L'intervento del Ministro Alfonso Pecoraro Scanio alla 1.a Conferenza Nazionale
dei Comuni Antitransgenico
svoltasi a Firenze dal 1 al 4 Maggio 2001

Da parte mia innanzitutto un saluto e mi spiace che i vari impegni che mi trattengono al Ministero mi abbiano impedito di venire personalmente a questa 1a Conferenza Nazionale. Però è evidente che io ritenga di grande importanza questa vostra iniziativa e soprattutto mai come in questo momento evidenzia una necessità di risolvere problemi legati alla sicurezza alimentare che riguardano tutti i cittadini.

Quindi voglio dire che la scelta di fare della iniziativa Ogm Free o Antitransgenica è una scelta legata al rilancio della qualità, dei prodotti tipici, della sicurezza alimentare e di una educazione nutrizionale migliore è sicuramente una dimostrazione del crescente interesse dei nostri amministratori, ed in particolare degli Enti Locali, oltre che delle Regioni, di lavorare vicino a queste che sono le nuove emergenze: la sicurezza alimentare è una necessità!

Dico anche che ho ricevuto molte sollecitazioni, e continuo a riceverle, di molte realtà della filiera agroalimentare, che chiedono a loro volta di essere certificate come NON TRANSGENICHE, senza OGM, e questo dimostra se vogliamo, il paradosso dell'accanimento nel voler chiedere più produzioni ogm, e dall'altra parte agricoltori, artigiani, industriali, commercianti, grandi catene di distribuzione, che invece stanno tutti chiedendo esattamente l'opposto, cioè come certificare l'assenza di transgenico: quindi siamo di fronte ad una vicenda quantomeno sorprendente! Ci sono alcuni interessi economici così rilevanti che hanno coinvolto anche autorevoli personalità e che sicuramente hanno un impatto molto forte e lobbystico sui mezzi di comunicazione che stanno continuando a promuovere il transgenico in agricoltura avendo contro l'intera filiera agroalimentare. Questo è lo stato dell'arte.

A questo punto io credo che i Comuni, le Province, le Regioni che rappresentano più da vicino ancora le nostre comunità di cittadini, secondo me hanno un ruolo importantissimo, queste realtà locali, per rappresentare questa esigenza, invece, che è un'esigenza di avere un'agricoltura pulita, un'agricoltura di qualità, che tra l'altro sta rilanciando il biologico, il tipico. E' di ieri l'approvazione al Cipe in via definitiva del mio documento di programmazione agroalimentare e forestale, che è il piano triennale dell'agricoltura italiana per i prossimi anni.

Prevediamo di portare il biologico entro 3 anni al 10% della superficie nazionale. Quindi molto di più di quello previsto dalla mia collega tedesca che proprio partendo dal nostro documento, ha proposto in 10 anni di portare la Germania al 20% delle superfici biologiche. Io credo che se noi riusciremo a mantenere l'obiettivo o almeno avvicinarci a quello del 10% entro tre anni, noi potremo superare sicuramente il 20 e arrivare al 30%, in quanto l'Italia ha una grandissima potenzialità di espansione in questo settore, che è già un settore gm-free, perchè l'unica certificazione senza ogm è sostanzialmente quella biologica.

Altra considerazione riguarda il fatto che la riforma dell'agricoltura italiana, che abbiamo votato definitivamente l'altro ieri in Consiglio dei Ministri, il 2 maggio, che dopo sessant'anni cambia la definizione di Imprenditore Agricolo a titolo principale,  che ha profondamente e radicalmente modificato l'impianto di orientamento della legge fino ad oggi in vigore. I principi e criteri direttivi definiscono ora un quadro finalizzato a creare una saldatura tra valorizzazione della qualità e della tipicità dei prodotti, anche in un'ottica di tutela ai consumatori ed incremento della competitività delle imprese. Due aspetti voglio segnalare in particolare: l'esigenza di garantire la multifunzionalità delle aziende e la possibilità di definire per legge la tracciabilità dei prodotti agricoli, questione che alla luce delle ultime vicende legate alla mucca pazza, assume grande importanza.

Tornando alla 1a Conferenza Nazionale dei Comuni Antitransgenici, vi sono grato per l'iniziativa intrapresa in quanto facente parte di una strategia che guarda al futuro: del nostro paese, al futuro dell'Europa, al futuro dei diritti di cittadinanza, che sono anche i diritti al cibo sano, oltre che al diritto ad un ambiente vivibile. Sono convinto che le iniziative che si potranno fare sono molto rilevanti.

