Martedì 6 Novembre si è svolta in III° Commissione del Consiglio Regionale un'audizione dei soggetti pubblici e privati interessati alla proposta di Legge "Misure urgenti in materia di risparmio energetico e contenimento dell'inquinamento luminoso"

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Gruppo Verdi Consiglio Regionale delle Marche

Il Consigliere dei Verdi, Marco Moruzzi, presentatore e relatore della p.d.l. dell'atto ha espresso soddisfazione per l'avvio dell'iter di questa p.d.l. che consentirà un rilevante risparmio di energia elettrica ed una più razionale illuminazione delle nostre città e dei nostri paesi. Da alcuni anni a questa parte è stato definito come inquinamento luminoso la dispersione verso l'alto della luce artificiale. Tale fenomeno durante la notte impedisce la completa visibilità delle stelle. Più della metà della popolazione italiana ha perso la possibilità di vedere la propria "casa nell'Universo" la Via Lattea, nella Regione Marche circa un terzo della popolazione a causa dell'inquinamento luminoso non può osservare la Via Lattea dal luogo dove vive anche nelle notti più serene. Solo un terzo della popolazione regionale può vedere un cielo stellato nella sua interezza. Se da un lato la nostra situazione è migliore della media nazionale dall'altro occorre rendersi conto che anche nella nostra Regione la situazione è notevolmente peggiorata rispetto ad una ventina di anni fa. La dispersione di luce verso l'alto si incrementa del 10% l'anno. Su più di tre quarti della popolazione italiana non scende nemmeno una vera e propria notte a causa della essessiva quantità di luce artificiale che illumina l'atmosfera. Come ha scritto Mario Rigoni Stern, nel suo libro "Tra due guerre", nel passato il contatto della gente con il firmamento era continuo e accompagnava la vita. Oggi, invece, poco a poco, ci stiamo avvolgendo in una nebbia lunimosa che ci isola da quell'ambiente di cui noi e il nostro pianeta siamo parte". La legge intende mettere fine agli sprechi il cui costo viene sostenuto anche dall'ambiente se pensiamo alle emissioni inquinanti in atmosfera ed al consumo di petrolio derivante dalla produzione di energia elettrica. Dal punto di vista energetico è molto rilevante, visto che il 100% della luce dispersa verso l'alto non svolge alcuna funzione di illuminazione. E' come se volessimo riscaldare una casa lasciando aperta una finestra. Il danno derivante da un irrazionale ed incontrollato utilizzo di energia elettrica per la pubblica illuminazione è stato quantificato ogni anno in Italia in oltre 500 miliardi di lire. Si può calcolare che l'ipotetico abbattimento dell'inquinamento luminoso su tutto il territorio italiano comporterebbe il risparmio di 430 mila tonnellate di combustibile in un anno. In conseguenza di ciò non sarebbero immesse in atmosfera 1.356.000 tonnellate di anidride carbonica e non verrebbero bruciate 1.480.000 mila tonnellate di ossigeno. Nell'arredo urbano in passato sono state diffusamente utilizzate soluzioni che illuminano poco i percorsi stradali e pedonali e costano molto alla collettività. Oggi vi sono esempi positivi che mostrano la possibilità di un cambiamento di mentalità che può fare tendenza. Ad esempio nella città di Frosinone con una accorta politica di aggiornamento degli impianti, il flusso luminoso verso l'alto è stato ridotto di ben 17 milioni di lumen, di cui 10 prodotti dagli impianti pubblici e 7 da quelli privali, migliorando nel contempo la visibilità nelle strade e conseguendo un notevole risparmio energetico. Alcune regioni (Veneto, Basilicata, Lazio, Lombardia, Piemonte, Toscana e Valle D'Aosta) sensibili al problema dell'inquinamento luminoso hanno emanato leggi in materia. Anche alcuni comuni (Frosinone, Civitavecchia, Scandicci ed altri) hanno adottato sin dal 1994 un regolamento riguardante l'uniformità degli impianti di illuminazione esterna, pubblica e privata. Mentre un interessante esperimento è stato condotto dal Comune di Catania su 6.000 punti luce ottenendo un risparmio di 700.000 milioni di lire. L'ampia e qualificata partecipazione all'audizione ha consentito di ricevere utili contributi e suggerimenti per migliorare i testo della legge. Hanno partecipato i rappresentanti del Dipartimento di Energetica dell'Università degli Studi di Ancona, ANCI, Associazioni astrofile, ordini degli Ingegneri. Durante l'audizione le associazioni degli astrofili hanno presentato una petizione popolare sottoscritta da centinaia di cittadini marchigiani che negli ultimi mesi hanno visitato gli osservatori astronomici e hanno riscontrato per esperienza diretta i danni procurati dall'inquinamento luminoso. Secondo la p.d.l. tutti i nuovi impianti di illuminazione pubblica dovranno essere conformi alle nuove norme e gli impianti esistenti dovranno gradualmente essere ristrutturati, ove necessario. I fasci di luce di norma dovranno essere direzionati dal basso verso l'alto per illuminare correttamente edifici e monumenti di valore artistico e storico; per le insegne pubblicitarie private dovranno essere previsti orari di spegnimento a notte inoltrata. Altro elemento emerso durante il lavoro di redazione del testo di legge è stata la popolarità che riscuote, nella nostra regione, l'attività astronomica non professionale che nelle Marche può contare su 5 osservatori che svolgono costantemente attività scientifica e divulgativa. Gli osservatori sono collocati a Jesi (An), Ancona, Sant'Elpidio a mare (AP), Serrapetrona (MC) e Monte S. Lorenzo (PU). Marco Moruzzi ha dichiarato: "si tratta di un provvedimento innovativo che testimonia una recuperata sensibilità ed il tentativo di un approccio più razionale ed ecologico all'uso delle risorse ambientali e paesaggistiche che non sono solo quelle della terra ma, specie quando la luce del sole scompare, sono tutt'uno con quelle del cielo". 12 novembre 2001

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