Josè Bovè, nato 46 anni fa a Bordeaux, allevatore di bestiame
nel "Larzac" sud della Francia, sposato, due figlie, 560 pecore,
capo della "Confederation Paysanne" sindacato di sinistra dei
contadini.
Brevi notizie sulla famiglia Bovè: i genitori erano ricercatori
all'INRA (istituto nazionale di ricerca agricola), quando Josè
aveva fra 3 a 6 anni, allora viveva in California (Stati Uniti) e frequentava
una scuola americana. Ritornato in Francia frequentò una scuola
bilingue vicino a Versailles.
Nel 68, con il movimento studentesco, Bovè sceglie l'ala della
non violenza antimilitarista, trova dei compagni che la pensano come lui
sul sistema paese nella galassia della sinistra radicale. Quarant'anni
dopo, il suo inglese fluente gli sarà prezioso per diventare l'interlocutore
privilegiato della stampa anglosassone. Nel 1987, fonda la Confederatio
Paysanne (Confederazione Contadina) con alcuni compagni del 68, di cui
egli è il portavoce. Come nasce l'antiglobalizzazione di Bovè?
Josè Bovè è una persona profondamente anticonformista
negli anni 70, protesta contro la militarizzazione della pianura del "Larzac",
ancora nel 1995 protesta contro i test atomici francesi di Mururoa. Nel
1998 Bovè viene condannato a otto mesi di prigione con la condizionale
per la distruzione di una piantagione di mais transgenico. Il 12 agosto
1999 Bovè ed un centinaio di agricoltori distruggono un McDonald's
in costruzione per protestare contro i dazi decisi dagli Stati Uniti contro
un centinaio di prodotti agricoli francesi (tra cui il formaggio Roquefort).
Bovè e altri nove compagni finiscono in tribunale per quell'atto.
Il 19 agosto Bovè si costituisce presso la prigione di Montpellier.
Viene organizzata una manifestazione per protestare contro quell'arresto;
500 persone scendono sulle strade di Millau controllate dalla polizia.
Il 7 settembre nasce un movimento internazionale di solidarietà
che si propone di sostenere Bovè nella sua lotta contro l'agricoltura
industriale e la globalizzazione in vista della preparazione del vertice
dell'OCM. Questo comitato provvede anche a pagare la cauzione per farlo
uscire dalla prigione, dopo tre settimane di detenzione. Uscito dalla
prigione, durante un pic-nic davanti al carcere dove egli era detenuto,
invita Jacques Chirac e Lionel Jospin ad esprimere le loro posizioni sui
vari temi in programma al vertice dell'OCM. Il 27 novembre, su iniziativa
di Bovè e compagni, migliaia di persone manifestarono in alcune
città di Francia con lo slogan"Le monde n'est pas une marchandise"
Il mondo non è una merce. il 30 novembre i militanti anti OCM bloccano
la cerimonia di apertura del vertice di Seattle negli Stati Uniti. Il
29 gennaio 2000, il CCCOMC (collettivo per un controllo cittadino dell'OMC)
lancia una manifestazione nazionale anti globalizzazione a Davos in Svizzera
in replica al vertice del Worl Economic Forum. I militanti del CCCOMC,
trovano le strade blindate della città, ma la loro violenza contro
il ristorante MacDonald's fa si che vengano neutralizzati dalla polizia
svizzera con gas lacrimogeni e pallottole di gomma. La stampa francese
parla di "errori della polizia contro i cittadini". Il 27 febbraio
2000 all'apertura del salone dell'agricoltura a Parigi viene presentato
i libro di Josè Bovè e Francois Dufour "Le monde n'est
pas une marchandise". Bovè e Francois dedicano il loro libro
al Presidente della Repubblica Jacques Chirac che visita lo stand della
Conferenza contadina. Il 15 marzo si installa a Millau il comitato organizzativo
della manifestazione del 30 giugno, data alla quale si aprirà il
processo dei dieci imputati nell'ambito dell'affare MacDonald's. Il comitato
organizzativo ha deciso di fare una campagna popolare nelle città
per informare la gente comune sulla globalizzazione dell'economia e sul
mercanteggiamento della vita. Oltre la pubblicità fattasi con il
processo , bisogna riconoscere la popolarità acquisita da Bovè;
egli in pochi mesi è riuscito ad internazionalizzare i movimento
anti globalizzazione del'economia ed associare alcuni movimenti che militano
per la cancellazione del debito del terzo mondo, in particolare contro
le istituzioni di Breton Wood cioè il FMI e la Banca Mondiale.
Nei mesi di aprile, maggio e giugno, le comissioni del comitato organizzativo
preparano un assemblea, invitando a Millau le associazioni che militano
a sostegno degli imputati. Il 30 giugno all'apertura del processo arrivano
le delegazioni dall'India, Africa, Stati Uniti, America Latina, Europa,
e delle associazioni (CCCOMC, Attac, Droits devant, Confederation Paysanne,
Public Ctizen's, Direct action Network) che conducono la battaglia contro
la globalizazione; 25.000 persone nelle strade della città trasformano
il processo di Bovè in un allegro festival antiglobalizzazione.
Il tribunale di Millau ha fissato per il 13 settembre prossimo la sentenza
nell'affare Bovè e compagni. Il Procuratore della Repubblica di
Millau ha chiesto dieci mesi di prigione di cui nove con la condizionale.
"Chiedo delle pene dissuasive affinchè essi non ricomincino
più con tali comportamenti", insistendo sulla "gravità
dei fatti". Secondo Bovè, con il suo processo la città
di Millau è diventata la capitale della resistenza alla globalizzazione
dell'economia; lo spirito del 30 giugno deve prolungarsi per rinforzare
le lotte e la mobilitazione . La giornata
del 30 giugno è stata dichiarata giornata della lotta contro la
globalizzazione. Ogni anno nello stesso giorno i movimenti antiglobalizzazione
si ritroveranno a Millau per riflettere sul futuro del mondo, e soprattutto
dell'andamento dei rapporti Nord/Sud, gli scambi commerciali, il problema
del debito ecc.ecc..
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