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Centonovantuno paesi
hanno adottato al vertice della Terra la "Dichiarazione Politica
di Johannesburg sullo Sviluppo Sostenibile".
Se non ci fosse stato l'accordo, il processo di costruzione dello sviluppo
sostenibile fra tutti i Paesi del mondo si sarebbe interrotto, come si
è interrotto quello di Kyoto, due anni fa a all'Aja.
L'accordo è stato raggiunto, ma i protagonisti, piuttosto che i
governi, sembrano le imprese, con la molteplicità di progetti e
interventi ambientali. A Johannesburg, infatti, si è avviata una
filosofia diversa da quella di Rio. Il summit di dieci anni fa generò
una proliferazione di documenti e di azioni burocratiche gestite dalle
Nazioni Unite che vincolavano i governi a una serie di obblighi di difficile
attuazione. Qui, invece le azioni hanno coinvolto prevalentemente aziende
e privati attraverso la possibile attuazione di progetti bilaterali fra
Paesi industrializzati e Paesi poveri.
I RISULTATI DI JOHANNESBURG
La "Dichiarazione
Politica di Johannesburg" è un documento di principi che impegna
moralmente i contraenti a intraprendere la strada dello "sviluppo
sostenibile". Il programma per trasformare le buone intenzioni in
realtà, è stato individuato da un altro documento, il "Piano
di Azione", che enumera gli obiettivi da raggiungere sui vari temi
in discussione (energia, ambiente, salute, aiuti finanziari...), talvolta
senza riferimenti ai tempi di attuazione, altra volte indicando possibili
traguardi temporali che, tuttavia, non rappresentano scadenze vincolanti.
LA DICHIARAZIONE
POLITICA DI JOHANNESBURG
"Dal Continente che è stato la culla dell'Umanità,
noi riconosciamo, attraverso questa Dichiarazione e attraverso il Piano
di Azione, l'accresciuta responsabilità nei confronti della comunità
dei viventi e dei nostri figli...". Solenne e generica nello stesso
tempo, la "Magna Charta" di Johannesburg contiene 32 punti suddivisi
in sei paragrafi.
"Dalle nostre origini al futuro" è un impegno a conciliare
sviluppo economico e ambiente.
"Da Stoccolma a Rio de Janeiro a Johannesburg" ricorda come
si sono evoluti gli impegni verso lo sviluppo sostenibile grazie alle
tre conferenze dell'Onu.
"Le sfide da raccogliere" enumera le relazioni fra i rischi
cui è sottoposto l'ambiente e i mali che affliggono le società.
"Il nostro impegno verso lo sviluppo sostenibile" è una
rassegna di priorità: eliminazione della povertà, diritti
umani, assistenza ai Paesi in via di sviluppo.
"Multilateralismo" sottolinea l'esigenza di istituzioni multilaterali
per un monitoraggio dei progetti di sostenibilità.
"Che si avveri!", è un augurio finale alla realizzazione
dei buoni propositi espressi da Johannesburg.
Il testo finale del Documento è il risultato di un pesante taglio:
dai 69 articoli della versione iniziale, proposta dal governo sudafricano,
si è passati a 32. Eliminati i riferimenti al Protocollo di Kyoto,
ridotti gli obblighi alla responsabilità sociale delle imprese
multinazionali nei Paesi in cui operano e quelli alla trasparenza.
Nella Dichiarazione è stata scritta nero su bianco, per la prima
volta, una critica alla globalizzazione. In questo documento si cita infatti
che "la globalizzazione ha aggiunto nuove sfide" alle crisi
ecologiche del pianeta e alle diseguaglianze sociali e che i suoi "costi
e benefici sono disegualmente distribuiti".
IL PIANO DI AZIONE
Si riporta in allegato
(n.2) il documento ufficiale del Ministero dell'Ambiente riguardante i
principali contenuti nel Piano di Attuazione approvato al Vertice di Johannesburg.
