OGM, varata l'etichettatura europea. Una svolta? Non del tutto


luglio 2002

 

Il Parlamento di Strasburgo il 2 luglio scorso ha approvato un pacchetto di norme restrittive nei confronti degli OGM ma ha anche escluso dall'obbligo di etichettatura la carne, il latte, le uova anche se provenienti da bestiame nutrito con mangimi transgenici.
Il pacchetto di norme:

  • l'obbligo di etichettatura per i prodotti alimentari contenenti OGM passa dall'1 allo 0,50 per cento
  • divieto di ogni presenza di organismi geneticamente modificati non autorizzati.
  • l'etichetta dovrà basarsi sul principio di tracciabilità ovvero dovrà indicare la storia dei prodotti fin dall'origine
  • tolleranza zero per la presenza di organismi geneticamente modificati nei prodotti alimentari. La proposta della Commissione Europa prevedeva una soglia di contaminazione all'1%.

Purtroppo il Parlamento europeo ha escluso dall'obbligo di etichettatura i prodotti di origine animale come latte, carne e uova anche se provenienti da bestiame nutrito con mangimi contenenti OGM. Un passo indietro dunque per questi alimenti base dell'alimentazione umana e soprattutto della dieta dei bambini. Un'esclusione che preoccupa, in particolare alla luce delle recenti conclusioni di una ricerca commissionata in Inghilterra dal " food standards agency" e pubblicata sul "Guardian", che rivela che il DNA modificato dei cibi transgenici può essere assorbito dai batteri intestinali. Potrebbero quindi essere trasferiti all'uomo anche i geni che codificano la resistenza agli antibiotici, una volta che un batterio è diventato resistente può trasferire questa proprietà ai batteri patogeni, rendendo il soggetto immune agli antibiotici. Se la stessa ricerca afferma che le possibilità sono piuttosto basse, bisogna tuttavia considerare i miliardi di batteri che circolano nel nostro intestino ed i milioni di persone che assumono OGM.

Le organizzazioni ambientaliste e dei consumatori hanno salutato con soddisfazione i provvedimenti del Parlamento Europeo mentre le multinazionali dei prodotti alimentari hanno parlato di " assurda messa all'indice di prodotti più salubri di quelli tradizionali".
Il dibattito è tutt'altro che concluso, molte sono ancora le incertezze per la salute umana e per l'ambiente derivanti dalla diffusione d'organismi geneticamente modificati, c'è ancora strada da fare per la difesa dei diritti degli agricoltori e dei consumatori europei, inoltre particolare attenzione deve essere posta verso i Paesi in via di sviluppo che più di altri corrono rischi legati alla diffusione degli OGM.



 


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