dal "Discorso all'umanità"

Primo tempo. Dopo il primo giorno, Dio vide che la luce era cosa buona. Tatò, Chicco Testa e quattro milioni di italiani si sarebbero fermati lì, aspettando i dividendi delle azioni Enel. Ma a Dio la luce non bastava, e creò tutto il resto piuttosto in fretta. Poi, il settimo giorno cessò ogni lavoro. Ma è proprio vero? In realtà la Bibbia dice: «Nel settimo giorno Dio portò a termine il lavoro che aveva fatto» (Genesi 2, 2). Un po' di lavoro nero... E perché non ce l'hanno mai detto, quale lavoro fece Dio nel settimo giorno?
Secondo tempo. Voglio farvi una rivelazione. Un amico americano mi ha detto che forse ha scoperto quale lavoro fece Dio quel giorno. Creò un'istituzione che avrebbe continuato e portato a perfezione la sua creazione. Dio pensò: «Questo è un mondo perfetto: l'ho fatto io, l'essere perfettissimo! Se però lo volete più perfetto, andate avanti voi. A me piace così». Creò allora un posto di raccoglimento, dove pochi uomini particolarmente saggi e avveduti potessero decidere come rendere la creazione più perfetta. Quel posto sta in una via che si chiama Wall Street... Qui è cominciata la seconda genesi.
Tempo e porchette. Vi piace la porchetta? Sì che vi piace. Volete un maiale da 300 chili? Pensate che porchette... La Borsa ve lo dà! Genetics, Embriotics, Maialics... tutte società quotate in Borsa. Ecco il maiale (diapositiva). Una volta era un criceto! E questi (pesci di 30, 40 centimetri) una volta erano bianchetti! Tolgono un paio di geni da qua, li attaccano di là: fatto!
Il tempo corto. Noi abbreviamo i tempi della natura, ci dicono. Facciamo accadere in due mesi quello che spontaneamente accadrebbe in due milioni di anni. Modificare la natura, lo facciamo da millenni. Una rosa, ad esempio, è il risultato di secoli di selezioni e incroci fatti dall'uomo. Anche il mulo non è una bestia "spontanea". Un giorno un allevatore ha presentato un asino a una cavalla. I due si sono piaciuti ed è nato il mulo. L'allevatore ha "creato" il mulo? Esagerato. Se a una festa presento Naomi Campbell a Michael Schumacher (diapositive), i due si piacciono e nasce non un mulo ma una mulatta, posso dire che l'ho "creata" io? Presentare la cavalla all'asino, o la Campbell a Schumacher, semplicemente abbrevia il tempo che quei due avrebbero impiegato per incontrarsi per caso: dieci, mille, un milione di anni? Più l'incontro è improbabile, più tempo impiega ad avvenire per caso.
Il tempo improbabile. Ecco qua un pomodoro e un merluzzo. Quante probabilità ci sono che, prima o poi, naturalmente, un pomodoro conosca (biblicamente) un merluzzo? Mah, l'impossibile, in una miliardata d'anni, diventa probabile... Noi lo facciamo in tre mesi!, dicono le ditte genetiche. Prendono un gene dell'antigelo del sangue dal Dna del merluzzo della Groenlandia; lo mettono nel Dna di un pomodoro della California; il pomodoro resiste meglio al freddo. E ci sono altri vantaggi: se l'antigelo costa troppo, nel radiatore della macchina potete metterci la passata.
Il tempo ti frega. Occorre però essere informati. Io sono allergico al pesce, vado al ristorante, ordino una caprese e zac, ci resto secco.
Il tempo rimescola. Le barriere tra le specie svaniscono. Lucciole e tabacco, con le foglie che sembrano dei neon. O uomini, ad esempio Pavarotti, e farfalle...
Il tempo risana. Poi ci sono i "nutroceuticals", i cibi che sono anche medicine. Nella patata hanno messo il gene dell'antibiotico, nelle banane i vaccini. Basta andare dal fruttivendolo. «Vorrei due chili di patate». «Signora, ce l'ha il ticket?».
Tempo informato, mezzo salvato. Appunto, c'è un problema: l'informazione. La patata antibiotica e quella normale sono esattamente uguali. Per distinguerle, adesso, devi fargli l'esame del Dna. Oppure succede come con questo latte, il "latte omega 3". All'olio di pesce, che protegge le arterie: hanno preso del normale latte e ci hanno spremuto dentro del normale baccalà. Ma non lo scrivono. Ecco la pubblicità: «Abbiamo scoperto il latte omega 3». Si scopre un vulcano, si scopre un pianeta. Si scopre quello che già esiste. Un'automobile o un frappè vengono inventati, non scoperti. Anche il latte all'olio di pesce: può solo essere inventato, non scoperto, perché non esiste. La differenza tra inventare e scoprire è la stessa anche per le manipolazioni genetiche.
Il tempo superumano. Nel XXI secolo potremo mettere mano anche al Dna dell'uomo. Perché accontentarsi dei bambini così come vengono? Come lo vuole, maschio o femmina? Più chiaro, più scuro? «Vorrei dieci chili di gemelli». «Tolgo il grasso?» «Ma no, lasci pure».
Il tempo confuso. Facciamo confusione anche quando contiamo il tempo. Gesù è nato nell'anno 6 avanti Cristo: anche lui aveva una gran fretta, è nato sei anni prima di se stesso. Il vero 2000 è stato quindi il nostro 1993.
Il tempo bacato. Il millennium bug. Sapete di chi è la colpa? Sua, di questa vecchina (diapositiva di Denise), che 50 anni fa inventa il linguaggio dei computer e, per risparmiare memoria, nella data riduce l'anno alle sue ultime due cifre. E nel Duemila? Boh, cavoli loro, avrà pensato. Ci ha pensato Bill Gates, uno che comunque ci guadagna: se un giorno tutti i computer impazziranno, scopriremo che è lui il più grande allevatore di piccioni viaggiatori della terra. Per il bug abbiamo speso mille miliardi di dollari, cioè quasi due milioni di miliardi di lire. Che cosa avremmo potuto farci? Ad esempio, sostituire tutto il parco macchine europeo con auto all'idrogeno o a cellule solari. Ci dicono sempre: «Mancano soldi e tempo».
Il tempo rubato. Impieghiamo tempo su tempo per costruire macchine che ci facciano risparmiare tempo. Ma dove lo abbiamo messo tutto questo tempo risparmiato? Il tempo è nostro, non facciamocelo rubare.


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