Il testo della legge regionale sull'inquinamento luminoso



17/07/2002

Testo proposto


Art. 1
(Finalità)

1. La presente legge prescrive misure per la riduzione sul territorio regionale dell'inquinamento luminoso e dei consumi energetici da esso derivanti al fine di tutelare e migliorare l'ambiente e di conservare gli equilibri ecologici sia all'interno che all'esterno delle aree naturali protette e di promuovere e tutelare le attività di ricerca e divulgazione scientifica degli osservatori astronomici.
2. Ai fini della presente legge viene considerato inquinamento luminoso dell'atmosfera ogni forma di irradiazione di luce artificiale che si disperda al di fuori delle aree a cui essa è funzionalmente dedicata e, in particolar modo, se orientata al di sopra della linea dell'orizzonte.

Art. 2
(Competenze della Regione)

1. La Regione esercita le seguenti competenze:
a) l'adozione del regolamento di riduzione e prevenzione dell'inquinamento luminoso di cui all'articolo 4;
b) la tenuta e l'aggiornamento dell'elenco degli osservatori astronomici e l'individuazione delle relative zone di particolare protezione ai sensi dell'articolo 6;
c) la concessione di contributi ai comuni, per l'adeguamento degli impianti pubblici di illuminazione esterna esistenti alle norme tecniche previste dalla normativa vigente in materia, di cui all'articolo 7;
d) la divulgazione delle problematiche e della disciplina relativa alla riduzione e prevenzione dell'inquinamento luminoso, secondo le modalità di cui all'articolo 8;
e) il controllo nei confronti dei comuni, per il rispetto degli adempimenti previsti dalla normativa vigente, di cui all'articolo 9.

Art. 3
(Competenze dei Comuni)

1. I Comuni esercitano le seguenti funzioni:
a) l'integrazione del regolamento edilizio in conformità alle disposizioni del regolamento di cui all'articolo 4;
b) la promozione, anche di concerto con i gestori degli osservatori astronomici e con le locali associazioni di astrofili, e/o le associazioni Cielo Buio ed International Dark Sky Association (IDA) dell'adeguamento della progettazione, installazione e gestione degli impianti di illuminazione esterna alle disposizioni transitorie di cui all'articolo 12;
c) la vigilanza, tramite controlli periodici di propria iniziativa o su richiesta di osservatori astronomici, delle associazioni di astrofili e di privati cittadini, sul rispetto delle misure stabilite per gli impianti di illuminazione esterna dal regolamento di cui all'articolo 4;
d) l'applicazione delle sanzioni amministrative di cui all'articolo 10;
e) la verifica della conformità dei nuovi impianti in sede di rilascio di nuova concessione o autorizzazione edilizia;

f) l'individuazione, entro centottanta giorni dall'approvazione della presente legge, dei siti e delle sorgenti di grande inquinamento luminoso sulle quali prevedere interventi di bonifica di concerto e su segnalazione degli osservatori astronomici, delle associazioni di astrofili e delle associazioni di Cielo Buio e IDA e l'individuazione, entro i successivi sessanta giorni, delle priorità di intervento.

Art. 4
(Regolamento regionale per la riduzione
e prevenzione dell'inquinamento luminoso)

1. La Giunta regionale, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, adotta un regolamento per disciplinare l'attività della Regione e dei Comuni in materia di prevenzione e riduzione dell'inquinamento luminoso con il quale provvede, in particolare, a definire:
a) i requisiti tecnici, che non possono essere meno restrittivi di quelli indicati all'articolo 12, per la progettazione, l'installazione e la gestione degli impianti di illuminazione esterna pubblici e privati;
b) la tipologia degli impianti di illuminazione esterna disciplinati dalla presente legge, compresi quelli a scopo pubblicitario, da assoggettare ad autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale e le relative procedure;
c) le modalità ed i termini per l'adeguamento degli impianti esistenti ai requisiti tecnici di cui alla lettera a);
d) i termini per l'integrazione dei regolamenti edilizi comunali con le disposizioni contenute nel regolamento medesimo;
e) i criteri per l'individuazione delle zone di particolare protezione degli osservatori astronomici e delle aree naturalistiche protette di cui all'articolo 6, comma 3;

f) le misure da applicare nelle zone di protezione di cui all'articolo 6, comma 3.

Art. 5
(Obbligo di conformità dei capitolati)

1. Tutti i capitolati relativi all'illuminazione pubblica e privata devono essere conformi alle disposizioni della presente legge.