LA DICHIARAZIONE
POLITICA
Dalle origini al futuro
1. Noi i rappresentanti dei popoli del mondo, riuniti al Summit Mondiale
sullo Sviluppo Sostenibile a Johannesburg, Sudafrica dal 2-4 settembre
2002, riaffermiamo il nostro impegno per costruire una società
globale umana, equa e solidale, con l'obiettivo della dignità umana
per tutti;
2. All'inizio del Summit i bambini del mondo ci hanno detto con parole
semplici, ma chiare che il futuro appartiene a loro e quindi ci hanno
sfidato ad assicurare che attraverso le nostre azioni, erediteranno un
mondo libero dalla mancanza di dignità e dalle sofferenze causate
dalla povertà, dal degrado ambientale e da modelli di sviluppo
insostenibili;
3. Nella risposta ai bambini, che rappresentano il nostro futuro collettivo,
tutti noi, da ogni parte e angolo del mondo, con diverse esperienze di
vita, siamo tuttavia uniti e sentiamo profondamente che dobbiamo creare
urgentemente un mondo nuovo e illuminato da maggior speranza;
4. Di conseguenza ci assumiamo la responsabilità collettiva di
promuovere e rafforzare i pilastri interdipendenti dello sviluppo sostenibile
- sviluppo sociale, sviluppo economico e protezione dell'ambiente - a
livello locale, nazionale, continentale e globale;
5. Dal continente Africano, la Culla dell'Umanità, dichiariamo
attraverso il Piano di Implementazione e questa Dichiarazione la nostra
responsabilità gli uni verso gli altri, verso il resto della comunità
degli esseri viventi e verso i nostri figli;
6. Dato che riconosciamo che l'umanità è arrivata a un crocevia,
ci siamo riuniti con il proposito comune di fare uno sforzo determinato
a rispondere positivamente al bisogno di produrre un piano pratico e visibile
che dovrebbe portare allo sradicamento della povertà e allo sviluppo
umano.
Da Stoccolma, al vertice della Terra di Rio, agli Impegni allo sviluppo
sostenibile di Johannesburg
7. Trent'anni fa a Stoccolma, raggiungemmo un accordo sull'urgente bisogno
di affrontare il problema del degrado ambientale. Dieci anni fa alla Conferenza
delle Nazioni Unite sull'Ambiente e sullo Sviluppo, tenutasi a Rio de
Janeiro, abbiamo raggiunto l'accordo che la protezione dell'ambiente,
lo sviluppo sociale e quello economico sono fondamentali a sostenere lo
sviluppo sostenibile. Per raggiungere tale sviluppo, abbiamo adottato
il programma globale Agenda 21. Il Summit di Rio è stato una significativa
pietra miliare che ha introdotto una nuova agenda per lo Sviluppo Sostenibile;
8. Tra Rio e Johannesburg le nazioni del mondo si sono incontrate in varie
importanti conferenze sotto la guida delle Nazioni Unite, inclusa la Conferenza
di Monterrey sui Finanziamenti per lo Sviluppo. I risultati di queste
conferenze hanno fornito input importanti per il Summit sullo Sviluppo
Sostenibile di Johannesburg;
9. Al Summit di Johannesburg abbiamo riunito una ricca varietà
di popoli e punti di vista in una ricerca costruttiva per un percorso
comune, verso un mondo che rispetta e implementa la visione dello sviluppo
sostenibile. Johannesburg ha anche confermato che sono stati fatti progressi
significativi verso il raggiungimento di un consenso globale e partnership
tra tutti i popoli della terra
Le sfide da affrontare
10. Riconosciamo che sradicare la povertà, proteggere e gestire
le risorse naturali base dello sviluppo economico e sociale sono contemporaneamente
gli obiettivi fondamentali e i presupposti essenziali per lo sviluppo
sostenibile;
11. La profonda linea di frattura che divide la società umana tra
ricchi e poveri e il sempre crescente divario tra mondo sviluppato e in
via di sviluppo pone una seria minaccia alla prosperità, alla sicurezza
e alla stabilità mondiale;
12. L'ambiente globale continua a soffrire . La perdita della biodiversità
continua, gli effetti negativi del riscaldamento globale sono già
una realtà, i disastri naturali sono più frequenti e più
devastanti, le riserve ittiche sono sempre più scarse, la desertificazione
conquista sempre più terra fertile e l'inquinamento dell'aria e
dell'acqua continua a negare vite decenti a milioni di persone;
