L'uso dell'ingegneria genetica in agricoltura
e nella produzione degli alimenti ha un impatto non soltanto sull'ambiente
e la biodiversità ma anche sulla salute umana.
I rischi che possono essere introdotti nell'alimento attraverso l'ingegneria
genetica sono molteplici: allergeni, tossine e ridotta qualità nutrizionale.
I metodi correnti di ricombinazione del DNA sono tutti in grado di introdurre
dei cambiamenti non voluti nella funzione e nella struttura dell'organismo
che produce l'alimento.
l'ingegneria genetica introduce nuovi geni, nuove informazioni genetiche
nelle cellule dell'organismo che produce alimenti. Dato che un gene è
il progetto per una proteina, quella nuova informazione genetica induce
l'organismo a produrre una o più proteine. L'alimento prodotto dall'organismo
progettato geneticamente conterrà queste nuove proteine.
Inserire un gene ricombinato nel DNA di un organismo produttore di alimento
disturba la sequenza naturale dell'informazione genetica all'interno del
DNA. Così tale processo crea delle mutazioni casuali all'organismo, che
gli ingegneri non possono prevedere.
Un problema è che un gene progettato possa venir inserito nel DNA molto
vicino ad un gene importante dell'organismo, alterando in questo modo
l'espressione di questo gene. Ad esempio, potrebbe spingere l'organismo
produttore a produrre dieci volte di più o dieci volte di meno di una
determinata proteina. Questa può causare moltissimi problemi. Una proteina
che non è tossica o allergenica a livelli normali, potrebbe diventare
tossica a livelli dieci volte superiori.
I sostenitori delle biotecnologie sostengono che il rischio associato
con gli alimenti transgenici è molto piccolo. Comunque, non vi è evidenza
scientifica che sia così.
Dato che gli alimenti manipolati che contengono allergeni manterrebbero
in molti casi l'aspetto dei loro simili non-allergenici naturali, essi
comportano un serio rischio per il consumatore. Non saranno più in grado
di evitare quegli alimenti perché non sono più in grado di distinguerli
da quelli naturali corrispondenti.
Un ristretto numero di aziende multinazionali, di istituzioni
di ricerca e di governi potrebbe riuscire a ottenere il brevetto di tutti
i 100.000 geni che compongono il corredo genetico della razza umana, e
di tutte le cellule, gli organi e i tessuti che formano il corpo umano.
Le stesse organizzazioni potrebbero ottenere brevetti analoghi per decine
di migliaia di microrganismi, piante e animali, fatto che consentirebbe
loro di conquistare un potere senza precedenti nella storia: dettare i
termini secondo i quali noi e le nostre generazioni future condurremo
le nostre vite.
Decine di migliaia di nuovi batteri, virus, piante e animali transgenici
potrebbero essere immessi negli ecosistemi della Terra per scopi commerciali
che vanno dal "rimedio biologico" alla produzione di combustibili alternativi.
Alcune di queste innovazioni, tuttavia, potrebbero distruggere la biosfera
del pianeta, diffondendo nel mondo un inquinamento genetico assai pericoloso
e con effetti, a volte, addirittura mortali. Gli usi militari delle nuove
tecnologie potrebbero avere gli stessi effetti devastanti sulla Terra
e sui suoi abitanti. La possibilità di una guerra biologica basata sull'ingegneria
genetica potrebbe rappresentare, nel prossimo secolo, una minaccia per
la sicurezza globale non meno seria di quella rappresentata dalle armi
nucleari di oggi.
La clonazione di animali e di esseri umani potrebbe diventare una prassi
corrente, e la "replicazione", per la prima volta nella storia, potrebbe
rimpiazzare parzialmente la "riproduzione". Cloni di animali prodotti
geneticamente e in massa potrebbero fungere da industrie chimiche nel
cui sangue e nel cui latte sintetizzare grandi quantità di prodotti chimici
e di farmaci a basso prezzo. Potremmo inoltre assistere alla creazione
di una serie di nuovi animali chimerici, compresi ibridi uomo/animale.
Per esempio l'uomo/scimmia, metà uomo e metà scimmia, potrebbe diventare
una realtà. Gli ibridi uomo/animale potrebbero essere largamente usati
come soggetti sperimentali nella ricerca medica e come "donatori di organi"
per i trapianti esogeni (xenotrapianti). La creazione artificiale e la
diffusione degli animali clonati, chimerici e transgenici potrebbero significare
la fine del "mondo naturale" e la sua sostituzione con un mondo
"bioindustriale".
