L'ennesimo disastro marittimo nel Mar Baltico ha spinto il Commissario
Europeo per i Trasporti, Loyola de Palacio, a confermare l'impegno della
UE per porre fine alla catena di incidenti in mare, con conseguenze disastrose
per l'incolumità umana e l'ecosistema.
La Loyola de Palacio ha ricorato che attualmente sono stati prediposti
dalla Commissione UE due pacchetti di misure per la sicurezza marittima,
denominati "Eika I" e "Erika II" dal nome tristememente famoso della petroliera
che nel Dicembre 1999 ha riversato il suo contenuto in mare.
Il pacchetto Erika I dovrebbe venire approvato in tempi brevi dal Parlamento
Europeo; si prefigge di dare un giro di vite ai controlli nei porti, ai
controlli sulle società di classificazione e anticipare (dal 2015 al 2010)
l'impiego di petroliere con doppio scafo, capaci di offrire maggiori garanzie
per l'ambiente in caso di incidente.
Il secondo pacchetto (Erika II) sarà discusso il 5 Apri in occasione
del Consiglio Europeo dei Trasporti. Questi i punti salienti del pacchhetto:
- Più rigoroso controllo del traffico marittimo e attivazione
di un sistema di notifica, per evitare che imbarcazioni che non rispettano
i requisiti minimi di sicurezza sfuggano ai controlli previsti nel primo
pacchetto di misure.
- Un migliore sistema di compensazione per danni causati da inquinamento
delle coste: le attuali regole sono state definite negli anni '70
dall'IMO (International Maritime Organization). La Commissione ora propone
l'istituzione di un fondo europeo di compensazione per danni da inquinamento
(fondo COPE) per fornire un ulteriore strumento di compensazione nei casi
in cui l'attuale massimale sia inadeguato.
- istituzione di una Agenzia per la Sicurezza Marittima, che vigilerà
sul rispetto della normativa per la sicurezza marittima, svolgendo azioni
di supporto nei confronti della Commissione UE e degli Stati Membri.
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