Interrogazione a risposta orale su:

"Diminuzione di produzione di latte marchigiano".


23/11/2004


Considerato


Che nelle Marche le aziende agricole con produzione di latte sono appena 463 (che rappresenta il 12% del patrimonio bovino totale) con una produzione che si aggira sulle 530 tonnellate anno, per un valore di oltre 20 milioni di euro per le aziende agricole.
Che la produzione marchigiana costituisce circa l'1% della produzione nazionale, ed è largamente al di sotto del fabbisogno regionale che registra un deficit del 80% rispetto ai consumi.
Che il latte viene destinato alla produzione di latte fresco, formaggi, mozzarelle, ricotte, panna, burro ed altri latticini tipici, attraverso le tre centrali del latte presenti nel territorio regionale ed i numerosissimi caseifici di media e piccola dimensione che operano nella nostra regione, spesso lavorando anche latte ovino (quest'ultimo destinato esclusivamente ai formaggi è prodotto nel territorio regionale con una quantità corrispondente ad 1/6 di quello bovino).
Che dall'estero e dal nord Italia giungono rilevanti quantità di latte proveniente da allevamenti intensivi di grandi dimensioni, che alla luce di questo, in passato, è stata profusa dalla Regione grande attenzione per mantenere sul territorio le cosiddette "quote latte", che rappresentano l'unico strumento per conservare attivi stalle e caseifici che specie nelle zone collinari e montane costituiscono uno dei pochi strumenti per produrre reddito nelle zone interne.
Che in questa settimana si sono registrati fatti molto spiacevoli in questo settore:


1. La cessione di quote latte dalla Regione Marche alle Regioni del Nord Italia, dove già si concentra l'80% dei bovini da latte del nostro paese, con contratto di vendita che hanno visto la provincia di Macerata in prima fila, mentre giovani agricoltori marchigiani non possono ampliare le proprie stalle perché non sono possessori di quote.


2. La caduta del prezzo del latte di 120/150 lire al litro a campagna iniziata, a causa della pianificazione, da parte degli acquirenti, del prezzo del latte a quello del latte di scarsa qualità importato dall'estero.

Ciò premesso il sottoscritto Marco Moruzzi consigliere del gruppo Verdi


Interroga


Il Presidente della Giunta Regionale
Per conoscere

1. Se e come la Regione intende fermare l'esodo delle quote latte dalle Marche evitando sul nascere il riproporsi della sciagurata situazione degli espianti dei vigneti che ha contraddistinto la fine degli anni 80 l'inizio degli anni '90.


2. Per quale motivo l'Assessorato all'agricoltura non ha previsto la convocazione di un incontro, tra i primi acquirenti, trasformatori e associazioni di produttori per la stipula di Accordi Interprofessionali, che consenta di concordare il prezzo del latte con gli agricoltori, strumento che in passato ha garantito la stabilità dei prezzi ed una remunerazione corretta della qualità prodotta dalle aziende agricole marchigiane.


3. Se tale situazione non sia meritevole di intervento, anche alla luce del fatto che calano i prezzi per questa materia prima, ma non cala il prezzo del latte fresco per il consumatore.


4. Se alla luce di queste considerazioni non si intenda procedere ad una verifica per l'attuazione del piano zootecnico, basato sui risultati e sullo stato di fatto, dato che la Regione non sembra più in grado di incidere in questo settore difendendo gli allevatori da processi di globalizzazione selvaggia che stanno assestando gravi colpi alla zootecnia marchigiana, e agli stessi consumatori che da una parte sono stati sensibilizzati all'acquisto dei prodotti tipici, ma dall'altra parte rischiano di trovare etichette che in realtà nascondono prodotti ottenuti da materie prime importate, a causa della continua riduzione della quantità di prodotto proveniente dal nostro territorio.


5. In considerazione che gli aiuti comunitari prevedono interventi agroalimentari, a condizione che ci sia una ricaduta alla produzione della materia prima, quali controlli sono stati previsti, per verificare il rispetto delle condizioni di aiuto delle aziende agroalimentari del settore latte, rispetto agli impegni di utilizzo di prodotti locali.


Marco Moruzzi

 



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