Quindi vi ringrazio molto e tutto ciò che potrò fare per sostenere questa, diciamo, alleanza dei Comuni, delle Province, delle Regioni antitransgeniche, io non solo lo farò come dovere istituzionale, ma lo faccio come cittadino, in quanto sono il primo a non voler mangiare cibi transgenici, e possibilmente mangiare cibi buoni... Poi non riuscirò a mantenere un alto livello di qualità perchè finiamo per batterci più per la qualità della vita degli altri che di quella di noi stessi, come amministratori ai vari livelli... però l'importante è avere fermo un principio: l'Italia ha un interesse nazionale a diventare un paese non transgenico!

Se l'Italia nel panorama mondiale si qualifica come paese Gm-free, le nostre esportazioni, la qualità della vita dell'Italia, il nostro messaggio come "sistema paese" legato alla qualità, non può che guadagnarci in termini non solo della qualità della vita degli italiani, ma anche in termini di economia del nostro paese e dello sviluppo di una politica che sappia guardare alla qualità come la grande sfida degli anni 2000. Speriamo che tutto possa funzionare al meglio.

...domande dal pubblico...

- G. Torelli, vicesindaco di Bubbio.

Buongiorno Ministro; dalla sua esperienza, in base alle attuali posizioni degli stati membri dell'UE, quali sono le reali possibilità di un futuro in Europa senza ogm? Si stanno creando due schieramenti, i pro e i contro oppure anche nei paesi più aperti all'introduzione degli ogm inizia ad entrare un po' di "filosofia antitransgenica"?

