Modificazioni ed integrazioni alla legge regionale
13 Marzo 1985 n. 7 concernente:
"Disposizioni per la salvaguardia della flora marchigiana"

Proposte
di Legge

Gruppo Verdi
Consiglio
Regionale
delle Marche

Signori Consiglieri,la presente proposta di legge apporta modifiche alla legge regionale 13 marzo 1985 n, 7 “Disposizioni per la salvaguardia della flora marchigiana”, al fine di arginare il fenomeno dell'abbattimento di specie tutelate, sempre più frequente nel territorio marchigiano.Infatti, la legge regionale 10 agosto 1998, n. 33 “Disciplina generale e delega per l'applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale”, ha esteso l'istituto dell'oblazione a tutte le violazioni che comportino la sola sanzione pecuniaria sia fissa che proporzionale (cfr. articoli 9 e 25).Di conseguenza, chiunque senza autorizzazione abbatta una specie floristica tutelata ai sensi della l.r. 7/1985, può effettuare un pagamento con effetto liberatorio pari a un terzo del massimo o, se più favorevole, al doppio del minimo della sanzione irrogata equivalente alla decima parte della medesima.Restando fermi gli attuali limiti sanzionatori, appare evidente, come la somma versata dal contravventore risulti, di norma, di gran lunga inferiore al valore del bene illegittimamente abbattuto, nonché a quelle applicate prima dell'estensione dell'istituto dell'oblazione.Ad esempio, una quercia secolare, con un valore di solo legno variabile tra i cinque e i dieci milioni (a parte il valore paesaggistico), può essere abbattuta versando un'oblazione di solo due milioni.Al fine di restituire alla sanzione la sua tipica funzione deterrente, con la proposta di legge in esame si è ritenuto opportuno innalzare gli attuali limiti sanzionatori, prevedendo altresì un minimo e massimo della sanzione onde consentire agli organi competenti alla sua irrogazione di adeguarla alla gravità della singola violazione commessa.Inoltre, nell'intento di rendere effettivamente operante il vincolo di inedificabilità sull'area su cui insiste la proiezione della chioma delle piante abbattute senza autorizzazione introdotto dal quinto comma dell'articolo 7 della l.r. 7/1985, ma sino ad oggi disatteso, la presente proposta di legge pone a carico delle amministrazioni comunali competenti l'obbligo di istituire un registro contenente l'elenco delle piante abbattute senza autorizzazione, realizzato attraverso le segnalazioni provenienti dagli organi preposti alla vigilanza ed all'accertamento delle relative trasgressioni.Tale registro, indicando, per ogni singola pianta abbattuta abusivamente, la sua ubicazione e l'esatta estensione dell'area inedificabile sulla quale insiste la proiezione della chioma, consente all'organo competente all'approvazione dei progetti di opere pubbliche, per le costruzioni edilizie e per le opere di miglioramento e trasformazione fondiaria, nonché, competente al rilascio delle relative concessioni edilizie, di verificare preventivamente l'esistenza dei divieto di edificabilità suddetto.Per superare l'eventuale inerzia delle amministrazíoni comunali all'istituzione dei registro è stato previsto un meccanismo di garanzia mediante la nomina da parte dei difensore civico regionale, ai sensi dell'articolo 17, comma 45, della legge 15 maggio 1997, n. 127, di un commissario ad acta, previa diffida ad adempiere.La presente proposta si compone di 4 articoli. Con il primo articolo si realizza un innalzamento del valore delle sanzioni amministrative previste dall'articolo 7 della l.r. 7/1985; con il secondo, con il quale si istituiscono due nuovi articoli, si pone a carico dei Comuni l'obbligo di istituire un registro contenente l'elenco delle piante abbattute senza autorizzazione e si prevede il potere sostitutivo del difensore civico regionale all'istituzione del registro di cui all'articolo 2 della proposta nell'ipotesi di inadempimento delle amministrazioni comunali; con il terzo si stabilisce che gli organi competenti alla approvazione dei progetti per la realizzazione di opere pubbliche, per le costruzioni edilizie e per opere di miglioramento e trasformazione fondiaria debbano preventivamente verificare l'esistenza nel registro di cui all'articolo 2 dell'inscrizione di una pianta abbattuta senza autorizzazione ubicata nell'area interessata dal progetto presentato. Art. 1 (Modifiche all'artícolo 7 della L. r. 13 marzo 1985, n. 7) l. I commi primo e secondo dell'articolo 7 della l.r. 13 marzo 1985, n. 7, così come modificati dalla l.r. 10 gennaio 1987, n. 8, sono sostituiti dai seguenti: “Chiunque abbatta direttamente o tramite l'opera altrui, senza autorizzazione:a) un albero sottoposto a tutela della presente legge è soggetto ad una sanzione amministrativa da un minimo di lire 500.000 ad un massimo di lire 3.000.000;b) un albero previsto dall'articolo 4 e dal comma 2 dell'articolo 5 è soggetto ad una sanzione amministrativa da un minimo di lire 3.000.000 ad un massimo di lire 20.000.000.Chiunque abbatta, estirpi o bruci una siepe sottoposta a tutela della presente legge è soggetto ad una sanzione amministrativa da un minimo di lire 500.000 ad un massimo di lire 3.000.000 per ogni 20 metri di siepe abbattuta, estirpata o bruciata. Alla medesima sanzione è soggetto chi abbatta, estirpi o bruci un tratto di siepe sottoposto a tutela della presente legge anche per frazioni inferiori ai primi 20 metri.". Art. 2 (integrazioni alla l. r. 711985) l. Dopo l'articolo 7 della l.r. 7/1985 sono inseriti i seguenti:“Art. 7 bis (Registro comunale delle piante abbattute senza autorizzazione).I Comuni istituiscono, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, un registro contenente l'elenco delle piante abbattute senza autorizzazione, ai fini della inedificabilità prevista dal quinto comma dell'articolo 7. Il registro è predisposto sulla base delle segnalazioni provenienti dagli organi preposti alla vigilanza nonché all'accertamento delle trasgressioni di cui al secondo comma dell'articolo 9.Il registro indica per ogni pianta abbattuta senza autorizzazione:a) la località in cui la pianta è situata;b) l'estensione dell'area su cui insiste la proiezione della chioma non utilizzabile a fini edificatori. Art. 7 ter (Poteri sostitutivi)Qualora i Comuni competenti non istituiscano, nei termini previsti dal primo comma dell'articolo 7 bis, il registro delle piante abbattute senza autorizzazione,, il difensore, civico regionale, previa diffida ad adempiere, nel termine di quindici giorni nomina un commissario ad acta, per l’istituzione del registro nei successivi giorni”.Art. 3 (Modifiche all’articolo 3 della l.r. 7/1985)1. Il comma secondo dell'articolo 3 della l.r. 7/1985 è sostituito dal seguente:“Nei progetti per la realizzazione di opere pubbliche, per le costruzioni edilizie e per opere di miglioramento e di trasformazione fondiaria devono essere indicate le piante che si intendono abbattere. Gli organi chiamati all'approvazione dei progetti debbono verificare e comprovare:a) l'impossibilità di soluzioni tecnicamente valide diverse da quelle comportanti l'abbattimento delle piante;b) l'esistenza dell'iscrizione di cui al secondo comma dell'articolo 7 bis nel registro contenente l'elenco delle piante abbattute senza autorizzazione, ai fini della inedificabilità prevista dal quinto comma dell'articolo 7".

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