Art. 6
(Zone di protezione degli osservatori astronomici e delle aree naturalistiche protette)

1. Ai fini dell'applicazione della presente legge è istituito, presso il competente servizio della Giunta regionale, l'elenco degli osservatori astronomici ubicati nell'ambito territoriale regionale, in cui sono indicati:
a) gli osservatori astronomici professionali di cui all'allegato A, che forma parte integrante della presente legge;
b) gli osservatori astronomici non professionali di cui all'allegato B, che forma parte integrante della presente legge.
2. L'elenco di cui al comma 1 è aggiornato con deliberazione della Giunta regionale ed è pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione. L'aggiornamento è effettuato anche su proposta, rispettivamente, della Società astronomica italiana (SAIT) per gli osservatori astronomici professionali e dell'Unione degli astrofili italiani (UAI) per gli osservatori astronomici non professionali.
3. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 4, individua, mediante cartografia in scala adeguata, le zone di particolare protezione degli osservatori astronomici indicati al comma 1 e delle aree naturalistiche protette individuate nel Piano triennale regionale delle aree protette (PTRAP). La deliberazione della Giunta regionale è pubblicata sul BUR.
4. In fase di prima applicazione della presente legge le zone di particolare protezione di cui al comma 3 sono indicate in trenta chilometri di raggio dal centro degli osservatori professionali, in quindici chilometri di raggio dal centro degli osservatori non professionali e le aree naturalistiche protette incluse le zone, entro i dieci chilometri dai propri confini, individuate negli allegati A, B e C.
5. Gli osservatori astronomici:
a) segnalano alle autorità territoriali competenti le sorgenti di luce non rispondenti ai requisiti della presente legge e del regolamento di cui all'articolo 4, richiedendone l'intervento affinché esse vengono modificate o sostituite o comunque uniformate di criteri stabiliti;
b) collaborano con gli enti territoriali per una migliore e puntuale applicazione della presente legge secondo le loro specifiche competenze.

Art. 7
(Contributi regionali)

1. La Regione concede contributi ai Comuni per l'adeguamento ai criteri tecnici previsti dal regolamento, di cui all'articolo 4, degli impianti pubblici di illuminazione esterna in misura non superiore al 50 per cento della spesa ritenuta ammissibile e, comunque, per un importo non superiore a 20 milioni.

2. I contributi di cui al comma 1, sono assegnati sulla base dei seguenti criteri di priorità:
a) ai Comuni ricadenti nelle zone di particolare protezione degli osservatori individuati ai sensi dell'articolo 6, comma 3;
b) ai Comuni ricadenti nelle aree naturali protette.


3. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 4, stabilisce le modalità di presentazione dei progetti e i criteri di concessione dei contributi.
4. In sede di prima applicazione della presente legge, le domande di ammissione ai contributi di cui al comma 1 devono essere presentate al servizio regionale competente entro sessanta giorni dalla pubblicazione sul BUR della deliberazione di cui al comma 2. Per gli anni successivi le domande di contributo devono pervenire entro il 30 giugno di ciascun anno.

Art. 8
(Iniziative di informazione e divulgazione)

1. La Regione, per favorire la conoscenza delle problematiche relative all'inquinamento luminoso, promuove ed organizza campagne promozionali, convegni e seminari ed ogni altra iniziativa di carattere divulgativo, anche in collaborazione con i Comuni, con gli enti operanti nel settore dell'illuminazione, con gli osservatori astronomici e con le associazioni di astrofili.

Art. 9
(Controllo della Regione)

1. La Regione, nell'ambito dell'attività di controllo sugli atti degli enti locali di cui alla l.r. 11 agosto 1994, n. 27, esercita il controllo nei confronti dei Comuni per il rispetto degli adempimenti previsti dalla presente legge e dal regolamento di cui all'articolo 4. In particolare, in caso di inosservanza da parte dei Comuni dei termini e delle modalità, previsti dal regolamento stesso, per gli adempimenti di cui all'articolo 4, comma 1, lettere c) e d), il competente organo regionale provvede in via sostitutiva ai sensi della vigente normativa in materia.

Art. 10
(Sanzioni)

1. In caso di mancato adeguamento, nei termini e secondo le modalità previste dal regolamento di cui all'articolo 4, degli impianti di illuminazione esterna esistenti alla data di entrata in vigore del regolamento stesso ai criteri tecnici ivi contenuti, il Comune, previa diffida a provvedere entro trenta giorni, applica la sanzione amministrativa da lire 500 mila a lire 2 milioni.


