DICHIARAZIONE DEL CAPOGRUPPO DEI VERDI , MARCO MORUZZI
MOSKOVSKI ALL'API DI FALCONARA


 


30/12/2002

 

L'arrivo della nave russa Moskovski Festival, battente bandiera maltese, nel porto petrolifero della Raffineria API di Falconara, solleva legittimo allarme sui rischi a cui la circolazione di vecchie navi ( destinate al trasporto di sostanze pericolose) espone l'ambiente e l'economia dell'intero Adriatico.
Navi con oltre 15 anni di vita, come la Moskovski Festival vengono noleggiate a prezzi stracciati e non è un caso che la gran parte degli incidenti alle petroliere riguardi navi obsolete che indipendentemente dalla presenza del doppio scafo possono essere definite carrette del mare.
La pericolosità di queste navi è qualcosa di complesso e non riconducile alla sola presenza o assenza del doppio scafo, le carrette dei mari sono navi vecchie, superate, con bandiera di comodo, con equipaggi e strumentazioni organizzate nel segno del risparmio e con manutenzione ridotta allo stretto indispensabile.
Non basta controllare le navi in circolazione, in Europa vige l'obbligo di controllarne almeno il 25% di quelle che giungono nei porti. In Italia nel 2001 le capitanerie di porto hanno controllato il 42,44 % delle navi in transito.
Secondo i VERDI servono nuove regole che prevengano i disastri ecologici e che impediscano la navigazione di merci pericolose su navi vecchie oltre 15 anni. I parlamentari VERDI hanno chiesto che l'Italia si uniformi alla Spagna ed alla Francia, vietando l'ingresso nelle proprie acque territoriali di navi come la Moskovski.
Anche la Prestige, affondata in Galizia, era stata sottoposta al regime europeo dei controlli a dimostrazione che senza nuove regole il controllo non basta.
La Moskovski Festival, che sta per attraccare a Falconara, è stata allontanata dalle acque territoriali spagnole dalle navi della Marina Militare Iberica ed ha potuto attraversare lo Stretto di Gibilterra ed entrare nel mare Mediterraneo solo perché la Convenzione ONU sul diritto del mare vieta agli Stati che si affacciano sullo Stretto di Gibilterra (Spagna, Marocco e Gran Bretagna-Gibilterra) di esercitare qualsiasi limitazione alla libera circolazione navale.
Un incidente delle dimensioni della Prestige, in un mare chiuso come l'Adriatico, metterebbe in crisi l'economia di intere regioni ed a paragone la crisi della FIAT sarebbe poca cosa.
Pesca, turismo e tutto l'indotto legato a questi settori necessita di più efficaci regole di tutela ambientale.
Il business del petrolio invece ostacola queste riforme.
In Andalusia, dove la Moskovski si è avvicinata alle coste spagnole per l'attraversamento dello Stretto di Gibilterra, il Governo regionale ha sollecitato il Governo nazionale per un accordo con la Gran Bretagna per vietare anche l'attraversamento dello Stretto di Gibilterra.
L'Italia è il paese più interessato dal traffico di petrolio nel bacino del Mediterraneo. Ogni anno viaggiano intorno alle nostre coste circa 170 milioni di tonnellate tra greggio e prodotti della raffinazione eppure non si registra la sensibilità e la mobilitazione che oggi spinge i Governi regionali della Galizia e dell'Andalusia, comuni, province, cittadini e pescatori a chiedere il divieto di entrata nel Mediterraneo delle carrette dei mari.
I VERDI sollecitano tutte le autonomie locali ad un'azione analoga a quella che si sta sviluppando in Spagna e ad appoggiare la richiesta dei VERDI al Governo italiano per la rapida adozione del divieto di attracco delle navi con più di 15 anni che trasportino carichi pericolosi per l'ambiente e le persone.
Nelle Marche, con poche lodevoli eccezioni, si percepisce un clima politico diverso, in cui la principale preoccupazione sembra quella di "non disturbare l'API", a cui si deve rinnovare la concessione nel 2003.
I VERDI contrasteranno con forza questo stato delle cose che è la premessa per nuovi disastri ambientali e per nuove lacrime di coccodrillo.




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