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02/01/2003
Una delegazione
costituita da ambientalisti, rappresentanti dei Comitati di
quartiere Vallesino e Villanova, Associazione Naturalistica Senigalliese,
Presidente del WWF Marche e guidata dal Capo Gruppo Verdi in Consiglio
Regionale delle Marche Marco Moruzzi, ha raggiunto con un'imbarcazione
da diporto la petroliera Moskovski Festival ormeggiata in prossimità
del punto di attracco della raffineria API nel golfo d'Ancona.
La nave è giunta al largo della costa marchigiana il 31 dicembre
per scaricare parte del proprio carico alla raffineria API di Falconara
(AN) dopo la sosta in rada a causa del maltempo.
La petroliera, proveniente dall'Olanda, battente bandiera maltese, carica
di 24 mila tonnellate d'olio combustibile destinato a più
acquirenti, è stata allontanata nei primi giorni di dicembre
dalla costa Iberica dalla Marina Militare Spagnola. Dopo il disastro
del Presige, un accordo franco-spagnolo vieta l'ingresso nella fascia
delle duecento miglia a navi monoscafo più vecchie di quindici
anni che trasportino carichi pericolosi. In Andalusia, dove la Moskovski
Festival si è avvicinata alle coste spagnole per l'attraversamento
dello Stretto di Gibilterra, il Governo regionale ha sollecitato il Governo
nazionale per un accordo con la Gran Bretagna per vietare anche l'attraversamento
dello Stretto di Gibilterra.
Non convincono le affermazioni fornite dalla raffineria API, destinataria
del carico, che in primo momento ha affermato che la nave è dotata
di doppio scafo. Nei giorni successivi rappresentanti della raffineria
hanno giocato sull'equivoco della presenza nella nave di un doppio fondo.
Gli addetti ai lavori sanno bene che il doppio fondo e un elemento strutturale
delle navi da trasporto merci. Anche le navi che trasportano grano hanno
il doppio fondo. La realtà è che le navi senza doppio fondo
con oltre quindici anni d'anzianità, pur dovendo rispettare le
norme internazionali, adottando bandiere di comodo come quella maltese,
possono eludere quelle aggiuntive e più restrittive dei paesi europei
di destinazione.
Il 40% delle navi Italiane non batte il tricolore per subire meno controlli,
risparmiare sui costi del personale e non avere responsabilità
in caso d'incidenti. Questa è una strategia ampiamente adottata
anche dal 65% delle navi tedesche, dall'80% di quelle inglesi dall'85%
di quelle svedesi.
Navi con oltre 15 anni di vita, come la Moskovski Festival vengono
noleggiate a prezzi stracciati. Non è un caso che la gran parte
degli incidenti alle petroliere riguardi navi obsolete che indipendentemente
dalla presenza del doppio scafo possono essere definite carrette del mare.
La pericolosità di queste navi è qualcosa di complesso e
non riconducile alla sola presenza o assenza del doppio scafo.
Le carrette dei mari sono navi vecchie, superate, con equipaggi
e strumentazioni organizzate nel segno del risparmio e con manutenzione
ridotta allo stretto indispensabile.
Non basta controllare le navi in circolazione, in Europa vige l'obbligo
di controllarne almeno il 25% di quelle che giungono nei porti. In Italia
nel 2001 le Capitanerie di Porto hanno controllato il 42,44 % delle navi
in transito.
La manifestazione in mare aperto, durante la quale è stato
aperto uno striscione di protesta e bandiere degli ambientalisti ha avuto
le seguenti finalità:
1. Servono
nuove regole che prevengano i disastri ecologici e che impediscano
la navigazione di merci pericolose su navi vecchie oltre 15 anni nel Mediterraneo.
L'Italia è il paese più interessato dal traffico di petrolio
nel bacino del Mediterraneo, ogni anno viaggiano intorno alle nostre coste
circa 170 milioni di tonnellate tra greggio e prodotti della raffinazione
eppure non si registra la sensibilità e la mobilitazione che oggi
spinge i Governi regionali della Galizia e dell'Andalusia, comuni, province,
cittadini e pescatori a chiedere il divieto d'entrata nel Mediterraneo
delle carrette dei mari.
Controllare il rispetto dell'attuale legislazione non è sufficiente
ad offrire tutte le garanzie necessarie. Anche la Prestige, affondata
in Galizia, era stata sottoposta al regime europeo dei controlli a dimostrazione
che senza nuove regole il controllo non basta
2. E' necessario chiudere subito i porti italiani alle carrette
del mare, come hanno già fatto Spagna, Francia e Portogallo
e adottare una legislazione più rigorosa.
3. I proprietari delle navi e i proprietari del carico di petrolio
devono rispondere dei danni ambientali provocati dagli incidenti.
I cittadini non sanno che un disastro come quello della Haven, la petroliera
affondata nel 2000 nel Golfo di Genova a fronte di danni ambientali stimati
1200 miliardi di lire l'Italia ha ricevuto appena 117 miliardi per i solo
danni economici diretti.
4. Troppe carrette dei mari attraversano il Mediterraneo
il Governo italiano non deve aspettare una catastrofe per assumere i provvedimenti
analoghi a quelli della Francia e in Spagna.
Nel caso delle Marche,
il capo gruppo regionale dei Verdi Moruzzi esprime contrarietà
al rinnovo ventennale della concessione d'uso del terreno demaniale alla
raffineria API di Falconara. L'economia marchigiana, come quella di tutte
le regioni che si affacciano in Adriatico, dipendono dal mare in misura
molto maggiore rispetto a regioni coma la Galizia (Spagna) pertanto devono
essere rapidamente eliminati tutti i fattori di rischio ambientale.
MARCO MORUZZI
Presidente Gruppo Consiliare dei Verdi
Consiglio regionale delle Marche
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