2. A partire dal novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 4, l'installazione o la modifica degli impianti di illuminazione esterna, in violazione dei relativi criteri tecnici, comporta l'applicazione da parte del Comune, della sanzione di cui al comma 1.
3. I proventi delle sanzioni di cui al presente articolo sono prioritariamente impiegati dai Comuni per l'adeguamento degli impianti pubblici di illuminazione esterna ai criteri tecnici del regolamento di cui all'articolo 4.

Art. 11
(Disposizioni finanziarie)

1. Per gli interventi previsti dall'articolo 7 è autorizzata per l'anno 2002 la spesa di lire 500 milioni, per gli anni successivi l'entità della spesa sarà stabilita con leggi di approvazione dei rispettivi bilanci.
2. Alla copertura delle spese autorizzate dal comma 1, si provvede per l'anno 2002, mediante impiego delle somme iscritte ai fini del bilancio pluriennale 2001-2003 a carico del capitolo 5100201, quota parte della proiezione per detto anno di cui alla partita 1 dell'elenco n. 2; per gli anni successivi mediante impiego di quota parte del gettito derivante dai tributi propri della Regione.
3. Le somme occorrenti per il pagamento delle spese di cui al comma 1 sono iscritte al carico del capitolo che si istituisce nello stato di previsione della spesa di bilancio per l'anno 2002 con la seguente denominazione e i controindicati stanziamenti di competenza e di cassa "Contributi ai comuni per l'adeguamento degli impianti pubblici di illuminazione al regolamento di riduzione e prevenzione dell'inquinamento luminoso" lire 500 milioni; per gli anni successivi a carico del capitolo corrispondente.

Art. 12
(Disposizioni transitorie)

