Chiarimenti sulle località in cui sono condotte
sperimentazioni con OGM.
Le liste in questione comprendono località
nelle quali le sperimentazioni si riferiscono anche ad anni passati,
non piu' in atto. Vengono citate per consentire una corretta memoria
di quanto avvenuto. Si informa che l'unico sito web istituzionale per
la materia è quello del Ministero della
Sanita', che ringraziamo per il lavoro svolto. Ci rammarichiamo
pero' che anziche' identificare meglio il luogo in cui vengono disseminati
nell'ambiente gli Ogm, e' stata tolta l'identificazione dell'azienda
che accetta di impiegare tali prodotti.
Tale segretezza induce molti sospetti sulla regolarita' della disseminazione
nell'ambiente. E' più importante la privacy di chi esegue sperimentazioni
o la salute dei cittadini, il diritto dei confinanti di essere informati,
la verifica pubblica della salvaguardia della biodiversità?
Perche'ci opponiamo alla
diffusione degli Ogm in agricoltura?
Perchè un comune dovrebbe
diventare Comune Antitransgenico ?
Per:
- Evitare di compromettere l'equilibrio
biologico e l'ecosistema
- Prevenire danni alla salute della
popolazione
- Valorizzare le produzioni locali, di pregio, tradizionali
- Consentire alle aziende a conduzione
biologica di poter continuare la propria attività
- Per non impedire alle aziende adiacenti
alla disseminazione di effettuare la conversione ad agricoltura biologica
- Promuovere un modello di agricoltura
dal massimo rispetto ambientale
- Informare la popolazione sugli
effetti perversi di una agricoltura industrializzata
ATTENZIONE:
di cosa si deve tener conto per ottenere dal Ministero
della Sanità l'autorizzazione (1)
per impiantare coltivazioni OGM?
Il controllo è affidato ai Carabinieri e all'Anpa (2).
III. INFORMAZIONE SULLE CONDIZIONI IN
CUI AVVIENE L'EMISSIONE DELIBERATA E SULL'AMBIENTE RICEVENTE
A. Informazione sull'emissione:
1. Descrizione dell'emissione deliberata progettata, compreso lo o gli
scopi e i prodotti previsti.
2. Date previste dell'emissione e previsto calendario dell'esperimento,
comprese la frequenza e la durata delle emissioni.
3. Preparazione della zona prima dell'emissione.
4. Superficie della zona.
5. Metodo o metodi impiegati per l'emissione.
6. Quantità di OGM da emettere.
7. Perturbazione della zona (tipo e metodo di coltivazione, attività minerarie,
irrigazione, altre attività).
8. Metodi di protezione dei lavoratori durante l'emissione.
9. Trattamento della zona dopo l'emissione.
10. Tecniche previste per eliminare o rendere inattivi lo o gli OGM alla
fine dell'esperimento.
11. Informazioni e risultati di precedenti emissioni degli OGM, specialmente
se fatte su scale e in ecosistemi differenti.
B. Informazione sull'ambiente (zona d'emissione e ambiente più vasto):
1. Localizzazione geografica e coordinate della o delle zone (in caso
di notifica ai sensi della parte C, per zone di emissione si intendono
le località previste per l'uso del prodotto).
2. Vicinanza fisica o biologica a persone e altri elementi di flora e
fauna significativi.
3. Vicinanza a significativi biotopi o località protette.
4. Entità della popolazione locale.
5. Attività economiche delle popolazioni locali basate sulle risorse naturali
della località.
6. Distanza dalle più vicine località protette per l'acqua potabile e/o
altri scopi ambientali.
7. Caratteristiche climatiche della o delle regioni che possono essere
colpite.
8. Caratteristiche geografiche, geologiche e pedologiche.
9. Flora e fauna, ivi comprese colture, bestiame d'allevamento e specie
migratorie.
10. Descrizione degli ecosistemi, bersaglio o meno, che possono essere
colpiti.
11. Confronto dell'habitat naturale dell'organismo ricevente con la zona
proposta per l'emissione.
