CONCLUSIONI DEL VERTICE MONDIALE SULLO SVILUPPO SOSTENIBILE


Settembre 2002

 

Centonovantuno paesi hanno adottato al vertice della Terra la "Dichiarazione Politica di Johannesburg sullo Sviluppo Sostenibile".
Se non ci fosse stato l'accordo, il processo di costruzione dello sviluppo sostenibile fra tutti i Paesi del mondo si sarebbe interrotto, come si è interrotto quello di Kyoto, due anni fa a all'Aja.
L'accordo è stato raggiunto, ma i protagonisti, piuttosto che i governi, sembrano le imprese, con la molteplicità di progetti e interventi ambientali. A Johannesburg, infatti, si è avviata una filosofia diversa da quella di Rio. Il summit di dieci anni fa generò una proliferazione di documenti e di azioni burocratiche gestite dalle Nazioni Unite che vincolavano i governi a una serie di obblighi di difficile attuazione. Qui, invece le azioni hanno coinvolto prevalentemente aziende e privati attraverso la possibile attuazione di progetti bilaterali fra Paesi industrializzati e Paesi poveri.


I RISULTATI DI JOHANNESBURG

La "Dichiarazione Politica di Johannesburg" è un documento di principi che impegna moralmente i contraenti a intraprendere la strada dello "sviluppo sostenibile". Il programma per trasformare le buone intenzioni in realtà, è stato individuato da un altro documento, il "Piano di Azione", che enumera gli obiettivi da raggiungere sui vari temi in discussione (energia, ambiente, salute, aiuti finanziari...), talvolta senza riferimenti ai tempi di attuazione, altra volte indicando possibili traguardi temporali che, tuttavia, non rappresentano scadenze vincolanti.

 

LA DICHIARAZIONE POLITICA DI JOHANNESBURG

"Dal Continente che è stato la culla dell'Umanità, noi riconosciamo, attraverso questa Dichiarazione e attraverso il Piano di Azione, l'accresciuta responsabilità nei confronti della comunità dei viventi e dei nostri figli...". Solenne e generica nello stesso tempo, la "Magna Charta" di Johannesburg contiene 32 punti suddivisi in sei paragrafi.
"Dalle nostre origini al futuro" è un impegno a conciliare sviluppo economico e ambiente.
"Da Stoccolma a Rio de Janeiro a Johannesburg" ricorda come si sono evoluti gli impegni verso lo sviluppo sostenibile grazie alle tre conferenze dell'Onu.
"Le sfide da raccogliere" enumera le relazioni fra i rischi cui è sottoposto l'ambiente e i mali che affliggono le società.
"Il nostro impegno verso lo sviluppo sostenibile" è una rassegna di priorità: eliminazione della povertà, diritti umani, assistenza ai Paesi in via di sviluppo.
"Multilateralismo" sottolinea l'esigenza di istituzioni multilaterali per un monitoraggio dei progetti di sostenibilità.
"Che si avveri!", è un augurio finale alla realizzazione dei buoni propositi espressi da Johannesburg.
Il testo finale del Documento è il risultato di un pesante taglio: dai 69 articoli della versione iniziale, proposta dal governo sudafricano, si è passati a 32. Eliminati i riferimenti al Protocollo di Kyoto, ridotti gli obblighi alla responsabilità sociale delle imprese multinazionali nei Paesi in cui operano e quelli alla trasparenza.
Nella Dichiarazione è stata scritta nero su bianco, per la prima volta, una critica alla globalizzazione. In questo documento si cita infatti che "la globalizzazione ha aggiunto nuove sfide" alle crisi ecologiche del pianeta e alle diseguaglianze sociali e che i suoi "costi e benefici sono disegualmente distribuiti".


IL PIANO DI AZIONE

Si riporta in allegato (n.2) il documento ufficiale del Ministero dell'Ambiente riguardante i principali contenuti nel Piano di Attuazione approvato al Vertice di Johannesburg.


