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22/10/2003
IL Capo Gruppo dei Verdi al Consiglio Regionale delle Marche Marco Moruzzi,
che da anni segue la problematica delle carrette dei mari e del trasporto
di sostanze pericolose via mare, lancia un nuovo allarme sui rischi della
dispersione del petrolio in mare traendo spunto dalle notizie sugli effetti
del naufragio del Prestige che a distanza di un anno contamina ancora
nuove coste.
A quasi un anno dal naufragio della petroliera Prestige di fronte alle
coste Atlantiche delle Spagna (Galizia) il petrolio finito in mare durante
l’affondamento continua a provocare danni all’ambiente e all’economia.
Nella giornata di ieri, è stato reso noto attraverso un documento
della Agenzia Marittima e della Guardia Costiera britannica dell’arrivo
del petrolio del Prestige sulle coste dell’isola di Wight , del
Kent e in altre zone del Sud dell’Inghilterra.
A conferma di questo le analisi eseguite sugli idrocarburi giunti sulle
spiagge britanniche hanno stabilito che la composizione chimica è
la medesima della marea nera che ha devastato la costa Spagnola e Francese.
Si tratta di un mix di residui pesanti della lavorazione del petrolio,
un prodotto cancerogeno e particolarmente tossico per l’ambiente.
Delle 77mila tonnellate di petrolio finite in mare si stima che circa
35.000 siano ancora all’interno delle stive della petroliera. Nelle
scorse settimane sono state avviate le procedure per recuperare il petrolio
prima che il mare e il tempo provochino l’ulteriore dispersione.
Tuttavia il primo tentativo di recupero del petrolio, eseguito la scorsa
settimana, non ha avuto buon esito poiché il contenitore di 250
tonnellate con cui era stato riportato in superficie il primo quantitativo
di petrolio estratto dal relitto in fondo al mare, si è spezzato
sul ponte della nave Dock Barge Enterprice mentre veniva issato a bordo.
Queste notizie giungono a pochi giorni dall’anniversario del drammatico
naufragio dell’13 novembre 2002 a pochi mesi di distanza dalla manifestazione
di Bruxelles che ha visto affianco alle organizzazioni spagnole, dei comitati
francesi alle organizzazione ambientaliste europee anche la partecipazione
dei Verdi e dei comitati cittadini delle regioni adriatiche che da anni
denunciano i pericoli derivanti dal trasporto del petrolio in mare e della
presenza delle raffinerie nei pressi dei centri abitati.
Marco Moruzzi
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