SVILUPPO ATTUALE E PROSPETTIVE FUTURE PER GLI

IMPIANTI EOLICI IN ITALIA


17/06/2002

Alla fine del 2001 in Italia risultano installati oltre 1.240 aerogeneratori per una potenza che si avvicina ai 700 MW. Nella classifica della potenza eolica installata l'Italia si colloca al quarto posto in Europa ed al sesto nel mondo.
Dal punto di vista delle localizzazioni le prime installazioni commerciali sono state realizzate al confine tra la Puglia e la Campania, in particolare tra le province di Foggia e Benevento, in zone marginali e montuose, con altitudini comprese tra 700 e 1000 metri sopra il livello del mare.
A partire dal 1996, e fino ad oggi, gli aerogeneratori installati nel nostro territorio, aggiungendosi a quelli di costruzione nazionale (Riva Calzoni e West), sono esclusivamente stranieri, in particolare di produzione danese, sempre più affidabili, competitivi e ben inseriti nell'ambiente.
La taglia media è attualmente di 561 kw, con riferimento a tutto il parco di macchine installate in Italia. L'incremento della taglia media è stato influenzato dalla presenza sul mercato nazionale di turbine eoliche da 600,660 e anche 750kw, che è il modello più grande attualmente presente nel nostro territorio. Queste sono macchine tripala, come le turbine eoliche danesi Vestas da 600 e 660 kw (diametro del rotore di 47 metri). Prodotte nello stabilimento di Taranto, della Italian Wind Technology (IWT), che coprono circa il 55-60% del parco eolico nazionale.
Un'altra macchina presente sul nostro territorio, è la tedesca Enercon con modelli da 500 a 600 kw. In quantità minore sono presenti il modello della Bonus, con una potenza sempre intorno ai 600 kw e il modello da 750 kw della Neg-Micon
In Italia il numero dei developers è piuttosto ristretto (4-5 sono gli operatori più importanti) Il principale è l'IVPC (Italian Vento Power Technology), l'IVPC ha prodotto, nel corso del 2001 il 76% dell'energia generata in Italia da fonte eolica.
Anche la Edison Energie Speciali (EDENS) sta percorrendo, insieme a Enel Gren Power, lo stesso percorso, con macchine estremamente affidabili.
Alla fine del 2001 risultavano complessivamente installati nel mondo oltre 24.500 MW di potenza eolica, per una produzione di elettricità capace di alimentare quasi 15 milioni di abitazioni. Nel solo 2001 sono stati installati 6.870 MW, per una crescita annuale delle installazioni rispetto al 2000 del 38,8%. La Germania è la vera locomotiva, il traino del settore (8750 MW totali).
L'Unione europea detiene complessivamente il primato con circa il 70% della potenza installata (17.535 MW), ma anche negli Stati Uniti nell'ultimo anno è stata notevole la crescita con 1.682 MW eolici installati.
La Spagna ha consolidato il suo secondo posto in Europa (installati 1,217 MW nel solo 2001). Interessanti sono anche le potenzialità, tra l'altro già espresse dalla dimensione dell'eolico in India (1.246 MW in totale).

 

UNA RASSEGNA DEGLI IMPATTI AMBIENTALI DELL'EOLICO

Nell'ambito del convegno di Roma alcuni interventi hanno illustrato i principali impatto eolici in Italia. Se da una parte questi siano al momento, insieme a quelli idroelettrici, gli unici impianti a fonti rinnovabili che possono sostituire quote significative di carico elettrico, dall'altra tali impianti producono un impatto visivo: le turbine eoliche emergono sul territorio e si stagliano nel paesaggio, causando a volte un impatto al territorio , quantificabile spesso solo in termini soggettivi.
In Gran Bretagna ed in Germania, in aree di rilievo paesaggistico, attuando specifici criteri di ingegneria naturalistica, di architettura del paesaggio e del territorio, si sono potuti ottenere risultati veramente brillanti.