12. Eventuali programmi, conosciuti, di sviluppi o modifiche dell'uso
del terreno nella regione che possono influenzare l'impatto ambientale
dell'emissione.
IV. INFORMAZIONE SULLE INTERAZIONI TRA GLI OGM E L'AMBIENTE
A. Caratteristiche che influenzano la sopravvivenza, la moltiplicazione
e la dispersione:
1. Caratteristiche biologiche che influenzano la sopravvivenza, la moltiplicazione
e la dispersione.
2. Condizioni ambientali note o previste che possono influenzare la sopravvivenza,
la moltiplicazione e la dispersione (vento, acqua, suolo, temperatura,
pH, ecc.).
3. Sensibilità ad agenti specifici.
B. Interazioni con l'ambiente:
1. Habitat previsibile degli OGM.
2. Studi del comportamento, delle caratteristiche e dell'impatto ecologico
degli OGM in ambienti naturali simulati, come microcosmi, stanze di crescita,
serre.
3. Capacità di trasferimento genetico:
a) trasferimento, dopo l'emissione, di materiale genetico dagli OGM ad
organismi negli ecosistemi influenzati;
b) trasferimento, dopo l'emissione, di materiale genetico da organismi
indigeni agli OGM.
4. Probabilità di selezione, dopo l'emissione, che comporti la manifestazione
di caratteri imprevisti e/o indesiderabili nell'organismo modificato.
5. Metodi applicati per garantire e verificare la stabilità genetica.
Descrizione dei caratteri genetici che possono prevenire o ridurre al
minimo la dispersione di materiale genetico. Metodi di verifica della
stabilità genetica.
6. Vie di dispersione biologica, interazioni note o potenziali con l'agente
di dispersione, incluse inalazione, ingestione, contatto in superficie,
tana, ecc.
7. Descrizione di ecosistemi in cui gli OGM possono essere dispersi.
C. Impatto ambientale potenziale:
1. Possibilità di incremento eccessivo della popolazione nell'ambiente.
2. Vantaggio competitivo degli OGM rispetto allo o agli organismi riceventi
o parenti non modificati.
3. Individuazione e descrizione degli organismi bersaglio.
4. Meccanismo previsto e osservato di interazione tra gli OGM emessi e
l'organismo bersaglio.
5. Individuazione e descrizione di organismi non bersaglio che possono
essere colpiti involontariamente.
6. Probabilità di variazioni, dopo l'emissione, delle interazioni biologiche
o del campo ospite.
7. Effetti noti o previsti sugli organismi non bersaglio nell'ambiente,
impatto sui livelli di popolazione degli organismi competitori, prede,
ospiti, simbiotici, predatori, parassiti e patogeni.
8. Coinvolgimento noto o previsto in processi biochimici.
9. Altre interazioni con l'ambiente potenzialmente significative.
IV. INFORMAZIONE SUI PIANI DI SORVEGLIANZA, DI CONTROLLO E DI
TRATTAMENTO DEI RIFIUTI E SUI PIANI DI INTERVENTO IN CASO DI EMERGENZA
A. Tecniche di sorveglianza:
1. Metodi per rintracciare gli OGM e per controllarne gli effetti.
2. Specificità (per individuare gli OGM e distinguerli dagli organismi
donatori, ricevuti o se del caso, parenti), sensibilità e affidabilità
delle tecniche di controllo.
3. Tecniche per rilevare il trasferimento del materiale genetico donato
in altri organismi.
4. Durata e frequenza del controllo.
B. Controllo dell'emissione:
1. Metodi e procedure per evitare e/o ridurre al minimo la diffusione
degli OGM al di fuori della zona d'emissione o della località designata
per l'uso.
2. Metodi e procedure per proteggere la zona dall'intrusione di individui
non autorizzati.
3. Metodi e procedure per impedire che altri organismi penetrino nella
zona.
C. Trattamento dei rifiuti:
1. Tipo di rifiuti prodotto.
2. Volume di rifiuti previsto.
3. Eventuali rischi.
4. Descrizione del trattamento previsto.
D. Piani di intervento in caso di emergenza:
1. Metodi e procedure per controllare gli OGM in caso di diffusione non
prevista.