LA DICHIARAZIONE POLITICA

Dalle origini al futuro
1. Noi i rappresentanti dei popoli del mondo, riuniti al Summit Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile a Johannesburg, Sudafrica dal 2-4 settembre 2002, riaffermiamo il nostro impegno per costruire una società globale umana, equa e solidale, con l'obiettivo della dignità umana per tutti;
2. All'inizio del Summit i bambini del mondo ci hanno detto con parole semplici, ma chiare che il futuro appartiene a loro e quindi ci hanno sfidato ad assicurare che attraverso le nostre azioni, erediteranno un mondo libero dalla mancanza di dignità e dalle sofferenze causate dalla povertà, dal degrado ambientale e da modelli di sviluppo insostenibili;
3. Nella risposta ai bambini, che rappresentano il nostro futuro collettivo, tutti noi, da ogni parte e angolo del mondo, con diverse esperienze di vita, siamo tuttavia uniti e sentiamo profondamente che dobbiamo creare urgentemente un mondo nuovo e illuminato da maggior speranza;
4. Di conseguenza ci assumiamo la responsabilità collettiva di promuovere e rafforzare i pilastri interdipendenti dello sviluppo sostenibile - sviluppo sociale, sviluppo economico e protezione dell'ambiente - a livello locale, nazionale, continentale e globale;
5. Dal continente Africano, la Culla dell'Umanità, dichiariamo attraverso il Piano di Implementazione e questa Dichiarazione la nostra responsabilità gli uni verso gli altri, verso il resto della comunità degli esseri viventi e verso i nostri figli;
6. Dato che riconosciamo che l'umanità è arrivata a un crocevia, ci siamo riuniti con il proposito comune di fare uno sforzo determinato a rispondere positivamente al bisogno di produrre un piano pratico e visibile che dovrebbe portare allo sradicamento della povertà e allo sviluppo umano.


Da Stoccolma, al vertice della Terra di Rio, agli Impegni allo sviluppo sostenibile di Johannesburg

7. Trent'anni fa a Stoccolma, raggiungemmo un accordo sull'urgente bisogno di affrontare il problema del degrado ambientale. Dieci anni fa alla Conferenza delle Nazioni Unite sull'Ambiente e sullo Sviluppo, tenutasi a Rio de Janeiro, abbiamo raggiunto l'accordo che la protezione dell'ambiente, lo sviluppo sociale e quello economico sono fondamentali a sostenere lo sviluppo sostenibile. Per raggiungere tale sviluppo, abbiamo adottato il programma globale Agenda 21. Il Summit di Rio è stato una significativa pietra miliare che ha introdotto una nuova agenda per lo Sviluppo Sostenibile;
8. Tra Rio e Johannesburg le nazioni del mondo si sono incontrate in varie importanti conferenze sotto la guida delle Nazioni Unite, inclusa la Conferenza di Monterrey sui Finanziamenti per lo Sviluppo. I risultati di queste conferenze hanno fornito input importanti per il Summit sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg;
9. Al Summit di Johannesburg abbiamo riunito una ricca varietà di popoli e punti di vista in una ricerca costruttiva per un percorso comune, verso un mondo che rispetta e implementa la visione dello sviluppo sostenibile. Johannesburg ha anche confermato che sono stati fatti progressi significativi verso il raggiungimento di un consenso globale e partnership tra tutti i popoli della terra


Le sfide da affrontare

10. Riconosciamo che sradicare la povertà, proteggere e gestire le risorse naturali base dello sviluppo economico e sociale sono contemporaneamente gli obiettivi fondamentali e i presupposti essenziali per lo sviluppo sostenibile;
11. La profonda linea di frattura che divide la società umana tra ricchi e poveri e il sempre crescente divario tra mondo sviluppato e in via di sviluppo pone una seria minaccia alla prosperità, alla sicurezza e alla stabilità mondiale;
12. L'ambiente globale continua a soffrire . La perdita della biodiversità continua, gli effetti negativi del riscaldamento globale sono già una realtà, i disastri naturali sono più frequenti e più devastanti, le riserve ittiche sono sempre più scarse, la desertificazione conquista sempre più terra fertile e l'inquinamento dell'aria e dell'acqua continua a negare vite decenti a milioni di persone;
13. La globalizzazione ha aggiunto una nuova dimensione a queste sfide. La rapida integrazione di mercati, la mobilità dei capitali e i significati aumenti del flusso di investimenti mondiali hanno aperto nuove sfide e nuove opportunità per il perseguimento dello sviluppo sostenibile. Ma i costi e i benefici della globalizzazione sono distribuiti iniquamente;
14. Rischiamo di sostenere queste forme di disparità globali e a meno che agiamo in modo da cambiare fondamentalmente le vite dei poveri del mondo, essi potrebbero perdere fiducia nei sistemi democratici verso i quali manteniamo il nostro impegno e vedere i loro rappresentanti come capaci solo di pronunciare parole vuote e di circostanza;