13. La globalizzazione ha aggiunto una nuova dimensione a queste sfide.
La rapida integrazione di mercati, la mobilità dei capitali e i
significati aumenti del flusso di investimenti mondiali hanno aperto nuove
sfide e nuove opportunità per il perseguimento dello sviluppo sostenibile.
Ma i costi e i benefici della globalizzazione sono distribuiti iniquamente;
14. Rischiamo di sostenere queste forme di disparità globali e
a meno che agiamo in modo da cambiare fondamentalmente le vite dei poveri
del mondo, essi potrebbero perdere fiducia nei sistemi democratici verso
i quali manteniamo il nostro impegno e vedere i loro rappresentanti come
capaci solo di pronunciare parole vuote e di circostanza;
Impegno sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg
15. Siamo determinati ad assicurare che la nostra ricca diversità,
che è la nostra forza collettiva, sia usata per costruire delle
alleanze per il cambiamento e per raggiungere l'obiettivo comune dello
sviluppo sostenibile;
16. Siamo compiaciuti che Summit di Johannesburg sia imperniato sull'indivisibilità
della dignità umana, siamo risoluti a aumentare rapidamente l'accesso
ai bisogni di base come l'accesso ad acqua pulita e alle strutture igieniche
(sanitation), all'energia, salute, sicurezza alimentare e alla protezione
della biodiversità. Contemporaneamente lavoreremo insieme per assisterci
reciprocamente per avere accesso alle risorse finanziarie, ai benefici
derivanti dall'apertura di mercati, per assicurare capacity building,
l'uso della moderna tecnologia per creare sviluppo, per assicurare che
si verifichino trasferimenti di tecnologia, lo sviluppo delle risorse
umane, l'istruzione e la formazione per distruggere il sottosviluppo per
sempre;
16bis Dato che riconosciamo l'importanza di creare una società
umana solidale, raccomandiamo caldamente la promozione del dialogo e della
cooperazione tra tutte le civiltà e tutti popoli e del mondo, senza
distinzioni di razza, disabilità, religione, lingua, cultura e
tradizione;
17. Ci impegniamo perché l'empowerement e l'emancipazione della
donna e la parità di genere siano integrati in tutte le attività
incluse nella Agenda 21, negli obiettivi di sviluppo del Millennio e del
Piano di Implementazione di Johannesburg;
17bis. Riaffermiamo il nostro sostegno a dare particolare evidenza, e
attenzione prioritaria alla lotta contro le condizioni sociali in tutto
il mondo che pongono serie minacce allo sviluppo sostenibile di tutti
i popoli. Tra queste condizioni ci sono: la fame cronica, la malnutrizione,
l'occupazione straniera, i conflitti armati; la droga; la criminalità;
la corruzione; i disastri naturali; il traffico illecito di armi; il traffico
di esseri umani; il terrorismo; l'intolleranza; l'incitamento all'odio
razziale, etnico, religioso o di altro genere, xenofobia; e le malattie
endemiche contagiose e croniche, in particolare HIV/AIDS, TB, malaria
e tubercolosi;
18. Riconosciamo che la società globale ha i mezzi e le risorse
per affrontare le sfide dello sradicamento della povertà e dello
sviluppo sostenibile che riguardano l'intera umanità. Insieme faremo
dei passi in più per assicurare che le risorse disponibili siano
usate a vantaggio dell'umanità;
19. Per contribuire al raggiungimento dei nostri obiettivi di sviluppo,
abbiamo preso accordi per fare rapidi sforzi mirati per raggiungere gli
obiettivi concordati a livello internazionale per l'Assistenza Ufficiale