Alcuni genitori potrebbero scegliere di concepire i figli in provetta
e di crescerli in uteri artificiali esterni al corpo umano, per evitare
i fastidi della gravidanza e per garantire un ambiente sicuro e trasparente
attraverso il quale monitorare lo sviluppo del bambino prima della nascita.
Si potrebbero produrre trasformazioni genetiche nei feti umani
in utero con lo scopo di correggere malattie e disturbi letali e per migliorare
l'umore, il comportamento, l'intelligenza e l'aspetto fisico. I genitori
potrebbero scegliere le caratteristiche dei figli, alterando in misura
radicale il concetto stesso di paternità e maternità. I bambini "progettati"
potrebbero aprire la strada all'avvento di una civiltà eugenetica nel
XXI secolo.
Milioni di persone potrebbero conoscere nei dettagli il loro corredo genetico,
e avere così la possibilità di guardare nel proprio futuro biologico.
Questo tipo di informazione potrebbe dare il potere di predire e di pianificare
la vita di ognuno in maniera fino ad oggi impossibile. La stessa "informazione
genetica", d'altra parte, potrebbe essere usata dalle scuole, dai datori
di lavoro, dalle compagnie assicuratrici e dai governi per determinare
i percorsi educativi, le assunzioni e i premi assicurativi, dando origine
a una nuova e virulenta forma di discriminazione basata appunto sul "profilo
genetico".
Per più di dieci millenni abbiamo addomesticato, generato, incrociato
animali e piante. Ma, nella lunga storia di queste pratiche, siamo stati
frenati in quello che realmente avremmo potuto realizzare dai vincoli
naturali posti dai confini di ogni specie, sebbene la natura ci abbia
a volte permesso di attraversare questi confini, le incursioni sono sempre
state molto limitate. Gli animali ibridi (ad esempio i muli) sono di solito
sterili, e gli ibridi delle piante non tramandano tutti i loro tratti.
L'ingegneria genetica supera le costrizioni imposte dai confini di specie.
Grazie a questa nuova tecnologia, la manipolazione viene fatta non a livello
di specie, bensì a livello genetico. L'unità sulla quale si opera non
è più l'organismo, ma piuttosto il gene. Le implicazioni sono enormi e
imprevedibili. Nel 1983, Ralph Brinster, della facoltà di veterinaria
dell'Università della Pennsylvania, inserì in embrioni di topo i geni
umani che regolano la sintesi degli ormoni della crescita. I topi espressero
i geni umani, si svilupparono con una rapidità più che doppia del normale
e divennero più grossi di circa il doppio di qualsiasi altro topo. Questo
"supertopi", come furono chiamati dalla stampa, crebbero e trasmisero
alla progenie i geni umani per gli ormoni della crescita. A tutt'oggi
esiste una linea di topi che continua a esprimere i geni umani per gli
ormoni della crescita, generazione dopo generazione. I geni umani sono
stati quindi permanentemente incorporati nel corredo cromosomico di questi
animali.
Agli inizi del 1984 un'impresa simile fu realizzata in Inghilterra. Alcuni
scienziati fusero tra loro cellule embrionali di capra e di pecora, trasferendo
l'embrione che ne risultò in un animale che diede origine a una chimera
capra/pecora (detta caprecora): questo è il primo esempio, nella storia
dell'uomo, di fusione di due animali assolutamente non correlati.
Nel 1986 alcuni scienziati presero il gene che codifica l'emissione della
luce nella lucciola e lo inserirono nel codice genetico di una pianta
di tabacco. Risultato: le foglie del tabacco brillavano. Nei moderni laboratori
di biotecnologia, le possibilità di ricombinazione sono pressoché illimitate.
Le nuove tecnologie ci permettono di combinare materiale genetico superando
le limitazioni della natura, riducendo ogni forma di vita a materiali
chimici manipolabili. Gli organismi e le specie non esigono più la nostra
attenzione e il nostro rispetto. Il nostro interesse si focalizza sempre
più sulle migliaia di "filamenti chimici" sede delle informazioni genetiche
che costituiscono il programma delle cose viventi. Per la prima
volta nella storia stiamo diventando gli ingegneri della vita stessa.
Stiamo iniziando a riprogrammare i codici genetici degli organismi
viventi per soddisfare i nostri desideri e i nostri bisogni culturali
ed economici.