IMPATTO VISIVO

Non possiamo prescindere dal fatto che gli aerogeneratori sono strutture che si evidenziano nel paesaggio e vanno a relazionarsi e a interagire con altri elementi territoriali.
E' possibile mantenere basso il disturbo al paesaggio: inserire le macchine in modo che la variazione di forma e di altezza non disturbi la lettura scenica del paesaggio può essere estremamente utile e funzionale; ciò può comportare, però, una riduzione dell'affollamento di una fattoria eolica ed una riduzione della potenza installata totale, per riduzione del numero di macchine o della loro potenza unitaria. L'impatto visivo non è sempre proporzionale al numero o all'altezza delle macchine, misurare la variazione di altezza, la variazione di forma, la variazione di colore, le diverse condizioni di illuminazione, le condizioni meteorologiche prevalenti, tenere presente lo sfondo ed altre caratteristiche.
Alcuni criteri da seguire sono comunque ormai prassi consolidata come, ad esempio, la distanza minima tra le macchine: in genere, di 3-5 diametri sulla stessa fila e di 5/7diametri sulle file parallele. Una centrale eolica affollata causerebbe un impatto visivo particolarmente rilevante, simile a quelli della ormai desueta tecnica di installazione dei siti californiani, quali Tehachapi, Almont Pass e San Giorgio (le famose foreste d'acciaio).
Eseguire installazioni lungo le linee dei crinali delle colline oppure entro valli è una prassi legata alla necessità di sfruttare siti con più elevate velocità medie annuali.

 

IMPATTO SU FAUNA E AVIFAUNA

Gli impianti eolici possono avere delle possibili interazioni con la fauna e soprattutto con l'avifauna, sia quella di tipo stanziale che quella migratoria. Tuttavia, alla luce delle rilevazioni e degli studi effettuati, risulta che la frequenza delle collisioni degli uccelli con gli aerogeneratori è estremamente ridotta. Una buona segnalazione delle macchine, anche ai fini della individuazione visiva per i sorvoli a bassa quota, sembrerebbero concorrere positivamente anche alla prevenzione degli urti con i volatili. Resta tuttavia una certa carenza di studi di settore condotti sul territorio italiano e nella più vasta gamma di situazioni possibili.

 

INTERFERENZA ELETTROMAGNETICA

L'interferenza elettromagnetica causata dagli impianti eolici è molto ridotta. In Italia è ancora poco studiata.

 

IMPATTO ACUSTICO

Per quanto riguarda il rumore prodotto dalle turbine eoliche, studi della BWEA hanno mostrato che a distanza di poche centinaia di metri (che sono le distanze tipiche di confine per limitare eventuali rischi per gli abitanti delle aree circostanti), questo è sostanzialmente poco distinguibile dal rumore di fondo.

 

OCCUPAZIONE DEL TERRITORIO

L'impatto dovuto all'occupazione territoriale è assai basso, con valori non maggiori del 3% dell'area di riferimento. Spesso l'area circostante mantiene le funzioni precedenti all'installazione, come, ad esempio il suo utilizzo per il pascolo di animali.


L'IMPATTO DEGLI AEROGENERATORI SUL PAESAGGIO E POTENZIALI FATTORI DI RISCHIO PER AVIFAUNA E VEGETAZIONE

L'impatto dell'eolico sul paesaggio, come si è visto, è un aspetto di difficile quantificazione e, a volte, in grado di sollevare opposizioni tra la popolazione.
Per mitigare l'impatto sul paesaggio, in genere, si consiglia di usare turbine dello stesso tipo e della stessa taglia; usare turbine con tre pale o garantire che la posizione di stop del bipala o monopala non dia sensazione di asimmetria; progettare una disposizione degli aerogeneratori estesa in lunghezza, prevalentemente in file piuttosto che in grandi gruppi. Come vedremo gli strumenti di mitigazione sul paesaggio sono spesso in conflitto con gli strumenti di mitigazione sulla fauna.

 

IMPATTO SULLA VEGETAZIONE

In termini di occupazione del suolo l'aerogeneratore ha un impatto trascurabile e, dunque, l'impatto sulla vegetazione e sugli ecosistemi esistenti si verifica soprattutto in fase di realizzazione del progetto, con la costruzione di strade di servizio e delle fondamenta per gli aerogeneratori.
Quindi è necessario:
- minimizzare il disturbo agli habitat e alla vegetazione durante la fase di costruzione;
- evitare/minimizzare i rischi di erosione causati dalla costruzione delle strade di servizio, delle fondamenta degli aerogeneratori, ecc.
- ripristinare la vegetazione dopo l'installazione dell'impianto;
- compensare il danno migliorando le aree vicine.

 

