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Il rinnovo per ulteriori 20 anni della concessione alla raffineria
dell'API è un vero e proprio "blitz" condotto con l'intenzione
di anticipare il trasferimento delle competenze delle autorizzazioni
dei grandi impianti industriali alle Regioni, così come previsto
dalla legge Bassanini.
Che l'A.P.I. volesse ottenere il rinnovo della concessione prima del
termine previsto dalla legge era chiaro, ma che il Ministero dell'Industria
si prestasse a tale gioco contro il parere della Regione è inaccettabile.
La concessione sarebbe scaduta nel 2006 ed il parere sul rinnovo doveva
essere rilasciato 4 anni prima della scadenza.
Il Capogruppo dei Verdi in Consiglio regionale, Marco Moruzzi ha dichiarato
a tal proposito:
"Si tratta una proroga incondizionata, giustificata dall'aver precedentemente
autorizzato la Centrale elettrica alimentata da residui del processo
di raffinazione del petrolio.
La Regione Marche deve ricorrere contro tale provvedimento in tutte
le sedi anche perché il Ministero non ha accolto il parere contrario
che la Regione ha espresso il 9.4.1998 sul rinnovo della concessione
e reiterato il 3.8.1998. Inoltre c'è da rilevare che la notifica
del decreto datato 15.10.98 è stato fatta solo ora
Non escludo che si possa ricorrere anche dinanzi al T.A.R. del Lazio
per difendere il diritto della Regione a governare e a programmare l'utilizzo
del proprio territorio.
La proroga vanifica le procedure avviate per la riconversione delle
area a rischio di Falconara ed è una prepotenza che non può
essere accettata anche perché in contraddizione con l'intesa
raggiunta tra il Ministero dell'Ambiente e la Regione Marche.
Ho sottoposto il problema al Presidente della Giunta regionale ed i
Verdi porteranno la questione all'interno del Consiglio regionale, dove
la maggioranza governa sulla base di un accordo programmatico che sull'API
prevede una procedura di riconversione e di riduzione del rischio, senza
escludere l'ipotesi di dismissione della raffineria.
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