DIRITTI UMANI


I fatti sull'Iraq


1. L'iraq è il secondo produttore di petrolio a livello mondiale. La ricostruzione del paese "vale" 400.000 miliardi di dollari. se finisce l'embargo senza che cambi il governo nè l'uno nè l'altro sarà accessibile per le multinazionali statunitensi.

2. l'embargo all'Iraq, finalizzato alla eliminazione delle armi di distruzione di massa, ha fatto più vittime di quante ne abbiano provocate le armi di dstruzione di massa nell'intera storia dell'umanità. Cinque volte più delle atomiche sganciate su Hiroschima e Nagasaki.

3. Gli ispettori dell'Onu per il disarmo non sono stati cacciati dall'Iraq, ma se ne sono andati unilateralmente qualche giorno prima dei bombardamenti statunitensi su Baghdad del 1998. E' stato provato che svolgevano attività illegali di spionaggio per conto degli Usa, tanto che l'UNSCOM è poi stato sciolto dal Consiglio di Sicurezza.

4. L'Iraq ha sempre detto di essere pronto a far riprendere le ispezioni a condizione che venisse fissata una procedura certa per la revoca delle sanzioni (come ad esempio nella proposta Russa bloccata dal veto statunitense) e che cessassero i bombardamenti illegali sul suo territorio. Kofi Annan ha incontrato di recente il ministro degli esteri iracheno per discutere la ripresa delle ispezioni definenedo utile l'incontro.

5. Le ispezioni dell'AIEA (Agenzia Atomica dell'Onu) per il monitoraggio della filiera nucleare non sono mai cessate. L'ultima si è svolta a gennaio 2002. L'AIEA, che già nel 1993 riteneva disarmato l'Iraq per quanto riguarda il nucleare, non ha mai accennato ad un possibile riarmo atomico iracheno.

6."L'Iraq non costituisce una minaccia miliare per nessuno. I servizi segreti lo sanno e ogni congettura sul riarmo non convenzionale iracheno manca di evidenza" (Hans von Sponek - ex responsabile dell'ONU a Baghdad). "L'Iraq è qualitativamente disarmato e non in grado di riprendere la produzione di armi non convenzionali" (Scott Ritter - ex capo degli ispettori Onu in Iraq).

7. Non esiste nessu legame tra l'Iraq e Al Qaeda. Nonostante si sia provato a dimostrarlo per molti mesi. Lo hanno dichiarato gli stessi servizi segreti israeliani. Attualmente nessuno lo sostiene più, nemmeno negli USA.

8. L'Iraq ha riconosciuto il Kuwait nelle sue frontiere internazionalmente riconosciute e avviato colloqui per risolvere la questione dei prigionieri di guerra.

9. Tutti i paesi Arabi, compreso il Kuwait, si sono detti contrari all'attacco militare. Lo stesso hanno detto Turchia e Iraq, altri due paesi confinanti.

10. L'attacco all'Iraq finalizzato a cambiare con la forza il governo sulla sola base che questo potrebbe costituire una minaccia per qualcuno in futuro (come ha dichiarato Tony Blair) sarebbe una plateale violazione del diritto internazionale, un fatto mai accaduto nel dopoguerra. Nessun paese si potrebbe più sentire sicuro nelle sue frontiere.

11. Non è affatto chiaro che dovrebbe, secondo i piani di Washington, sostituire l'attuale regime. Sinora si sono fatti i nomi di un ex generale, sotto processo ad Amsterdam per il gasamento dei Kurdi, e di un ex comandante dei tank nella invasione del Kuwait.

12. La Terza guerra del Golfo avrebbe un effetto destabilizzante su tutto il Medio Oriente con conseguenze non prevedibili e porterebbe con buona probabilità ad una lunga guerra civile interna e a nuove e gravissime sofferenze per la popolazione civile, già provata da due guerre e da undici anni di embargo.

Quanto ancora dovranno soffrire i bambini iracheni?



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