Prima di essere un insieme di tecniche e di risultati, l´agricoltura
biologica rappresenta una concezione della vita e dell´economia
rurale. Se per decenni si è ragionato esclusivamente in termini
di rapporto tra costi e benefici, senza sottovalutare le ragioni della
produttività il paradigma biologico suggerisce da tempo la necessità
di operare bilanci più complessivi, capaci di introdurre nelle
"somme finali" fattori di carattere sociale ed economico derivati.
Come dire: la riflessione intorno al concetto di prodotto non può
prescindere dalla componente dell´etica sociale e da1 concetto di
"sviluppo sostenibile".
Tra gli obiettivi cui sempre più spesso gli agricoltori biologici
puntano, occorre ricordare la produzione di alimenti di alta qualità,
la possibilità di lavorare con un giusto reddito e in un ambiente
più salubre, di risparmiare energia e materie prime (valorizzando
I´utilizzo di fonti energetiche rinnovabili), di tutelare l´ambiente
non utilizzando sostanze pericolose, migliorando la fertilità del
terreno, favorendo la diversificazione produttiva e proponendo, infine,
un modello agricolo valido per i pro duttori dei Paesi emergenti, in risposta
ai problemi dell´autosufficienza alimentare e dell´indipendenza
economica.
La filosofia sottesa al biologico, infatti, considera il sistema agricoltura
non più a se stante, ma derivato dall´interazione tra ecosistema
naturale e sistema sociale, per rispondere alle esigenze dell´uomo
nel pieno rispetto della natura.
Questo modello, tuttavia, ha ancora necessità di essere diffuso.
Nel caso delle produzioni alimentari naturali il vero fattore di promozione
è stato, negli ultimi 15 anni, l´anello finale della catena,
ossia i consumatori, che dopo essere stati attratti dalla "naturalità"
in senso lato, hanno sempre più cercato in via prevalente o totale
il prodotto biologico.
Partendo da queste premesse, l´Associazione Italiana per I´Agricoltura
Biologica ha voluto far incontrare questo patrimonio con l´agriturismo,
ormai riconosciuta espres-sione di una sensibilità originale nel
mercato de1 turismo.
Coniugando biologico e ospitalità rurale questa guida presenta
dunque, e per la prima volta, un circuito di fattorie che, oltre a delineare
uno scenario in cui è possibile vivere il proprio tempo libero
in natura e qualificare la vacanza con soggiorni "personalizzati",
sono particolarmente attente alla "compatibilità" ambientale
delle loro proposte. Una scelta ulteriore di campo che si evidenzia fin
dalla tipologia delle strutture di accoglienza (spesso rivisitate con
i metodi della bioarchitettura), nelle produzioni aziendali, naturalmente,
nella gastronomia, nella volontà di salvaguardia del patrimonio
ambientale (attraverso la sua responsabile fruizione turistica) e culturale
(molte delle fattorie propongono corsi, laboratori, sessioni didattiche
per le scuole) del territorio.
Prima di "lasciare la parola" alle fattorie, vere protagoniste
di questo peculiare viaggio lungo la nostra Penisola, occorre infine sottolineare
la scelta dell´elemento illustrativo, che ha sostituito con garbo
e maggiore incisività quello fotografico.
Il segno divertito ed evocativo dei disegni al tratto di Mauro Cicaré,
infatti, ha voluto completare un progetto editoriale mirato alla ricostruzione
di un´atmosfera omogenea capace, al contempo, di vivere una propria
autonomia rispetto alle singole descrizioni dei testi.
Prima di essere un insieme di tecniche e di risultati, l´agricoltura
biologica rappresenta una concezione della vita e dell´economia
rurale. Se per decenni si è ragionato esclusivamente in termini
di rapporto tra costi e benefici, senza sottovalutare le ragioni della
produttività il paradigma biologico suggerisce da tempo la necessità
di operare bilanci più complessivi, capaci di introdurre nelle
"somme finali" fattori di carattere sociale ed economico derivati.
Come dire: la riflessione intorno al concetto di prodotto non può
prescindere dalla componente dell´etica sociale e da1 concetto di
"sviluppo sostenibile".
Tra gli obiettivi cui sempre più spesso gli agricoltori biologici
puntano, occorre ricordare la produzione di alimenti di alta qualità,
la possibilità di lavorare con un giusto reddito e in un ambiente
più salubre, di risparmiare energia e materie prime (valorizzando
I´utilizzo di fonti energetiche rinnovabili), di tutelare l´ambiente
non utilizzando sostanze pericolose, migliorando la fertilità del
terreno, favorendo la diversificazione produttiva e proponendo, infine,
un modello agricolo valido per i pro duttori dei Paesi emergenti, in risposta
ai problemi dell´autosufficienza alimentare e dell´indipendenza
economica.
La filosofia sottesa al biologico, infatti, considera il sistema agricoltura
non più a se stante, ma derivato dall´interazione tra ecosistema
naturale e sistema sociale, per rispondere alle esigenze dell´uomo
nel pieno rispetto della natura.
Questo modello, tuttavia, ha ancora necessità di essere diffuso.
Nel caso delle produzioni alimentari naturali il vero fattore di promozione
è stato, negli ultimi 15 anni, l´anello finale della catena,
ossia i consumatori, che dopo essere stati attratti dalla "naturalità"
in senso lato, hanno sempre più cercato in via prevalente o totale
il prodotto biologico.
Partendo da queste premesse, l´Associazione Italiana per I´Agricoltura
Biologica ha voluto far incontrare questo patrimonio con l´agriturismo,
ormai riconosciuta espres-sione di una sensibilità originale nel
mercato de1 turismo.
Coniugando biologico e ospitalità rurale questa guida presenta
dunque, e per la prima volta, un circuito di fattorie che, oltre a delineare
uno scenario in cui è possibile vivere il proprio tempo libero
in natura e qualificare la vacanza con soggiorni "personalizzati",
sono particolarmente attente alla "compatibilità" ambientale
delle loro proposte. Una scelta ulteriore di campo che si evidenzia fin
dalla tipologia delle strutture di accoglienza (spesso rivisitate con
i metodi della bioarchitettura), nelle produzioni aziendali, naturalmente,
nella gastronomia, nella volontà di salvaguardia del patrimonio
ambientale (attraverso la sua responsabile fruizione turistica) e culturale
(molte delle fattorie propongono corsi, laboratori, sessioni didattiche
per le scuole) del territorio.
Prima di "lasciare la parola" alle fattorie, vere protagoniste
di questo peculiare viaggio lungo la nostra Penisola, occorre infine sottolineare
la scelta dell´elemento illustrativo, che ha sostituito con garbo
e maggiore incisività quello fotografico.
Il segno divertito ed evocativo dei disegni al tratto di Mauro Cicaré,
infatti, ha voluto completare un progetto editoriale mirato alla ricostruzione
di un´atmosfera omogenea capace, al contempo, di vivere una propria
autonomia rispetto alle singole descrizioni dei testi.
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