1. Fino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 4, per la progettazione, installazione e gestione dei nuovi impianti di illuminazione esterna pubblici e privati, fatto salvo quanto previsto dal comma 3 per le zone di particolare protezione di cui all'articolo 6, comma 4, riportate negli allegati A, B e C, devono essere osservati i seguenti criteri tecnici:
a) per gli impianti di illuminazione esterna di strade a traffico veicolare o pedonale, parcheggi, svincoli stradali o ferroviari, porti, impianti sportivi e grandi aree di ogni tipo: intensità luminosa massima consentita 0 cd/klm a 90° ed oltre;
b) per gli impianti di illuminazione di facciata di edifici privati e pubblici che non abbiano carattere monumentale o particolare e comprovato valore artistico: impiego di sistemi luminosi con intensità luminosa di 0 cd/klm a 90° ed oltre, rivolti dall'alto verso il basso ad emissione rigorosamente controllata del flusso entro il perimetro o le sagome degli stessi con luminanza massima di 1 cd/m2 e spegnimento o riduzione della potenza di almeno il 30 per cento alle ore ventitre nel periodo di ora solare ed alle ore ventiquattro nel periodo di ora legale;
c) per gli impianti di illuminazione di facciata di edifici di particolare e comprovato valore artistico e di monumenti: rispetto delle disposizioni di cui alla lettera e) con spegnimento o riduzione di potenza impegnata alle ore ventiquattro, ovvero, in occasione di particolari manifestazioni o ricorrenze e per non più di trenta giorni all'anno, oltre tale orario, previa espressa autorizzazione del Comune; in caso di impossibilità ad ottenere impianti dall'alto verso il basso, solo per l'illuminazione di edifici di particolare e comprovato valore artistico e storico, è possibile l'illuminazione dal basso, purché i fasci di luce ricadano comunque per almeno un metro all'interno della sagoma dell'edificio e in questo caso la luminanza massima consentita sarà di 0,5 cd/m2;
d) per gli impianti di illuminazione di monumenti con sagoma irregolare: il flusso deve essere diretto verso l'emisfero superiore e non può essere intercettato dalla struttura illuminata, purché non superiore del 10 per cento del flusso nominale fuoriuscente dall'impianto di illuminazione con spegnimento o riduzione di potenza impegnata alle ore ventiquattro; luminanza massima consentita 0,5 cd/m2;
e) per le insegne pubblicitarie di non specifico e indispensabile uso notturno: spegnimento alle ore ventiquattro; per quelle di esercizi commerciali od altro genere di attività che si svolgono dopo tale orario: spegnimento all'orario di chiusura degli stessi; in caso di insegne non dotate di luce interna: illuminazione dall'alto verso il basso e divieto, per meri fini pubblicitari o di richiamo, dell'uso di fasci roteanti o fissi di qualsiasi tipo di potenza;
f) nell'illuminazione di impianti sportivi e grandi aree di ogni tipo devono essere impiegati criteri e mezzi per evitare fenomeni di dispersione di luce verso l'alto e al di fuori dei suddetti impianti;
g) le case costruttrici, importatrici o fornitrici devono certificare, tra le caratteristiche tecniche degli apparecchi illuminanti commercializzati, la loro rispondenza alla presente legge mediante apposizione sul prodotto della dicitura "ottica antinquinamento luminoso e a ridotto consumo ai sensi delle leggi della Regione Marche" e allegare, inoltre, le raccomandazioni di uso corretto e di conformità alla legge.
2. Tutti gli impianti di cui al comma 1, lettere a), b), c) e d), devono essere obbligatoriamente muniti di dispositivi in grado di ridurre i consumi energetici in misura non inferiore al 30 per cento e non superiore al 50 per cento dopo le ore ventitre nel periodo di ora solare e dopo le ore ventiquattro in quello di ora legale e di lampade con rapporto 1/w non inferiore a 90.
3. Nelle zone di particolare protezione di cui all'articolo 6, comma 4, riportate negli allegati A, B e C, deve essere rispettato, per la realizzazione di nuovi impianti di illuminazione esterna pubblici e privati, quanto detto al comma 1, inoltre:
a) per gli impianti di illuminazione di facciata di edifici privati o pubblici che non abbiano carattere monumentale o particolare e comprovato valore artistico: divieto assoluto di illuminare dal basso verso l'alto con obbligo di spegnimento entro le ore ventitre dell'ora solare e entro le ore ventiquattro nel periodo di ora legale con luminescenza massima di 1 cd/m2;
b) per gli impianti di illuminazione di facciata di edifici di particolare e comprovato valore artistico e di monumenti: spegnimento totale entro le ore ventiquattro;
c) per le insegne pubblicitarie: spegnimento alle ore ventitre nel periodo di ora solare ed alle ore ventiquattro nel periodo di ora legale;
d) per le insegne di negozi o esercizi vari: spegnimento alla chiusura dell'esercizio;
e) entro tre anni dall'entrata in vigore della presente legge tutti gli apparecchi illuminanti altamente inquinanti già esistenti, come globi, lanterne o similari, devono essere schermati o comunque dotate di idonei dispositivi in grado di contenere e dirigere a terra il flusso luminoso, nonché di vetri di protezione trasparenti. L'intensità luminosa non dovrà comunque eccedere le quindici candele per 1.000 lumen a 90° ed oltre. E' concessa deroga, secondo specifiche indicazioni concordate tra i Comuni interessati e gli osservatori astronomici competenti per le sorgenti di luce internalizzate e quindi, in concreto, non inquinanti, per quelle con emissione non superiore a 1.500 lumen cadauna (fino a un massimo di tre centri con singolo punto luce) per quelle di uso temporaneo o che vengano spente normalmente entro le ore venti nel periodo di ora solare e entro le ore ventidue nel periodo di ora legale, per quelle di cui sia prevista la sostituzione entro quattro anni dalla data di entrata in vigore della presente legge;
f) tutti gli apparecchi non a norma con i criteri tecnici indicati nel regolamento regionale di cui all'articolo 4, già esistenti all'entrata in vigore della presente legge, vanno adattati, sostituiti o comunque uniformati ai suddetti criteri entro e non oltre i cinque anni dall'entrata in vigore della presente legge.
4. Tutti gli impianti di cui al comma 3, lettere a), b), c) e d), devono essere obbligatoriamente muniti dei dispositivi indicati dal comma 2 per il risparmio energetico, ma con orario di applicazione dopo le ore ventitre e con l'uso di sole lampade al sodio (fanno eccezione, relativamente all'uso esclusivo di lampade al sodio, solo impianti sportivi di importanza regionale o nazionale nel caso sia richiesta un'alta percezione del colore, fermo restando il rispetto di tutti gli altri criteri tecnici).
5. Fino alla data di cui al comma 1, nelle zone di particolare protezione di cui all'articolo 6, comma 4, riportate negli allegati A, B e C, i Comuni promuovono, anche di concerto con i gestori degli osservatori astronomici e con le locali associazioni di astrofili, l'adeguamento degli impianti pubblici e privati di illuminazione esterna ai criteri tecnici di cui ai commi 3 e 4.


