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NEWS
Gruppo Verdi Consiglio Regionale delle
Marche
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Il
Consigliere dei Verdi, Marco Moruzzi, presentatore e relatore della
p.d.l. dell'atto ha espresso soddisfazione per l'avvio dell'iter di
questa p.d.l. che consentirà un rilevante risparmio di energia
elettrica ed una più razionale illuminazione delle nostre città
e dei nostri paesi. Da alcuni anni a questa parte è stato definito
come inquinamento luminoso la dispersione verso l'alto della luce
artificiale. Tale fenomeno durante la notte impedisce la completa
visibilità delle stelle. Più della metà della
popolazione italiana ha perso la possibilità di vedere la propria
"casa nell'Universo" la Via Lattea, nella Regione Marche
circa un terzo della popolazione a causa dell'inquinamento luminoso
non può osservare la Via Lattea dal luogo dove vive anche nelle
notti più serene. Solo un terzo della popolazione regionale
può vedere un cielo stellato nella sua interezza. Se da un
lato la nostra situazione è migliore della media nazionale
dall'altro occorre rendersi conto che anche nella nostra Regione la
situazione è notevolmente peggiorata rispetto ad una ventina
di anni fa. La dispersione di luce verso l'alto si incrementa del
10% l'anno. Su più di tre quarti della popolazione italiana
non scende nemmeno una vera e propria notte a causa della essessiva
quantità di luce artificiale che illumina l'atmosfera. Come
ha scritto Mario Rigoni Stern, nel suo libro "Tra due guerre",
nel passato il contatto della gente con il firmamento era continuo
e accompagnava la vita. Oggi, invece, poco a poco, ci stiamo avvolgendo
in una nebbia lunimosa che ci isola da quell'ambiente di cui noi e
il nostro pianeta siamo parte". La legge intende mettere fine
agli sprechi il cui costo viene sostenuto anche dall'ambiente se pensiamo
alle emissioni inquinanti in atmosfera ed al consumo di petrolio derivante
dalla produzione di energia elettrica. Dal punto di vista energetico
è molto rilevante, visto che il 100% della luce dispersa verso
l'alto non svolge alcuna funzione di illuminazione. E' come se volessimo
riscaldare una casa lasciando aperta una finestra. Il danno derivante
da un irrazionale ed incontrollato utilizzo di energia elettrica per
la pubblica illuminazione è stato quantificato ogni anno in
Italia in oltre 500 miliardi di lire. Si può calcolare che
l'ipotetico abbattimento dell'inquinamento luminoso su tutto il territorio
italiano comporterebbe il risparmio di 430 mila tonnellate di combustibile
in un anno. In conseguenza di ciò non sarebbero immesse in
atmosfera 1.356.000 tonnellate di anidride carbonica e non verrebbero
bruciate 1.480.000 mila tonnellate di ossigeno. Nell'arredo urbano
in passato sono state diffusamente utilizzate soluzioni che illuminano
poco i percorsi stradali e pedonali e costano molto alla collettività.
Oggi vi sono esempi positivi che mostrano la possibilità di
un cambiamento di mentalità che può fare tendenza. Ad
esempio nella città di Frosinone con una accorta politica di
aggiornamento degli impianti, il flusso luminoso verso l'alto è
stato ridotto di ben 17 milioni di lumen, di cui 10 prodotti dagli
impianti pubblici e 7 da quelli privali, migliorando nel contempo
la visibilità nelle strade e conseguendo un notevole risparmio
energetico. Alcune regioni (Veneto, Basilicata, Lazio, Lombardia,
Piemonte, Toscana e Valle D'Aosta) sensibili al problema dell'inquinamento
luminoso hanno emanato leggi in materia. Anche alcuni comuni (Frosinone,
Civitavecchia, Scandicci ed altri) hanno adottato sin dal 1994 un
regolamento riguardante l'uniformità degli impianti di illuminazione
esterna, pubblica e privata. Mentre un interessante esperimento è
stato condotto dal Comune di Catania su 6.000 punti luce ottenendo
un risparmio di 700.000 milioni di lire. L'ampia e qualificata partecipazione
all'audizione ha consentito di ricevere utili contributi e suggerimenti
per migliorare i testo della legge. Hanno partecipato i rappresentanti
del Dipartimento di Energetica dell'Università degli Studi
di Ancona, ANCI, Associazioni astrofile, ordini degli Ingegneri. Durante
l'audizione le associazioni degli astrofili hanno presentato una petizione
popolare sottoscritta da centinaia di cittadini marchigiani che negli
ultimi mesi hanno visitato gli osservatori astronomici e hanno riscontrato
per esperienza diretta i danni procurati dall'inquinamento luminoso.
Secondo la p.d.l. tutti i nuovi impianti di illuminazione pubblica
dovranno essere conformi alle nuove norme e gli impianti esistenti
dovranno gradualmente essere ristrutturati, ove necessario. I fasci
di luce di norma dovranno essere direzionati dal basso verso l'alto
per illuminare correttamente edifici e monumenti di valore artistico
e storico; per le insegne pubblicitarie private dovranno essere previsti
orari di spegnimento a notte inoltrata. Altro elemento emerso durante
il lavoro di redazione del testo di legge è stata la popolarità
che riscuote, nella nostra regione, l'attività astronomica
non professionale che nelle Marche può contare su 5 osservatori
che svolgono costantemente attività scientifica e divulgativa.
Gli osservatori sono collocati a Jesi (An), Ancona, Sant'Elpidio a
mare (AP), Serrapetrona (MC) e Monte S. Lorenzo (PU). Marco Moruzzi
ha dichiarato: "si tratta di un provvedimento innovativo che
testimonia una recuperata sensibilità ed il tentativo di un
approccio più razionale ed ecologico all'uso delle risorse
ambientali e paesaggistiche che non sono solo quelle della terra ma,
specie quando la luce del sole scompare, sono tutt'uno con quelle
del cielo". 12 novembre 2001 |