Messa al bando delle armi all'uranio impoverito e Commissione d'inchiesta parlamentare

L'allarme sui rischi legati all'uso di uranio impoverito è stato lanciato dai Verdi già il 16 aprile 1999. In un'interrogazione al Senato si chiedeva se era vero che la NATO stava utilizzando in Kosovo quel tipo d'armamenti, si lanciava un allarme sui rischi d'inquinamento ambientale e si chiedeva una moratoria sull'utilizzo di quei proiettili. In una lettera al Presidente del Consilglio D'Alema il senatore Stefano Semenzato segnalava che l'uso di materiali radioattivi rappresentava una scelta in aperto contrasto con i fini umanitari dichiarati, cioè quelli di sostegno e difesa delle popolazioni.

"Oggi - dichiara Semenzato - dopo ciò che è successo, si rende necessaria ogni possibile iniziativa per la loro messa al bando. E, aggiungo, per vietare ogni utilizzo di tale materiale anche per finalità civili essendo noto ad esempio il loro uso come contrappesi nelle ali di molti aerei civili tra i quali anche alcuni Jumbo dell'Alitalia. Uso che comporta un rischio per l'incolumità generale."

I Verdi credono e chiedono che le Forze Armate, il Governo, il Parlamento diano una risposta chiara sulle origini di questa vicenda.

"Alcuni - continua Semenzato nel messaggio rivolto al Ministro della Difesa Mattarella - sollevano il concorso di altri fattori, il benzene, i vaccini, il bombardamento di fabbriche o depositi chimici. Può darsi. Siano gli scienziati a darci delle risposte. Ma anche qui è necessaria la massima trasparenza: ci dica la NATO, e se lo sa il Governo, se tra gli obiettivi distrutti dalla NATO nei pressi di Sarajevo erano compresi anche depositi di armi chimiche. Ci si dica se tra il munizionamento scaricato nell'adriatico ci sono proiettili all'uranio. Ci si dica dei bombardamenti in Serbia dove operano tanti volontari italiani.
Emerge con evidenza in questi giorni che siamo stati tenuti all'oscuro di troppe cose."
Il Gruppo dei Verdi al Senato ha avanzato la proposta di una Commissione d'inchiesta parlamentare su quella che viene definita "la sindrome dei Balcani" e la richiesta che l'Europa abbandoni ogni uso dell' uranio impoverito.


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