Contro lo strapotere delle multinazionali dell'agribusiness
si propone la creazione di un circuito di Comuni che si oppongano alla
coltivazione e/o sperimentazione sul proprio territorio di nuove varietà
di vegetali e allevamenti di animali creati in laboratorio con la manipolazione
genetica.
Gli obiettivi specifici della campagna sono i seguenti:
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Evitare di compromettere l'equilibrio biologico e l'ecosistema,
attraverso l'impollinazione incrociata e la deriva tra specie simili:
le modifiche genetiche delle nuove varietà potrebbero trasferirsi
alle altre colture generando conseguenze imprevedibili.
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Prevenire danni alla salute della popolazione. Le modifiche apportate
ai vegetali ed agli animali attraverso la manipolazione genetica possono
avere seri effetti negativi sulla salute dell'uomo e anche degli animali
a cui siano destinati, allergie e sicuramente in alcuni casi resistenza
agli antibiotici.
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Consentire alle aziende a conduzione biologica di poter continuare
la propria attività in quanto non possono permettersi di subire una
deriva da coltivazioni manipolate geneticamente, pena la revoca della
Certificazione di qualità Biologica.
Inoltre agli agricoltori confinanti con tali coltivazioni sarebbe
di fatto impedita la possibilità di convertire il metodo di lavorazione
convenzionale (con uso della chimica) con il metodo a conduzione biologica,
limitando così la libertà di esercizio del proprio lavoro.
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Promuovere un modello di agricoltura dal massimo rispetto ambientale,
che valorizzi le produzioni locali, di pregio, tradizionali, dalle
rese più soddisfacenti sia dal punto di vista qualitativo che economico.
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Informare la popolazione sugli effetti perversi di una agricoltura
industrializzata, dominata da un numero ristretto di grandi imprese
multinazionali che non è solo fonte di rischi per la salute dell'uomo
e di tutti gli esseri viventi, ma è anche la fonte di crescenti diseguaglianze
nel mondo e genera disoccupazione e miseria nelle aree povere del
pianeta.
Infatti aver consentito la brevettabilità degli organismi ottenuti
da modificazioni genetiche, ha di fatto creato la condizione per una
concentrazione di potere nella produzione e distribuzione degli alimenti
mai esistita prima d'ora.
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