Il difficile rapporto tra economia e ambiente

L'attività dell'uomo, lo sviluppo, la crescita economica, il benessere sociale, comportano un utilizzo di risorse naturali ed inevitabilmente un impatto sull'ambiente.
La produzione da un lato e la tutela dell'ambiente, la riduzione dell'inquinamento, la salvaguardia del patrimonio naturale dall'altro come si conciliano? Siamo di fronte al problema della integrazione tra le politiche economiche e quelle ambientali.
Da questo punto di vista è interessante l'impostazione di Hinterberger, Luks e Stewen che, in un volume dal titolo "Economia, ecologia, politica" evidenziano la doppia funzione che l'ambiente assolve: non solo le materie prime utilizzate per la produzione provengono dalla natura (natura come fonte di risorse rinnovabili e non), ma la natura è anche la destinazione finale dei prodotti realizzati con le materie prime quando terminano il loro ciclo di vita (natura come ricettore).
Ed è proprio la limitata capacità ricettiva dell'ambiente, insieme alla scarsità delle risorse, a costituire il principale limite all'espansione economica.
Trovare un equilibrio significa implementare un modello di sviluppo sostenibile che consenta di soddisfare i bisogni dell'uomo senza mettere a repentaglio le esigenze delle generazioni future e senza compromettere irrimediabilmente il patrimonio naturale in modo tale da garantire la possibilità di attingere alle fonti non inesauribili e al tempo stesso garantire la conservazione della biodiversità oltre che di accetabili condizioni di vita per gli esseri viventi.
In sostanza la botte piena e …
Trovare un equilibrio tra le esigenze della produzione e la conservazione delle risorse naturali significa inoltre orientare il mercato verso modelli di sviluppo che abbiano come obiettivo la riduzione non solo dei rifiuti, ma dei consumi e delle materie attraverso la responsabilizzazione di tutti i soggetti coinvolti (imprese, cittadini, enti pubblici) e attraverso l'adozione di strumenti idonei ad incoraggiare il rispetto dell'ambiente come ad esempio la fiscalità ecologica, gli strumenti volontari quali gli accordi di programma, le certificazioni, i sistemi di gestione ambientale.
Dall'altro lato è comunque necessario incentivare il rispetto della normativa ambientale da parte delle imprese che, a ben vedere, troppo spesso si trovano a doversi districare nella giungla dei provvedimenti legislativi che ultimamente proliferano davvero a ritmi serrati creando nuovi adempimenti che spesso sono solo di ordine burocratico e non si traducono in vantaggi reali per l'ambiente e pesano enormemente sull'incremento dei costi di produzione a danno della competitività.


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