Impegno sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg

15. Siamo determinati ad assicurare che la nostra ricca diversità, che è la nostra forza collettiva, sia usata per costruire delle alleanze per il cambiamento e per raggiungere l'obiettivo comune dello sviluppo sostenibile;
16. Siamo compiaciuti che Summit di Johannesburg sia imperniato sull'indivisibilità della dignità umana, siamo risoluti a aumentare rapidamente l'accesso ai bisogni di base come l'accesso ad acqua pulita e alle strutture igieniche (sanitation), all'energia, salute, sicurezza alimentare e alla protezione della biodiversità. Contemporaneamente lavoreremo insieme per assisterci reciprocamente per avere accesso alle risorse finanziarie, ai benefici derivanti dall'apertura di mercati, per assicurare capacity building, l'uso della moderna tecnologia per creare sviluppo, per assicurare che si verifichino trasferimenti di tecnologia, lo sviluppo delle risorse umane, l'istruzione e la formazione per distruggere il sottosviluppo per sempre;
16bis Dato che riconosciamo l'importanza di creare una società umana solidale, raccomandiamo caldamente la promozione del dialogo e della cooperazione tra tutte le civiltà e tutti popoli e del mondo, senza distinzioni di razza, disabilità, religione, lingua, cultura e tradizione;
17. Ci impegniamo perché l'empowerement e l'emancipazione della donna e la parità di genere siano integrati in tutte le attività incluse nella Agenda 21, negli obiettivi di sviluppo del Millennio e del Piano di Implementazione di Johannesburg;
17bis. Riaffermiamo il nostro sostegno a dare particolare evidenza, e attenzione prioritaria alla lotta contro le condizioni sociali in tutto il mondo che pongono serie minacce allo sviluppo sostenibile di tutti i popoli. Tra queste condizioni ci sono: la fame cronica, la malnutrizione, l'occupazione straniera, i conflitti armati; la droga; la criminalità; la corruzione; i disastri naturali; il traffico illecito di armi; il traffico di esseri umani; il terrorismo; l'intolleranza; l'incitamento all'odio razziale, etnico, religioso o di altro genere, xenofobia; e le malattie endemiche contagiose e croniche, in particolare HIV/AIDS, TB, malaria e tubercolosi;
18. Riconosciamo che la società globale ha i mezzi e le risorse per affrontare le sfide dello sradicamento della povertà e dello sviluppo sostenibile che riguardano l'intera umanità. Insieme faremo dei passi in più per assicurare che le risorse disponibili siano usate a vantaggio dell'umanità;
19. Per contribuire al raggiungimento dei nostri obiettivi di sviluppo, abbiamo preso accordi per fare rapidi sforzi mirati per raggiungere gli obiettivi concordati a livello internazionale per l'Assistenza Ufficiale allo Sviluppo;
20. Diamo il benvenuto e sosteniamo la nascita di gruppi e alleanze continentali più forti come il NEPAD (Nuova Partnership per lo Sviluppo Africano) per promuovere la cooperazione regionale, migliorare la cooperazione internazionale e promuovere sviluppo sostenibile;
21. Dobbiamo continuare a prestare particolare attenzione ai bisogni di sviluppo delle Piccole Isole e dei Paesi Meno Sviluppati;
22. Riconosciamo che lo sviluppo sostenibile necessita di una visione a lungo termine e di allargare la base di partecipazione nella formulazione di politiche, decision making e implementazione a tutti i livelli. In quanto partner sociali continueremo a lavorare per alleanze stabili con tutti i major groups rispettando l'importante ruolo indipendente di ciascuno;
23. Concordiamo che nel settore privato, sia le piccole che le grandi aziende, mentre perseguono le loro legittime attività, hanno il dovere di contribuire all'evoluzione di comunità e società eque e sostenibili;
24. Concordiamo che è necessario introdurre e far rispettare una "corporate accountability" (doveri di trasparenza e responsabilità) alle imprese private. Ciò si dovrà verificare nell'ambito di regole trasparenti e stabili;
25. Ci impegniamo a rafforzare e migliorare i sistemi di governo a tutti i livelli per un efficace implementazione dell'Agenda 21, degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e del Piano di Azione di Johannesburg.


Il Multilateralismo è il Futuro

26. Per raggiungere i nostri obiettivi di sviluppo sostenibile, abbiamo bisogno di un sistema democratico di governo globale con istituzioni multilaterali potenziate e responsabili;
27. Riaffermiamo il nostro sostegno ai principi e agli scopi della Carta dell'ONU e alle norme internazionali nonché al principio del multilateralismo. Sosteniamo il ruolo di leadership delle Nazioni Unite, l'organizzazione più universale e più rappresentativa del mondo in posizione ideale per promuovere lo sviluppo sostenibile;
28. Ci impegniamo ulteriormente a monitorare il progresso verso il raggiungimento dei nostri obiettivi di sviluppo sostenibile a intervalli regolari.


