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Federazione
Nazionale
dei VERDI
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Premesso
che - La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, approvata nel 1948
dall'Assemblea Generale dell'ONU, afferma "nessun individuo potrà essere
sottoposto a tortura oa a trattamento o punizioni crudeli, inumane e degradanti
(art.5); Nel 1996 l'Assemblea Generale approvava il Patto internazionale
relativo ai diritti civili e politici (ICCPR), che ribadiva con effetti
giuridicamente vincolanti il divieto assoluto dell'uso della tortura.
Nel 1984 l'Assemblea Generale approvava il documento delle Nazioni Unite
più importante in materia di messa al bando della tortura: la Convenzione
contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti;
-Il Consiglio d'Europa ha adottato nel 1987 la Convenzione europea per
la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti disumani o degradanti,
ed ha anche predisposto il sistema più avanzato per quanto concerne i
ricorsi individuali, anche in materia di tortura. La Convenzione infatti
prevede la giurisdizione della Corte europea per i diritti umani, automaticamente
riconosciuta dagli stati firmatari, fra cui l'Italia; -La Costituzione
della Repubblica Italiana recita all'articolo 11 "l'Italia (....)consente,
in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità
necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le
nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte
a tale scopo". Considerato che - torture e maltrattmenti sono pratiche
diffuse in oltre 150 paesi; -chiunque può essere vittima di torture, a
prescindere dall'età, dal genere, dall'appartenenza etnica e dalle convinzioni
politiche o religiose; -in molti paesi l'impunità della tortura è un problema
endemico. Le indagini sono spesso bloccate, laddove sarebbero necessarie,
a causa dell'inazione, dell'inefficenza o della complicità dei corpi investigativi:
raramente i torturatori sono portati a giudizio, fatto che crea un ciclo
di impunità che permetta il ripetersi di atti di tortura. Ritenuto che
Uno degli strumenti principali per combattere la tortura sia la sensibilizzazione
dell'opinione pubblica attraverso campagne di informazione, educazione
ai diritti umani delle giovani generazioni, coinvolgendo e presa di posizione
delle istituzioni democratiche a tutti i livelli, attraverso atti concreti
e significativi Avendo avuto conoscenza che Amnesty International, movimento
volontario per la difesa dei diritti umani composto da oltre un milione
di persone, promuove la campagna internazionale "Non sopportiamo la tortura"in
oltre settanta paesi del mondo Il Consiglio Regionale Condanna incondizionatamente
ogni forma di violazione dei diritti umani e Impegna la Giunta Regionale
a - Sostenere la campagna "Non sopportiamo la tortura", attraverso azioni
ed iniziative volte a promuovere la più ampia consapevolezza su tali violazioni
e a diffondere un'autentica cultura dei diritti umani. Il Consiglio Regionale
delle Marche fa proprie le sottoelencate proposte e raccomandazioni di
Amnesty International rivolte a tutti i rappresentanti delle istituzioni
al fine di sostenere la campagna "Non sopportiamo la tortura": 1- Condannare
ufficialmente e incondizionatamente la tortura quale pratica inumana e
degradante in tutte le sue forme
2- Garantire ai prigionieri l'accesso immediato e regolare a familiari,
avvocati e medici
3- Non ricorrere alla detenzione segreta
4- Fornire garanzie nel corso della detenzione e degli interrogatori
5- Proibire la tortura nella legislazione
6- Indagare sulle denunce relative ai capi di torture
7- Punire i responsabili
8- Vietare l'utilizzo di dichiarazione estorte mediante tortura
9 -Addestrare in modo adeguato tutti i pubblici ufficiali
10-Risarcire le vittime
11-Rariticare i trattati internazioni che contengono garanzie contro la
tortura
12-Esercitare la responsabilità internazionale
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