UN OPERAIO SENEGALESE MUORE IN FABBRICA NELLE MARCHE, TROPPE OMBRE SULL’INCIDENTE E SUI SOCCORSI, MORUZZI CHIEDE INDAGINI

Approderà in Consiglio Regionale delle Marche, a seguito di un’interrogazione del capo gruppo dei Verdi Marco Moruzzi, la tragedia che ha portato al decesso dell’operaio di origine senegalese Masseye Diop, morto l’altro ieri dopo un incidente occorsogli nello stabilimento calzaturiero Pumac di Ripe S.Ginesio (MC).
Moruzzi chiede che oltre al procedimento giudiziario avviato d’ufficio dalla Magistratura, la Regione Marche promuova immediatamente un’inchiesta amministrativa che riguardi sia l’applicazione delle misure di prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro, sia i tempi e le modalità di soccorso.
E’ necessario fare chiarezza sulla prontezza ed efficienza delle imprese private e del servizio pubblico di pronto intervento “118”.
La vicenda gravissima nelle conseguenze e nei suoi risvolti è stata immediatamente minimizzata, forse perché si tratta di un lavoratore di origine africana? O forse perché nella nuova organizzazione del lavoro è pratica comune in troppe piccole imprese del tanto decantato “ modello marchigiano” considerare solo un peso le necessarie norme di sicurezza e prevenzione degli infortuni sul lavoro.
Le statistiche evidenziano che le Marche sono tre le prime in Italia per morti bianche. Le aziende cercano di rimuovere e nascondere il preoccupante aumento del numero degli infortuni sul lavoro. Spesso le principali vittime degli incidenti sono i lavoratori preposti alle mansioni più nocive e rischiose, tra questi molti extracomunitari. Quest’ultimi oltre al ricatto occupazionale subiscono quello relativo al permesso di soggiorno che con le nuove normative non viene rinnovato in mancanza di un contratto di lavoro e ciò impedisce l’esercizio completo dei diritti sindacali.
Inquietanti le circostanze di tutta la vicenda: intorno alle 13.30 Masseye Diop viene schiacciato da un pesante macchinario all’interno della Pumac, tale macchinario sarebbe stato riparato da poco tempo. Nonostante la gravità dell’incidente non sarebbe stato richiesto l’intervento del “118”, ma questo sarebbe avvenuto solo dopo diverso tempo.
Non solo, Moruzzi chiede di accertare perché invece del 118 sia stato chiamato sul posto un medico locale e solo successivamente al suo arrivo è scattata l’emergenza, con il risultato che l’operaio ferito sarebbe giunto in ospedale solo tre ore dopo l’incidente.
La gravità delle condizioni del signor Diop è testimoniata dal fatto che giunto nel nosocomio maceratese alle 16.00 è stato sottoposto a intervento chirurgico che non è valso a salvargli la vita.
Tra le troppe e continue circostanze che hanno portato ingiustificati ritardi e perdite di tempo c’è anche quella di un cambio d’ambulanza effettuato lungo il percorso, in località Sforzacosta, dove l’infortunato è stato trasbordato da un’autoambulanza ad un’altra riuscendo finalmente a raggiungere il Pronto Soccorso dell’ospedale di Macerata.
Masseye Diop, 53 anni, viveva a Macerata, lascia una moglie e quattro figli che vivevano del suo lavoro.

Ancona, 10 gennaio 2004

Marco Moruzzi
Capo Gruppo Verdi Consiglio Regionale delle Marche

Interrogazione a risposta scritta sull’incidente mortale occorso ad un lavoratore senegalese nella fabbrica “Pumac” di Ripe San Ginesio (MC)

Quando è il lavoro che uccide (Articolo preso dal "Corriere Adriatico" del 11/01/2004)


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