On. Pecoraro Scanio, Ministro,

Posso dire che soprattutto sulle biotecnologie in agricoltura, sul transgenico, abbiamo consolidato, non solo nell'anno in cui sono stato ministro ma anche quando ero Presidente della Commissione Agricoltura,  una linea molto chiara. Abbiamo fatto la prima indagine del Parlamento Europeo sulle biotecnologie, l'Italia ha acquisito una leadership, una credibilità a livello internazionale...siamo riusciti ad avere voti pressochè unanimi nel Parlamento Italiano... ed è ovvio che io ho portato la mia personale modalità di fare politica, per cui il Ministro secondo me non è il direttore generale di un ministero, ma rappresenta il Popolo Italiano alla guida di un ministero.
Quindi ho dato un indirizzo molto netto su questa materia, e sono convinto che abbiamo costruito delle leggi...e bisognerebbe farne delle altre, per cambiarle, per essere chiari... molto importanti. Dalla riforma dell'agricoltura, pesca e foreste, alla riforma del ministero e degli istituti di ricerca: ho insediato i nuovi organismi che riguardano questi aspetti, il documento di programmazione agroalimentare e forestale è passato, da luglio fino a ieri al Cipe, attraverso il vaglio della Conferenza Stato Regioni che ha dato parere unanime, delle commissioni parlamentari, del Governo, del Cipe. Quindi tutto questo per i prossimi tre anni quantomeno nella programmazione e credo anche per più... per quanto riguarda la riforma dell'agricoltura italiana, chiunque vada a fare il Ministro delle Politiche Agricole dovrà tenerne conto. Per essere chiaro... io tra l'altro spero di vincere - non so se poi vincendo farò ancora il ministro dell'agricoltura, perchè uno può anche cercare di andare a riformare e migliorare altri ministeri... :o) ... però in ogni caso abbiamo dato un segnale talmente netto che qualunque sia la guida, se c'è una presenza reale sul territorio italiano dei Comuni, dei cittadini... a meno che non venga un pazzo scatenato... chiunque venga a rappresentare i cittadini italiani, dovrà adeguarsi alla linea che noi abbiamo dato. E l'abbiamo consolidata anche nella proposta ufficiale al governo italiano di una riforma della politica agricola europea: per la prima volta nella storia di questi 50anni un governo nazionale propone la riforma. Ho fatto convocare entro fine maggio tutti gli Ambasciatori europei perchè noi vogliamo una riforma netta dell'agricoltura europea, non solo di quella italiana.
Per la situazione sugli ogm abbiamo il conforto dell'opinione pubblica europea e questo è molto importante! Tra i paesi europei, l'Italia ha una posizione politica molto chiara; la Germania l'ha ancora più netta da quando i verdi guidano il ministero delle politiche agricole che è diventato ministero anche dei consumatori. Gli altri paesi, anche quelli più aperturisti, incominciano ad avere un'opinione pubblica molto attenta.
La Gran Bretagna, che era molto aperta agli ogm, ed io ho fatto un lungo colloquio con Nick Brown - andrò in Inghilterra a fare campagna elettorale al collega dell'Agricoltura del Partito Laburista, visto che le sue elezioni a causa dell'afta sono andate oltre quelle italiane, si doveva votare il 3 maggio invece si voterà il 27 giugno - e faremo campagna elettorale esattamente per il biologico e contro il transgenico.
Basti pensare che il governo inglese ha previsto di stanziare nei prossimi 5 anni 300/400 miliardi per sostenere il biologico in Inghilterra... e non solo perchè il Principe Carlo c'ha una fattoria biologica... ma perchè anche in Inghilterra, dopo lo chock della mucca pazza, francamente parlare di cibo transgenico non è facilissimo, nemmeno per chi ha posizioni aperturiste verso gli OGM.
Abbiamo fatto una forte azione anche con la Spagna e quindi io credo di poter dire che oggi la posizione nei ministeri dell'agricoltura sia una posizione sostanzialmente contraria agli Ogm. Ma dobbiamo stare attenti ai ministeri dell'industria, perchè esiste una contraddizione tra i ministeri dell'agricoltura, dell'ambiente che sono tendenzialmente abbastanza contrari, e i ministri dell'industria che invece vedendo gli Ogm come brevetto industriale, una potenzialità, sono a volte più sensibili all'impatto delle multinazionali.
Si tratta di fare una campagna molto attenta, però sicuramente il ruolo dell'Italia con una posizione così netta, è stato molto importante, perchè... parliamoci molto chiaramente... sulla vite transgenica, avevano votato a favore 14 paesi, le delegazioni tecniche, e solo noi eravamo riusciti a mandare i nostri con il voto contrario. In Consiglio dei Ministri ho ribaltato la posizione... cosa che non era praticamente mai avvenuta, perchè in genere quando si va 14 a 1 poi in consiglio dei ministri tu fai l'atto formale di opporti ma è difficile far cambiare posizione... e questa volta sono riuscito, con una serie di pareri che ho chiesto ad illustri scienziati, con un pressing molto forte, ho detto che avrei illustrato personalmente a Parigi, a Berlino, a Londra e a Madrid le nostre posizioni... se i miei colleghi volevano la vite transgenica... visto che avevamo dalla nostra parte i produttori di vino francesi, spagnoli e tedeschi, tutti contro la vite transgenica.
Questa cosa ha fatto breccia nella testa dei miei colleghi ministri molto più che tantissime valutazioni diplomatiche ed infatti è stato cambiato il parere in Consiglio dei Ministri perdendo la maggioranza per la vite transgenica. Per ora abbiamo bloccato anche quella battaglia.
Ora si tratta ovviamente di aumentare la mobilitazione. Quindi io credo che sia molto importante questa vostra conferenza, sarà molto utile pensare in tempi molto brevi di fare anche la conferenza europea degli enti locali contro il transgenico e farla magari subito a settembre o a ottobre, uscirci rapidamente, e farla magari insieme alle organizzazioni dei produttori agricoli che non vogliono il transgenico, perchè questo è un altro grande fronte. La nostra forza in questa battaglia è che abbiamo vicino non solo i consumatori, ma anche gli agricoltori e i produttori che non vogliono questo tipo di novità.
Dovete utilizzare al massimo questo grande sostegno popolare perchè questo è un elemento che può controbilanciare l'enorme potere economico che c'è dall'altra parte a sostenere gli ogm in agricoltura. Perchè che dall'altra parte ci sia un interesse economico molto forte, credo che ce ne siamo accorti tutti!

- Piva, assessore all'Ambiente del Comune di Limena (PD).