IMPATTO SULLA FAUNA

- Modificazione dell'habitat e disturbo di natura antropica
- Decessi per collisione
- variazione della densità di popolazione
- variazione dell'altezza di volo e della direzione di volo
Per evitare le collisioni su impianti già esistenti si consiglia, infatti, di dipingere gli aerogeneratori con colori brillanti, utilizzare segnalatori sonori di pericolo, evidenziare la presenza di conduttori attraverso spirali o sfere colorate, utilizzare aerogeneratori con bassa velocità di rotazione delle pale, distribuire gli aerogeneratori in gruppi o in ordine sparso, fermare gli aerogeneratori durante i periodi di intensa migrazione.
Per i nuovi impianti è opportuno svolgere indagini preliminari allo scopo di possedere un quadro completo delle popolazioni animali presenti nel sito d'interesse, con particolare attenzione ad alcuni aspetti quali: presenza di specie rare o minacciate della fauna nazionale, densità delle popolazioni di rapaci, di chirotteri, individuazione di eventuali siti di nidificazione di specie di rapaci a rischio, intensità dei flussi migratori, individuazione delle rotte migratorie preferenziali. Un caso di studio interessante è quello di un sito eolico presso lo stretto di Gibilterra, costituito da 66 aerogeneratori, alti circa 40 m. distribuiti in un'unica fila e posizionata sulla cresta di una montagna orientata in direzione nord-sud. Il sito è un importante corridoio di migrazione per l'avifauna. Attraverso 2 stazioni di controllo si è studiato per 14 mesi il comportamento della fauna: in questo periodo sono morti due soli uccelli, mentre sono stati osservati nell'area sopra all'impianto circa 45.000 grifoni e 2.500 bianconi.
Negli Stati Uniti ((Erikson e altri, 2001) che stima la mortalità dell'avifauna per collisione causata dagli impianti eolici pari allo 0,01-0,02% di tutte le morti per collisioni dei volatili.

 

ECO-COMPATIBILITA' DELLE FONTI RINNOVABILI E RUOLO DELL'EOLICO

Le fonti rinnovabili si inseriscono in un contesto energetico che è una delle cause di un reale e gravissimo impatto planetario: l'aumento delle temperature medie globali; un trend che, secondo il terzo rapporto dell'IPCC, anno dopo anno si sta aggravando e che porta a prevedere un aumento di oltre 5 gradi delle temperature medie mondiali entro la fine del secolo, con conseguenze devastanti per l'intero ecosistema. Le strategie energetiche dovranno portare, entro i prossimi decenni, a ridurre di quantità ben più consistenti (circa il 60-70%) le emissioni globali, per poter controllare il fenomeno dell'effetto serra.
Per affrontare i cambiamenti climatici il WWF sostiene che occorra perseguire i seguenti obiettivi nel breve e medio termine:
- forte aumento dell'efficienza energetica in tutti i settori per stabilizzare i consumi;
- forte aumento dell'efficienza nella generazione e nella distribuzione di energia elettrica;
- progressivo passaggio a combustibili a più basso contenuto di carbonio, come il metano, in impianti di piccola taglia con cogenerazione;
- forte crescita dell'utilizzo delle fonti rinnovabili;
- riconversione del sistema energetico e produttivo in grado di consentire entro la metà del secolo l'utilizzo prevalente delle fonti rinnovabili.
Le politiche energetiche attuali vanno esattamente nella direzione opposta: la IEA prevede che le emissioni di gas serra aumenteranno del 42% entro il 2012 e del 60% entro il 2020.
In Italia alcune recenti decisioni potrebbero giocare contro questa strategia come il recente decreto "sblocca centrali" che dà un durissimo colpo alle energie rinnovabili ed a tutti gli impianti di piccole dimensioni.

 

L'ENERGIA EOLICA: UNA NECESSITA'

Alla luce di quanto detto, il WWF ritiene l'energia eolica, insieme alle altre rinnovabili, una necessità, anche se viene seriamente preso in considerazione il problema di rendere minimi gli impatti causati da questa tecnologia. L'energia eolica è dunque, per il WWF, una fonte energetica irrinunciabile in attesa, probabilmente nei prossimi 10-15 anni, della maturazione di un sistema energetico basato sul solare e sull'idrogeno, che più si prestano a un utilizzo esteso nel nostro paese.
Il WWF Italia ritiene che l'impatto ambientale dell'eolico debba essere valutato secondo tre tipi di criteri:


  1. temporali, che riguardano le attività di pre-installazione, di costruzione, di esercizio e dismissione (decommissioning)
  2. spaziali, che riguardano l'area interna al sito, l'area esterna di rispetto, e comunque l'area di influenza del campo eolico, gli elettrodotti, le aree di ancoraggio (per impianti off-shore) e altre considerazioni "spaziali" rispetto a costruzioni di servizio, magazzini, ecc.;
  3. cumulative, che riguardano sinergie negative che possono insorgere in combinazione con altri impianti e con altri insediamenti.

Rispetto a queste tematiche il WWF Italia richiede la VIA e la VAS, entrambe condotte in maniera trasparente e attraverso la consultazione di tutti i portatori di interesse.
I progetti devono essere inseriti in un Piano Energetico Regionale che definisca gli obiettivi di riduzione delle emissioni regionali in coerenza con gli impegni nazionali previsti nel Protocollo di Kyoto. Inoltre, le operazioni di decommissioning, da garantire con impegno fidejussorio nell'atto autorizzativo, devono contenere anche interventi di ripristino del sito.