Realizziamolo !

29. Concordiamo che debba essere un processo inclusivo che coinvolga tutti i major groups che hanno partecipato allo storico Summit di Johannesburg.
30. Ci impegniamo ad agire insieme uniti dalla determinazione comune di salvare il pianeta, promuovere lo sviluppo umano e raggiungere pace e prosperità universali
31. Appoggiamo pienamente il Piano di Implementazione di Johannesburg e ci impegniamo ad accelerare il raggiungimento nei tempi prestabiliti degli obiettivi socio-economici e ambientali in esso contenuti.
32. Dal Continente Africano, la Culla dell'Umanità, solennemente dichiariamo ai popoli del mondo e alle generazioni che erediteranno la terra che siamo determinati ad assicurare che le nostre speranze collettive per lo sviluppo sostenibile si realizzino.
Esprimiamo la nostra più profonda gratitudine al popolo e al governo Sudafrica per la generosa ospitalità e l'eccellente accoglienza data l Summit sullo Sviluppo Sostenibile.


Allegato n. 2

MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO
Direzione per la protezione internazionale dell'ambiente


PRINCIPALI CONTENUTI DEL PIANO DI ATTUAZIONE APPROVATO DAL VERTICE DI JOHANNESBURG

Il piano di attuazione adottato nella notte del 3 settembre è composto da 10 capitoli e da 148 paragrafi.
Sono indicati di seguito di principali contenuti del Piano.

PRINCIPI

* Conferma del principio 15 della Dichiarazione di Rio Approccio precauzionale
* Conferma del principio 7 della Dichiarazione di Rio Responsabilità comuni ma differenziate tra Paesi industrializzati e paesi in via di sviluppo

OBIETTIVI E SCADENZE

* Diritti umani - Promozione e rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, che assumono il ruolo di criterio essenziale nelle strategie per la riduzione della povertà, la protezione della salute, la conservazione e gestione delle risorse naturali.
Promozione dell'accesso delle donne, sulla base di un principio di uguaglianza, a tutti i processi decisionali, ed eliminazione delle forme di discriminazione e violenza contro le donne.
Impegno ad adottare misure immediate ed efficaci per eliminare lo sfruttamento del lavoro minorile, ed adottare strategie per l'eliminazione di tutte le forme di lavoro minorile contrarie agli standards internazionali.
Riconoscimento degli standard e dei principi stabiliti dalla Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) per la protezione dei diritti dei lavoratori.
* Lotta alla povertà - Conferma dell'obiettivo della "Dichiarazione del Millennio" di dimezzare entro il 2015 il numero di persone con un reddito inferiore ad 1 US $.
* Protezione della salute - Promozione e rafforzamento dei programmi e delle misure per assicurare la diffusione e l'accesso ai servizi di assistenza sanitaria di base.
Riduzione di due terzi, entro il 2015 rispetto ai dati del 2000, la mortalità infantile al disotto di 5 anni.
Ridurre di tre quarti, entro il 2015 rispetto ai dati del 2000, la mortalità da parto.
Ridurre del 25% entro il 2005 nei paesi maggiormente colpiti ed entro il 2010 globalmente, il numero dei malati di AIDS di età compresa tra i 15 e i 24 anni.
Eliminazione del piombo dalle benzine, dalle vernici e da tutte le possibili sorgenti di contaminazione, per prevenire le malattie connesse all'inquinamento da piombo.
* Acqua potabile - Dimezzare entro il 2015 il numero di persone che non hanno accesso all'acqua potabile e purificata.
Adottare entro il 2005 i piani per la gestione integrata ed efficiente delle risorse idriche;
* Sostanze chimiche - Impegno per l'entrata in vigore, entro il 2004, della Convenzione delle Nazioni Unite per l'eliminazione delle sostanze organiche persistenti (POPs) e in particolare per l'eliminazione dei pesticidi.
Perseguire l'obiettivo di eliminare le produzioni e gli usi delle altre sostanze chimiche pericolose per l'ambiente e per la salute entro il 2020 (minimizzare gli impatti).
* Biodiversità - riduzione significativa della perdita di biodiversità entro il 2010.
* Protezione degli oceani e pesca - Promozione della applicazione dell'"approccio ecosistemico" per la protezione della biodiversità marina.
Adottare le strategie e le misure necessarie per la generalizzare le pratiche della pesca sostenibile entro il 2012.
Avviare dal 2004 una regolare attività di monitoraggio e valutazione dello stato dell'ambiente marino.
* Energia - Aumento significativo della quota di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e promozione delle tecnologie a basso impatto ambientale.
Progressiva eliminazione dei sussidi ai combustibili fossili che hanno effetti negativi sull'ambiente.
Monitoraggio e coordinamento delle iniziative per la promozione delle fonti rinnovabili.
Impegno volontario dei paesi dell'Unione Europea, e di altri paesi, per aumentare la quota di energia rinnovabile nella produzione mondiale di energia.
* Cambiamenti Climantici - Conferma degli obiettivi della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici, e in particolare della stabilizzazione, a livelli non pericolosi per l'equilibrio del clima, della concentrazione in atmosfera di anidride carbonica e degli altri gas-serra.
Appello ai paesi che non hanno ancora ratificato il Protocollo di Kyoto, per la ratifica in
tempi brevi.


