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NEWS
Gruppo Verdi Consiglio Regionale delle
Marche
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Finalmente
approvata dal Consiglio Regionale la Legge Regionale in materia di
impianti fissi di radiocomunicazione: E' stato un lungo lavoro partito
nella legislatura 1990/1995, sulla spinta di un nascente movimento
di opinione, che man mano si è organizzato in comitati spontanei,
che si sono contrapposti a poteri forti. E' stata una iniziativa tutta
consiliare, supportata da audizioni, riunioni e commissioni. Nel lontano
marzo 1995, i Verdi avevano intrapreso questa battaglia che oggi sembra
essere arrivata al capolinea, infatti Marco Moruzzi, con l'allora
consigliere regionale Angelo Goglia avevano presentato la proposta
di legge n: 513 "Prevenzione dei danni alla salute e all'ambiente
derivante da campi elettromagnetici". Da allora le condizioni si sono
profondamente modificate con l'emanazione di specifici provvedimenti
nazionali, che comunque non hanno impedito la diffusione delle fonti
di elettrosmog in una situazione di quasi deregulation. Dopo
la prima proposta di legge, nella legislatura 1995/2000 i Verdi, forti
del raddoppio del numero dei consiglieri e della partecipazione al
governo regionale, hanno rielaborato e riproposto la legge articolandola
in due provvedimenti distinti, uno sui campi elettrici a bassa frequenza
(elettrodotti) diventata legge nel 1999 ed un'altra sulle emissioni
ad alta frequenza (telefonia, radio, televisione). La legge sulle
radiocomunicazioni respinta in un primo momento dal Governo alla fine
della scorsa legislatura, è stata riproposta , migliorata e riapprovata
con il contributo determinante del consigliere verde Pietro D'Angelo.Con
questa legge i cittadini marchigiani saranno più tutelati contro l'inquinamento
da campi elettromagnetici. I Comuni dovranno dotarsi di appositi regolamenti,
e prevedere accorgimenti cautelativi su base di esigenze ambientali
e igienico-sanitarie. La legge consente di superare la deregulation
attuale e fissa le precise garanzie a tutela della salute pubblica.
Divieto di installazione delle antenne su ospedali, scuole asili nido,
abitazioni, parchi aree verdi attrezzate, impianti sportivi, luoghi
di culto ed edifici di valore storico architettonico. I Comuni potranno
stabilire fasce di rispetto ove si estende il divieto di installazione.
Inserito l'obbligo della valutazione di impatto ambientale e la concessione
edilizia. I livelli di esposizione massimo ammissibile 6/volt/metro.
Introdotto quale obiettivo di qualità il limite di 3/volt/metro. Istituito
un catasto regionale per tutti gli impianti. Prevista la verifica
di conformità di tutti gli impianti esistenti e la rimozione di tutte
le situazioni fuori legge. Potere ispettivo dell'Agenzia Regionale
per l'Ambiente che inoltre esprimerà pareri su ciascun progetto. I
gestori inadempienti non potranno ricevere nuove autorizzazioni per
altre antenne. |