Oggi centinaia di nuove aziende di biotecnologia sono impegnate a programmare
la rivoluzione biotecnologica. Amgen, Organogenesis, Calgene, Mycogen
e Myriad sono tutte imprese impegnate a trovare e indicare la strada di
quella che alcuni esperti finanziari considerano la seconda grande rivoluzione
tecnologica nella storia del mondo. Dozzine fra le principali aziende
multinazionali del settore stanno stanziando fondi per la ricerca biotecnologica,
fra queste Du Point, Novartis, Upjohn, Monsanto, Eli Lilly, Rohm e Haas
e Dow Chemical. Solo negli Stati Uniti ci sono già 1300 società biotecnologiche
con circa 13 miliardi di dollari di reddito complessivo e con più di 100
mila addetti. Il premio Nobel per la chimica F. Curl, chimico dell'Università
di Rice affermò che il XX secolo era il secolo della fisica e della chimica,
mentre il successivo sarebbe stato quello della biologia.
Prospettive attuali e future delle biotecnologie:
- Nell'industria mineraria i ricercatori stanno
sviluppando nuovi microrganismi capaci di rimpiazzare i minatori e le
loro macchine nell'estrazione dei metalli. Ad esempio, gli scienziati
al momento stanno usando agenti microbici per degradare i minerali nei
quali è intrappolato l'oro prima dell'estrazione chimica, così da incrementare
la quantità di recupero dell'oro stesso.
- Nel settore energetico si sta cominciando a
sperimentare risorse rinnovabili in alternativa al carbone, all'olio
e al gas naturale. Gli scienziati sperano di migliorare le fonti
già esistenti, come la canna da zucchero, per produrre carburanti per
le automobili. Si ipotizza che l'etanolo, derivato dallo zucchero e dai
cereali, fornirà più del 25% del carburante per i motori dei veicoli americani
fin dai primi anni del prossimo secolo.
- Produzione di plastica:
una ditta britannica, la ICI, ha sviluppato ceppi batterici in grado di
produrre plastica con molteplici caratteristiche e proprietà, fra le quali
vari gradi di elasticità. Questa plastica è biodegradabile al 100%. Nel
1993, Chris Sommerville, direttore del centro di biologia
delle piante del Carnegie Institute di Washington, ha inserito un gene
che sintetizza la plastica in una pianta di senape. Il gene ha trasformato
la pianta in un'industria della plastica.
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L'esercito americano
sta inserendo nei batteri geni artificiali simili a quelli usati
dai ragni tessitori per produrre filo. Il filo dei ragni è una tra
le più robuste fibre naturali esistenti.
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Una nuova generazione
di organismi prodotti con l'ingegneria genetica sta per essere sviluppata
per convertire i materiali tossici in sostanze utili e atossiche.
I ricercatori stanno usando funghi, batteri, alghe prodotte artificialmente
come "bioassorbenti", per catturare metalli inquinanti e radionuclidi
come il mercurio, il rame, il cadmio, l'uranio e il cobalto.
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Le compagnie di silvicoltura
tentano di isolare i geni che possano essere inseriti negli alberi
per farli crescere più velocemente, per renderli refrattari alle
malattie e maggiormente resistenti al caldo, al freddo e alla siccità.
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In Florida, nel 1996,
è stato realizzato il primo insetto geneticamente trasformato,
un acaro predatore. I ricercatori sperano che esso possa mangiare
gli altri acari che danneggiano le fragole e gli altri raccolti.
Gli scienziati dell'Università della California a Riverside stanno
portando a termine esperimenti per inserire un gene letale nel corredo
cromosomico dell'antonomo rosa del cotone, un parassita che causa
ogni anno danni per milioni di dollari. Il gene killer si attiva
in primavera, uccidendo i giovani parassiti prima che essi possano
danneggiare il cotone, accoppiarsi e riprodursi.
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All'Università di Adelaide,
in Australia, gli scienziati hanno sviluppato una nuova
generazione di maiali, trattati con l'ingegneria genetica,
che sono più efficienti del 30% e che sono disponibili sul mercato
sette settimane prima di quelli normali. L'Australian Commonwealth
Scientific and Industrial Organization ha prodotto pecore trattate
geneticamente che crescono più velocemente (circa del 30%) di quelle
normali.
