MORUZZI: ANCHE QUEST’ANNO

C’E’ MAIS OGM NELLE SEMENTI IN COMMERCIO



Mentre alcune società sementiere, titolari di brevetti di mais geneticamente modificato o coinvolte lo scorso anno nello scandalo della vendita di sementi contaminate all’insaputa degli agricoltori, pubblicizzano sulla stampa agricola di offrire “sementi sicure”, l’Istituto Centrale Repressione Frodi, che ha effettuato 550 controlli sulle sementi destinate alla prossime semine, ha riscontrato anche quest’anno la presenza di ogm.
I controlli, che hanno permesso fino ad ora di provare che il 3,6% delle sementi è fuorilegge, sono previsti dal decreto del Ministero Politiche Agricole del novembre 2003, con una verifica del 20% dei lotti di sementi di mais e non del 100%, come richiesto dopo lo scamdalo dello scorso anno dalle organizzazioni agricole e dai Verdi. Ciò significa che sui 5000 lotti di sementi, che vengono commercializzate in Italia, solo 1 su 5 verrà controllato e dei 180 lotti potenzialmente contaminati non più di 40 potranno essere individuati e ritirati.
Se la percentuale delle contaminazioni è scesa rispetto allo scorso anno (nel 2003 avevamo toccato il 7,6%) il problema non può dirsi risolto, anzi nonostante i controlli siano stati preannunciati dallo scorso anno, alcune società sementiere continuano a commercializzare sementi contenenti manipolazioni genetiche.
Marco Moruzzi, responsabile nazionale agricoltura dei Verdi e consigliere regionale delle Marche, commentando la notizia ha aggiunto che i Verdi solleveranno la questione in tutte le Regioni con interrogazioni ed interpellanze alla Giunta Regionale per conoscere come si sta operando per evitare che anche quest’anno si semini mais contaminato da ogm.
Nel corso della emergenza mais ogm dello scorso anno sono state coinvolte Piemonte, Lombardia, Veneto, Emlia Romagna, Friuli e dopo le denuce dei Verdi campi ogm sono stati ritrovati anche nelle Marche, Umbria e Toscana che in un primo momento sembravano non coinvolte.
Il primo risultato delle analisi 2004, associato alla percentuale dei controlli, evidenzia che siamo ancora lontani da quel controllo su tutti i lotti che permetterebbe di eliminare il problema alla fonte prima delle semine.
Quanti agricoltori rischieranno anche quest’anno di trovarsi con piante ogm a propria insaputa?
Moruzzi ha aggiunto, “contenere efficacemente la diffusione di ogm con un sistema preventivo è un compito difficile, che diventa ancor più complesso se le autorità pubbliche, Governo in primis, dimostrano di non credere nella possibilità di mantenere il proprio territorio libero da ogm”.

Ancona, 22 marzo 2004


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