APPROVATA LA LEGGE REGIONALE DELLE MARCHE

CONTRO GLI OGM




L'approvazione della Legge Regionale per la salvaguardia delle produzione
agricole tradizionali e biologiche con cui si vuole impedire la coltivazione
di piante geneticamente modificate nel nostro territorio è un fatto positivo
ed un traguardo per i Verdi che da tempo si battono per la sicurezza
alimentare e la tutela dell¹agricoltura.
Lo scorso anno, dopo il ritrovamento di campi contaminati nel fermano prima
e poi nel maceratese, presentai di una proposta di legge regionale che ha
aperto un dibattito sui rischi per la nostra agricoltura che rischiava di
essere contaminata da manipolazioni genetiche che si trasmettano da un campo
all'altro con il polline. Dopo alcuni mesi seguì la proposta della Giunta
Regionale che apriva alcuni spazi alle coltivazione, prevedendo che le
coltivazioni ogm erano possibili solo nei territori individuati dalla Giunta
Regionale con apposita delibera. Fortunatamente questa impostazione non è
stata accolta dalla Commissione Consiliare prima e dall'aula poi che ha
preferito la linea più rigorosa proposta dai Verdi. Si è quindi arrivati
all'approvazione di un testo finale che ha diviso il centrodestra delle
Marche con consiglieri di An favorevoli ed altri contrari, con Forza Italia
in gran parte assente dall'aula al momento del voto, ma con alcuni
consiglieri che si sono astenuti ed un centro sinistra che fino all'ultimo
non aveva escluso la possibilità di una soluzione meno chiara. Il testo
finale da ragione a chi fin dal primo momento ha scelto la strada della
chiarezza, anche a costo di scontrasi con il tentativo del governo di
imporre gli ogm ricorrendo alla Corte Costituzionale come già accaduto per
la Legge Regionale della Puglia. Questa comunque, che ne dicano i
sostenitori del cibo transgenico non è una ³legge contro², semmai una ³legge
per², una norma che vuole tutelare un modello di agricoltura e di produzione
del cibo che tutti i giorni viene messo in discussione dai sistemi di
produzione intensivi ed industrializzati fino all¹esasperazione. L¹arrivo
degli ogm darebbe il colpo di grazia a tutte quelle aziende che si stanno
muovendo controcorrente per recuperare la genuinità di un tempo, rinnovando
e modernizzando la propria attività, imprese che si preoccupano anche della
qualità dei loro prodotti e della salute dei consumatori.
Non parlo solo dell¹agricoltura biologica (per la quale in base al
Regolamento Comunitario 2092/91 che fissa le regole per la modalità di
coltivazioneè vietata tassativamente la presenza di manipolazioni genetiche
nei prodotti), ma anche di tante altre realtà produttive delle Marche che da
una contaminazione da ogm anche involontaria perderebbero la possibilità di
continuare a collocore i loro prodotti nei canali commerciali che li hanno
prescelti proprio perché offrono la garanzia della qualità e dell¹assenza di
manipolazioni genetiche.
Già da prima dell¹approvazione di questa legge dovevano essere esenti da ogm
le produzioni destinate all'alimentazione dei bambini più piccoli, quelle
utilizzate nelle reti della grande distribuzione che attraverso un marchio
proprio certificano l¹assenza di ingredienti transgenici, quelle destinate
alle mense pubbliche, le sementi e le piante da riproduzione.
In una Regione come le Marche, che vanta quasi l'8/% della superficie
agricola a coltivazione biologica ed una forte presenza di agricoltura di
qualità, le coltivazioni transgeniche rischiano di sottrarre il diritto di
³fare impresa² a chi si è allontanato dall¹ agricoltura fondata sui
contributi della politica agricola comune, puntando sul valore della propria
produzione.
Tutto ciò ci spinge ad evitare la presenza di coltivazioni transgeniche,
indipendente dall'accertata o meno della pericolosità di queste
manipolazioni. Per continuare ad esercitare la propria attività liberamente
e ripagare gli investimenti effettuati in questi anni, queste aziende hanno
bisogno della certezza di un territorio libero da ogm da qui ai prossimi
anni.

