Al Presidente del Consiglio Regionale delle Marche

Oggetto: interrogazione a risposta scritta sull’incidente mortale occorso ad un lavoratore senegalese nella fabbrica “Pumac” di Ripe San Ginesio (MC)

 


Considerato che nella giornata di giovedì 8 gennaio 2004 alle ore 13,30 circa presso lo stabilimento calzaturiero “Pumac” di Ripe San Ginesio (MC) si è verificato un incidente sul lavoro mortale, con una dinamica quantomeno sospetta, che mette in luce gravissime carenze del sistema di prevenzione ed intervento sugli infortuni sul lavoro, in cui le imprese private e gli organismi pubblici debbono interagire con efficienza.
Nel caso specifico da un macchinario precedentemente in avaria si sarebbe staccato una parte metallica di rilevanti dimensioni, schiacciando Masseye Diop, un operaio cinquantaduenne di origine senegalese, residente da molti anni a Macerata e padre di quattro figli.
Dalle notizie riconducibili anche dalle cronache di stampa sorgono alcuni dubbi non solo sulla carenza delle misure anti infortunistiche della fabbrica, ma anche sulle procedure di soccorso, sui tempi di richiesta di intervento del 118 e sulla gestione della emergenza con le ambulanze che hanno condotto l’infortunato all’ospedale di Macerata dove l’operaio è giunto solo ad alcune ore di distanza dall’incidente e dove è stato sottoposto d’urgenza ad intervento chirurgico che non é riuscito ad impedire il decesso del paziente.

Ciò premesso il sottoscritto Marco Moruzzi, capogruppo dei Verdi in Consiglio Regionale delle Marche chiede.

  1. a che ora precisa si è verificato l’incidente e a quando è giunta l’autoambulanza del 118 nella fabbrica di Ripe San Ginesio;
  2. se corrisponde al vero che sono passate circa tre ore, (se non di più) dall’incidente al momento dell’arrivo in ospedale e quali tempi prevede invece il servizio 118 in questi casi;
  3. che tipo di autoambulanza è giunta in fabbrica e se questa era adeguata ad affrontare l’emergenza dato che il sig. Diop una volta giunto a Sforzacosta è stato trasbordato su una seconda autoambulanza che lo ha condotto al pronto soccorso dell’ospedale di Macerata;
  4. chi ha chiesto l’intervento dell’autoambulanza e a che ora è stata chiamata;
  5. se corrisponde al vero la notizia che i responsabili della fabbrica non hanno provveduto a chiamare immediatamente il 118, ma hanno mantenuto l’infortunato sul luogo di lavoro ricorrendo in un primo momento ad un medico del posto, perdendo del tempo prezioso per intervenire su un trauma interno, evidentemente sottovalutato, che ha costretto i medici dell’ospedale di Macerata a delicati interventi chirurgici purtroppo senza esito positivo;
  6. se l’assessorato regionale intende disporre una inchiesta amministrativa sull’accaduto;
  7. se si evincono responsabilità da parte dell’azienda sia per la dinamica dell’incidente, che per la dinamica dell’intervento dopo l’incidente
  8. se esiste il rischio della decadenza del permesso di soggiorno per la famiglia una volta venuto a mancare l’unico componente della famiglia che disponeva di contratto di lavoro.
  9. Che iniziative, a partire da questo tragico evento, può e vuole assumere la Regione di fronte alle evidentissime carenze nel settore della prevenzione degli infortuni sul lavoro in molte imprese marchigiane, dove le nuove norme contrattuali riducono gli spazi di manovra delle maestranze anche nel settore della tutela della salute, mentre possiamo addirittura parlare di “azzeramento dei diritti” nel caso di lavoratori extracomunitari il cui permesso di soggiorno dipende esclusivamente dalla conservazione di un contratto di lavoro.

Ancona, 9 gennaio 2004

Marco Moruzzi



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