No al Terrorismo, No alla Guerra

Intervento di Marco Moruzzi in Consiglio Regionale delle Marche riunito in seduta straordinaria
venerdì 14 settembre a seguito gli attentati terroristici in USA

Questi attentati, questi atti efferati colpiscono tutti. Colpiscono il popolo statunitense e tutta la comunità mondiale, colpiscono le nostre coscienze e la democrazia, e dobbiamo respingere con fermezza la violenza e la follia che guida questi atti per i quali non bastano parole per descrivere e rappresentare quello che in questo momento sentiamo. Esprimiamola solidarietà al popolo statunitense e chiediamo che i responsabili siano individuati e puniti, isolando anche tutte quelle realtà che tollerano fiancheggiatori, sostenitori, finanziatori di queste organizzazioni che da tempo stanno minacciando azioni. Un'escalation che ha visto, anche in passato, iniziative che hanno colpito brutalmente innocenti. I responsabili vanno quindi individuati e perseguiti, ma c'è da dire anche che in questo momento cade il mito della forza degli eserciti, degli armamenti, proprio nel Paese che più d'ogni altro ha sviluppato una potenza militare. Sistemi militari che non hanno impedito la strage, e neanche quelli in corso di realizzazione, come lo scudo spaziale, avrebbero avuto alcun effetto. Credo che si debba riflettere sugli strumenti per prevenire e combattere il terrorismo internazionale. Lo stesso sistema delle sanzioni economiche nei riguardi di alcuni Paesi ha impedito che organizzazioni come quella di Bin Laden potessero disporre di grandi risorse tecnologiche, finanziarie, logistiche, umane quali quelle che hanno consentito gli attentati.
Le sanzioni non hanno impedito a Paesi come l'Afganistan di ospitare i "cervelli" di gruppi terroristici che minacciano e realizzano stragi di incolpevoli non da poco, ma da molto tempo.
Siamo invece certi che quello che è rappresentato come lo strumento per colpire quelli che oggi vengono descritti come "stati-canaglia" - le sanzioni economiche- colpisce innocenti: ogni mese in Irak 5.000 bambini muoiono per l'impossibilità di curarli perché i medicinali essenziali sono oggetto di embargo. Dobbiamo riflettere su questi strumenti, perché in questa fase sono troppi gli incolpevoli che subiscono il peso dell'inadeguatezza e incapacità della politica a fronteggiare una situazione per la quale si continuano a usare alcuni strumenti e non si utilizzano altri. La comunità internazionale deve rimuovere questa contraddizione, impegnandosi con nuovi strumenti e con una nuova solidarietà per la pace e per la convivenza civile. Prevalga il ragionamento, si faccia un uso della forza strettamente limitato ad assicurare alla giustizia internazionale quei criminali che si sono macchiati di questi atti indicibili e i loro mandanti. Solo con il ragionamento e con la prevalenza della politica è possibile smantellare questo lucido disegno di destabilizzazione internazionale.
Sul piano della convivenza, anche nella nostra società occorre essere vigili contro ogni forma di xenofobia che costituisce l'humus su cui crescono il fondamentalismo e l'oltranzismo. Lavorare in tutte le sedi per invertire la tendenza all'allargamento della forbice tra ricchi e poveri: il 20% dei Paesi più poveri detiene solo l'1% del PIL ( prodotto interno lordo), il 20% più ricco detiene l'86% del PIL e il divario del reddito tra i poveri ed i ricchi del mondo aumenta sempre di più. Nel 1960 il reddito pro capite dei cittadini appartenenti al 20% dei paesi più poveri equivaleva a 1, quello del 20% dei paesi più ricchi arrivava a 30, nel 1990 il rapporto saliva a 1/60 e nel 1999 a 1/66.
Credo che serva un nuovo ordine mondiale e che il nostro futuro si giocherà sulla capacità che le nostre società avranno nell'individuare con rapidità e concretezza nuovi modelli di sviluppo sociale ed economico.
Anche questa e la risposta che dobbiamo chiedere e dobbiamo dare. L'incapacità di governare gli effetti provocati da questo sistema è sotto gli occhi di tutti. Gli interventi militari e le sanzioni economiche hanno colpito più la popolazione civile, donne e bambini, piuttosto che i veri responsabili e cioè dittatori e despoti dei loro paesi.
Questi interventi hanno prodotto devastazioni profondissime, ineguaglianze sociali intollerabili, la crescita della povertà e dell'indigenza, la crescita della corruzione, del terrorismo, l'incontrollabilità di crisi politiche, finanziarie e sociali che certamente non aiutano la convivenza e la democrazia di cui noi, oggi, dobbiamo difendere i valori in Occidente e nel resto del mondo.


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