2. Metodi di decontaminazione delle aree colpite, per esempio estirpazione
degli OGM.
3. Metodi di eliminazione o di disinfezione per piante, animali, suoli,
ecc., che sono stati esposti durante o dopo la diffusione.
4. Metodi per l'isolamento della zona colpita dalla diffusione.
5. Piani per la protezione della salute umana e dell'ambiente in caso
di manifestazioni di effetti non desiderabili.
(1) Autorizzazione per
la coltivazione di Ogm
L'autorizzazione deve essere rilasciata dalla X direzione del
Ministero della Sanità che provvede a ricevere e controllare le notifiche
della aziende e, di conseguenza, a concedere i necessari permessi.
| Notificante |
Nr. notifica |
Data notifica |
Prodotto |
Progetto |
Periodo sperimentazione |
 |
| Associazione Nazionale Bieticoltori |
B/IT/98/53 |
29/12/98 |
barbabietola da zucchero |
Barbabietola da zucchero resistente alla
Kanamicina e all'erbicida Glufosinato ammonio (T 120). |
febbraio - settembre 1999 |
Az. Delegazione Pontificia del
Santuario della Santa Casa di Loreto (MC) - Via Vallememoria - Recanati
(MC)
|
 |
| Hilleshog NK S.p.A. |
B/IT/97/23 |
09/07/97 |
barbabietola da zucchero |
Barbabietola da zucchero resistente all'erbicida
Glifosato. |
gennaio 1997 - dicembre 2001 |
Tenuta Cuniola - Via Buttifredo,
44 - S. Martino di Ferrara (FE)
Az. Agr. Ca' Bosco - Via S. Alberto, 325 - Ravenna (RA)
Az. Agr. Malvasia - Via Guidetti, 16 - Passo Segni (BO)
|
 |
| Istituto Sperimentale Orticoltura Sez. Ascoli
Piceno |
B/IT/99/01 |
05/01/99 |
melone |
Melone ingegnerizzato per il carattere partenocarpia. |
gennaio - giugno 1999 |
Az. Sperim. dell'Ist. Sperim.
per l'Orticoltura - Sez. di Ascoli Piceno - S.S. Salaria, Km 222 -
Loc. Stella - Monsampolo del Tronto (AP)
|
 |
| Istituto Sperimentale Orticoltura Sez. Ascoli
Piceno |
B/IT/99/21 |
08/04/99 |
melanzana |
Melanzana ingegnerizzata per il carattere
partenocarpia. |
maggio 1999 - giugno 2000 |
Az. Sperim. dell'Ist. Sperim.
per l'Orticoltura - Sez. di Ascoli Piceno - S.S. Salaria, Km 222 -
Loc. Stella - Monsampolo del Tronto (AP)
|
 |
| Istituto Sperimentale per L'Orticoltura |
B/IT/99/05 |
05/02/99 |
pomodoro |
Pomodoro resistente al virus dell'avvizzimento
maculato del (TSWV) (costrutto pSW9). |
marzo - settembre 1999 |
Az. dell'Ist. Sperim. per l'Orticoltura
Sez. di Ascoli Piceno - S.S. Salaria Km 222 - Monsampolo del Tronto
(AP)
|
 |
| Istituto Sperimentale per L'Orticoltura |
B/IT/99/18 |
25/03/99 |
melanzana |
Melanzana resistente a Dorifora. |
maggio - ottobre 1999 |
Az. Sperim. dell'Ist. Sperim.
per l'Orticoltura - Sez. di Ascoli Piceno - S.S. Salaria Km 222 -
Loc. Stella - Monsampolo del Tronto (AP)
|
 |
| Monsanto Italiana S.p.A. |
B/IT/98/43 |
09/12/98 |
barbabietola da zucchero |
Barbabietola da zucchero resistente all'erbicida
Glifosato. |
gennaio 1999 - dicembre 2001 |
| Delegazione Pontificia per il
Santuario Santa Casa - Via della Madonna, 1 - Loreto (AN) |
|