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Al Presidente del
Consiglio Regionale
Sede
Ordine del Giorno
su: azioni militari
previste contro Paesi non collegabili con gli eventi dell'11 settembre
2001.
IL CONSIGLIO REGIONALE
DELLE MARCHE
Premesso che
- ad un anno dagli attentati alle Twin Towers e al Pentagono, non è
provata l'esistenza di alcun collegamento fra quei tragici eventi e la
nazione irachena, come testimoniato dalle indagini compiute e dalle dichiarazioni
delle massime autorità Statunitensi;
- qualsiasi iniziativa tesa a minare la sovranità interna di un
Paese senza comprovate ragioni collegate a precisi e circostanziati atti
in violazione del diritto internazionale assumerebbe un carattere arbitrario;
- le ripetute affermazioni massime autorità politiche del Governo
degli Stati Uniti e della Gran Bretagna sulla necessità di procedere
con nuove azioni militari contro l'Iraq ed altri Paesi, ad oggi non collegabili
con i tragici eventi di settembre, non hanno trovato accoglienza positiva
da parte dei principali alleati nella lotta al terrorismo, e anzi, hanno
sollevato preoccupazione;
- una nuova guerra in Medio Oriente potrebbe avere effetti gravi di destabilizzazione
dell'area ed alimentare ulteriormente lo svilupparsi del fondamentalismo;
Considerato che
- perdura una grave situazione di sofferenza della popolazione irachena,
(testimoniata anche da numerosi rapporti delle maggiori agenzie umanitarie
dell'ONU), causata dalla crisi economica e dall'embargo, che ha provocato
oltre un milione e mezzo di vittime civili, e contro il quale più
volte si è espresso il Parlamento Italiano;
- l'embargo fu deciso dalle Nazioni Unite nel 1990 dopo la guerra del
Golfo al fine di garantire la distruzione delle armi non convenzionali
possedute dall'Iraq e di costringere il suo governo al riconoscimento
e al rispetto dei confini legittimi del Kuwait;
- il governo di Baghdad ha ufficialmente riconosciuto i confini Kuwaitiani;
- l'ininterrotta presenza per otto anni di ispettori aventi mandato ONU
ha garantito l'esame e l'ispezione di migliaia di siti in territorio iracheno,
disponendo la rimozione di armi di distruzione di massa e collocando telecamere
e sistemi di monitoraggio,
- la recente risoluzione delle Nazioni Unite che chiedeva il ritorno degli
ispettori ONU è stata accolta dal Governo Iracheno;
- il protrarsi dell'embargo non ha più alcuna giustificazione coerente
con la risoluzione ONU ed, in ogni caso, ha così gravi conseguenze
umanitarie che non può più essere giustificata;
Visto Che
la decisione 2001/115
della Sottocommissione per i Diritti Umani dell'ONU, del 16 agosto 2001,
che ha fatto "appello alla comunità internazionale e al Consiglio
di Sicurezza, affinchè vengano revocate le misure di embargo che
affliggono la popolazione irachena";
Certo
di interpretare il sentimento umanitario e le preoccupazioni per l'eventualità
di una nuova guerra in Iraq che appare sempre più imminente e che
comporterebbe ripercussioni drammatiche in tutto il Medio Oriente ;
Auspica che
* le sanzioni economiche all'Iraq vengano revocate
* i paesi che hanno annunciato la volontà di azioni militari contro
l'Iraq rivedano tale posizione;
* l'Italia non si limiti a non condividere il protrarsi delle sanzioni
e la eventualità di azioni militari sia unilaterali sia sostenute
dalla Comunità Internazionale ma avvii una forte iniziativa diplomatica
tesa ad ottenere tali risultati e a dare una soluzione definitiva alla
questione irachena;
IMPEGNA LA GIUNTA
REGIONALE
- A trasmettere il
seguente Ordine del Giorno al Governo Italiano
- A manifestare la sua contrarietà ad ogni forma di guerra preventiva,
e a qualsiasi risoluzione armata dei conflitti.
- Ad attivare iniziative di Cooperazione internazionale a favore della
popolazione civile irachena colpita dalle sanzioni ed in particolare nei
riguardi dei bambini privati, a causa dell'embargo, dall'assistenza pediatrica
essenziale.
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