introduzione alla bioedilizia

Allo stato attuale dei fatti l'aggettivo di uso più comune in bioedilizia è "sostenibile". Un termine strettamente connesso alla progettazione di un edificio, la premessa della consapevolezza degli effetti che il costruire può avere sull'ambiente circostante.
Ad esempio, partendo dalla struttura di un'abitazione spesso, per non dire sempre, il calcestruzzo arriva in cantiere direttamente dalla ditta di produzione che ne certifica le componenti sotto il profilo statico e della durata, ovvero le caratteristiche di resistenza nel tempo che sono possibili grazie all'utilizzo di grandi quantità di materiale chimico in parte ostile alla natura. Nel caso del calcestruzzo armato si certifica anche la resistenza del ferro, facendo in modo che possa reggere determinati carichi, flessioni e tutti i tipi di resistenze meccaniche, trascurando però il fatto che potrebbe essere dannoso alla salute poiché potrebbe creare campi elettromagnetici. Questo particolare è già stato affrontato e risolto negli ospedali, a causa dei macchinari che sono molto sensibili alla variazione dei campi elettromagnetici, ottenendo buoni risultati.
In campo civile, tuttavia, questa innovazione non viene nemmeno presa in considerazione, forse per problemi di costi elevati o forse perché si ritiene che un'abitazione per così dire tradizionale, non abbia bisogno di essere preservata da qualcosa che potrebbe provocare gravi disfunzioni.
Il passo successivo consiste nel correlare i vari componenti del progetto e far sì che tutti insieme non abbiano controindicazioni di carattere ambientale.
Tutto ciò può considerarsi una premessa alla bioedilizia. Sembra un modo di operare apparentemente semplice ma che applicato ad un organismo complesso, come un edificio, propone al progettista un compito tutt'altro che facile. Potremmo aggiungere che tutti i materiali per così dire ecologici utilizzabili per la costruzione di una nuova abitazione non sono affatto a buon mercato e da parte delle Amministrazioni non esiste una benchè minima possibilità di incentivo nell'acquisto di questi prodotti.
Un edificio è costituito da un gran numero di parti e componenti che obbligano a tenere in considerazione una gran quantità di aspetti diversi. Escludiamo per un istante l'aspetto costruttivo già citato precedentemente e analizziamo la nostra casa ideale ecologica. Da qualche anno l'attenzione verso l'ambiente e lo sviluppo dell'ecologia hanno portato a una nuova coscienza del benessere quotidiano. Ci si è accorti che uno degli elementi che maggiormente influiscono sulla salute fisica e mentale è il nostro ambiente, quello più immediato e gli spazi che frequentiamo abitualmente, come l'ufficio, la casa e i luoghi di ritrovo in genere.
C'è da aggiungere che da anni esiste una parte dell'igiene ambientale e dell' edilizia che tratta questo argomento e cerca di risolvere un male oscuro ultimamente sempre più comune: la "sick building syndrome", ovvero la sindrome dell'edificio malato. Con questa denominazione si intende il benessere non sempre presente sul luogo di lavoro o a casa che può produrre effetti indesiderabili sulla persona, tipo depressione ed esaurimento. Anche questi problemi cerca di risolvere la bioarchitettura, con la progettazione di abitazioni in cui la qualità della vita sia notevolmente più elevata, non sotto il profilo economico ma nell'ambito personale.
Nel resto dell'Europa già da molti anni si fanno ricerche in questo settore. I risultati delle indagini più recenti dimostrano che il nostro attuale modo di abitare e le nostre stesse case per come sono costruite, sono spesso causa di disturbi e di malesseri. Nella casa, infatti, complice il nostro attuale sistema di vita, si creano microclimi a volte molto lontani dalle caratteristiche biologiche di cui ciascuno avrebbe bisogno.
Nelle nostre abitazioni, siano esse appartamenti o case unifamiliari, si verifica un fatto singolare: ci sono zone poco frequentate e altre iperattive che spesso sono considerate il vero e proprio fulcro della nostra abitazione. Questo a causa delle nostre abitudini che ci portano a preferire un luogo rispetto ad un altro.
Il nostro primo passo per la creazione, nel nostro piccolo, della casa ecologicamente vivibile è quello di liberarci delle vecchie abitudini e imparare a considerare la casa uno spazio da usare per il nostro benessere, con il salotto buono da utilizzare anche tutti i giorni, non solo in singole occasioni, la camera da letto uno spazio intelligente anche per il giorno e il corridoio come centro delle nostre comunicazioni.
Infatti l'interno della casa prende forma in base al nostro modo di vivere; la suddivisione dello spazio e la successiva destinazione dei locali avviene tenendo conto delle nostre abitudini. Per questo sarà utile comunicare al progettista una lista delle esigenze di tutti i futuri abitanti della casa in modo da poter sfruttare ogni minimo spazio evitando dannose agglomerazioni di persone in un solo locale.


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