 

Testo Approvato


Art. 1
(Finalità)

1. La Regione promuove la riduzione sul territorio regionale dell'inquinamento luminoso e dei consumi energetici da esso derivanti al fine di conservare e valorizzare l'ambiente e di promuovere e tutelare le attività di ricerca e divulgazione scientifica degli osservatori astronomici.


2. Ai fini della presente legge è considerato inquinamento luminoso dell'atmosfera ogni forma di irradiazione di luce artificiale che si disperda al di fuori delle aree a cui essa è funzionalmente dedicata, in particolar modo, se orientata al di sopra della linea dell'orizzonte.

Art. 2
(Competenze della Regione)

1. La Regione esercita le seguenti competenze:
a) l'adozione del regolamento di riduzione e prevenzione dell'inquinamento luminoso;

b) la tenuta e l'aggiornamento dell'elenco degli osservatori astronomici e l'individuazione delle relative zone di particolare protezione;

c) la concessione di contributi ai comuni, per l'adeguamento degli impianti pubblici di illuminazione esterna esistenti ai criteri tecnici previsti dalla normativa vigente in materia;

d) la divulgazione delle problematiche e della disciplina relativa alla riduzione e prevenzione dell'inquinamento luminoso, secondo le modalità di cui all'articolo 8.
e) soppressa


2. La Giunta regionale emana le disposizioni necessarie per l'attuazione della presente legge.

Art. 3
(Competenze dei Comuni)

1. I Comuni esercitano le seguenti funzioni:
a) identica


b) l'adeguamento della progettazione, installazione e gestione degli impianti di illuminazione esterna alle disposizioni di cui all'articolo 12 sentiti i gestori degli osservatori astronomici, le locali associazioni di astrofili e le associazioni Cielo Buio ed International Dark Sky Association (IDA);

c) la vigilanza, tramite controlli periodici di propria iniziativa o su richiesta di osservatori astronomici, delle associazioni di astrofili e di cittadini, sul rispetto delle misure stabilite per gli impianti di illuminazione esterna dal regolamento di cui all'articolo 4;
d) identica

e) la verifica della conformità alle disposizioni della presente legge dei nuovi impianti in sede di rilascio di nuova concessione o autorizzazione edilizia o denuncia inizio attività;
f) l'individuazione, e il costante monitoraggio a partire dai primi sei mesi dall'approvazione della presente legge, dei siti e delle sorgenti di grande inquinamento luminoso sulle quali prevedere interventi di bonifica su segnalazione e d'intesa con gli osservatori astronomici, con le associazioni di astrofili e con le associazioni Cielo Buio e IDA e l'individuazione, entro i successivi sessanta giorni, delle priorità di intervento;
g) l'individuazione, tramite i comandi di polizia municipale, degli apparecchi di illuminazione pericolosi per la viabilità stradale ed autostradale, in quanto responsabili di fenomeni di abbaglia-mento per i veicoli in transito, e la disposizione di immediati interventi di normalizzazione, nel rispetto della presente legge;
h) la determinazione degli adeguamenti dell'illuminazione esterna, in deroga alle disposizioni della presente legge, dei fari costieri, delle carceri, delle caserme, degli impianti sportivi soggetti ad illuminazione temporanea e per la sicurezza del traffico aereo negli aeroporti;
i) la definizione, entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge ed in sede di conferenza dei servizi a cui partecipa anche la Soprintendenza per i beni ambientali ed architettonici delle Marche, dell'elenco dei beni monumentali in cui gli obiettivi di risanamento dell'inquinamento luminoso dovranno essere attuati in deroga alle disposizioni della presente legge.


Art. 4
(Regolamento regionale per la riduzione
e prevenzione dell'inquinamento luminoso)

1. La Giunta regionale, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, adotta un regolamento per disciplinare l'attività della Regione e dei Comuni in materia di prevenzione e riduzione dell'inquinamento luminoso con il quale provvede, in particolare, a definire:
a) i requisiti tecnici, che non possono essere meno restrittivi di quelli indicati nell'allegato B, per la progettazione, l'installazione e la gestione degli impianti di illuminazione esterna pubblici e privati;
b) la tipologia degli impianti di illuminazione esterna, compresi quelli a scopo pubblicitario, da assoggettare ad autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale e le relative procedure;

c) identica


d) i termini per l'adeguamento dei regolamenti edilizi comunali alle disposizioni del regolamento medesimo;
e) i criteri per l'individuazione e le misure da applicare nelle zone di particolare protezione degli osservatori astronomici e delle aree naturali-stiche protette di cui all'articolo 6, comma 3;
f) gli opportuni provvedimenti per favorire il risparmio dell'energia elettrica destinata all'illuminazione pubblica e privata.