allo Sviluppo;
20. Diamo il benvenuto e sosteniamo la nascita di gruppi e alleanze continentali
più forti come il NEPAD (Nuova Partnership per lo Sviluppo Africano)
per promuovere la cooperazione regionale, migliorare la cooperazione internazionale
e promuovere sviluppo sostenibile;
21. Dobbiamo continuare a prestare particolare attenzione ai bisogni di
sviluppo delle Piccole Isole e dei Paesi Meno Sviluppati;
22. Riconosciamo che lo sviluppo sostenibile necessita di una visione
a lungo termine e di allargare la base di partecipazione nella formulazione
di politiche, decision making e implementazione a tutti i livelli. In
quanto partner sociali continueremo a lavorare per alleanze stabili con
tutti i major groups rispettando l'importante ruolo indipendente di ciascuno;
23. Concordiamo che nel settore privato, sia le piccole che le grandi
aziende, mentre perseguono le loro legittime attività, hanno il
dovere di contribuire all'evoluzione di comunità e società
eque e sostenibili;
24. Concordiamo che è necessario introdurre e far rispettare una
"corporate accountability" (doveri di trasparenza e responsabilità)
alle imprese private. Ciò si dovrà verificare nell'ambito
di regole trasparenti e stabili;
25. Ci impegniamo a rafforzare e migliorare i sistemi di governo a tutti
i livelli per un efficace implementazione dell'Agenda 21, degli Obiettivi
di Sviluppo del Millennio e del Piano di Azione di Johannesburg.
Il Multilateralismo è il Futuro
26. Per raggiungere i nostri obiettivi di sviluppo sostenibile, abbiamo
bisogno di un sistema democratico di governo globale con istituzioni multilaterali
potenziate e responsabili;
27. Riaffermiamo il nostro sostegno ai principi e agli scopi della Carta
dell'ONU e alle norme internazionali nonché al principio del multilateralismo.
Sosteniamo il ruolo di leadership delle Nazioni Unite, l'organizzazione
più universale e più rappresentativa del mondo in posizione
ideale per promuovere lo sviluppo sostenibile;
28. Ci impegniamo ulteriormente a monitorare il progresso verso il raggiungimento
dei nostri obiettivi di sviluppo sostenibile a intervalli regolari.
Realizziamolo !
29. Concordiamo che debba essere un processo inclusivo che coinvolga tutti
i major groups che hanno partecipato allo storico Summit di Johannesburg.
30. Ci impegniamo ad agire insieme uniti dalla determinazione comune di
salvare il pianeta, promuovere lo sviluppo umano e raggiungere pace e
prosperità universali
31. Appoggiamo pienamente il Piano di Implementazione di Johannesburg
e ci impegniamo ad accelerare il raggiungimento nei tempi prestabiliti
degli obiettivi socio-economici e ambientali in esso contenuti.
32. Dal Continente Africano, la Culla dell'Umanità, solennemente
dichiariamo ai popoli del mondo e alle generazioni che erediteranno la
terra che siamo determinati ad assicurare che le nostre speranze collettive
per lo sviluppo sostenibile si realizzino.
Esprimiamo la nostra più profonda gratitudine al popolo e al governo
Sudafrica per la generosa ospitalità e l'eccellente accoglienza
data l Summit sullo Sviluppo Sostenibile.
Allegato n. 2
MINISTERO DELL'AMBIENTE
E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO
Direzione per la protezione internazionale dell'ambiente
PRINCIPALI CONTENUTI DEL PIANO DI ATTUAZIONE APPROVATO DAL VERTICE
DI JOHANNESBURG
Il piano di attuazione adottato nella notte del 3 settembre è composto
da 10 capitoli e da 148 paragrafi.
