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Gruppo Verdi Consiglio Regionale delle
Marche
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A
questi dubbi se ne aggiungono altri perchè nel frattempo l'azienda
ha sempre dichiarato di avere adottato nuove e maggiori misure di
sicurezza tali da evitare ogni pericolo grave. Puntualmente nuovi
incidenti smentiscono tutto questo. L'Api ancora una volta minimizza
sia l'importanza dell'accaduto sia l'impatto della presenza della
Raffineria nel territorio. In realtà, recentemente, è
emersa la rilevante dimensione della contaminazione nel sottosuolo
da idrocarburi: un vero e proprio bacino di sostanze tossiche su cui
galleggia la Raffineria, la cui gravità e dimensione è
venuta alla luce da un anno circa, grazie ad indagini ambientali dell'ARPAM
su sollecitazione del Sindaco di Falconara. Anche in questo caso il
comportamento dell'API è tutt'altro che ineccepibile, non solo
perchè si sono superati i limiti che la legge fissa per la
contaminazione del sottosuolo delle aree industriali, ma anche perchè
sono stati effetttuati lavori di escavazione del sottosuolo delle
aree industriali, ma anche perchè sono stati effettuati lavori
di escavazione del sottosuolo senza che la Pubblica Amministrazione
fosse pienamente a conoscenza della gravità della situazione
, che si configura come una delle più gravi contaminazioni
del sottosuolo presenti nelle Marche. Il Presidente del Gruppo Consiliare
Verdi Marco Moruzzi a tale proposito dichiara: "Dove sono finite
le terre di risulta derivanti dalle diffuse escavazioni effettuate
dall'API, in occasione delle recenti riorganizzazioni interne, (spostamento
di serbatoi, realizzazione della centrale elettrica)?, perchè
non sono state preventivamente bonificate? Solo oggi che sono chiari
i flussi e le sostanze tossiche dal sottosuolo della Raffineria verso
il fiume Esino, si propone di realizzare una muraglia di contenimento
di idrocarburi non viene realizzata anche a lato mare?". La gestione
quotidiana della presenza dell'API sul territorio, purtroppo, dà
ragione a chi da sempre ha denunciato l'incompatibilità tra
Petrolchimico e territorio. Bisogna ricordare inoltre che la recente
sentenza del TAR Marche azzera la concessione ventennale accolta dal
Ministero su richiesta dell'API, che non teneva conto in alcun modo
dei pareri espressi al Ministero dalla Regione. Ora la Regione Marche
potrà avviare lo studio di un nuovo progetto e i Verdi si batteranno
affinchè l'avvio e la realizzazione di un progetto per la riconversione
delle attività produttive sia il più celere possibile,
mantenendo naturalmente gli attuali livelli occupazionali. Se questo
non avverrà in futuro, temiamo che dovremmo assistere al ripetersi
di situazioni a rischio, in parte dovuti ai guasti del passato, ma
in parte dovuta al mantenimento delle attività di raffineria
in un sito non idoneo. 14 novembre 2001. |