 

QUALCHE NOTA ECONOMICA SULL'EOLICO

Attualmente in Italia, il costo di installazione, ipotizzando l'impiego di aerogeneratori da almeno 600 kw di potenza nominale, si può ritenere compreso fra un minimo di circa 850 euro ed un massimo di 1.290 euro/kw variando da siti pianeggianti a siti caratterizzati da orografia complessa.
Il costo della macchina può ritenersi compreso fra 2/3 e 3/4 del costo totale di installazione, in funzione delle caratteristiche orografiche del sito.
Una centrale da circa 10 MW allacciata alla rete elettrica in AT potrebbe avere un costo di realizzazione compreso fra 8,2 e 12,9 milioni di euro, in funzione dell'orografia del sito. Applicazione sempre in rete, ma allacciate a quella di MT (impianti con potenza di circa 2-3 MW) potrebbero evere un costo di realizzazione compreso tra 930.000 e 1.100.000 euro per MW installato.
Il costo di produzione varia in funzione della taglia delle macchine e della ventosità del sito, In Italia alcune stime lo indicherebbero compreso tra 4,4 e 7,3 centesimi di euro/kwh.


EMISSIONI EVITATE CON UN IMPIANTO EOLICO DA 10 MW

MWh Polveri (ton) Sox (ton) Nox (ton) CO2 (ton)
ANNUALE 25.000 3,2 109 42 17.200

Vita impianto
(20 anni)

500.000 64,5 2.182 840 344.000
         




LE INIZIATIVE ATTIVATE PER LO SVILUPPO DEL SOLARE TERMICO IN ITALIA

Negli ultimi anni il mercato italiano del solare termico ha registrato una positiva inversione di tendenza rispetto alla crisi degli anni '80. Nel 2000 sono stati installati quasi 40.000 m2 e con una crescita media annua, negli ultimi 5 anni, di circa il 15% è stato raggiunto un parco installato complessivo di poco superiore ai 350.000 m2. Nonostante ciò, agli attuali ritmi non sembra possibile raggiungere l'obiettivo fissato dal Libro Bianco delle fonti rinnovabili per l'Italia di 3.000.000 m2 al 2010.
Il Ministero ha quindi avviato una serie di progetti per il periodo 2002-2003, che dovrebbero attivare oltre 100 milioni euro di investimenti complessivi e consentire l'installazione di circa 200.000 m2 collettori.
Per il settore pubblico nel corso del 2001 sono stati avviati:
- un programma di finanziamenti rivolto a tutti i soggetti pubblici, che prevede la realizzazione di circa 25.000 m2 di impianti;
- il Protocollo d'intesa con il Ministero del Lavoro e l'ENEA per il Programma "Comune Solarizzato", che prevede l'installazione di 20.000 m2 di collettori solari nel biennio 2002-2003 con l'ausilio di lavoratori di pubblica utilità ed il coinvolgimento di 11 Enti locali del centro-sud;
- un bando specifico riservato alle aziende distributrici del gas che, sulla base dei decreti sull'efficienza energetica dell'aprile del 2001, devono conseguire anche mediante la diffusione di impianti ibridi gas-solare.
- un Protocollo d'Intesa con il Ministero della Giustizia ha varato il Programma di solarizzazione degli Istituti Penitenziari italiani.
- un Protocollo d'Intesa è stato infine siglato nel 1999 anche con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per il corretto inserimento delle tecnologie solari nell'ambiente costruito.
Per il settore privato sono stati stanziati 18 milioni euro (al 50% messi a disposizione dalle Regioni) per incentivare l'installazione di impianti solari termici per la produzione di calore a bassa temperatura presso tutti i soggetti (privati cittadini, Enti locali, imprese) attraverso bandi emanati dalle Regioni che consentiranno di installare oltre 100.000 m2 di collettori.
Altri filoni d'incentivazione verranno attivati nel corso del 2002-2003 per le piccole e medie imprese nell'ambito dei fondi nazionali della carbon tax e per le piccole isole e le aree protette.

 


 


[Alimentazione Naturale ] [Agricoltura Biologica] [Medicina Alternativa] [Ambiente e Benessere] [Agriturismo] [Inquinamento]
[Parchi Regionali] [Il Mare] [Energia Pulita] [OGM][Comuni Transgenici] [News] [Unione Europea] [Leggi Regionali]
[Fiere e Mercati]
[Convegni e Congressi] [News per le Imprese] [Verdi Regione Marche] [AgriNEWS] [Links] [HOME]