Art. 4 bis
(Piano regolatore generale dell'illuminazione)

1. In sede di adozione del Piano regolatore generale i Comuni sono tenuti a predisporre uno specifico strumento di programmazione dell'illuminazione pubblica.

Art. 5
(Obbligo di conformità dei capitolati)

1. Identico


2. Le amministrazioni comunali, per impianti di particolare complessità tecnica ed a seguito di motivata relazione, sono autorizzate a derogare, fino ad un incremento massimo del 30 per cento, ai prezzi del prezziario regionale, pubblicato nel supplemento n. 21 al B.U.R. n. 81 del 19 luglio 2001, per particolari esigenze di contenimento dell'inquinamento luminoso.


Art. 6
(Zone di protezione degli osservatori astronomici e delle aree naturalistiche protette)

1. Ai fini dell'applicazione della presente legge, presso il competente servizio della Giunta regionale è tenuto il registro degli osservatori astronomici ed astrofisici statali pubblici o privati che svolgono ricerca scientifica e/o divulgazione ubicati nell'ambito territoriale regionale, nel quale sono indicati, in distinti elenchi, gli osservatori professionali e gli osservatori non professionali. Appartengono a quest'ultima categoria anche gli osservatori di cui all'allegato A.

2. Il registro di cui al comma 1 è aggiornato con deliberazione della Giunta regionale. Il registro e i relativi aggiornamenti sono pubblicati nel B.U.R. L'aggiornamento è effettuato anche su segnalazione dei soggetti interessati.

3. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 4, individua, mediante cartografia in scala adeguata, le zone di particolare protezione degli osservatori astronomici indicati al comma 1 e delle aree naturalistiche protette istituite in base al Piano triennale regionale delle aree protette (PTRAP). La deliberazione della Giunta regionale è pubblicata nel B.U.R.
4. In fase di prima applicazione della presente legge le zone di particolare protezione di cui al comma 3 sono indicate in trenta chilometri di raggio dal centro degli osservatori professionali, in dieci chilometri di raggio dal centro degli osservatori non professionali e in cinque chilometri di raggio dai confini delle aree istituite in base al PTRAP.

5. Gli osservatori astronomici:
a) segnalano alle autorità territoriali competenti le sorgenti di luce non rispondenti ai requisiti stabiliti dalla presente legge richiedendone gli interventi necessari all'adeguamento;


b) identica

Art. 7
(Contributi regionali)

1. La Regione concede contributi ai Comuni per l'adeguamento ai criteri tecnici previsti dal regolamento di cui all'articolo 4, degli impianti pubblici di illuminazione esterna in misura non superiore al 50 per cento della spesa ritenuta ammissibile e, comunque, per un importo non superiore a 15.000 euro.
2. I contributi di cui al comma 1 sono assegnati sulla base dei seguenti criteri di priorità:
a) ai Comuni ricadenti nelle zone di particolare protezione degli osservatori individuate ai sensi dell'articolo 6, comma 3;
b) identica
c) ai Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.
3. Identico

4. In sede di prima applicazione della presente legge le domande di ammissione ai contributi sono presentate al servizio regionale competente entro sessanta giorni dalla pubblicazione nel B.U.R. dei criteri di priorità e, per gli anni successivi, entro il 30 giugno.

Art. 8
(Iniziative di informazione e divulgazione)

Identico


Art. 9
(Poteri sostitutivi)

1. Qualora i Comuni ritardino o omettano di compiere gli atti obbligatori previsti dalla presente legge, il difensore civico regionale assegna un termine per provvedere.
2. Decorso inutilmente il termine di cui al comma 1, il difensore civico, sentito il Comune inadempiente, nomina un commissario ad acta che provvede in via sostitutiva.


Art. 10
(Sanzioni)

1. In caso di mancato adeguamento degli impianti di illuminazione esterna esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, nei termini e con le modalità previste dalle norme tecniche dell'allegato B, il Comune, previa diffida a provvedere entro trenta giorni, applica la sanzione amministrativa da euro 260 a euro 1.030, fermo restando l'obbligo di adeguamento.
1 bis. La sanzione di cui al comma 1 si applica anche ai nuovi impianti installati prima dell'entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 4.
2. A partire dal novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 4, per l'installazione o per la modifica degli impianti di illuminazione esterna, in violazione dei relativi criteri tecnici, il Comune applica la sanzione di cui al comma 1.