Buongiorno, mi riferisco al suo intervento in merito al sostegno all'agricoltura biologica, del programma di incentivazione delle coltivazioni biologiche in Italia. Come comune a Limena abbiamo già messo in atto alcune iniziative col mondo agricolo, incontri di formazione locale di assistenza per la conversione all'agricoltura biologica...per dare informazioni... in quanto c'è anche un po' di resistenza da parte agricola verso la conversione al biologico in particolare per il problema dei costi... fare il biologico costa di più, c'è ad esempio il costo della certificazione come primo impatto immediato.
Sarà possibile avere delle misure di incentivazione da utilizzare a livello locale? Questo sarebbe molto importante per ottenere dei risultati concreti, per assistere, o per esempio far sopportare i costi di certificazione che pur non essendo elevatissimi, è sempre importante ridurre, soprattutto all'inizio quando c'è la conversione. Grazie.

- On. Pecoraro Scanio, Ministro.

Grazie a lei!... E' uno dei nostri obiettivi, nel senso che c'è stato un fondo specifico sull'agricoltura biologica, istituito nella finanziaria del 2001 proprio su mia proposta, o meglio è stato riorganizzato, perchè era già stato inserito nel 2000 ma non aveva funzionato perchè mancavano attribuzioni statali, si basava solo sulla tassa sui pesticidi ma era di difficile attuazione. La tassa è rimasta, quello deve essere un gettito possibile, ma abbiamo messo anche dei fondi dello stato. E' evidente che una delle modalità è di sostenere per mezzo di servizi, perchè è chiaro che gli aiuti diretti alle imprese, come voi sapete, hanno delle problematiche legate alla UE, ma sarà sempre più possibile pensare a dei sostegni magari alle organizzazioni dei produttori o attraverso altre modalità di progetti specifici fatti anche dagli enti locali. Ma soprattutto quello che è importante, è che si stia spostando l'attenzione anche nella UE... una parte dei fondi della politica agricola comune saranno orientati all'incentivazione del biologico, basti pensare che nel Consiglio dei Ministri di aprile, ho ottenuto finalmente che quando il set-aside è a biologico, non ci sarà più il divieto di seminare colture foraggere. Quindi l'azienda biologica prende i soldi del set-aside ma invece che il divieto di pascolo c'è la possibilità di produrre proteine vegetali... perchè sappiamo quanto cen'è bisogno, adesso che abbiamo definitivamente messo fuori legge il nutrimento con farine animali nei vari allevamenti.
Quindi l'incentivo aumenta progressivamente con una serie di modalità che aiuteranno a fare il biologico. Sicuramente si va in questa direzione, ed è da ritenere che nell'applicazione materiale del fondo per l'agricoltura biologica, una delle cose vere da incentivare sarà la certificazione.
Devo dire perdippiù che ritengo, non solo nel biologico, ma per sostenere il percorso di una agricoltura italiana verso la qualità, noi dovremo arrivare a consentire la defiscalizzazione, quindi una sorta di detraibilità delle spese di certificazione, perchè sarebbe un modo molto forte per sostenere tutto il percorso verso la cosiddetta rintracciabilità che riguarda non solo il biologico, ma anche quello che vogliamo fare in molti altri settori. E' di oggi l'insediamento al ministero di un gruppo di lavoro per fare entrare in vigore dal 1 gennaio 2002 la norma europea che prevede per quella data che tutti i prodotti ittici, il pesce, dovranno essere certificati per sapere se sia di acquacoltura o di cattura, per sapere in che zone viene catturato, cioè dove i pescatori lo prendono.
E' uno dei tanti esempi di una serie di percorsi sulla certificazione della rintracciabilità che noiu porteremo avanti sino in fondo.

Io vi ringrazio, devo veramente scappare... attendo di conoscere non solo i risultati della vostra conderenza,  ma anche la data in cui convochiamo la Conferenza europea... Magari la facciamo a Roma, dove si fece il "Trattato di Roma" per istituire l'UE, in modo che l'Europa non transgenica possa nascere dove è nata la stessa Unione Europea.

- moderatore.

Glielo faremo sapere, Ministro. Un ultima cosa prima che scappi. All'interno dell'Osservatorio nazionale sugli Ogm, ci potrebbe essere posto per il Coordinamento dei Comuni Antitransgenici?

- On. Pecoraro Scanio, Ministro.

Senza alcun dubbio!... Se c'è una richiesta specifica, tutto quello che si può fare sugli ogm è utile. Potrebbe esserci sicuramente spazio per magari due o tre partecipanti, in modo da rappresentare le diverse entità che avete, tra comuni, province, regioni...
Vi ringrazio e vi saluto, Buona Giornata.



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