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I ricercatori stanno
trasformando greggi e allevamenti in bioindustrie atte a
produrre farmaci, medicinali e alimenti. Nell' aprile 1996
la Genzyme Transgenics annunciava la nascita di Grace, una capra
transgenica con un gene che codifica il BR-96, un anticorpo monoclonale
che è stato sviluppato e testato dalla Bristol-Myers Squibb come
farmaco antitumorale. La Genzyme sta preparandosi anche a testare
una capra transgenica capace di produrre antitrombina, un farmaco
anticoagulante. Per non essere da meno, i ricercatori della PPL
Therapeutics, a Blacksburg, in Virginia, annunciarono nel febbraio
del 1997 la nascita di una vitella transgenica chiamata Rosie. Il
latte di questa mucca contiene alfa-lactalbumina, una proteina umana
che fornisce gli aminoacidi essenziali. A Boulder, in Colorado,
la Somatogen ha creato un maiale transgenico che produce l'emoglobina
umana. Il 22 febbraio 1997, Ian Wilmut, un embriologo scozzese,
annunciò il primo clonaggio di mammifero nella storia, una pecora
chiamata Dolly. Wilmut ha sostituito il DNA di un uovo di pecora
normale con il DNA prelevato da un ghiandola mammaria di una pecora
adulta. Ha poi fatto sviluppare l'uovo inserendolo nell'utero di
un'altra pecora. Oggi è possibile produrre una gran quantità di
copie identiche di mammiferi, ognuna indistinguibile dall'originale.
Società biotecnologiche come la Nextran e la Alexion stanno inserendo
geni umani nelle linee germinali di embrioni animali al fine di
rendere i loro organi più compatibili con il genoma umano e quindi
meno esposti al rischio di rigetto.
Scienziati della Johns Hopkins University hanno già trapiantato
con successo un gene "anticongelamento" dal pesce pianuzza nel corredo
genetico della trota e della spigola, per permettere a questi pesci
di sopravvivere in acque più fredde. Hanno inoltre inserito il gene
dell'ormone della crescita di un mammifero in uova di pesce fecondate:
questo esperimento ha avuto come risultato la nascita di pesci molto
più grossi e dalla crescita più rapida.
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Milioni di persone stanno
già usando farmaci e medicinali manipolati geneticamente
per la terapia di patologie cardiache, del cancro, dell'Aids e dell'infarto.
L'insulina umana prodotta con l'ingegneria genetica ha virtualmente
eliminato l'uso dell'insulina naturale ottenuta dalle mucche e dai
maiali.
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Nel maggio 1997 un équipe
giapponese ha affermato di essere riuscita a trapiantare con successo
un intero cromosoma umano nel corredo genetico di un topo.
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Una società di Boston,
la Organogenesis, afferma di poter "produrre quattro acri di pelle".
Aziende come la Organogenesis stanno dimostrando che, partendo da
poche cellule, è possibile far crescere un organo funzionante sopra
una impalcatura fatta di polimeri. I ricercatori stanno inoltre
conducendo esperimenti per la creazione di polmoni, fegati e pancreas
di laboratorio formati da cellule umane. Al Children's Hospital
di Boston, Anthony Atala, direttore del laboratorio di ingegneria
genetica dei tessuti sta facendo crescere una vescica umana in un
contenitore di vetro.
Verrà il giorno in cui parti del corpo umano ben più complesse,
come mani e braccia, saranno fatte crescere su impalcature di polimeri,
modificate secondo le richieste individuali dei pazienti. L'ultimo
ostacolo che rimane, avvertono gli scienziati, "è l'incapacità di
rigenerarsi del tessuto nervoso". Nessuno finora è riuscito a far
crescere cellule del tessuto nervoso umano.
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Il Progetto
Genoma umano, il programma sponsorizzato dal governo americano
con una somma pari a 3 miliardi di dollari, è stato ideato al fine
di mappare e sequenziare l'intero genoma umano, composto approssimativamente
da 100 mila geni, entro l'anno 2002. Gli scienziati sperano di isolare
e di identificare il gene o i geni responsabili di più di 4 mila
malattie genetiche che affliggono gli esseri umani. Una nuova
tecnologia rivoluzionaria, i chip a base DNA, permetterà ai medici
di analizzare il corredo genomico di ogni singolo individuo, consentendo
di tracciare un quadro dettagliato delle sue predisposizioni genetiche,
una sorta di sfera di cristallo da cui trarre indicazioni sul futuro
dello stato emotivo, mentale e della salute fisica.