3. Identico

Art. 11
(Disposizioni finanziarie)

1. Per gli interventi previsti dall'articolo 7 è autorizzata per l'anno 2002 la spesa di euro 260.000; per gli anni successivi l'entità della spesa sarà stabilita con le rispettive leggi finanziarie.

2. Identico

3. Le somme occorrenti per il pagamento delle spese di cui al comma 1 sono iscritte per l'anno 2002 nella relativa unità previsionale di base a carico del capitolo che la Giunta regionale istituisce nello stato di previsione della spesa del bilancio per l'anno 2002 con la seguente denominazione "Contributi ai comuni per l'adeguamento degli impianti pubblici di illuminazione al regolamento di riduzione e prevenzione dell'inquinamento luminoso" e lo stanziamento di competenza e di casa di euro 260.000; per gli anni successivi a carico del capitolo corrispondente.


Art. 12
(Disposizioni finali)

1. Fino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 4, per la progettazione, l'installazione e la gestione dei nuovi impianti di illuminazione esterna pubblici e privati, si applicano le prescrizioni contenute nell'allegato B.
2. Fino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui all'articolo 4, nelle zone di particolare protezione di cui all'articolo 6, comma 4, i Comuni promuovono, sentiti gli organismi di gestione delle aree protette, i gestori degli osservatori astronomici e le locali associazioni di astrofili, l'adeguamento degli impianti pubblici e privati di illuminazione esterna ai criteri tecnici di cui al punto 9 dell'allegato B.

Allegato A
(Modificato dalla Commissione)


Elenco osservatori astronomici e astrofisici non professionali di grande rilevanza culturale, scientifica e popolare che svolgono attività scientifica e/o divulgazione di interesse regionale o provinciale


a) Osservatorio sociale "Piersimone Migliorati" dell'Associazione Jesina Astrofili - località Torre di Jesi - 60035 Jesi (An), a 305 metri slm;
b) Osservatorio sociale "Paolo Senigalliesi" dell'Associazione marchigiana Astrofili - frazione Pietralacroce - Ancona;
c) Osservatorio sociale del CEDES - frazione Castellano - 63019 Sant'Elpidio a Mare (Ap), a 126 metri slm;
d) Osservatorio dell'Associazione Astrofili "Crab nebula" - località Case Sparse di Villa D'Aria Serrapetrona (Mc), a 900 metri slm;
e) Osservatorio del Gruppo Astrofili DLF di Rimini ubicato sul Monte San Lorenzo, Comune di Montegrimano (PU).


Allegato B
(Modificato dalla Commissione)