MODELLI SOSTENIBILI DI PRODUZIONE E CONSUMO

* Promuovere lo sviluppo di programmi quadro decennali per la realizzazione di iniziative finalizzate alla modificazione dei modelli di consumo e di produzione non sostenibili;
* Individuare politiche, misure e meccanismi finanziari per sostenere i modelli di consumo e produzione sostenibili;
* Promuovere e diffondere procedure di valutazione di impatto ambientale e di "ciclo di vita" dei prodotti, anche al fine di incentivare quelli più favorevoli per l'ambiente.


FINANZIAMENTI

* Istituzione di un fondo mondiale per la solidarietà a carattere volontario.
* Conferma degli obiettivi sull'Aiuto pubblico allo sviluppo (ODA) concordati a Monterrey.
* Riduzione del debito dei paesi in via di sviluppo attraverso la cancellazione o alleggerimento (debt relief e debt cancellation) e rafforzamento dell'iniziativa a favore dei paesi poveri fortemente indebitati (heavily indebtted poor countries - HIPC).
* Utilizzo dei "debt swaps" per riconvertire il debito in attività a sostegno dello sviluppo sostenibile.
* Conferma dell'impegno per il rifinanziamento della Global Environmental Facility, e impegno volontario integrativo dell'Unione Europea per un ulteriore finanziamento di 80 milioni di Euro.

COMMERCIO

* Avvio della riforma del sistema dei sussidi al commercio internazionale, che hanno effetti negativi sull'ambiente, ovvero riduzione delle facilitazioni commerciali per i prodotti che non favoriscono lo sviluppo sostenibile.
* Coordinamento tra Organizzazione Mondiale del Commercio e Accordi Ambientali Multilaterali per favorire la promozione nei mercati internazionali dei processi e dei prodotti "sostenibili".


GOVERNANCE

* Assicurare la promozione della trasparenza e dell'efficienza delle forme di governo e della gestione delle risorse, anche attraverso la realizzazione di infrastrutture per l'accesso alla informazione (E- government)
* Adozione delle strategie nazio nali per l'attuazione dell'Agenda 21, entro il 2005.


PARTNERSHIPS (progetti in cooperazione tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo, con
la partecipazione di imprese private, istituti finanziari, associazioni non governative, agenzie
delle Nazioni Unite)

* Avvio dei progetti inseriti nella lista accettata dalle Nazioni Unite, e monitoraggio sulla loro attuazione.
* I 562 progetti ammessi fanno riferimento a 12 aree di intervento:
* Riduzione della povertà;
* Promozione di modelli sostenibili di produzione e consumo;
* Conservazione e gestione delle risorse naturali e della biodiversità;
* Promozione delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica;
* Purificazione delle acque e gestione intergrata del ciclo idrico;
* Protezione ed estensione delle foreste;
* Governance in un sistema globalizzato;
* Promozione della salute;
* Sviluppo sostenibile nelle piccole isole;
* Sviluppo sostenibile nell'Africa;
* Trasferimento ai paesi in via di sviluppo di competenze e tecnologie innovative per consolidare le capacità di gestione e governo delle risorse;
* Supporto alla realizzazione di modelli di commercio compatibili con le Convenzioni e i Protocolli internazionali.

Le risorse finanziarie messe a disposizione per l'avvio dei progetti ammontano a circa 1500 milioni di Euro.
I progetti sono predisposti in modo tale da rappresentare un volano per un "ciclo" di investimenti aggiuntivi.




 


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