Questi
attentati, questi atti efferati colpiscono tutti. Colpiscono il popolo
statunitense e tutta la comunità mondiale, colpiscono le nostre
coscienze e la democrazia, e dobbiamo respingere con fermezza la violenza
e la follia che guida questi atti per i quali non bastano parole per descrivere
e rappresentare quello che in questo momento sentiamo. Esprimiamola solidarietà
al popolo statunitense e chiediamo che i responsabili siano individuati
e puniti, isolando anche tutte quelle realtà che tollerano fiancheggiatori,
sostenitori, finanziatori di queste organizzazioni che da tempo stanno
minacciando azioni. Un'escalation che ha visto, anche in passato, iniziative
che hanno colpito brutalmente innocenti. I responsabili vanno quindi individuati
e perseguiti, ma c'è da dire anche che in questo momento cade il
mito della forza degli eserciti, degli armamenti, proprio nel Paese che
più d'ogni altro ha sviluppato una potenza militare. Sistemi militari
che non hanno impedito la strage, e neanche quelli in corso di realizzazione,
come lo scudo spaziale, avrebbero avuto alcun effetto. Credo che si debba
riflettere sugli strumenti per prevenire e combattere il terrorismo internazionale.
Lo stesso sistema delle sanzioni economiche nei riguardi di alcuni Paesi
ha impedito che organizzazioni come quella di Bin Laden potessero disporre
di grandi risorse tecnologiche, finanziarie, logistiche, umane quali quelle
che hanno consentito gli attentati.
Le sanzioni non hanno impedito a Paesi come l'Afganistan di ospitare i
"cervelli" di gruppi terroristici che minacciano e realizzano
stragi di incolpevoli non da poco, ma da molto tempo.
Siamo invece certi che quello che è rappresentato come lo strumento
per colpire quelli che oggi vengono descritti come "stati-canaglia"
- le sanzioni economiche- colpisce innocenti: ogni mese in Irak 5.000
bambini muoiono per l'impossibilità di curarli perché i
medicinali essenziali sono oggetto di embargo. Dobbiamo riflettere su
questi strumenti, perché in questa fase sono troppi gli incolpevoli
che subiscono il peso dell'inadeguatezza e incapacità della politica
a fronteggiare una situazione per la quale si continuano a usare alcuni
strumenti e non si utilizzano altri. La comunità internazionale
deve rimuovere questa contraddizione, impegnandosi con nuovi strumenti
e con una nuova solidarietà per la pace e per la convivenza civile.
Prevalga il ragionamento, si faccia un uso della forza strettamente limitato
ad assicurare alla giustizia internazionale quei criminali che si sono
macchiati di questi atti indicibili e i loro mandanti. Solo con il ragionamento
e con la prevalenza della politica è possibile smantellare questo
lucido disegno di destabilizzazione internazionale.
Sul piano della convivenza, anche nella nostra società occorre
essere vigili contro ogni forma di xenofobia che costituisce l'humus su
cui crescono il fondamentalismo e l'oltranzismo. Lavorare in tutte le
sedi per invertire la tendenza all'allargamento della forbice tra ricchi
e poveri: il 20% dei Paesi più poveri detiene solo l'1% del PIL
( prodotto interno lordo), il 20% più ricco detiene l'86% del PIL
e il divario del reddito tra i poveri ed i ricchi del mondo aumenta sempre
di più. Nel 1960 il reddito pro capite dei cittadini appartenenti
al 20% dei paesi più poveri equivaleva a 1, quello del 20% dei
paesi più ricchi arrivava a 30, nel 1990 il rapporto saliva a 1/60
e nel 1999 a 1/66.
Credo che serva un nuovo ordine mondiale e che il nostro futuro si giocherà
sulla capacità che le nostre società avranno nell'individuare
con rapidità e concretezza nuovi modelli di sviluppo sociale ed
economico.
Anche questa e la risposta che dobbiamo chiedere e dobbiamo dare. L'incapacità
di governare gli effetti provocati da questo sistema è sotto gli
occhi di tutti. Gli interventi militari e le sanzioni economiche hanno
colpito più la popolazione civile, donne e bambini, piuttosto che
i veri responsabili e cioè dittatori e despoti dei loro paesi.
Questi interventi hanno prodotto devastazioni profondissime, ineguaglianze
sociali intollerabili, la crescita della povertà e dell'indigenza,
la crescita della corruzione, del terrorismo, l'incontrollabilità
di crisi politiche, finanziarie e sociali che certamente non aiutano la
convivenza e la democrazia di cui noi, oggi, dobbiamo difendere i valori
in Occidente e nel resto del mondo.
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