I comitati cittadini di Falconara
Manifestano in consiglio regionale contro l'API


10/06/2002

Con l'omaggio di simboliche zolle di terra della sponda destra del fiume Esino, dicono nel loro comunicato i comitati, abbiamo voluto ricordare ad Assessori e Consiglieri della Regione Marche che sul problema della proprietà della sponda in questione non è più possibile fare i "pesci in barile".
Continuare con questo inspiegabie silenzio avvantaggia la strategia, mai abbandonata, della conquista di altri pezzi del territorio da parte della Soc.API

Le informazioni assunte autonomamente dai Comitati confermano che l'iter di cessione all'API della sponda in questione non si è ancora concluso e pertanto l'area risulta patrimonio disponibile dello Stato.

Come è stato possibile che in passato le strutture della raffineria API abbiano potuto determinare una deviazione artificaiale in sponda destra e l'interramento d una parte della foce dell'Esino con il conseguente restringimento della stessa e alterazione del naturale deflusso delle acque e degli apporti solidi? Non è un caso che dopo tali opere l'Autorità di Bacino della Regione Marche h stabilito, in sede di valutazione del pericolo di esondazione di tutti i fiumi regionali, che la sona della foce dell'Esino rientra nella Classe di Rischio più alta, la R4: RISCHIO MOLTO ELEVATO, con conseguente pericolo di distruzione o grave danneggiamento per centri abitati di piccole dimensioni come Fimesino e Rocca Priora, strade statali, gasdotti, acquedotti, elettrodotti, beni storici ed artistici!


Dunque non sono più accettabili posizioni attendiste da parte della Regione Marche poiché di fronte alle manifeste intenzioni del Governo Berlusconi di "fare cassa" con la vendita di alcuni beni dello Stato è reale il rischio di trovarsi con la sponda destra del fiume Esino acquistata dalla Soc. API
E' tempo che la Regione Marche esprima con atti formali la precisa necessità che la proprietà della sponda del fiume Esino e di tutti i fiumi delle Marche rimanga pubblica ed è indispensabile che assuma al più presto i provvedimenti che a tal fine le competono.

Infatti riteniamo che solo la proprietà della sponda di un fiume può assicurare la manutenzione e l'adeguamento delle opere di difesa fluviale al fine di prevenire e mitigare il rischio idraulico.



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