LA MUCCA PAZZA

 


Quali sono ora le parti sicure e quelle che dobbiamo evitare. Di certo con l'avvento di questa epidemia bovina molte tradizioni ed abitudini alimentari italiane dovranno mutare. In pericolo non solo la "sacra" fiorentina ma anche molti altri piatti cucinati con le varie interiora dell'animale. Abbiamo sezionato una mucca e stilato l'elenco dei prodotti più o meno sicuri:

Prodotti da evitare:
Midollo spinale (non quello osseo), cervello, gelatine, le carni che vengono rimosse meccanicamente e quindi macinate in cui è possibile che vi capitino delle terminazioni nervose. Queste carni macinate vengono più che altro usate in cucina per i ripieni ed anche per gli hamburger.

Prodotti ad alto rischio:
Oltre alla milza, tutte le varie frattaglie e soprattutto l'intestino, da molti usato per l'insaccamento dei saluni ed anche le ghiandole.

Prodotti a rischio contenuto:
Il fegato e la trippa, ed anche i rognoni. Meglio evitare anche le salsiccie che possono contenere frattaglie di carne bovina.

 

Prodotti senza problemi:
Tutte le parti che riguardano il muscolo, le lombate.
Riguardo alla bistecca ancora non è giunta una decisione definitiva dalla commissione sanitaria incaricata, anche se la bistecca con l'osso è, al momento da considerarsi a rischio

L'ENCEFALOPATIA SPONGIFORME DEI BOVINI
(BSE - Bovine Spongiform Encephalopathy)
L'encefalopatia spongiforme bovina (la c.d. malattia della "mucca pazza") è una malattia degenerativa del cervello che colpisce i bovini. Si tratta di una malattia nuova (il primo caso è stato riscontrato nel 1986), appartenente ad una famiglia di malattie che comprende la scrapie delle pecore e delle capre, l'encefalopatia trasmissibile del visone e una malattia cronica dell'alce.

Secondo lo stadio attuale delle conoscenze la malattia è causata da una particella proteica in grado di replicarsi denominata "prione". Tale particella è particolarmente resistente al calore ed ai comuni disinfettanti.

La distribuzione geografica della malattia è descritta in altre pagine di questo sito, ma in sintesi si può affermare che, allo stadio odierno, essa è presente nel Regno Unito (la stragrande maggioranza dei casi), in Svizzera, Portogallo ed Irlanda. In tutti gli altri Paesi i casi di BSE verificatisi sono da imputarsi all'importazione avvenuta in passato di animali dal Regno Unito.

Sebbene l'origine e la trasmissione della malattia non siano state ancora totalmente chiarite, pare che la fonte dell'epidemia nel Regno Unito risieda nell'ingestione di farina di carne e di ossa contaminata, utilizzata come ingrediente di alimenti concentrati. La trasmissione sarebbe avvenuta tramite il riciclaggio di materia prima bovina ed ovina infetta, dalla quale si sarebbe prodotto le farine di carne ed ossa utilizzate nell'alimentazione dei bovini. Pare, inoltre, che un cambiamento nel metodo di fabbricazione di tali farine nel Regno Unito, con abbassamento della temperatura durante il processo industriale, abbia provocato la vasta epidemia di BSE in corso in tale Paese.

Mentre a tutt'oggi nessun elemento consente di affermare con certezza la possibile esistenza di una modalità di trasmissione orizzontale, cioè da un animale all'altro, recentemente (01.08.1996) le Autorità del Regno Unito hanno reso pubbliche i risultati preliminari di uno studio iniziato nel 1989, secondo il quale esisterebbe la possibilità di trasmissione verticale, da una vacca al suo vitello, dell'infezione. Rimane ancora da chiarire l'effettiva importanza di tale meccanismo di trasmissione nella diffusione della malattia.

Per poter emettere la diagnosi di BSE in un bovino occorre sacrificare l'animale, esaminando poi il suo cervello allo scopo di rinvenire le caratteristiche lesioni. Nessun altro metodo diagnostico alternativo è, a tutt'oggi, disponibile.

Il 20 marzo 1996 le Autorità del Regno Unito hanno rilasciato una dichiarazione secondo la quale, pur non avendo alcuna prova certa in merito, non si poteva escludere un legame tra la BSE e la malattia di Creutzfeld Jacob nell'uomo.

