EFFETTO SERRA, Washington (CNN) -- L'amministrazione Bush si rimangia
l'impegno di ridurre le emissioni di anidride carbonica e attira le critiche
di tutti i gruppi ambientalisti, americani e internazionali.
E' successo martedì, quando in una lettera a un parlamentare Bush
ha rivelato che il suo governo non imporrà la riduzione delle emissioni
di anidride carbonica alle centrali elettriche americane. Durante la campagna
elettorale Bush aveva promesso esattamente il contrario e solo poche settimane
fa, alla riunione del G8 a Trieste, la neoministra dell'ambiente Christine
Whitman aveva confermato quell'impegno.
"George Bush è stato molto chiaro durante la campagna elettorale
- aveva detto a febbraio in un'intervista alla CNN la Whitman - Ha detto
di credere in una strategia dei multi-inquinanti e questo comprende il
CO2 (anidride carbonica) e io mi sono riferita a questo. E' stato anche
molto chiaro circa il fatto che gli studi scientifici sull'effetto serra
sono buoni. Esistono. Esiste un problema reale che l'effetto serra pone
al mondo e che affrontare la questione del CO2 avrà un impatto
su di esso ed è un passo importante da fare".
Al giornalista che insisteva, la ministra aggiunse che non ci doveva essere
alcun dubbio sull'impegno di Bush di considerare l'anidride carbonica
come un fattore inquinante.
Molti scienziati ritengono che una diminuzione delle emissioni di anidride
carbonica avrebbe un effetto positivo sull'effetto serra riducendo la
tendenza verso un aumento globale della temperatura, con le conseguenze
di siccità, disastri agricoli e aumento del livello dei mari.
In una lettera al senatore repubblicano Chuck Hagel, del Nebraska, Bush
non ha fatto riferimento alla sua promessa elettorale, ma ha sottolineato
che l'anidride carbonica non è considerata un fattore inquinante
dal Clean Air Act, la legge sull'inquinamento atmosferico. Il presidente
americano ha anche aggiunto che mettere dei tetti alle emissioni di CO2
farebbe aumentare le bollette dell'energia elettrica.
La questione - conclude il presidente americano - "ha bisogno di
essere nuovamente esaminate, specialmente in un momento nel quale i prezzi
dell'energia aumentano e c'è una seria penuria di energia".
"E' insultante per il popolo americano che il presidente Bush usi
la crisi elettrica come scusa per consentire a centrali elettriche vecchie
e inefficienti di continuare a inquinare la nostra aria", ha subito
commentato il deputato democratico George Miller, eletto in California
dove più acuta è la crisi energetica.
"Ci sono voluti solo 60 giorni al presidente per abbandonare la promessa
più precisa che avesse fatto in materia ambientale durante la campagna
elettorale", ha commentato Phil Clapp, presidente del National Environmental
Trust americano, secondo il quale il presidente ha smentito il suo stesso
ministro facendola andare avanti e poi tagliandole l'erba sotto i piedi.
Fred Krupp, direttore esecutivo dell'Environmental Defense Fund, lamenta
che le dichiarazioni di Bush rendono più difficili gli sforzi scientifici
per combattere l'effetto serra, "la più importante minaccia
ambientale del secolo, senza offrire un'alternativa".
La decisione di Bush è giunta solo pochi giorni prima della presentazione
di un progetto di legge preparato da un gruppo di parlamentari democratici
e repubblicani che impone dei limiti alle missioni di anidride carbonica.
Rammarico è stato espresso anche dal governo di Tokyo. Un funzionario
del ministero dell'Ambiente giapponese ha detto di non avere avuto conferme
dirette dell'intenzione del presidente americano, ma che se " gli
Stati Uniti non prenderanno queste misure per ridurre i gas responsabili
dell'effetto serra, ciò potrebbe seriamente limitare l'efficacia
del protocollo di Kyoto".
L'accordo di Kyoto, raggiunto nel 1997 sotto l'egida dell'Onu per ridurre
questo tipo di gas, è stato firmato dagli Stati Uniti, ma non ratificato
dal Senato.
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