Sono indicati di seguito di principali contenuti del Piano.
PRINCIPI
* Conferma del principio
15 della Dichiarazione di Rio Approccio precauzionale
* Conferma del principio 7 della Dichiarazione di Rio Responsabilità
comuni ma differenziate tra Paesi industrializzati e paesi in via di sviluppo
OBIETTIVI E SCADENZE
* Diritti umani -
Promozione e rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali,
che assumono il ruolo di criterio essenziale nelle strategie per la riduzione
della povertà, la protezione della salute, la conservazione e gestione
delle risorse naturali.
Promozione dell'accesso delle donne, sulla base di un principio di uguaglianza,
a tutti i processi decisionali, ed eliminazione delle forme di discriminazione
e violenza contro le donne.
Impegno ad adottare misure immediate ed efficaci per eliminare lo sfruttamento
del lavoro minorile, ed adottare strategie per l'eliminazione di tutte
le forme di lavoro minorile contrarie agli standards internazionali.
Riconoscimento degli standard e dei principi stabiliti dalla Organizzazione
Internazionale del Lavoro (ILO) per la protezione dei diritti dei lavoratori.
* Lotta alla povertà - Conferma dell'obiettivo della "Dichiarazione
del Millennio" di dimezzare entro il 2015 il numero di persone con
un reddito inferiore ad 1 US $.
* Protezione della salute - Promozione e rafforzamento dei programmi e
delle misure per assicurare la diffusione e l'accesso ai servizi di assistenza
sanitaria di base.
Riduzione di due terzi, entro il 2015 rispetto ai dati del 2000, la mortalità
infantile al disotto di 5 anni.
Ridurre di tre quarti, entro il 2015 rispetto ai dati del 2000, la mortalità
da parto.
Ridurre del 25% entro il 2005 nei paesi maggiormente colpiti ed entro
il 2010 globalmente, il numero dei malati di AIDS di età compresa
tra i 15 e i 24 anni.
Eliminazione del piombo dalle benzine, dalle vernici e da tutte le possibili
sorgenti di contaminazione, per prevenire le malattie connesse all'inquinamento
da piombo.
* Acqua potabile - Dimezzare entro il 2015 il numero di persone che non
hanno accesso all'acqua potabile e purificata.
Adottare entro il 2005 i piani per la gestione integrata ed efficiente
delle risorse idriche;
* Sostanze chimiche - Impegno per l'entrata in vigore, entro il 2004,
della Convenzione delle Nazioni Unite per l'eliminazione delle sostanze
organiche persistenti (POPs) e in particolare per l'eliminazione dei pesticidi.
Perseguire l'obiettivo di eliminare le produzioni e gli usi delle altre
sostanze chimiche pericolose per l'ambiente e per la salute entro il 2020
(minimizzare gli impatti).
* Biodiversità - riduzione significativa della perdita di biodiversità
entro il 2010.
* Protezione degli oceani e pesca - Promozione della applicazione dell'"approccio
ecosistemico" per la protezione della biodiversità marina.
Adottare le strategie e le misure necessarie per la generalizzare le pratiche
della pesca sostenibile entro il 2012.
Avviare dal 2004 una regolare attività di monitoraggio e valutazione
dello stato dell'ambiente marino.
* Energia - Aumento significativo della quota di produzione di energia
elettrica da fonti rinnovabili e promozione delle tecnologie a basso impatto
ambientale.
Progressiva eliminazione dei sussidi ai combustibili fossili che hanno
effetti negativi sull'ambiente.
Monitoraggio e coordinamento delle iniziative per la promozione delle
fonti rinnovabili.
Impegno volontario dei paesi dell'Unione Europea, e di altri paesi, per
aumentare la quota di energia rinnovabile nella produzione mondiale di
energia.
