La Banca Mondiale annulla il vertice in Spagna.
Il movimento canta vittoria

Il movimento contro la globalizzazione a Barcellona ha vinto senza “combattere”. L’altro ieri la Banca Mondiale ha annunciato l’annullamento del vertice sulle povertà previsto nella città catalana dal 25 al 27 giugno per «ragioni di ordine pubblico» legate alle contestazioni annunciate da tempo dal movimento spagnolo e internazionale. Da Parigi Caroline Anstey, portavoce della Banca Mondiale ha infatti dichiarato: «Una conferenza sulla riduzione della povertà dovrebbe svolgersi in un clima pacifico, senza provocazioni, violenze o intimidazioni. Nonostante i nostri sforzi per stabilire una relazione con alcuni gruppi che preparano le manifestazioni e coinvolgerli nella conferenza, molti di questi hanno mostrato l’intenzione di non contribuire in maniera costruttiva al dibattito, ma di interromperlo. Non intendiamo esporre una serie di docenti e personalità accademiche di tutto il mondo, né i nostri ospiti spagnoli, a una situazione simile». Anstey ha poi aggiunto: «E’ il momento di pronunciarsi contro questo tipo di intimidazioni contro il libero dibattito».
Una ritirata strategica, quella della Banca mondiale, che fa esultare invece il movimento spagnolo. «Si sottraggono all’unico confronto possibile, quello della cittadinanza che pacificamente manifesta la propria opposizione alle loro politiche» risponde Josep Maria, giovane esponente del Movimiento de Resistencia Global, una delle 300 strutture che hanno dato vita in questi mesi alla Campagna unitaria contro la Banca Mondiale, la rete catalana promotrice delle manifestazioni e del controvertice previsti in contemporanea alla conferenza.
I gruppi tanto «pericolosi» di cui parla la signora Anstey, infatti, coinvolgono la quasi totalità della sinistra sociale e politica catalana e spagnola, dai maggiori sindacati (Comissiones Obreras e UGT) a Izquierda Unida, dal sindacato radicale CGT ad Attac, con una fortissima partecipazione di giovani attraverso il neonato MRG.
«Consideriamo l’annullamento della conferenza un risultato senza precedenti del movimento contro la globalizzazione capitalista», recita il comunicato dei contestatori «che costituisce una chiara dimostrazione del fatto che la mobilitazione sociale può risultare determinante nell’opposizione all’attuale modello neoliberista».
«Domani ci riuniremo per affrontare la nuova situazione» continua Josep Maria «ma di certo manterremo gli appuntamenti di mobilitazione e di dibattito previsti, con qualche aggiustamento rispetto alle azioni di blocco dei delegati, che hanno già avuto successo senza bisogno di muoversi....». L’obiettivo, ripetono al quartier generale della protesta, è quello di rendere Barcellona una tappa verso le grandi manifestazioni contro il G8 di Genova, che anche dalla Spagna si annunciano molto partecipate.

Flavia D'Angeli


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