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Nell'aprile 1997, i
ricercatori della facoltà di Medicina della Case Western Reserve
University, a Cleveland, nell'Ohio, hanno annunciato la creazione
del primo cromosoma umano artificiale, una scoperta
che potrebbe portare alla "progettazione" dei tratti genetici all'interno
delle cellule sessuali o delle cellule embrionali appena dopo il
concepimento. Questa nuovissima scoperta potrebbe un giorno "permettere
ai medici di alterare l'eredita genetica delle persone o di curare
le malattie grazie alla semplice introduzione di "cassette" genetiche
direttamente nelle cellule".
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Il biologo francese
e premio Nobel Jean Rostand era convinto che la creazione di un
utero artificiale fosse inevitabile. Oggi i ricercatori di tutto
il mondo stanno lavorando per fare della predizione di Rostand una
realtà. Alcuni credono che in meno di un decennio saremo
in grado di far crescere un bambino completamente al di fuori dell'utero
materno, dal concepimento alla nascita. Più di uno scienziato
sostiene che, all'inizio del prossimo secolo, potrebbe essere possibile
far crescere all'interno di uteri artificiali alcuni cloni umani
privi di encefalo: questi potrebbero essere poi usati come pezzi
di ricambio durante la vita dei donatori le cui cellule sono state
clonate.
Nascita dell'Algenia:
significa cambiare l'essenza di una cosa vivente. Le arti algeniche
sono rivolte al "miglioramento" degli organismi viventi già esistenti
e alla progettazione di organismi interamente nuovi con l'intento di
"perfezionarne" le prestazioni. Per l'algenista, i confini di specie
sono soltanto delle comode etichette atte a identificare una condizione
biologica o una relazione che ci è familiare. Essi sostengono che tutte
le cose viventi sono riconducibili a un materiale biologico di base,
il DNA, che può essere estratto, manipolato, ricombinato e programmato
mediante una serie di elaborate procedure da laboratorio, in un infinito
numero di combinazioni. Lo scopo finale dell'algenista è quello di costruire
l'organismo perfetto. Lo "stato aureo" è lo stato dell'efficienza ottimale.
L'algenista è l'estremo ingegnere.
Tuttavia la storia ci ha insegnato che che ogni nuova rivoluzione tecnologica
porta con sé non solo benefici, ma anche costi. Più la tecnologia è
in grado di espropriare e di controllare le forze della natura, più
alto è il prezzo che dovremo pagare in termini di sconvolgimento e di
distruzione degli ecosistemi e dei sistemi sociali che sostengono la
vita.
Con la tecnologia genetica noi assumiamo il controllo del nostro patrimonio
ereditario individuale, ossia del nostro programma genetico. Può una
persona ragionevole pensare, anche solo per un momento, che un simile
potere non comporti alcun rischio?
Brevettare la vita: La decisione del PTO (Ufficio dei Brevetti
e dei Marchi registrati) degli Stati Uniti nel 1987, aprì la strada
alla commercializzazione del pool genetico della Terra, segnando l'inizio
di una nuova era economica nella storia del mondo. Il PTO emise un'ordinanza
in cui dichiarava che tutti gli organismi viventi pluricellulari
(escluso l'uomo) che erano stati manipolati geneticamente, inclusi gli
animali, erano potenzialmente brevettabili.
Nessun biologo ha mai creato ex novo un gene, una cellula,
un tessuto, un organo o un organismo. E' lecito brevettare un fegato
o un pancreas che abbiano subito solo lievi modifiche genetiche? Che
dire di uno scimpanzé? Si tratta di un animale che condivide con l'essere
umano il 99% del corredo cromosomico e che ha la capacità mentale di
un bambino di due anni. Si può qualificare questo animale come un'invenzione
dell'uomo se i ricercatori inseriscono un singolo gene nella sua struttura
biologica?
Alcuni brevetti sulla vita concessi negli Stati Uniti sono così estesi
da assicurare a singole società il monopolio virtuale sull'uso di intere
specie.
Minaccia ambientale:Ogni
organismo manipolato geneticamente rappresenta una potenziale minaccia
per l'ecosistema, molto più grave della liberazione di prodotti petrolchimici
nell'ambiente. Essi, proprio perché vivi, sono imprevedibili. Inoltre
si riproducono, crescono e si spostano. Infine, una volta liberati,
è praticamente impossibile farli ritornare in laboratorio, soprattutto
se sono microscopici. Al momento è in corso una serie di esperimenti
per liberare nell'ambiente animali manipolati geneticamente, inclusi
insetti predatori per eliminare quelli nocivi, pesci nel cui codice
genetico sono stati introdotti, il gene che codifica l'ormone della
crescita e i geni "anticongelamento", che permettono loro di crescere
molto più velocemente, di raggiungere maggiori dimensioni e di vivere
in acque molto più fredde.