Marco Moruzzi Consigliere Regionale gruppo Verdi

 


 

DISCIPLINA REGIONALE IN MATERIA DI O.G.M.

 

Art. 1

(finalità e oggetto)

1. La Regione valorizza le risorse genetiche e la specificità ed originalità delle produzioni agricole e agroalimentari del proprio territorio, al fine di assicurare un elevato livello di tutela della salute umana, animale e dell'ambiente, nonché della qualità dei prodotti e degli interessi dei consumatori.

2. Ai fini di cui al comma 1, la Regione, in linea con quanto previsto dalle l.r.29 dicembre 1997, n.76 (Disciplina dell'agricoltura biologica) e 3 giugno 2003, n. 12 (Tutela delle risorse genetiche animali e vegetali del territorio marchigiano), con la presente legge:

a) disciplina la produzione e la commercializzazione degli organismi geneticamente modificati (OGM), promuovendo tutte le azioni necessarie prevenire i possibili rischi per la salute umana e per l'ambiente in applicazione del principio di precauzione;

b)favorisce la produzione e il consumo di prodotti tipici, di qualità e biologici;

c) promuove iniziative di comunicazione e di educazione alimentare sui prodotti tipici di qualità e biologici:

3. La Regione sostiene le iniziative dei Comuni che dichiarino il proprio territorio antitransgenico.

Art. 2

(disciplina della produzione)

1. Al fine di tutelare i prodotti agricoli e zootecnici, in particolare quelli di qualità regolamentata, non è consentita la produzione e la coltivazione di specie che contengono OGM sull'intero territorio della regione.

2. La Giunta regionale disciplina le modalità per la distruzione di eventuali colture impiantate difformemente da quanto previsto dal presente articolo, nonché le modalità dei controlli relativi alla presenza di OGM nelle sementi.

Art. 3

(Esclusione dai finanziamenti)

1. Le aziende e le industrie agroalimentari che utilizzano organismi geneticamente modificati, comunque presenti geneticamente modificati, comunque presenti nel ciclo produttivo come materia prima, coadiuvanti, additivi o ingredienti, sono escluse dall'accesso a qualunque tipo di contributo erogato dalla Regione, nonché ai marchi di qualità.

2. Le esclusioni di cui al comma 1 riguardano anche le aziende che utilizzano mangimi in cui sono contenute materie prime derivate da piante geneticamente modificate.

Art. 4

(Etichettatura)

1. In attuazione delle norme comunitarie e statali in materia di etichettatura, i prodotti alimentari contenenti OGM o prodotti derivati, commercializzati nel territorio della Regione, devono indicarne la presenza nell'etichetta apposta su ogni singolo prodotto.

2. I gestori degli esercizi commerciali operanti sul territorio regionale devono esporre i prodotti di cui al comma 1 in appositi e separati contenitori o scaffali, in modo da renderli chiaramente identificabili.

Art. 5

(ricerca)

1. La Regione, in coerenza con quanto previsto dalla l.r. 12/2003, riconosce titolo preferenziale alle ricerche finalizzate alla diversificazione delle produzioni agricole e a quelle volte all'individuazione, valorizzazione e tutela delle risorse geneticamente autoctone, nonché alla relativa creazione varietale basata su geotipi locali o tradizionali di interesse agrario.

Art. 6

(Obbligo di comunicazione)

1. Delle coltivazioni di piante contenenti OGM deve essere data in ogni caso comunicazione alla Regione almeno trenta giorni prima della data di inizio delle operazioni di semina o trapianto, secondo le modalità stabilite dalla Giunta regionale.

Art. 7

(ristorazione collettiva)

1. nei servizi di ristorazione collettiva gestiti da enti pubblici o da soggetti privati convenzionati è vietata la somministrazione di prodotti contenenti OGM.

2. I soggetti gestori dei servizi di cui al comma 1 devono verificare, tramite dichiarazione dei fornitori l'assenza di OGM o di prodotti da essi derivati negli alimenti somministrati.

