Un Piano di gestione integrata per salvare le coste marchigiane

L'Assessore all'Ambiente della Regione Marche Roberto Ottaviani illustra il Piano redatto dalla Regione per far fronte al problema dell'erosione costiera e commenta le metodologie finora usate e le proposte innovative in materia.





18/08/2002

Quali politiche ha attuato la regione per combattere il fenomeno dell'erosione costiera?

Quello dell'erosione è un grave problema della costa marchigiana e non solo, essendo
interessati da questo fenomeno anche moltissimi altri tratti di costa italiana.
Negli ultimi anni la Regione ha rivolto particolare attenzione a questa problematica, superando la logica dell'intervento dovuto all'emergenza, per privilegiare invece lo studio scientifico e la programmazione delle soluzioni e delle opere.
Da oltre due anni, la Regione Marche ha avviato la redazione del Piano di gestione integrata delle aree costiere, che presto vedrà la luce con l'approvazione in Giunta ed il successivo passaggio in consiglio regionale.
Il piano è frutto di un approfondito studio realizzato in collaborazione con l'università e di un percorso di confronto con gli enti locali costieri e con gli operatori economici. Individua interventi su grande scala, valutandone gli aspetti ambientali sia in termini di difesa dell'ecosistema, sia in termini di minimo impatto.
Si è ravvisata la necessità di una manutenzione continua del nostro litorale, in quanto non esistono soluzioni definitive in un sistema ambientale in continua trasformazione.

Quali potrebbero essere soluzioni alternative al ripascimento?

Lo scenario della nostra costa è quello di un sistema ambientale pesantemente alterato dall'azione dell'uomo, con ripercussioni negative sul trasporto solido dei fiumi e sulla antropizzazione del litorale fatta di moli, sbarramenti, porti a mare, addirittura impianti industriali e raffinerie, nonché scogliere per la difesa della linea ferroviaria. Le soluzioni da mettere in atto oggi non possono che essere "soluzioni correttive" dei danni prodotti, anche perché il mantenimento di una adeguata fascia di spiaggia è un elemento strategico del nostro sistema economico basato turismo.
La tecnica del ripascimento artificiale della spiaggia ci proviene da esperienze europee e tende a replicare l'attività naturale dei fiumi che trasportano sabbia e detriti in mare (attività compromessa appunto dalla pesante azione dell'uomo anche nella gestione del suolo nell'entroterra).

Progetto pilota che ha portato a notevoli risultati, potrebbe essere una soluzione adeguata?

Ho partecipato personalmente e con i tecnici dei servizi a convegni internazionali in vari Paesi europei, in cui è emersa la gravità e la diffusione del fenomeno erosivo, da cui non sono esenti paesi del nord europa che hanno situazioni più preoccupanti di quelle che si verificano nel Mediterraneo.
Le scelte progettuali del Piano di gestione integrata della costa marchigiana, si riferiscono a quanto di più attuale ci sia nel dibattito scientifico e politico a livello europeo su questa problematica.
D'altro canto l'esperienza marchigiana è purtroppo portata ad esempio in tali consessi per l'elevato numero di sperimentazioni con esiti negativi che sono state finora effettuate sul nostro litorale costiero, con costi anche ingenti per la collettività.
Tuttavia, con la necessaria prudenza dovuta a ragioni di natura economica e scientifica, siamo attenti verso altre ipotesi sperimentali che garantiscano maggiore efficacia nel rapporto costi-benefici.

 


 


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