* Cambiamenti Climantici - Conferma degli obiettivi della Convenzione
Quadro sui Cambiamenti Climatici, e in particolare della stabilizzazione,
a livelli non pericolosi per l'equilibrio del clima, della concentrazione
in atmosfera di anidride carbonica e degli altri gas-serra.
Appello ai paesi che non hanno ancora ratificato il Protocollo di Kyoto,
per la ratifica in
tempi brevi.
MODELLI SOSTENIBILI DI PRODUZIONE E CONSUMO
* Promuovere lo sviluppo
di programmi quadro decennali per la realizzazione di iniziative finalizzate
alla modificazione dei modelli di consumo e di produzione non sostenibili;
* Individuare politiche, misure e meccanismi finanziari per sostenere
i modelli di consumo e produzione sostenibili;
* Promuovere e diffondere procedure di valutazione di impatto ambientale
e di "ciclo di vita" dei prodotti, anche al fine di incentivare
quelli più favorevoli per l'ambiente.
FINANZIAMENTI
* Istituzione di un
fondo mondiale per la solidarietà a carattere volontario.
* Conferma degli obiettivi sull'Aiuto pubblico allo sviluppo (ODA) concordati
a Monterrey.
* Riduzione del debito dei paesi in via di sviluppo attraverso la cancellazione
o alleggerimento (debt relief e debt cancellation) e rafforzamento dell'iniziativa
a favore dei paesi poveri fortemente indebitati (heavily indebtted poor
countries - HIPC).
* Utilizzo dei "debt swaps" per riconvertire il debito in attività
a sostegno dello sviluppo sostenibile.
* Conferma dell'impegno per il rifinanziamento della Global Environmental
Facility, e impegno volontario integrativo dell'Unione Europea per un
ulteriore finanziamento di 80 milioni di Euro.
COMMERCIO
* Avvio della riforma
del sistema dei sussidi al commercio internazionale, che hanno effetti
negativi sull'ambiente, ovvero riduzione delle facilitazioni commerciali
per i prodotti che non favoriscono lo sviluppo sostenibile.
* Coordinamento tra Organizzazione Mondiale del Commercio e Accordi Ambientali
Multilaterali per favorire la promozione nei mercati internazionali dei
processi e dei prodotti "sostenibili".
GOVERNANCE
* Assicurare la promozione
della trasparenza e dell'efficienza delle forme di governo e della gestione
delle risorse, anche attraverso la realizzazione di infrastrutture per
l'accesso alla informazione (E- government)
* Adozione delle strategie nazio nali per l'attuazione dell'Agenda 21,
entro il 2005.
PARTNERSHIPS (progetti in cooperazione tra paesi sviluppati e paesi
in via di sviluppo, con
la partecipazione di imprese private, istituti finanziari, associazioni
non governative, agenzie
delle Nazioni Unite)
* Avvio dei progetti
inseriti nella lista accettata dalle Nazioni Unite, e monitoraggio sulla
loro attuazione.
* I 562 progetti ammessi fanno riferimento a 12 aree di intervento:
* Riduzione della povertà;
* Promozione di modelli sostenibili di produzione e consumo;
* Conservazione e gestione delle risorse naturali e della biodiversità;
* Promozione delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica;
* Purificazione delle acque e gestione intergrata del ciclo idrico;
* Protezione ed estensione delle foreste;
* Governance in un sistema globalizzato;
* Promozione della salute;
* Sviluppo sostenibile nelle piccole isole;
* Sviluppo sostenibile nell'Africa;
* Trasferimento ai paesi in via di sviluppo di competenze e tecnologie
innovative per consolidare le capacità di gestione e governo delle
risorse;
* Supporto alla realizzazione di modelli di commercio compatibili con
le Convenzioni e i Protocolli internazionali.
Le risorse finanziarie
messe a disposizione per l'avvio dei progetti ammontano a circa 1500 milioni
di Euro.
I progetti sono predisposti in modo tale da rappresentare un volano per
un "ciclo" di investimenti aggiuntivi.
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