Interrogazione di Moruzzi sulla situazione
dei fiumi Misa e Nevola

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Gruppo Verdi Consiglio Regionale delle Marche

Il Capogruppo dei Verdi al Consiglio Regionale, Marco Moruzzi, pone di nuovo l'attenzione alla Giunta Regionale per conoscere la situazione dei fiumi Nevola e Misa. Per quanto riguarda il Nevola, nel Marzo 2001 il fiume rompe l'argine precedentemente realizzato e riprende il letto tracciato nel precedente evento alluvionale. Il Consigliere Marco Moruzzi chiede alla Giunta Regionale quando č stata autorizzata l'opera di difesa idraulica, l'importo dei lavori, i progettisti e la ditta che li ha realizzati ed infine il certificatore di collaudo ad opera terminata. A  tale proposito il Gruppo Societā e Ambiente ha realizzato un apposito dossier stralciando dalla Relazione Annuale del Procuratore regionale della Corte dei Conti, Alberto Avolio, la parte riguardante l'ambiente, dove dichiara che ingenti risorse annualmente stanziate per la tutela del'ambiente, a causa del mancato coordinamento, sono spesso utilizzate in modo insoddisfacente. La manutenzione degli alvei fluviali, quando viene effettuata, risulta a volte addirittura peggiorativa, menzionando proprio i lavori eseguiti dopo la piena del dicembre '98 nel tratto Nevola in localitā SS. Trinitā. In merito al fiume Misa, il consigliere Marco Moruzzi interroga la Giunta per conoscere i motivi per cui i lavori di manutenzione del Fiume Misa (tratto ettometrica 60-55) si siano prolungati oltre la scadenza tassativa prevista per il giorno 28 febbraio, contravvenendo alla circolare N.1 del 1997.Il consigliere dei Verdi chiede inoltre di conoscere notizie relative al collaudo di fine lavori per l'intervento eseguito dal Comune di Senigallia per conto della Regione del Fiume Misa nell'inverno 98/99. A tale proposito il capogruppo dei Verdi Marco Moruzzi ha dichiarato: "Da anni ci battiamo perchč in questo settore sia introdotta come regola e non come eccezione l'ingegneria naturalistica. Le resistenze che ancora incontriamo sono legate ad un vecchio modo di intendere la gestione idrogeologica che scarica sulla collettivitā costi ambientali ed economici insostenibili. Siamo giunti al punto, pur di conservare la rendita di posizione delle imprese che intervengono con le ruspe lungo i fiumi, di impedire agli stessi agricoltori che, per anni hanno effettuato la manutenzione dei corsi d'acqua, di effettuare tagli selettivi. Ci sono evidenti esempi di come si rende burocraticamente impraticabile l'esecuzione di operazioni che farebbero risparmiare centinaia di milioni e renderebbero le sponde fruibili a tutti i cittadini.}

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