Armi genetiche:
Le conquiste ottenute nelle tecnicnologie di ingegneria genetica
hanno rinnovato l'interesse militare per le armi biologiche e hanno
generato una grande preoccupazione riguardo l'accidentale o la volontaria
liberazione di pericolosi virus, batteri e funghi manipolati geneticamente
che potrebbero diffondere un inquinamento genetico in tutto il mondo,
creando una mortale pandemia che potrebbe distruggere su vasta scala
le piante, gli animali e la vita umana.
Le armi biologiche possono essere virali, batteriche, basate sui funghi,
e sui protozoi. Gli agenti biologici possono mutarsi, riprodursi, moltiplicarsi
e diffondersi su una vasta zona geografica attraverso il vento e l'acqua.
Gli agenti biologici convenzionali comprendono la peste Yersina
pestis, tularemia, febbre della Rift Villey Coxiella burnetii,
encefalite equina, carbonchio e varicella.
Gli ingegneri genetici stanno clonando quantità finora impensabili di
agenti "tradizionali".
E' possibile inserire geni in organismi che colpiscono le funzioni che
controllano l'umore, il comportamento, lo stato mentale e la temperatura
corporea. Gli scienziati affermano di essere in grado di clonare specifiche
tossine per eliminare gruppi etnici o razze specifiche il cui costrutto
genotipico predispone a certe malattie. A differenza delle tecnologie
nucleari, l'ingegneria genetica può essere prodotta a buon mercato,
richiede una minore abilità scientifica e può essere effettivamente
impiegata in molti e diversi settori.
Vari settori delle forze armate lavorano con i maggiori agenti patogeni
al mondo, dalle malattie esotiche virali, come febbri emorragiche (Virus
Ebola), ai virus appena scoperti, come l'Aids.
Sofferenza animale:
Migliaia di animali transgenici, chimerici e clonati, dai maiali ai
primati, sono in questo stesso momento oggetto di sperimentazioni in
tutti i laboratori del mondo, allo scopo di migliorare l'allevamento
e di creare modi efficienti per la produzione di farmaci e di prodotti
chimici e di trovare cure e terapie per le malattie che colpiscono l'uomo.
L'inserimento di geni estranei nel codice genetico di un animale può
scatenare una serie di molteplici reazioni e può essere la causa di
sofferenza per la creatura mai riscontrata in passato.
Una civiltà eugenetica:
La prospettiva di creare un uomo e una donna eugenetici non
è più solamente il sogno di allucinati demagoghi politici ma, piuttosto,
un'opzione destinata a diventare accessibile in tempi brevi e
a creare un mercato commerciale potenzialmente redditizio.
Le tecniche di ingegneria genetica sono, in base alla loro vera natura,
strumenti eugenetici.
Nella terapia somatica, gli interventi hanno luogo solo sulle cellule
somatiche e i cambiamenti genetici non vengono trasferiti alla progenie.
Nella terapie delle cellule germinali, i cambiamenti genetici vengono
compiuti sugli spermatozoi, sugli ovociti e sulle cellule embrionali
e vengono trasmessi alle future generazioni.
Pomodoro transgenico:
gli scienziati hanno prelevato il gene "anticongelante" dalla passera
nera, un pesce, e l'hanno inserito nel codice genetico dei pomodori
con lo scopo di proteggerli dai danni provocati dal gelo.
Patate transgeniche: i geni dei polli sono stati inseriti
nelle patate per aumentare la resistenza alle malattie.
Granturco transgenico: i geni delle lucciole sono stati
iniettati nel codice biologico delle piante di granturco come marcatori
genetici.
Tabacco transgenico: i geni del criceto sono stati
inseriti nel genoma della pianta del tabacco per aumentare la sintesi
di steroli.
Tratto da Il Secolo
Biotech di Jeremy Rifkin Edizioni Baldini & Castoldi 1998
Il DNA dei cibi transgenici
può essere trasmesso:
Il numero del 4 Gennaio 1997 della rivista New
Scientist pubblica una notizia che dà agli oppositori del cibo
alterato geneticamente (GEF) delle munizioni spaventose.
Si pensava che il DNA dei geni del GEF venisse distrutto nello stomaco.
Tuttavia, è stato recentemente dimostrato che il DNA dato ad un topo
può sopravvivere nell'intestino e passare nelle cellule del corpo. Si
tratta di un risultato inaspettato e dovrebbe far rabbrividire.
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