Il Ministro Marzano favorisce il cibo spazzatura, un’altra beffa ai danni dei consumatori. Nelle bibite niente succo di frutta, basta la foto.
Prodotti da forno: la farina integrale si può ricostruire

Il Ministro per le Attività Produttive Antonio Marzano, probabilmente non si sente preoccupato per i problemi giudiziari che lo vedono iscritto nel registro degli indagati insieme al fratello Ernesto, al Ministro delle telecomunicazioni Gasparri, ad altri esponenti politici e personaggi della televisione nell’indagine che li vede coinvolti a vario titolo per reati che vanno dall’associazione a delinquere, favoreggiamento, corruzione, estorsione (La Repubblica del 10.12.2003, La Repubblica del 09.10.2004, Il Messaggero del 10 gennaio 2004). La notizia del resto è stata taciuta da tutti i TG quindi non deve aver appannato la sua immagine né la sua attività. Ha infatti avuto la bella idea di emanare una circolare per l’ etichettatura dei prodotti alimentari (n.168/2003 pubblicata sulla G.U. n.4 del 7.1.2004) che consente l’uso di immagini e diciture che alludono alla frutta anche se in realtà non c’è. La circolare dà il via libera alla produzione di prodotti da forno e bevande analcoliche molto scadenti, il provvedimento fornisce una informazione scorretta e ingannevole e danneggia il settore agricolo.
Il Ministro Marzano ha messo un bel regalo nella calza preparata per la festa della Befana degli industriali, un’agevolazione che comporta l’abbassamento della qualità delle prodotti e quindi dei costi.
Le bevande al gusto di frutta, (la cui normativa aveva già le maglie piuttosto larghe in quanto indicava, ad esempio, che la percentuale minima di succo nelle bevande fosse del 12%) potranno, grazie alle nuove disposizioni, contenere ancor meno succo di frutta o addirittura per niente, “ non sono soggette a percentuali minime di presenza dei frutti medesimi” recita la circolare. Per edulcorare e dar sapore si possono mettere zuccheri, coloranti, aromatizzanti. Le bibite in questione possono evidenziare la dicitura: “al gusto di ..”, (per esempio arancia), ”al sapore di ..” (esempio limone) e contemporaneamente riportare in etichetta solo immagini e foto della frutta anche quando questa non è presente.
La frutta ci sarà virtualmente, un vero inganno ai danni dei consumatori che penseranno di acquistare succhi di frutta ma berranno acqua, zucchero, aromatizzanti e coloranti, non dimentichiamo che i principali consumatori di questi prodotti sono i bambini.
Inoltre la circolare 168/2003 conferma un’altra anomalia, questa volta riferita all’etichettatura dei prodotti da forno. Come noto la normativa vigente, da tempo e da più parti criticata, stabilisce che il termine “integrale” si riferisce sia alla farina proveniente dalla molitura del grano senza che ne sia stata asportata la crusca (le glumelle che avvolgono i chicchi), sia alla farina che è stata ricostruita, ovvero prima raffinata e privata dei più preziosi componenti nutritivi contenuti nell’intero chicco (germe di grano), poi successivamente sono state aggiunte le sole fibre (es.crusca, cruschello e altro), anche provenienti da altre lavorazioni come prodotto secondario o di scarto. Forse il Ministro Marzano dimentica che i prodotti da forno prevenienti da farina integrale ottenuta dal solo processo di macinazione, hanno caratteristiche nutrizionali e organolettiche ben superiori, specie se provenienti da coltivazioni biologiche, rispetto a prodotti fortemente manipolati.
Dissentiamo dall’affermazione della circolare, secondo cui: “i prodotti finiti hanno caratteristiche pressoché identiche”, quindi è offensivo, scorretto e arrogante nei confronti dei consumatori decretare che “…non ha rilevanza alcuna ai fini dell’informazione al consumatore la messa in evidenza che si tratta di farina di frumento integrale (..) o di farina integrale ricostituita”.
Tale provvedimento è in contro tendenza rispetto alle politiche comunitarie a favore della tracciabilità e trasparenza in etichetta, favorisce la diffusione di cibo scadente, ignora l’impegno di tanti produttori e imprenditori, anche del settore biologico, che perseguono la qualità. La circolare sull’etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari costituisce un colpo basso all’economia agricola, è una beffa a danno dei consumatori che chiedono norme che garantiscano la qualità e la sicurezza di tutte le produzioni agroalimentari.

Marco Moruzzi

Gazzetta ufficiale numero 4 del 7 Gennaio 2004

"Marzano e Gasparri indagati a potenza" (Articolo preso da www.republica.it)


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