DISPOSIZIONI TECNICHE


1. Per gli impianti di illuminazione esterna di strade a traffico veicolare o pedonale, parcheggi, svincoli stradali o ferroviari, porti, impianti sportivi e grandi aree di ogni tipo: intensità luminosa massima consentita 0 cd/klm a 90° ed oltre e luminanza media mantenuta non superiore ai livelli minimi consigliati dalle norme di sicurezza, qualora esistenti, o in assenza di norme, non superiore a 1 cd/m2.
2. Per gli impianti di illuminazione di facciata di edifici privati e pubblici che non abbiano carattere monumentale o particolare e comprovato valore artistico: impiego di sistemi luminosi con intensità luminosa di 0 cd/klm a 90° ed oltre, rivolti dall'alto verso il basso ad emissione rigorosamente controllata del flusso entro il perimetro o le sagome degli stessi con luminanza massima di 1 cd/m2 con spegnimento o riduzione della potenza di almeno il 30 per cento entro le ore ventiquattro.
3. Per gli impianti di illuminazione di facciata di edifici di particolare e comprovato valore artistico e di monumenti: si deroga rispetto alle disposizioni di spegnimento o riduzione di potenza in occasione di particolari manifestazioni o ricorrenze e per non più di trenta giorni all'anno, previa espressa autorizzazione del Comune; in caso di impossibilità ad ottenere impianti dall'alto verso il basso, solo per l'illuminazione di edifici di particolare e comprovato valore artistico e storico, è possibile l'illuminazione dal basso, purché i fasci di luce ricadano comunque all'interno della sagoma dell'edificio e in questo caso la luminanza massima consentita sarà di 0,5 cd/m2.
4. Per gli impianti di illuminazione di monumenti con sagoma irregolare: il flusso diretto verso l'emisfero superiore che non viene intercettato dalla struttura illuminata non deve superare il 10 per cento del flusso nominale fuoriuscente dall'impianto di illuminazione con spegnimento o riduzione di potenza impegnata entro le ore ventiquattro; luminanza massima consentita 0,5 cd/m2 salvo quanto previsto dall'articolo 3, lettera i).
5. Per le insegne pubblicitarie di non specifico e indispensabile uso notturno: spegnimento entro le ore ventiquattro; per quelle di esercizi commerciali od altro genere di attività che si svolgono dopo tale orario: spegnimento all'orario di chiusura degli stessi; in caso di insegne non dotate di luce interna: è consentita la sola illuminazione dall'alto verso il basso e divieto, per meri fini pubblicitari o di richiamo, dell'uso di fasci roteanti o fissi di qualsiasi tipo di potenza.
6. Per l'illuminazione di impianti sportivi e grandi aree di ogni tipo devono essere impiegati criteri e mezzi per evitare fenomeni di dispersione di luce verso l'alto e al di fuori dei suddetti impianti.
7. Le case costruttrici, importatrici o fornitrici devono certificare, tra le caratteristiche tecniche degli apparecchi illuminanti commercializzati, la rispondenza degli apparecchi alla presente legge.
8. Tutti gli impianti di cui ai numeri 1, 2, 3 e 4 devono essere obbligatoriamente muniti di dispositivi in grado di ridurre i consumi energetici in misura non inferiore al 30 per cento entro le ore ventiquattro e di lampade con rapporto lm/w non inferiore a 90.
9. Nelle zone di particolare protezione di cui all'articolo 6, comma 3, deve essere rispettato, per la realizzazione di nuovi impianti di illuminazione esterna pubblici e privati, quanto detto ai numeri da 1 a 7 del presente allegato, fatte salve le norme più restrittive stabilite dalle leggi in materia di aree protette e dalle disposizioni fissate dagli organismi di gestione delle aree protette; inoltre:
a) per gli impianti di illuminazione di facciata di edifici privati o pubblici che non abbiano carattere monumentale o particolare e comprovato valore artistico: divieto assoluto di illuminare dal basso verso l'alto con obbligo di spegnimento entro le ore ventiquattro con luminanza massima di 1 cd/m2;
b) per gli impianti di illuminazione di facciata di edifici di particolare e comprovato valore artistico e di monumenti: spegnimento totale entro le ore ventiquattro, salvo quanto previsto all'articolo 3, lettera i);
c) per le insegne pubblicitarie: spegnimento entro le ore ventiquattro;
d) per le insegne di negozi o esercizi vari: spegnimento alla chiusura dell'esercizio e comunque entro le ore ventiquattro;
e) entro tre anni dall'entrata in vigore della presente legge tutti gli apparecchi illuminanti altamente inquinanti già esistenti, come globi, lanterne o similari, devono essere schermati o comunque dotati di idonei dispositivi in grado di contenere e dirigere a terra il flusso luminoso, nonché di vetri di protezione trasparenti. L'intensità luminosa non dovrà comunque eccedere le quindici candele per 1.000 lumen a 90° ed oltre. E' concessa deroga, secondo specifiche indicazioni concordate tra i Comuni interessati e gli osservatori astronomici competenti per le sorgenti di luce internalizzate e quindi, in concreto, non inquinanti, per quelle con emissione non superiore a 1.500 lumen cadauna (fino a un massimo di tre centri con singolo punto luce) per quelle di uso temporaneo o che vengano spente normalmente entro le ore venti nel periodo di ora solare ed entro le ore ventidue nel periodo di ora legale, per quelle di cui sia prevista la sostituzione entro quattro anni dalla data di entrata in vigore della presente legge;
f) tutti gli apparecchi non a norma con i criteri tecnici indicati nel regolamento regionale di cui all'articolo 4, già esistenti all'entrata in vigore della presente legge, vanno adattati, sostituiti o comunque uniformati ai suddetti criteri entro e non oltre i cinque anni dall'entrata in vigore della presente legge.


Allegato C
(Soppresso)


Aree naturalistiche protette

Come risultano descritte nel Piano triennale regionale delle aree protette (PTRAP).

 


[Alimentazione Naturale ] [Agricoltura Biologica] [Medicina Alternativa] [Ambiente e Benessere] [Agriturismo] [Inquinamento]
[Parchi Regionali] [Il Mare] [Energia Pulita] [OGM][Comuni Transgenici] [News] [Unione Europea] [Leggi Regionali]
[Fiere e Mercati]
[Convegni e Congressi] [News per le Imprese] [Verdi Regione Marche] [AgriNEWS] [Links] [HOME]