Art. 8

(comunicazione ed educazione alimentare)

1. I Comuni realizzano iniziative di comunicazione ed educazione alimentare secondo quanto previsto all'articolo 1, comma 2, lettera c), utilizzando i proventi delle sanzioni di cui all'articolo 10.

Art. 9

(vigilanza e controllo)

1. Fatta salva la competenza in materia di etichettatura esercitata dalle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (CCIAA) ai sensi della normativa statale vigente, la vigilanza e il controllo sull'applicazione della presente legge sono esercitate dalla Regione e dai Comuni competenti per territorio.

Art. 10

(Sanzioni)

1. Fatte salve le sanzioni previste dalla normativa statale vigente, è irrogata una sanzione amministrativa pecuniaria;

a) da euro 5.000,00 a euro 10.000,00 per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 2;

b) da euro 200,00 a euro 2.000,00 per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 4, comma 2;

c) da euro 100,00 a euro 1.000,00 per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 6, comma 1.

2. All'applicazione delle sanzioni provvedono i Comuni e le CCIAA competenti per territorio, ai sensi dell'articolo 9, secondo le disposizioni della l.r. 10 agosto 1998, n.33 (Disciplina generale e delega per l'applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale).

 


 

COMUNICATO STAMPA

APPROVATA LA LEGGE REGIONE IN MATERIA DI OGM

Un giudizio positivo viene espresso dal Capogruppo dei Verdi in Consiglio
Regionale Marco Moruzzi sull'approvazione della legge regionale in materia
di Organismi Geneticamente Modificati, avvenuta nella seduta odierna del
Consiglio Regionale.
"Questo è anche il risultato del lavoro dei Verdi - dichiara Moruzzi - che
subito dopo il ritrovamento di campi contaminati nel fermano prima, e nel
maceratese poi, si sono immediatamente attivati a presentare una proposta
di legge regionale la 190 del 1.8.2003, abbinata successivamente con la
proposta della Giunta Regionale n.223 del 15.12.03.
Il risultato finale delle iniziative legislative è stato il divieto di
coltivazione di piante transgeniche su tutto il territorio"
Il Regolamento Comunitario 2092/91 che fissa le regole per la modalità di
coltivazione delle aziende biologiche, vieta tassativamente la presenza di
manipolazioni genetiche nei prodotti biologici , le aziende biologiche che
dovessero essere contaminate, anche attraverso impollinazione, rischiano
gravi danni economici che possono portare alla chiusura e con loro
rischiano tutte le aziende agricole anche non biologiche, le cui produzioni
devono essere esenti da ogm, come quelle destinate all'alimentazione dei
bambini più piccoli, quelle destinate ad essere utilizzate nei prodotti
alimentari che certificano l'assenza di ogm, e che stanno prendendo campo
nelle reti della grande distribuzione, quelle destinate alle mense
pubbliche, dove vige il divieto di prodotti ogm e quelle specializzate nelle
produzioni di sementi e piante di riproduzione.
Questi elementi, in una Regione come le Marche che vanta quasi 8/% della
superficie agricola utile è utilizzata con coltivazione biologica, è
sufficiente per affermare che non è proponibile consentire la presenza di
coltivazioni transgeniche nel territorio regionale, poiché questo
equivarrebbe ad impedire ad una fetta rilevante di imprese agricole
marchigiane di continuare ad esercitare la propria attività liberamente ed
ammortizzare gli investimenti effettuati in questi anni.
Dichiarare quindi la Regione Marche "OGM free" è un segnale indispensabile
per favorire le produzioni e il consumo di prodotti tipici, di qualità e
biologici, per promuovere iniziative di comunicazione e di educazione
alimentare.
Le aziende e le industrie agroalimentari che utilizzano organismi
geneticamente modificati, come recita la legge, continueranno ad essere
escluse dall'accesso a qualunque contributo erogato dalla Regione, e come da
legge appena approvata non avranno accesso nemmeno ai marchi di qualità.

 



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