domestici" è un esempio di buon utilizzo di Internet (vedere il sito http://www/fao.org/dad-is/.

Ridefinire le priorità per la conservazione e il ripristino della diversità biologica. In questo campo, le priorità sono cambiate. Infatti, invece di aumentare il numero delle banche dei geni ci si sforza ora di mantenere in vita le specie esistenti; le collezioni e la conservazione ex situ hanno ceduto il passo alla conservazione in situ o addirittura alla messa a frutto; alle uniformi varietà cultivar si preferisce l'utilizzo di varietà adattate al luogo e la diversificazione delle colture; da un accesso libero alle risorse si è passati a un accesso regolamentato; le attività locali sono svincolate dai metodi di analisi economica che fanno rientrare i costi della produzione in quelli della produzione; e, infine, alle biotecnologie molto complesse si preferiscono tecniche differenziate, appropriate e adattate alle tecnologie locali.

Favorire la diversificazione dell'energia rurale. È importante mettere l'accento sul soddisfacimento dei bisogni a livello microeconomico, quasi "casalingo" (per mezzo soprattutto di progetti di "villaggi ecologici", di "villaggi solari" ecc.); bisogna insistere anche sull'adozione di meccanismi finanziari innovativi e sull'effetto dell'energia rurale sulla sicurezza alimentare.

Il ruolo della FAO
In quanto coordinatore del Capitolo 14 del programma "Azione 21", la FAO assiste numerosi paesi in diversi settori fondamentali dell'agricoltura e dello sviluppo rurale durevole.
Il suo ruolo consiste nel valutare la compatibilità delle politiche locali con gli obiettivi del Programma ADRD, dare consigli sulle misure di incentivazione, stabilire indici e direttive per le tecniche agricole durevoli e valutare l'impatto delle negoziazioni commerciali del GATT sull'agricoltura e lo sviluppo rurale durevole.

LA FAO incoraggia l'utilizzo equilibrato delle risorse agricole nei seguenti campi:
­ promozione della conservazione e dell'utilizzo razionale delle risorse zoogenetiche e fitogenetiche, a sostegno di una produzione durevole di energia per le comunità rurali e in favore dell'agro-industria;
­ applicazione di tecnologie convenienti, come quelle della protezione integrata e della nutrizione integrata delle piante.
Contribuisce inoltre a migliorare la gestione delle risorse naturali, grazie ai suoi programmi di pianificazione delle terre e delle acque.

Nel campo delle risorse umane e dello sviluppo delle istituzioni, la FAO si impegna a rafforzare gli istituti nazionali di ricerca, contribuisce allo sviluppo delle reti regionali di lavoro in cooperazione sulla ricerca e la tecnologia e si assicura che gli obiettivi dell'ADRD riflettano i punti di vista e gli interessi delle organizzazioni rurali, delle amministrazioni locali del settore privati e delle ONG.


Per contatti:
Tim Aldington, Dipartimento Agricoltura della FAO.
E-mail: Timothy.Aldington@fao.org


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