Scogliere sottomarine artificiali: un bene per il settore ittico

Daniele Palestrini della Lega Pesca Marche spiega le caratteristiche della nostra costa ed i benefici derivanti dalla costruzione di scogliere sottomarine ai fini del ripopolamento ittico.




18/07/2002

Dal mondo della pesca arriva una proposta per un utilizzo diverso delle scogliere posizionate vicino alla riva….

Il fondale del mare Adriatico, vicino alla nostra costa, è per lo più sabbioso, quasi privo di rocce sporgenti, piatto e decrescente verso il largo. In una situazione del genere il pesce non ha nascondigli e può ripararsi dalla pesca solamente penetrando nel sedimento.
Gli unici appigli sono costituiti da materiali portati dalle fiumane e depositati sul fondo, o da relitti di navi affondate.
Le zone attorno a questi appigli, in genere conosciuti dai pescatori ed evitati per non rompere le reti, diventano delle piccole oasi dove pesci, molluschi e crostacei sono in grado di ripararsi e di riprodursi. Queste zone, inoltre, richiamano pesci sempre più grandi a caccia di prede, alcuni dei quali si stabilizzano in modo permanente, arricchendo ulteriormente l'insieme delle specie localizzate in quei siti, specie che i pescatori non sono in grado di trovare nelle zone di pesca abituali.
L'idea di posizionare degli scogli sparsi lungo il litorale nasce proprio da questa esperienza: si tenta artificialmente di creare un habitat in cui gli organismi marini possano sentirsi sicuri e non essere catturati dalle reti.

Quale è stata la vostra esperienza?

Circa 15 anni fa la Coop. Pescatori e Motopescherecci di Ancona costruii, grazie a dei finanziamenti comunitari, una zona di questo tipo tra Falconara e Senigallia, da 1,5 a 3 miglia dalla costa, vasta circa 25 Kmq. Furono posizionate pietre, scogli e degli appositi pali nel terreno.
Il lavoro venne realizzato con due scopi : evitare le incursioni dei motopescherecci entro la fascia delle tre miglia e creare un'ampia oasi.


I risultati ottenuti?

Il risultato dopo due soli anni dal posizionamento dei massi a tutt'oggi ha ancora dell'incredibile: in quella zona si sono riprodotte quasi tutte le specie ittiche presenti nel Mare Adriatico e per alcune specie le quantità sono state enormi.
Il lavoro effettuato a ridosso della zona, fuori dalle tre miglia, ha permesso la pesca di tonnellate di cefali, mentre la pesca effettuata all'interno della zona, con reti da posta molto selettive, ha dato risultati eccellenti.
I massi e le rocce, che oggi costituiscono le scogliere sparse lungo le nostre coste, sono sicuramente un'opportunità per costruire zone di salvaguardia e ripopolamento ittico a costi minimi, riuscendo in tal modo ad arginare la grave situazione di depauperamento in cui si trova attualmente il nostro mare Adriatico.


 


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