LA MALATTIA DI CREUTZFELD JACOB

(CJD - Creutzfeld Jacob Disease)

La malattia di Creutzfeld Jacob è una malattia neurologica incurabile e mortale che colpisce l'uomo. Appartiene alla famiglia delle encefalopatie spongiformi umane, che comprende anche il kuru (malattia che era presente in Nuova Guinea a causa dell'esistenza di pratiche di cannibalismo). E' stata descritta la prima volta negli anni venti ed è presente in tutto il mondo, con una incidenza di circa un caso per milione di abitanti all'anno. Si presenta in due forme, la CJD classica ed una nuova variante, individuata recentemente, nota come V-CJD. La forma classica si manifesta quasi sempre nelle persone anziane (età media 65 anni). Tra il marzo 1995 ed il gennaio 1996 nel Regno Unito sono stati riscontrati 10 casi di una forma di malattia abbastanza distinta dalla CJD classica, tanto da poter essere considerata una nuova variante: la V-CJD. Tutti i pazienti erano giovani (dai 19 ai 41 anni, con età media di 29 anni) ed il decorso della malattia era relativamente lungo (13 mesi).

Dall'analisi dei dati concernenti i 10 pazienti le Autorità del Regno Unito hanno concluso, il 20 marzo del 1996, che, nonostante non vi fosse alcuna prova diretta dell'esistenza di un legame, in base ai dati attuali, tra la BSE e la CJD, ciò non poteva essere escluso a priori.

Da allora, un caso di V-CJD è stato confermato in Francia e nel Regno Unito si sono riscontrati altri quattro casi sospetti. Non sono stati individuati altri casi in nessun altro Paese.

La principale raccomandazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità in merito alle misure atte ad evitare un eventuale contagio all'uomo è stata quella di evitare che tessuti ed organi che possano contenere l'agente infettante vengano immessi nella catena alimentare umana.

A tale proposito occorre far presente che gli studi sulla trasmissione della BSE ad altri animali hanno evidenziato la natura infettante del cervello, del midollo spinale, della retina e di una parte dell'intestino di animali malati. Il latte ed i prodotti del latte derivati da animali infettati dalla BSE non hanno rilevato alcuna capacità di trasmettere la malattia.

E' da ricordare, comunque, che la Comunità Europea, dal 1988 ad oggi, ha emanato una serie di norme per tutelare la salute umana ed animale dall'infezione, tra le quali:

NUMERO CASI DI ENCEFALOPATIA SPONGIFORME BOVINA(*)

Fonte: Organization International des Epizooties

Paese (**)

1987 e precedenti

1988

1989

1990

1991

1992

1993

1994

1995

1996

1997

1998

1999

2000

2001

Regno Unito

446

2.514

7.228

14.407

25.359

37.280

35.090

24.436

14.562

8.149

4393

3235

2301

1101

-

Belgio

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

1

6

3

9

-

Danimarca

0

0

0

0

0

1

0

0

0

0

0

0

0

1

1

Francia

0

0

0

0

5

0

1

4

3

12

6

18

31

125

-

Germania

0

0

0

0

0

1

0

3

0

0

2

0

0

7

3

Irlanda

0

0

15

14

17

18

16

19

16

73

80

83

91

57

-

Liechtenstein

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

2

 0

0

-

Lussemburgo

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

1

0

0

0

-

Olanda

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

2

2

2

0

-

Portogallo

0

0

0

1

1

1

3

12

14

29

30

106

170

114

-

Spagna

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

0

2

3

Svizzera

0

0

0

2

8

15

29

64

68

45

38

14

50

33

-

(*) per anno di conferma

(**) Data ultimo aggiornamento:

Regno Unito:    21 dicembre 2000
Belgio: 30 novembre 2000
Danimarca: 15 gennaio 2001 (il caso del 1992 è relativo ad un animale importato)
Francia:            18 dicembre 2000 (1 caso importato nel 1999)
Germania:        11 gennaio 2001 (6 casi importati -1 nel 1992, 3 nel 1994, 2 nel 1997)
Irlanda: 15 agosto 2000 (casi importati: 5 nel 1989, 1 nel 1990, 2 nel 1991, 2 nel 1992, 1 nel 1994 e 1 nel 1995)
Liechtenstein:   30 settembre 1998
Lussemburgo: 31 ottobre 2000
Olanda:            10 marzo 1999
Portogallo:       23 novembre 2000 (casi importati: 1 nel 1990, 1 nel 1991, 1 nel 1992 e 3 nel 1993)
Spagna:            9 gennaio 2001
Svizzera:          8 dicembre 2000

PAESI NEI QUALI SI SONO AVUTI UNICAMENTE CASI DI BSE IN ANIMALI IMPORTATI

Canada:                                 1 caso (11/93)
Isole Falkland:                      1 caso (1989)
Kuwait:                                  1 caso (12/2000)
Italia:                                     2 casi (10/94)
Sultanato dell’Oman:            2 casi (1989)


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