UNA LEGGE REGIONALE PER SALVARE

IL VERO TARTUFO ITALIANO

DA FRODI E CONTRAFFAZIONI




Tartufi neri immaturi sbiancati, aromatizzati artificialmente e venduti come tartufi bianche pregiati, tartufi cinesi (che nei luoghi d'origine venivano utilizzati come cibo per cani) importati in Italia a spacciati per tartufo nero, specialità gastronomiche in cui il bismetiltiometano (aroma artificiale) serve a dimostrare la presenza di tartufo pregiato che in quel prodotto non c'è mai stato o è presente con varietà meno pregiate o poco profumate. Queste sono solo alcune delle frodi contro cui la proposta di legge regionale dei VERDI, presentata alla stampa dal Capogruppo dei VERDI in Consiglio regionale delle Marche, Marco Moruzzi, vuole difendere la tartuficoltura italiana dall'invasione del tartufo cinese e dalla contraffazione con gli aromi artificiali.
Simbolicamente, al termine della Conferenza Stampa, il Consigliere regionale, Marco Moruzzi, ha bruciato degli esemplari cinesi di Tuber indicum che erano stati messi a confronto con tartufi neri pregiati.
L'immissione nell'ambiente di "tartufo cinese" può avere effetti negativi anche sul piano ambientale perché trattandosi di una specie meno esigente e più adattabile, se propagata nel territorio può soppiantare il nostro tartufo pregiato con gravi squilibri ecologica e stravolgendo il nostro ecosistema fungino.
La proposta di legge:
1) Vieta la vendita sotto ogni forma, con la denominazione "tartufo" delle specie non presenti spontaneamente nei nostri boschi (1).
2) Obbliga a precisare le quantità e le specie di tartufo (2) perché la differenza delle quotazione tra un prodotto e l'altro consentono profitti ingiustificati da favola. 3) Vieta l'uso della parola "tartufo" ed ogni immagine o dicitura che richiami il tartufo nel caso di prodotti conentenenti aromi artificiali che simulano alcuni profumi caratteristici del "principe della tavola".
La Regione non ha il potere di vietare la commercializzazione di un aroma artificiale regolarmente autorizzato a livello nazionale nel settore alimentare, né può vietare l'uso ingannevole ai danni del consumatore.
4) Vieta la vendita degli olii aromatizzati al tartufo nelle fiere del tartufo, inserite nel Calendario Fieristico della Regione Marche, poiché a questo prodotto l'aroma del tartufo viene conferito esclusivamente con l'aggiunta di aromi artificiali, senza venire a contatto in alcun modo con il tartufo.
5) Introduce l'obbligo per la Giunta regionale di predisporre un sistema di certificazioni e tracciabilità del prodotto raccolto nelle Marche e prevede azioni per la conservazione degli ecosistemi vocati alla produzione del tartufo.
Già nel gennaio 2002 Moruzzi aveva sollecitato, con una dettagliata e documentata interrogazione, provvrdimenti urgenti per tutelare le produzioni locali, dopo che la penuria di tartufo della scorsa stagione aveva favorito l'importazione di tartufi cinesi e la commercializzazione degli stessi come tartufi pregiati.

(1) Il tartufo cinese viene acquistato nel luogo d'origine a l prezzo di 3 euro il chilogrammo e non è un prodotto di interesse gastronomico per le popolazioni delle montagne cinesi e indiane.
(2)Il giorno 15/2/03 la quotazione del tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vittadini) oscillava tra 400 e 500 euro/kg e quella del tartufo nero d'inverno o trifole nere (Tuber brumale Vittadini) era quotato 100 euro/kg.

Ancona, 21 febbraio 2003-02-21


  • la proposta di legge con la relazione
  • scheda con tutte le specie di tartufo che crescono in Italia



  • [Alimentazione Naturale ] [Agricoltura Biologica] [Medicina Alternativa] [Ambiente e Benessere] [Agriturismo] [Inquinamento]
    [Parchi Regionali] [Il Mare] [Energia Pulita] [OGM][Comuni Transgenici] [News] [Unione Europea] [Leggi Regionali]
    [Fiere e Mercati]
    [Convegni e Congressi] [News per le Imprese] [Verdi Regione Marche] [AgriNEWS] [Links] [HOME]